In occasione del Review Party con i blog A spasso coi libri, Diario di un sogno, Esmeralda viaggi e libri, Scaffali da riscrivere, Les fleurs du mal- Blog letterario, ecco la recensione sul romanzo “La memoria dei corpi” di Marina Di Guardo per Libri Mondadori. A cura di Ilaria Grossi

 

Eccoci qua, 5 blog riuniti per festeggiare l’uscita del nuovo thriller di Marina Di Guardo per Mondadori.

La cover è molto accattivante nell’immagine e nel color rosso, in primo piano il ritratto di una donna coperta da un velo, quel velo di mistero che aleggia sui protagonisti del thriller e sull’intera storia, un velo che nasconde, deforma la realtà e che mostrerà un’inquietante verità solo quando cadrà definitivamente.

Il protagonista è il ricco avvocato penalista Giorgio Saveri, dopo una cocente delusione e il tradimento della moglie Eva con il suo amico e socio di studio, decide di ritirarsi nella grande villa di famiglia sulle colline piacentine, una zona che da anni è scena di misteriose sparizioni di giovani donne mi ritrovate.

Lungo la strada verso casa, Giorgio incontrerà Giulia, l’auto ferma e un certo smarrimento nei suoi occhi, è l’inizio di un’amicizia dettata da una forte attrazione e curiosità.

Giulia è una giovane donna affascinante e che dice poco di sé, ospitata da Giorgio nella sua villa, entrerà così nella sua vita e nella sua mente.

Misteriosa e sfuggente, le sue bugie pian piano verranno scoperte da Giorgio, nonostante ciò, decide di frequentare la donna ormai per lui ipnotica, dando vita ad una relazione altamente passionale.

Giorgio, schivo e solitario, è vittima di un’infanzia rigida e violenta, frutto di un’educazione fortemente chiusa alla mentalità del padre, il Dottore Ottorino e dell’indifferenza glaciale della madre Dafne.

L’unica persona a cui Giorgio tiene realmente è Agnese, la governante di famiglia, per lui una seconda madre anzi l’unica persona che l’ha voluto davvero bene sin da piccolo.

Agnese scompare misteriosamente.

Il paese diventa centro di curiosità e attenzione da parte dei media e giornalisti.

Si susseguono altre scomparse inspiegabili e il cerchio inizia a stringersi sotto la pressione di chi è fortemente diretto a scoprire la verità.

Lascio a te lettore la curiosità di scoprire cosa si nasconde dietro tali sparizioni e anime danneggiate e inquiete.

Lo stile di Marina Di Guardo è elegante, asciutto, molto attento all’aspetto psicologico e interiore dei suoi personaggi, riuscendo a dare al lettore un buon profilo e dettagli che lo porteranno ad un finale inquietante dando così un senso a tutte le storie che si intrecciano e si snodano attorno alla figura di Giorgio e ad un’ombra scura e meschina che lo avvolge.

Buona lettura

Ilaria Grossi per Les fleurs du mal blog letterario