La Quixote editore presenta “Un uomo da buttare” di Marie Sexton. Imperdibile!!!

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Trama
Dopo quattro missioni in Afghanistan, Warren Groves non riesce a riabituarsi alla vita da civile. Negli ultimi dodici anni, si è guadagnato da vivere con lavori bizzarri, e spesso illegali, per conto dei meno fortunati di Denver. La sua vita privata è ugualmente insoddisfacente. Riesce a ricordare a stento l’ultima volta in cui ha fatto sesso, per non parlare di quando ha preso qualcuno in modo duro e veloce, come piace a lui. Il destino si mette in mezzo quando, per fare un favore a un amico, conosce un gigolò piuttosto giovane di nome Taylor Reynolds. Taylor ha trascorso gli ultimi anni da solo, lavorando come gigolò, andando a casa di chiunque gli offrisse un pasto caldo e un posto dove dormire. Gli piace che usino un po’ di violenza su di lui e propone a Warren un’offerta che non può rifiutare: tutto il sesso che vuole, rude e sporco quanto vuole, in cambio di vitto e alloggio. All’inizio Warren pensa di aver vinto la lotteria. Taylor è il coinquilino perfetto: cucina, pulisce ed è una bomba a letto. Tuttavia, nella testa di Taylor ci sono dei demoni oscuri e dei desideri ancora più oscuri. Innamorarsi di qualcuno instabile come Taylor è già abbastanza pericoloso, ma quando i bisogni del ragazzo diventano davvero autodistruttivi, starà a Warren decidere quanto lasciare che le cose si spingano in là.

 

L’autrice

Marie Sexton vive in Colorado. È una fan di tutto ciò che comprende giovani uomini muscolosi che si ammassano l’uno sull’altro. In particolare, adora i Denver Broncos e andare alle loro partite con suo marito. Spesso i suoi amici immaginari si uniscono a loro. Marie ha una figlia, due gatti e un cane e tutti sembrano decisi a distruggere ciò che rimane della sua sanità mentale. Li ama lo stesso.

 

 

Dati libro 

TITOLO: Un uomo da buttare
TITOLO ORIGINALE: One man’s trash
AMBIENTAZIONE: Denver
AUTRICE: Marie Sexton
TRADUZIONE: Aria Zanchet
COVER ARTIST: Garrett Leigh
SERIE: The Heretic Doms Club #1
GENERE: QLGBT Contemporaneo
FORMATO: E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
PAGINE: 434
PREZZO: 4,99 € (e-book) su Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, Store QE
DATA DI USCITA: 14 dicembre 2018

 

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La triskell editore presenta “Tossico” di Susan Moretto. Imperdibile!

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Trama:

Michael è il figlio perfetto del pastore Carson: attivo nella comunità, altruista, dedito ai più sfortunati. Quando trova Jude, un giovane senzatetto che vive in un vicolo, sa che deve aiutarlo. Anche contro il volere di Jude stesso.

Jude vive una vita allo sbando: senza una casa, si prostituisce per potersi procurare le pillole a cui è assuefatto. Eppure trova difficile accettare l’aiuto di quel bel ragazzo, tanto devoto alla propria religione quanto attratto da Jude.

Due vite impossibili da conciliare, bloccate da ostacoli che neanche l’amore sembra poter superare. Come si può amare, quando sarà proprio l’amore a condannarli all’inferno?

Dati libro 

Data di pubblicazione: 24 Gennaio

Collana: Rainbow

Titolo: Tossico
Serie: Troubled Teen Series #3
Autrice: Susan Moretto

Genere: Contemporaneo
ISBN: 978-88-9312-468-3
Lunghezza:

Prezzo: € 4,99

 

 

“Eroi e sangue nella roma antica. La fine della repubblica” di Irene Salvatori, Haiku editore. A cura di Alessandra Micheli

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Perché consigliare uno storico?

Al giorno d’oggi dove tutto è immediato, l’informazione è facilmente reperibile.

Troppo.

Non si ha più il gusto della ricerca e quindi l’esercizio del pensiero.

Dati, collegamenti, fatti, sono a disposizione dell’utente che, senza sforzo, li ingurgita.

Avete letto bene.

Non li assorbe, li ingoia.

E saziarsi in codesto modo, non fa assaporare il gusto, né l’essenza del banchetto.

E in campo culturale ciò sta a significare che l’esercizio della capacità critica personale è delegato a qualche altro agente di informazione.

E oggi questo è chiamato internet.

Ora il problema della capacità multimediale di smistare contenuti su contenuti, di arrivare ovunque, di intercettare ogni tipo di informazione, sta nell’impossibilità, vista la mole, di garantirne qualità e attendibilità.

Il sito X darà la sua visione del fatto, o darà la sua versione della teoria ammantandosi di legittimità e rubando la scena alla persone.

Se prima eravamo consapevoli che la conoscenza era limitata dalla capacità  umana, di interpretare un fatto, oggi con il sobrio computer siamo convinti che, questa limitazione, sia superata.

Intelligenza artificiale Vs intelligenza umana.

Non c’è storia, non c’è gara.

La prima sbaraglia la concorrenza perché i suoi bit sono più logici dei nostri. Peccato che dietro a questa forma di informazione esiste sempre la mano dell’uomo.

Siamo noi a caricare i contenuti, siamo noi a aggiornare “wikipedia” e siamo noi a far passare la nostra deformazione mentale come notizia certa.

E da qua arrivano le fake news.

E queste notizie farlocche, sono sempre meno svelate, perché non sappiamo più sbrogliare una matassa di idee che noi stessi abbiamo ingarbugliato.

La storia stessa adesso, può avere la possibilità di raggiungere più persone, ma possiede anche la pecca di essere sempre meno riflettuta, sempre meno compresa risolvendosi in un insieme di date e fatti slegati dall’ambiente, slegati dalle personalità e slegati dal contesto.

Pur avendo a disposizione più possibilità di reperire materiale, siamo più soli e incapaci di gestirlo.

Ecco perché libri la cui forma accademica è sostituita da una più colloquiale, capace di rendere l’evento irreale reale, l’eroe persona, è necessario.

Perché soltanto capendo e riappacificandosi con la storia possiamo capire il presente.

Lo racconta Vico, con i suoi corsi e ricorsi storici.

La conoscete la sua strabiliante teoria?

Fidatevi, servirà per collocare il testo nella sua adeguata ottica.
Per Vico, lo studio della storia deve rappresentare una scienza nuova, nella quale operare una congiunzione tra discipline diverse (ad esempio filosofia e filologia) per individuare documentare non solo i fatti, ma anche
la decodificazione da dare a tali accadimenti, ricercandone quelle ragioni ideali e eterne destinate a ripresentarsi costantemente in modo quasi ripetitivo anche se con colorazioni e gradi diversi: appunto i corsi e ricorsi.

Ciò non significa che la storia si ripete.

Ma che è l’uomo, oramai protagonista e non più comparsa, che è sempre uguale a se stesso e se pur cambiano comportamenti adeguati alle situazioni molto spesso le sue ossessioni, i suoi impulsi profondi, i residui illogici delle sue azioni ( tanto per citare anche Vilfredo Pareto) possono disegnare un percorso similare a quelli già descritti nel passato.

Ciò che si manifesta nuovamente nel fatto storico è solo l’analogia e il confronto che ne esce dall’azione già compiuta.

E’ la cultura umana e sociale che si ripete.

Ecco che comprendiamo meglio le parole dell’introduzione:

Perché amante della storia? Perché mi aiuta a capire meglio il presente.

La storia resta uno dei pochi strumenti a nostra disposizione per riottenere i giusti metodi critici per poter distinguere tra le idee migliori, per creare il futuro rifuggendo dai molteplici slogan populisti, che tanto amano i nostri politici di oggi.

La storia si ripete molto più spesso di quanto si

pensi, sapere dove si finì nel passato potrebbe aiutare a

prendere migliori decisioni oggi.

Queste parole non fanno altro che rendere vivo il pensiero del nostro Vico, che a parer mio, brilla e occhieggia tra le bellissime pagine di Irene Salvatori.

E cosa ci trasmette di importante Irene oggi?

L’immagine di una Roma ( e forse di un intera Italia) che si è dibattuta e si dibatte tra immobilismo e spinte al rinnovamento.

La Roma del 509 a.c. quella che ha avuto la possibilità di imporsi come potenza primaria sul Mediterraneo, quella uscita vittoriosa dalle guerre puniche, si trova allo stesso bivio in cui ci troviamo noi oggi: la res pubblica considerata la migliore sul mercato (così come consideriamo intoccabile la nostra democrazia parlamentare) è istintivamente ostile e respingente verso ogni nuova riforma e verso ogni tentativo di rendere lo stato adeguato allo scorrere del tempo.

I cambiamenti ci sono e resistergli aggrappandosi strenuamente alla tradizione, alla consuetudine e allo status quo, senza rinnovare, è causa di crisi.

E la crisi la stiamo vivendo.

L’uomo moderno, conservatore più del romano del passato, vuole mantenere a tutti i costi salda una società che sta crollando a pezzi, perché è l’unico modello in grado di garantire i propri privilegi.

Ma questo significa che cambiano i suonatori ma non la melodia.

Proporre un altro sistema pubblico basato su una diversa stratificazione o sorpassando la stratificazione sociale stessa, è l’ansia che da sempre accompagna la storia.

Lo ha vissuto la fine della Roma repubblicana, e lo viviamo noi oggi, con quel “popolo” che si è stufato di essere un nome fittizio e vuole divenire realtà concreta.

Rivuole il proprio potere indietro.

E per riaverlo non esista a creare ribellioni, rivolte sociali rese ancor più cruente dalla repressione.

Ecco che lette oggi, le storie di Scilla, di Mario dei Gracchi e di Cesare acquistano un sapore diverso, oserei dire profetico di umani che forse, avevano la lungimiranza in grado di fargli intravedere un futuro diverso, attraverso le rovine di un passato che si sgretolava inesorabilmente.

Eroi che divengono nel racconto di Irene uomini, straordinari certo, ma riportati allo status di esseri imperfetti e straordinari nelle loro imperfezioni. La Salvatori li ripulisce di ogni visione distorta, ma anche di ogni apologia perché la loro grandezza era una grandezza profondamente “umana”.

Quell’acuta capacità di analisi del suo tempo e la grandezza di una visione politica europea ne fanno il grande tra i grandi.

E ancora

Cesare è morto. Ma Cesare vive, vive in chi sogna un mondo migliore, degno di poter essere vissuto pienamente, con passione e con dignità.

Il sogno mio e vostro di

trasformare la vecchia, stanca e ormai obsoleta Repubblica in uno Stato di respiro universale, più moderno e attento alle nuove forze emergenti dell’Impero. Una giustizia sociale più equa e attenta ai bisogni delle masse ma senza cadere dal popolare al populismo.

Un ultimo dato.

Non ci sono soltanto personalità strabilianti in questo libro.

Ci sono anche voci dimenticate, ignorate dei tanti che perirono per i sogni di grandezza dei condottieri:

Perirono centomila barbari, ottantamila Romani, tremila soldati… Non sono numeri, sono persone, vite cancellate per sempre, anime senza volto e senza nome travolte dalla Storia. Ma questi morti, nel grande disegno degli eroi e della Storia, fanno numero, diventano una nota a margine. Eroi e sangue: il sangue di chi ha subito gli altrui sogni e l’altrui grandezza, delle masse anonime, di chi non ha compreso i perché.

Forse è ora che le masse acquistino coscienza della loro importanza e inizino a comprendere i grandi perché della storia.