La collana Policromia presenta dei libri davvero eccezionali, dove la quotidianità diventa la forza vera della letteratura. DA non perdere!

 

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Fammi entrare nel tuo inferno. Di Giusy Pullara

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Quarta di copertina
propria omosessualità. La nuova vita della giovane, divisa tra il lavoro ai tavoli di un ristorante giapponese e le sedute di psicoterapia, viene stravolta dall’amore travagliato per la coetanea Adele, disinibita e sfuggente, e dall’incontro con Giacomo, un uomo con forti difficoltà relazionali conosciuto in sala d’attesa, che la mette al corrente del suo inquietante progetto: recarsi in Giappone, ad Aokigahara, nei meandri dell’inquietante Foresta dei suicidi. Nonostante le difficoltà iniziali e i continui diverbi causati da punti di vista del tutto differenti, Nina riesce a instaurare un rapporto confidenziale con l’uomo, il quale, grazie alla fiduciosa insistenza della sua nuova amica, comincia a considerare la possibilità di vedere la propria vita con occhi nuovi, fino a decidere di concedersi un’ultima opportunità. Le ingarbugliate vicende dei personaggi si intrecciano nel cuore pulsante della capitale romana; sfondo di tormenti, confessioni, solitudini e soluzioni apparentemente introvabili.

 

Dati libro

Titolo: Lasciami entrare nel tuo inferno Autore: Giusy Pullara

Genere: Narrativa

Editore: Policromia (PubMe)

206 pagine

Prezzo edizione digitale: 15,00 euro

Prezzo edizione cartacea: 4,99 euro

ISBN: 978-8833-662-02-2

Data di uscita: 9 gennaio 2018

 

 

C’era una volta un clandestino. Di Eltjon Bida

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Quarta di copertina

Vi è mai capitato d’immigrare? Di attraversare un mare mosso in un gommone zeppo di persone e con mafiosi pronti a sparare? Avete trovato da mangiare, un lavoro, una casa nella nazione raggiunta? E se i vostri ormoni sbocciano come dei popcorn…? Elty, un ragazzo albanese diciassettenne, ne sa qualcosa. In questo suo affascinante romanzo, basato in una storia vera, il protagonista racconta le sue avventure, dal momento della sua partenza dall’Albania e i successivi due anni in Italia.

 

Dati libro

Titolo: C’era una volta un clandestino

Autore: Eltjon Bida Genere: Narrativa

Editore: Policromia (PubMe) 471 pagine

Prezzo edizione digitale: 19,00 euro

Prezzo edizione cartacea: 4,99 euro

ISBN: 978-8833-661-93-3

Data di uscita: 25 dicembre 2018

 

 

 

Con il casco azzurro verniciato a spruzzo. Di Alessandra Giorgi

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Questa è la storia di un uomo, un padre e un marito, con un carattere non comune, non sempre facile, ma curioso del perché di ogni cosa, forse anche per quella deformazione professionale di un chimico di laboratorio: egli vive intensamente la sua vita tra moglie, figlie, nipoti, lavoro e la passione per le motociclette. Malato da qualche decennio, dentro e fuori dagli ospedali, più e più volte con la vita appesa a un filo, il protagonista consuma pian piano le sue nove vite, Quarta di copertina
come le nove vite di quei gatti che ammira e che non a caso fanno parte del suo quotidiano; intanto porta avanti una sua riflessione personale sul senso della vita, e sul modo di affrontare l’arrivo inevitabile della morte. Per anni pensa e medita, “impara a vivere”, fin quando sente che è arrivato il momento in cui può accettare di morire.

 

Dati libro

Titolo: Con il casco azzurro verniciato a spruzzo

Autore: Alessandra Giorgi

Genere: Narrativa

Editore: Policromia (PubMe)

80 pagine

Prezzo edizione digitale: 12,00 euro

Prezzo edizione cartacea: 2,99 euro

ISBN: 978-8833-661-96-4

Data di uscita: 25 dicembre 2018

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Quixote editore presenta “Il giustiziere” di Julia Sykes. Imperdibile!

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Trama.
Con una vita che sta crollando a pezzi, tutta attorno a me, non merito un uomo come Clayton Vaughn. Quell’agente dell’FBI, sexy all’inverosimile, mi ha promesso che mi avrebbe protetto dai violenti Latin Kings, ma le cose belle come lui non succedono alle ragazze danneggiate come me.

A dispetto della mia riluttanza, insiste per tenermi vicina. Mi regala il dolce sfogo che posso trovare solo attraverso la sottomissione sessuale e mi sto rapidamente assuefacendo a lui. Sono impaziente di dargli il mio corpo, ma Clayton è determinato a possedermi cuore e anima. Posso imparare a fidarmi del suo amore e della sua protezione? O la vita mi verrà strappata dai pericoli che mi circondano?

L’autrice
Julia Sykes è l’autrice bestseller USA Today della serie Impossible. Ha sempre confinato le sue storie dark in un angolo della sua mente, quindi è stata entusiasta nello scoprire che altre persone volevano davvero leggerle. I suoi libri uniscono romance, suspense e BDSM.
Dopo aver trascorso quattro anni in Inghilterra, Julia è tornata nella sua patria, nel Sud degli Stati Uniti. Si è recentemente sistemata in South Carolina e trascorre il suo tempo accarezzando i suoi gattini, leggendo e facendo binge-watching di serie TV con suo marito, quando non scrive. Di solito potete trovare Julia in uno Starbucks, con le mani strette attorno a un bicchiere gigante di caffelatte ghiacciato.

 

Dati libro

TITOLO: Il Giustiziere
TITOLO ORIGINALE: Savior
AMBIENTAZIONE: New York
AUTRICE: Julia Sykes
TRADUZIONE: Mary Durante
COVER ARTIST: Angelice Graphics and Book Cover Designer
SERIE: Impossible #2
GENERE: Contemporaneo
FORMATO: E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
PAGINE: 302
PREZZO: 4,49 € (e-book) su Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, Store QE
DATA DI USCITA: 11 gennaio 2019

“Amanita Phalloides” di Aldo Di Virgilio, ArgentoDorato. A cura di Alessandra Micheli

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Sin dal suo esordio con il libro il codicista finale Aldo de Virgilio ha mostrato notevoli capacità critiche, verso una società che appare sempre più traballante.

Cosi insicura da doversi appoggiare a una nuova religione, quella della sacra burocrazia in grado di organizzare in modo più o meno rigido ogni nostro atto.

Dalla rivendicazione civile, alle semplici richieste di diritti.

Tutto scritto, tutto indicizzato, affinché l’ordine prenda il sopravvento sul deleterio caos.

Come se bastasse una richiesta formalizzata, un preciso iter burocratico per salvarci, o per garantire pagamento di imposte o rivendicazione di semplici bisogni.

Devi richiedere l’esenzione?

Segui il modulo.

Devi fare una richiesta?

Ecco il modulo.

Devi spedire un regalo?

Modulo.

Mica puoi andare direttamente dalla persona.

Non c’è tempo.

Non si può

Devi poter pensare?

Un modulo.

Non vorrai certo andare al di fuori delle convenzioni civili?

Ecco come viviamo.

All’esterno il mondo, anzi la terra, inizia a borbottare, sempre più forte. È stanca di stare ferma mentre noi ci muoviamo come formiche ossessive.

Noi cerchiamo un ordine pedissequo in ogni accadimento umano, persino nelle arti.

Tutto è schematizzato, rigoroso un inno in onore di quel Dio mammona tanto deprecato nel vangelo.

Ma in fondo noi codicizziamo anche quello.

Persino Gesù, prima di buttare all’aria i banchi davanti al tempio, ha riempito un modulo in cui dichiarava il pieno possesso della sue facoltà mentali e si prendeva la piena responsabilità delle sue azioni.

E magari accettava anche la diffusione dei dati personali.

A un network fintamente ribelle, guidato dall’espressivo Massimo Giletti.

Ecco la nostra vita.

Una gabbia dorata, senza sforzi, senza voli pindarici.

Ah, non lo sapevate?

Anche l’arte è oramai standardizzata in precise regole che garantiscono la creatività.

Viva il colto world building!

Mi raccomando la cover, deve seguire il marketing e proporre una property adeguata.

Persino i rapporti umani o intimi seguono una loro linea gerarchico precisa. Prima un bell’incontro su internet, uno scambio di JPG, una call su skipe e forse dopo un matrimonio da immortalare su instangram.

Alla faccia del romanticismo.

Se avanza tempo e volontà possiamo farci riprendere da real time, mentre liberiamo colombe impazzite che ci guardano stranite.

Eppure, nonostante abbiamo metodicizzato persino il sesso, il matrimonio ( ricordatevi di comprare il vestito e fare la gara a chi ha il miglior ricevimento di nozze, altrimenti il lieto giorno non esiste) c’è un qualcosa che rifugge questa nostra pazzia, questa nostra malata ansia di esistere,immortalando il momento da foto o telecamere: la natura.

Ringraziando la buona divinità essa ancora sfugge a questo nostro tentativo di dominarla.

Anzi.

Spesso ci lascia fare, salvo poi ribellarsi insoddisfatta e leggermente irritata, alla nostre sciocche misere volontà di conquista: una casa su uno strapiombo ( ovviamente condonata) fatta crollare da quella maligna montagnola di rocce e terra.

Terremoti che sono quasi un urlo agghiacciante di una divinità selvaggia e poco incline alla sottomissione.

Un fiume che rompe i nostri miseri argini e ci trascina con sé, ricordandoci a noi esseri spaventati che, per dirla alla Bateson il dio Eco non si può beffare.

E non lo si coccola promettendogli una diretta su sky. O una partecipazione a un reality.

Essa ha e ci mostra cosa davvero significa ciclo naturale, sorda ai nostri disperati tentativi di dire: no.

Non siamo noi a ereditare la terra.

E’ la terra che ci ospita.

Siamo noi a dover necessariamente accettare le sue leggi.

E sapete quali sono?

Rispetto.

Collaborazione.

Cooperazione.

Integrazione.

Tutte parole che rifiutiamo perché tutti propensi a venerare un sistema basato ancora su vinti e vincitori, sul business, sul lucro, sulla finalità cosciente, sulla competizione sfrenata, laddove leggi sane non hanno possibilità di fiorire.

Seppur questo patetico tentativo di tornare ad avere un sistema binario Amico-nemico, di noi contro gli altri, noi persino contro nostra madre, la terra continua a mantenersi, nonostante il suo fetore cadaverico (di marcio). La natura ci dimostra non soltanto la fallacia del sistema, ma la sua stupidità.

Noi ci affanniamo a costruire, a voler comandare, a imprigionare.

E lei si scuote come una fiera leonessa, ridendo beffarda di noi miseri mortali. E non ascoltiamo la sua voce.

Perché se l’ascoltassimo ci parlerebbe di un tempo lontano, il tempo del sogno ( espresso mirabilmente dalla mitologia aborigena) in cui bastava cantare o incantare, bastava nominare il creato per farlo esistere. Nel canto, in quella musica che proveniva da alte sfere, noi intessevamo il sogno di essere splendidi ibridi, metà materia e metà spirito.

Era il nostro sforzo creativo a bagnare di rugiada la terra.

Non il sangue.

Non i cadaveri.

Non i soldi.

Non le costruzioni simili ad arroganti torri di Babele.

Roccapiatta è questo.

Un avamposto di sogno che si erge come un faro in una distesa desertica, dove in fondo, una pianta millenaria capace di adattarsi, di trasformarsi in accordo con i cambiamenti climatici,per noi è semplicemente il modo per prolungare la nostra stantia vita.

Beh sapete?

Una vita senza sognare io non la desidero.

Una vita senza poter più ascoltare il respiro della mia terra, non la desidero.

Vorrei ancora quella capacità di immaginare e di ricreare, di tornare alla vita ab origine…perché lo sento e lo sentite anche voi, che ci manda, disperatamente, struggentemente qualcosa.

 

Esistono abitanti delle zone più remote del pianeta che hanno ben presente il valore della grande madre; esistono popoli primitivi che fiutano l’odore di una pianta a chilometri di distanza, che parlano agli animali, che si orientano senza bussole, che non lasciano orme quando passano sulla sabbia… Sono gli ultimi figli della terra, i suoi eredi legittimi, gli unici degni di combattere l’unica guerra che oggi avrebbe un senso combattere, la difesa del pianeta da noi stessi.

Ma se noi, se noi occidentali… li imitassimo?

Aldo de Virgilio

Leggete questo sogno assieme e me. E imparare a cantare perché dal deserto nascano fiori.

Sono l’eco della mia terra

il suono del mio tamburo

Sono il sangue che mi scorre tra le venerare

Sono il sale del mio cuore

Sono parte dello stesso fuoco

e sono la voce di uno stesso cantare

La meraviglia benedicente di mille razze

sono il mio orgoglio di essere

Cosa posso chiedere al cielo?

SE mi ha dato la sua benedizione

La mia terra il mio canto la mia lingua

E per scudo questa canzone.

Ricky Martin