La Quixote editore ci presenta oggi “Kage” di Maris Black. Per tutti gli amanti del genere!!

 

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Trama:
Mi chiamo Jamie Atwood e ho un problema di dipendenza. Non ho mai pensato che avrei detto una cosa del genere. Non ho mai avuto problemi di eccessivo attaccamento a qualcosa nella mia vita. Provengo da una perfetta famiglia della classe media, ho frequentato delle buone scuole e avevo una fidanzata molto carina che faceva la cheerleader… ma la verità è che nulla mi ha mai colpito davvero. Allora come ha fatto un ragazzo come me a diventare dipendente da qualcosa?
Ho conosciuto Michael Kage.
Kage è un lottatore di Arti Marziali Miste, MMA. Uno di quelli famosi. Mi piace pensare di averlo aiutato a intraprendere quella strada.
È bello da morire, e il suo aspetto e il suo talento potrebbero competere con qualunque star del cinema. Allora perché ha avuto bisogno di assumere me come addetto stampa? Semplice. C’è un lato oscuro dentro di lui, una sorta di buco nero così profondo che potrebbe ingoiare lui, me e chiunque conosciamo, che non è l’ideale per gli affari.
La prima volta che l’ho incontrato, mi sono sentito subito attratto da lui. Penso che la dipendenza sia iniziata proprio in quel momento. E anche se avessi saputo quello che so adesso, mi sarei comunque innamorato di lui. Come avrei potuto fare diversamente?
Per me, Kage è tutto.

L’autore 

Maris Black vive nel sud degli Stati Uniti. Ha fatto l’università, si è laureata in inglese e poi ha scoperto le gioie della scrittura creativa e dell’interpretazione letteraria. Dopo aver affinato le proprie capacità di scoprire i significati nascosti nelle parole, che gli autori probabilmente non avevano mai voluto inserire, ha preso la sua laurea e l’ha usata per trovare un impiego in un giornale. Ma ha capito presto che occuparsi della cronaca di una cittadina non era sufficiente a pagare le bollette, perciò è passata a lavorare nel settore medico. Una progressione logica, giusto? Ma non importava cosa facesse; essendo un’inventrice compulsiva di trame (autodenunciata) non riusciva a smettere di scrivere fiction.

“Il genere M/M è stato come tornare a casa”, dice. “Non riesco a spiegarlo esattamente. Ho sempre avuto amici e parenti apertamente gay e bisessuali, e per me che abbiano i loro diritti e che siano accettati è molto importante, per cui celebrare questa cosa con la scrittura è fantastico. Ma è anche perché nell’amore tra due uomini c’è qualcosa di puro e sincero, che fa appello al mio cuore e mi ispira a scrivere.”

Dati libro 

TITOLO: Kage
TITOLO ORIGINALE: Kage
AUTRICE: Maris Black
TRADUZIONE: Mirta Augusto
AMBIENTAZIONE: Las Vegas
COVER ARTIST: PF Graphic Design
SERIE: Kage #1
GENERE: QLGBT Sport Romance
FORMATO: E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
PAGINE: 306
PREZZO: 4,49 € (e-book) su Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, Store QE
DATA DI USCITA: 28 gennaio 2019

 

 

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Oggi il blog vi consiglia “Stormhaven ” di Jordan L. Hawk. Imperdibile!!

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Sinossi:
Gli eventi misteriosi non sono una novità per il solitario studioso Percival Endicott Whyborne, ma trovare uno dei suoi colleghi che urla per strada chiedendo aiuto è piuttosto insolito. Allan Tambling afferma di non ricordare cosa gli sia successo nelle ore precedenti, ma qualcuno ha assassinato suo zio e Allan è coperto di sangue.

L’amante di Whyborne, l’affascinante ex-Pinkerton e detective Griffin Flaherty, acconsente a dimostrare l’innocenza di Allan. Ma quando il giovane viene dichiarato pazzo e rinchiuso nel manicomio di Stormhaven, Griffin è costretto a rivivere gli orribili ricordi della sua reclusione in un istituto psichiatrico.

Insieme alla loro amica Christine, i due uomini si addentrano sempre più a fondo in un’oscura ragnatela di cospirazioni, magie e omicidi. Il loro unico indizio è un artefatto scomparso che ritrae un dio sconosciuto. Chi l’ha rubato, e perché Allan non ricorda cosa sia successo? E qual è la verità dietro ai terribili esperimenti condotti all’inquietante terzo piano di Stormhaven?

Ci vorranno tutti gli incantesimi di Whyborne e tutta la temerarietà di Griffin per fermare gli assassini e salvare Allan. Prima, però, dovranno sopravvivere a una sfida ancora più grande: una visita della famiglia di Griffin.

 

 

Dati libro 

Data di pubblicazione: 28 Gennaio

COLLANA: RAINBOW

Titolo: Stormhaven (edizione italiana)
Titolo originale: Stormhaven 
Serie: Whyborne & Griffin #3
Autrice: Jordan L. Hawk
Traduttrice: Victor Millais

ISBN EBOOK: 978-88-9312-471-3
ISBN CARTACEO:

Genere: Horror/Fantasy, Storico, Investigativo
Lunghezza: 282 pagine

Prezzo Ebook: € 4.99

“Ricette culinarie in salsa metropolitana” di Elio Brossa, Edizioni del Delfino Moro ( cover e illustrazioni a cura di Wanda Barbara Magnani). A cura di Alessandra Micheli

 

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La societa’ dei magnaccioni

la società della gioventù

a noi ce piace de magnà e beve

e nun ce piace de lavorà

 

 

Un annuncio ai vegani e vegetariani: non leggete questa recensione.

Anzi vi consiglio di mettervi a fare altro, che so, l’uncinetto. Qua si parla di cibo! Ma non di cibo nel senso moderno del termine.

Si parla di ricordi, di fantasia, di sensazioni tattili per onorare quel corpo, che una certa tradizione strana e perniciosa, ha relegato nelle regioni del male. Ogni vizio, ogni cedimento, ogni atto godurioso, che sia sesso o che sia gola viene oggi condannato. Del resto siamo una società anoressica. Priva di spontanei moti dell’animo troppo frustrati e attenti, all’apparenza, per gustare i piacerei della vita. Anche se la cucina è sdoganata dai mille reality sui cuochi, essa resta sempre effimera, evanescente, legata comunque e sempre all’estetica.

Il piatto langue, pregno di bellissime composizioni, di colori, ma priva di gusto e sapore. Giusto il nostro moderno eroe, il buon vecchio Rubio, ha finalmente riportato in rilievo la bellezza del mangiare, la dolcezza della convivialità, il senso ribelle della caloria. Mangiare non è solo un fatto di sopravvivenza, ma è un piacere che penetra l’animo, che si nutre di effervescenti e idilliache sensazioni corporee.

Tutti i sensi vengono sollecitati da un piatto che ha sempre il sapore di casa e di ricordi.

Un piatto, un dolce, uno spaghetto con il pomodoro, non deliziano solo il gusto, il palato e l’anima, ma soprattutto la mente, perché ci riallacciano a un senso atavico di casa che da sempre il cibo è collegato. In fondo la cucina nei sogni è un simbolo importante del nostro Io. Il cibo siamo noi, siamo ciò che mangiamo, siamo ciò che mangiando riusciamo ad avvertire con dei sensi mai prima sperimentati, quel terzo occhio che ci apre la vista su un universo sconosciuto. Platone lo chiamava iperuranio, io mondo magico dei faerie, mia nonna il mondo dei nostri antenati. La mamma della mamma, che aveva il suo ingrediente segreto, per i carciofi alla romana…no non era mentuccia…forse un pizzico di acciuga.

La filastrocca che ho scritto all’inizio è per me fonte di una dolcezza che mi commuove.

Eh si ragazzi miei!

È una delle più famose stornellate romane, protagonista di tante scampagnate della mia gioventù, dal profumo di abbacchio, di coratella e di costolette di maiale rosolate con attenzione alla brace.

E attraverso il fumo dell’arrosto, in quella pineta di ostia piena di grida e di canzoni

O chitarra romana…

casetta de Trastevere…

E quella più irriverente e spensierata di fiori trasteverini, faceva da colonna sonora ai sogni che attraverso il fumo della brace si apriva ai miei occhi.

Fiori, immagini di animali strani e quella Ninetta, più bella delle principesse Disney con le sue gote rosse e i capelli neri, di cui parlavano gli stornelli che amava cantare mio padre.

Sei romana, Ale!

Lo dice il cibo che oggi mangi con le lacrime agli occhi, mentre un tozzo di pane secco si immerge in quel sugo strano, corposo come le tradizioni che mi facevano crescere che mi regalava di soppiatto mia nonna, con un occhiolino. Sugo che sapeva di esperienza di un mondo fuso con tante voci diverse, che sapeva di Marche e Roma, con i funghi che danzavano con le interiora di pollo, e raccontavano storie, in una strabiliante danza.

Oh meravigliosa signora dai candidi capelli, dal fazzoletto dentro il cappotto impeccabile, che al mercato, ricco di voci e meraviglie contrattavi il prezzo di funghi e di rossi grossi pomodori, da fare con il riso! “Buoni mi raccomando che sono per mia nipote e lei deve crescere!”

E sembrava un guerriero pronto a difenderci con una spada, che era un’elegante borsetta.

E cosa dire di te nonna Valeriana?

Con quei crostini magici, ripieni di un salmì tosco viterbese, e quella magia di riempire una gallina con mille particolari ingredienti, che facevi vedere solo a me, un segreto nostro, nonna mia.

Un segreto che oggi rimpiango, perché non sei lì con me a girare l’intuglio magico con il mestolo, tu magica bellissima strega, dal viso concentrato ma dal profumo dolce che m’inebriava. Io sono cresciuta così, con voi.

Con le storie mentre cucinavate, con i racconti antichi di persone sconosciute e al tempo stesso vicine a me.

Te le ricordi Zia Norma?

Il più bel ricordo di te, noi due in cucina mentre impastavi raccontando di quante belle trecce lunghe avevi, e fuori il sole…

E oggi vi ritrovo orgogliosa nei tratti del mio volto.

Ecco, il cibo è questo.

Sono antichi echi, è il tuo legame con le tradizioni e il territorio, che si arricchisce a ogni viaggio.

Elio Brossa non racconta solo ricette.

Per ogni segreto culinario ci regala una storia, che sia ricordo o quelle stesse fantasie che si rendevano corporee attraverso i fumi e gli effluvi. E al pari mio immagina balli sfrenati tra tacchini e funghi, tra maionesi che corteggiano pesci in livrea con quei deliziosi ciuffi di prezzemolo, ad adornare il loro taschino. Leggerti è tornare un po’ bambina e usare la fantasia su tutto ciò che mi circonda.

Leggerti è entrare nella tua vita con quel sano stupore che tanti libri colti mi fanno scordare. Leggerti così rapito, così fanciullesco, ma con una saggezza che bramo e per cui ti ammiro, è sentirmi meno automa, meno assetata.

Le ricette in salsa metropolitana sono un po’ come me, e io sono un po’ come Elio: eterni sessantottini in cerca di piaceri che non si possono comprare, nè avere in omaggio con Amazon.

Tornate bambini e fatevi meno problemi, gustate il cibo e godete di quella convivialità che davanti a una tavola si accende, perché quei momenti di brindisi, di allegria, di sapori e odori, rischiano di non tornare più.

E in omaggio a te grande uomo, sorseggio in vinello trasteverino, gustandomi con godurioso trasporto, un pezzo di bruschetta co’ l’ajo, farà male al mio alito, ma tanto bene al mio spirito.

 

 

 

 

Per Angela (Marietta)

Valeriana (Valeria)

Norma.

I miei angeli che vegliano su di me