Oggi il blog consiglia ” M.T.V.M” di Michela Monti, Triskell editore. Imperdibile!

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Trama:

Melice Redding ha capito. Dopo dieci anni trascorsi in carcere per difendere Richard Bell, ha capito che non vale la pena di morire per lui, e ha scelto di combattere.
I passi da compiere sono chiari: trovare Richard, preparare la propria difesa al meglio, e aspettare fino alla data del processo.
Il destino della detenuta sembra roseo, eppure l’attesa si rivela più complicata del previsto. Ci sono troppi spettri del passato a intralciare il riscatto di Mel, troppa rabbia da frenare e neppure un Guardiano d’Anime a proteggerla da quella follia. Perché i desideri sono più forti delle buone intenzioni, e nessuno scorpione muta la propria natura.

Dati libro 

Data di pubblicazione: 1 Febbraio

Collana: RESERVE

Titolo: M.T.V.M
Autrice: Michela Monti
Serie: 83500
Genere: Distopico

ISBN EBOOK: 978-88-9312-472-0
ISBN CARTACEO 978-88-9312-473-7

Prezzo ebook: € 4,99
Prezzo cartaceo: € 12,00

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Il blog è lieto di presentarvi l’evento “INCHIOSTRO MARCHIGIANO” Il primo festival Letterario della Regione Marche! Partecipate numerosi!

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A Castelfidardo l’1-2-3 Marzo avrà luogo Inchiostro Marchigiano, Festival letterario che ospiterà scrittori e scrittrici della regione. Tre giornate di incontri, presentazioni e tanto divertimento.

Nelle giornate dell’1-2 e 3 Marzo si terrà a Castelfidardo il primo festival letterario che vedrà ospiti da tutta la regione con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico con conferenze e presentazioni; inoltre sarà presente in tutte e tre le giornate il mercato del libro dove si potranno sfogliare ed acquistare libri degli autori ospiti dell’evento.

Le location dove prenderà luogo il festival saranno tre: l’Auditorium San Francesco, l’Atelier Creativo Nisi Cerioni e il Laboratorio Grandi Fisarmoniche, tutti luoghi vicini tra loro e raggiungibili a piedi.
Valorizzare la regione con un evento nuovo, diverso e coinvolgente che metta in mostra i suoi talenti letterari e li esalti al meglio, è l’obiettivo che ci siamo prefissi.

Ogni altra informazione la si potrà reperire all’interno della pagina Facebook “Inchiostro Marchigiano”.

https://www.facebook.com/inchiostromarchigianocastelfidardo/

“Stanza 218” di Giacono Ferraiuolo, Dark Zone editore. A cura di Alessandra Micheli

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Giacomo è autore straordinario.

Sì, lo so, sembro totalmente di parte.

Ed è vero.

Nessuno più di lui riesce a farmi passare dal terrore alla commozione.

È capace di restituirmi, in momenti di abbattimento, quella sua forza indomita che esprime attraverso i suoi libri.

Non è solo orrore.

E’ qualcosa di più.

È rabbia, quella rabbia contro le nostre imperfezioni, forse perché Giacomo davvero crede che in ogni persona si celino ali per volare.

E siamo noi a scordare di aprirle, quelle ali, e tentiamo di ancorarci al suolo, all’orrore, al male che facciamo a noi stessi trasformando un dolore salutare in buio, ombra e vuoto.

Perché Giacomo quel dolore lo conosce e lo ha sperimentato.

Lo si legge in ogni foglio vergato con cura e passione, lo si vede in quegli occhi che sembrano aver toccato abisso e paradiso, in quelle parole misurate che sa elargire con tanta grazia, una grazia che non avrò mai, campassi mille vite.

Il dolore Giacomo, lo racconta nei suoi incubi, che hanno la forza catartica del rito di esorcismo.

Perché metterli sul foglio, è guardarli, allontanarsi dalla loro viscosità e tenere al sicuro un anima che è fragile, che non va ferita ma protetta.

Noi spesso non accettiamo la sofferenza.

La coloriamo di sensi di colpa come Nora, o di Rabbia come Adele.

O di paura cieca, che uccide la compassione, come Antonio.
Chissà forse un gesto d’amore, avrebbe cambiato la storia, o la storia non ci sarebbe stata.

E li carichiamo di ricordi maledetti, capaci di deformare il mondo e creare una sorta di bolla malsana, dove ogni macabro rituale non fa altro che ripetere le stesse note stonate.

Il dolore non viene accettato.

La perdita non può essere accettata.

E così si costringono altri a subire il nostro stesso tormento, fino a inglobarli in questa pallida, patetica visione malata, con quelle assurde note di onnipotenza che sintetizziamo in una stupida, inutile adesione al male.

E così il rito satanico che Giacomo racconta con maestria, non è altro che l’accettazione dell’avversario, di quello che dovrebbe aiutarci a uscire dalla stanza, e che invece ci ingabbia in un sogno, anzi un incubo da cui non si può uscire.

Adele ha perso.

E’ piena di ferite.

Invecchia perché la giovinezza della speranza le è stata strappata.

E invece di combatterla seminando altri sogni, guardando il dolore e dicendogli tu non conti un cazzo di niente, vuole essere risarcita.

E non ti risarcisce Dio, ma semplicemente l’avversario, colui dei peggiori impulsi strappando agli altri la felicità.

Come se sacrificandola sull’altare del rancore possa restituirci almeno una pallida imitazione di ciò che abbiamo perduto.

Vittime, carnefici, dolore e membra strappate, non sono soltanto scenografici soggetti da scenari horror.

Le persone in questo dramma perdono sangue.

E sapete cosa rappresenta il sangue?

Le energie.

Quelle vitali che hanno lo stesso colore dei sogni più belli, passione, sesso, amore.

Ma perderli significa semplicemente svuotarsi, fino a toccare quel nulla rappresentato dalle ombre.

E perdere pezzi di sé, smembrarsi perché incapaci di accettarsi e di accettare, di contemplare quel crollo che ognuno di noi avverte nella vita e sapere, che da quelle macerie, possiamo ricostruire.

Sempre.

Sapete che nei riti sciamanici lo smembramento del sacerdote è necessario per ricomporsi in una forma nuova?

Qua l’atto è a metà.

Non esiste la creazione.

Qua non c’è ricostruzione.

Ci sono ombre che si alimentano di odio.

Ci sono ombre che uccidono senza pietà la speranza, che sia il sorriso di un bambino o un gesto di tenerezza.

O la vita che sa di nascere laddove la morte è una signora gentile, che ci culla per portarci su una stella lontana.

Voragini e strappi, corpi che non sono più corpi.

E tanta violenza, senza un gesto di bellezza.

Eppure…

In questo libro oltre al sano orrore che l’abisso deve suscitare, Giacomo ha qualcosa di nascosto che riesce a toccarmi il cuore.

Il suo libro non è atroce e disgustoso.

Non è uno di quegli horror da cui rifuggo poi spaventata in cerca di bellezza. Nonostante un viaggio nell’inferno più cupo, tu vedi Giacomo, che mentre racconta piange con te.

E ti chiede: credi?

Credi anche oggi che ti racconto cosa succede quando noi ci lasciamo sopraffare dal male?

Quando capiamo che il male sono le nostre ossessioni, il perbenismo, l’incapacità di accettare il corso della vita?

Credi anche quando le lacrime scavano solchi sul tuo viso?

Quando non respiri e l’ombra nera tenta di afferrarti?

Credi con me, perché ho bisogno di creare assieme, un mondo capace di distruggere quella casa, simbolo dell’io, in cui sono risvegliati i nostri quotidiani orrori.

E io a Giacomo la mano l’ho stretta.

E chiedo a voi oggi, leggendo questo libro, unitevi alla nostra lotta.

Perché vedete l’orrore si raccorta perché noi possiamo poi guardare la vera decadenza e dire no.

Dietro il libro Stanza 218, c’è un angelo che, nonostante le sue ali spezzate, ha ancora voglia di volare.

Grazie per essere come sei, per questo libro.

E per tutta la speranza che sorride attraverso a questi racconti pieni di disperazione.

Perché tu davvero sai riempire il vuoto di parole.

Perché non hai paura di affrontare i tuoi demoni.

Continua a scrivere, forte come un tuono e leggero e lieve come quella bella pioggia d’estate, così rinfrescante, come tu sei.