“Acqua morta” di David Ballerini. A cura di Vito Ditaranto

 

“…Il pendolo oscillava avanti e indietro con un sordo, greve, monotono suono metallico… e si bisbigliavano l’un l’altro solenni promesse che i prossimi rintocchi dell’orologio non avrebbero prodotto in loro quella stessa emozione; e poi, dopo un intervallo di sessanta minuti… ecco di nuovo i rintocchi dell’orologio, e allora si notavano lo stesso turbamento, lo stesso tremito, la stessa meditazione della volta precedente.

Ma, ad onta di queste cose, fu una gaia e splendida festa…”

E. A. Poe: La maschera della morte rossa.

Il tempo, si il tempo, con rintocchi cadenzati ritorna sempre, anche dopo sessant’anni. Le lancette girano senza mai fermarsi, ma poi, inevitabilmente ritornano al punto di partenza.

Gira la ruota.

Lancia un sasso nell’acqua, osserva il suo propagarsi.

La storia ritorna.

Il tempo si flette e torna al punto di partenza.

La storia nascosta del più rigoglioso albergo sino alla seconda guerra mondiale, ritorna inevitabilmente dopo sessant’anni.

L’Acqua Morta era un albergo lussuoso, appollaiato tra le vette delle Dolomiti e molto famoso in Europa.

L’albergo dopo la seconda guerra mondiale, a causa del misterioso prosciugamento delle acque termali, era andato in rovina. Non è un caso che l’acqua, simbolo di purificazione, si sia prosciugata. Il significato materno dell’acqua è una delle interpretazioni simboliche più chiare della mitologia. Gli antichi Greci dicevano: «Il mare è il simbolo della nascita». Dall’acqua viene la vita, e quindi anche i due dèi che qui ci interessano: Cristo e Mithra. Quest’ultimo, nacque nei pressi di un fiume; Cristo ricevette la «rinascita» nel Giordano e nello stesso tempo nacque dalla Pegé (sorgente, fontana), la sempiterni fons amoris, madre di Dio che la leggenda pagano- cristiana tramutò in una ninfa delle sorgenti”. L’acqua è delle origini. Da acque mitologiche originò l’universo, da acque oceaniche affiorarono le terre emerse, in acque marine si formò la vita, in acquosità uterine si sviluppa il feto, in brodi di coltura crescono colonie biologiche. Eraclito assunse l’immagine di un fiume a esprimere l’universale fluire dell’esistenza: panta rei, tutto scorre nella vita e in ciò che è vivo. La caratteristica degli archetipi è quella di manifestarsi alla coscienza in immagini che mantengono ancora oggi un significato propositivo per ognuno di noi e che si legano e si intrecciano con gli eventi della nostra vita reale e oggettiva.

Dopo sessant’anni dalla sua scomparsa il mistero dell’acqua e della rovina dell’albergo sulle spalle di Patrizia.

Ho scritto più volte del piacere di scrivere e del piacere di leggere, dopo tanti anni, non vedo il motivo di proporvi una minestra riscaldata, ma ho una confessione da farvi: mi emoziono molto quando leggo un lavoro ben fatto, soprattutto se non è il mio, mi commuovo, si questo libro di David Ballerini, mi ha commosso, con quell’entusiasmo un po’ esagerato tipico dei dilettanti come me. Ho provato a scrivere romanzi ne ho letto tantissimi. Ho sempre cercato di vedere sotto prospettive diverse la pratica, l’arte e la tecnica della scrittura, rinnovandone il processo e rendendo così i risultati il più possibile originali, ho cercato anche di imparare dagli altri, e questo libro mi ha insegnato molto. Apparentemente questo libro richiama a Shining di Stephen King, ma solo apparentemente, poiché la trama è molto ben congeniata e nella stessa si intravedono dialoghi “a piani multipli” mentali, a distanza e reali fra i personaggi e le loro proiezioni.

Cercavo sangue quando l’ho letto, qualcosa di forte, e l’ho trovato.

L’autore genera un ambiente unico.

La sua scrittura è capace di accompagnare il lettore nei meandri più torbidi e più disturbati della mente umana, ponderando con estrema attenzione i particolari, le descrizioni e caratterizzando in modo perfetto ogni singolo personaggio che ci viene presentato. È molto semplice immaginare perfettamente i luoghi dove si svolge la storia, i protagonisti che sanno rendere unica la storia stessa.

In un crescendo di tensione e di visioni David Ballerini ci porta in un mondo creato in maniera convincente; mai mettiamo in discussione ciò che viene descritto, mai ci viene da pensare che l’autore possa avere esagerato.

Patrizia, in quell’Hotel rivivrà il mistero colmo di fantasmi che ritorna dopo molti anni.

Nell’hotel Acqua Morta, è infatti successo qualcosa di terribile. Per questo i protagonisti saranno costretti a rivivere sempre lo stesso giorno, rivedere i fantasmi che non hanno mai lasciato quei posti, allo scopo di ridare pace alle loro anime inquiete.

Come ogni horror che si rispetti, la narrazione scorre a velocità vertiginosa, sebbene all’inizio appaia tutto molto semplice, elementare, privo di carattere. Eppure interrompere la lettura è irritante, il boccone va rincorso fino a che i denti sprofondano nella polpa.

Così la vita di Patrizia diventa anche un tuo momento, il suo incontro lei ti coinvolge in sfarfallii di tempi ormai lontani. Senza contare il potere di questo romanzo nel rievocare sensazioni di angoscia dovute alla narrazione fatta attraverso gli occhi della protagonista principale.

Il testo è lontano dall’emulazione verso altri scrittori, piuttosto racchiude quel meraviglioso senso di riappropriazione dell’uomo che riacquisisce suoni ormai sepolti.

Così, durante la lettura, mi sono ritrovato in corse deliranti scattando sulle staffe di oggi come sulle due ruote di Silver, che non pedalavo nel vento dai tempi di IT.

Ho camminato lentamente, contando i passi, i respiri e gli scricchiolii lungo il corridoio buio di un hotel decadente, con meno terrore ma sempre col fiato sospeso di quando ero rinchiuso all’Overlook hotel in SHINING.

E l’aria gelida e solida mi ha inquietato, come ai tempi in cui il piccolo Cole era inghiottito dalle macabre visioni de IL SESTO SENSO.

I fantasmi ti spaventano, i lupi ti uccidono.

Colpi di scena e suspance non mancano di certo in questo libro coinvolgente, affascinante e, lasciatemelo dire, parecchio intrigante.

In questo libro l’ansia si avverte più della paura ed è un’emozione forte, intensa ed è bravo l’autore a trasmetterla attraverso le pagine di un libro dal compito arduo perché va alimentata gradualmente, come un fuoco acceso con pietre scheggiate, a piccole dosi e prestando massima attenzione evitando che la fiamma si disperda e si spenga.

E tutto deve concorrere ad innescare quell’atmosfera di crescente tensione che precede la paura: dalla descrizione dei personaggi a quella dei luoghi in cui si muovono.

David Ballerini si destreggia abilmente in tutto ciò: ho apprezzato in particolar modo la perizia con cui spezza il ritmo narrativo introducendo pause riflessive che creano un immagine complessiva offuscata ma nitida nei particolari, complice forse l’ambientazione di ombre e penombre, che riporta alla mente la cupa Foresta Nera di Hansel e Gretel.

Un libro da non perdere.

Un capolavoro.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

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