Review party “La chiave dei ricordi” di Kathryn Hughes, Casa editrice nord. A cura di Francesca Giovannetti.

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Sarah decide di scrivere un libro su Ambergate, l’ospedale psichiatrico dove ha lavorato suo padre. Si butta in questo progetto dopo un divorzio doloroso. Di professione bibliotecaria, spinta dalla ricerca di tracce per la sua storia, si imbatterà in una valigia chiusa e dopo averne trovato la chiave, niente sarà più come prima.

Un romanzo magnificamente costruito in cui le storie di tre donne uniche e forti si intrecceranno tra passato e presente.

Ellen, Amy e Sarah. Un’infermiera del reparto psichiatrico, una paziente, una donna che cinquanta anni dopo scioglierà i nodi di molte vite.

Ellen, Amy, Sarah: tre nomi che rimangono scolpiti nel cuore. Tre vite e tre modi di affrontare la vita diversi, tre vissuti così lontani l’uno dall’altro ma intimamente legati, per sempre.

Un’infermiera e una paziente , alla metà del ‘900 , fanno esperienza , su fronti opposti, della vita in un ospedale psichiatrico. L’accuratezza della ricostruzione storica è impeccabile: gli ambienti, le abitudini, i vestiti; tutto ci aiuta a vivere l’oppressione e la violenza che si sopportavano nei corridoi in quegli anni. Viene da pensare che se vi fosse entrato un individuo sano di mente, ne sarebbe uscito malato nell’animo. Il senso di solitudine, di negata speranza, di destino voltato al peggio prende il respiro del lettore, a tratti annientandolo.

Si può sperare di guarire solo allontanandosi da Ambergate, un mostro di mura e mattoni che raramente rilascia le prede che ghermisce. È da questo senso di cupo destino che inizia il romanzo, che pagina dopo pagina svela le persone dietro ai malati e a chi ha il dovere di accudirli. Perdersi è fin troppo facile. L’unica cosa che può accendere la speranza è l’amore, e la fuga.

Sarah raccoglie il testimone di Amy e della sua vita crudele e ingiusta, caparbiamente decisa a dare una risposta a tutto ciò che è contenuto nella valigia, a costo di stravolgere la propria esistenza e quella di chi gli sta accanto.

Amy e Ellen da una parte, giovani donne degli anni Cinquanta , Sarah ai giorni nostri, alla soglia dei quaranta, delusa da un matrimonio fallito e da un uomo che vale ben poco: ma sarà proprio lei, nel peggiore dei momenti, a dare voce alle donne del passato. Sarah è caparbia, coraggiosa, materna: un ritratto di donna ferita che non permette a se stessa di arrendersi.

Amy è una paziente internata, sofferente e a tratti violenta, impertinente e decisa, trattenuta dalle catene di dolori insopportabili.

Ellen, giovane infermiera inesperta ma accorta, empatica, equilibrata, onesta.

Tutte e tre innamorate, giungeranno alla felicità ognuna attraverso il proprio cammino.

Un romanzo al femminile, corale e intenso, scritto con il cuore.

Un libro carico di sofferenze e amore, una miscela curata con sapiente equilibrio.

Una trama piena e coinvolgente, ricca di colpi di scena, un ritmo costante e fluido.

Uno scritto forte e delicato.

Un libro sull’amore vissuto, perso, ricambiato, riscoperto.

Assolutamente consigliato.

 

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