“Il cuore del gigante” di Marco della Mura. A cura di Vincenzo de Lillo

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Un’avventura fantastica in un mondo millenario, e pericoloso, in cui orchi, nani e altri esseri mitologici cercano di sopravvivere a fatica.


Tra questi c’è Theri la maga, una nana dai capelli scuri e lunghi, custode del Cuore del Gigante, la reliquia più importante dei sacri tesori di Sontaawa.
Theri ha un sogno, entrare nella storia compiendo un’impresa oltre ogni limite: risvegliare il Gigante.


Colui che viveva in quelle terre ai tempi dei loro avi, e della cui esistenza non si sa molto, se non che il corpo giace forse sotto strati di ghiaccio perenne, al di là del mare.


Nelle terre delle Ire Fumanti del nord, oltre il Mare Gelato, territorio dei Bedrag, mostri violenti e sanguinari.

“Un’impresa talmente ardua che non era mai stata nemmeno pensata”

qualcosa che a Theri potrà garantire l’immortalità nella memoria della sua gente.
È questo il suo sogno, per semplice vanità, per la voglia di essere ricordata, per noia forse.


O per tutte e tre le cose.


Ma per fare ciò, dovrà spingersi al limite, senza avere timore di trafugare il Cuore, per poi lanciarsi in una folle spedizione forse suicida, insieme ad un’assortita combriccola, formata dal suo amico Barub, un nano dal pelo rosso; il medorano Kerjlas, figlio di Fot, l’Antico del Fuoco creatore della sua razza dai poteri straordinari; una coppia di orchi e un cantastorie, a cui spetterà il compito di cantare le sue gesta, facendola diventare un mito.


Riuscirà Theri a tenere fede al suo proposito e risvegliare il Gigante?


Il cantastorie Nak, avrà qualcosa da raccontare ai posteri, oppure questa avventura sarà un fallimento tale da meritare soltanto l’oblio?


Ma soprattutto, riusciranno i nostri ad avere la meglio su una natura ostile e selvaggia, dove mostri famelici sono pronti a divorarli?


Lo saprete solo leggendo questa storia di Marco Della Mura, un racconto ben scritto dai contorni mitologici, che ricalca vagamente la saga di Tolkien e che strizza anche un occhio alle storie della mitologia più conosciuta, ricca di Dei, leggende e creature spaventose.

Cos’altro vi posso dire, se non che, se il Fantasy è il vostro cibo, allora avete trovato pane per i vostri denti.

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