“Un velo sulla memoria” di Sonia Ciuffetelli, Augh! editore. A cura di Ilaria Grossi


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Svegliarsi una mattina e non sapere più nulla di sé.

Non ricordare il passato, ricordi sfocati, non capire, non “ricordare”.

Chi sono?

Che faccio nella vita?

La casa, questa è la mia casa?

Cercare nei suoi oggetti, dettagli, particolari capaci di ricostruire pezzi della propria vita.

“Vorrei svenire invece i miei sensi vigilano, vorrei dormire ma la mia coscienza è sveglia. Cerco di respirare a fondo. Calma, devo essere calma. Sono viva, qualcosa capirò. Tranquilla, adesso tranquilla”

I ragionamenti di Laura, le sue riflessioni cariche di ansia, adrenaliniche, collegarsi continuamente al pc per scoprire qualcosa, sentirsi metaforicamente come un pesce caduto dalla propria boccia d’acqua.

“Sono un suono assordato in un silenzio”

La memoria è una grande scatola, piena zeppa di ricordi, immagini indelebili, sentimenti, sensazioni, odori, profumi, dolori, momenti felici.

E se un giorno ti svegliassi è quella scatola fosse vuota o con pochissimi indizi, come ti sentiresti?

Laura decide di scoprire da sola la sua vera identità, lasciando Roma, destinazione Torino. Un viaggio che l’accompagnerà nella memoria di un passato, intriso di dolore e abbandoni, violenza, un adolescente anzi una bambina cresciuta senza la mamma e vittima del suo carnefice.

Un viaggio a ritroso nel tempo, un viaggio nell’anima ferita e umiliata, un viaggio che risveglia demoni e brutti ricordi, ma anche un presente fatto di un lavoro importante e grandi soddisfazioni.

L’incontro con Pier a Torino, smuove sensazioni strane, a volte inspiegabili, momenti di panico e momenti di forte lucidità, come la pellicola di un film proietta su un telo bianco una storia già vissuta e con i suoi colpi di scena.

“ Ho bisogno di ricucire i pezzi consumati e strappati di un vestito che non so come è fatto. Eppure qualcosa è cambiato, adesso. Qualcosa si rigira, si contorce. Immagini mi raggiungono, pensieri si rivelano”

E’ un romanzo intenso, forte, nelle primissime pagine si legge come se si fosse in apnea, adrenalinico il ritmo, l’ansia sembra cingerti il collo e farti sentire tutto il disagio, la sofferenza, la quasi alienazione della protagonista Laura, poi ad certo punto inizi a guardare la vita di Laura, frammenti della sua vita come in un monitor, tutto scorre sotto i suoi e i tuoi occhi, far risalire a galla certi traumi non è cosa semplice, l’inconscio si difende con ogni mezzo possibile, sotterrando, nascondendo, scavando una grossa buca per non vedere più il fondo.

Una lettura che mi ha colpito particolarmente, tematiche forti e l’autrice così brava nel mettere nero su bianco, dolori e abbandoni che non sempre le parole sanno pronunciare o rendere giustizia, perché non c’è giustizia che riesce a guarire ferite così profonde.


“Si dimentica per non impazzire. Si dimentica per difendersi dalle crepe inattese del tempo”

Complimenti Sonia Ciuffetelli.

Buona Lettura Ilaria Grossi per Les Fleurs du mal blog letterario

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