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Sapete qual è il filo che tiene uniti i protagonisti di una favola moderna e agrodolce? Dove gli ingredienti principali sono l’ottimismo, anche quando la società non è sempre in grado di fornire i presupposti, la perseveranza, la tenacia, il mettersi in gioco quando si è persa non una ma molte partite, la non arrendevolezza nei momenti no, il ritrovare una forma di riscatto in una combinazione perfetta e originale di ingredienti che rendano unico un piatto chiamato”vita”.

Quel filo che tiene uniti, nonostante gli strappi quotidiani e le delusioni, è il coraggio. Vi spiego perché ho respirato coraggio nelle pagine del libro, il coraggio di vivere, di rischiare, di osare.

Durante è un ragazzo di 25 anni, vive a Bologna con la sua famiglia, pur con una laurea in tasca, gira con la sua bicicletta tra le stradine e i porticati bolognesi, facendo il portapizza per il ristorante Namastè.

Il padre disoccupato insegue il sogno di una vita, partecipare a MasterChef ed è sempre alla ricerca della ricetta perfetta. La mamma a causa di una infondata denuncia è costretta a lasciare la scuola, dopo anni di sacrifici e trasferimenti, per seguire come educatrice un ragazzo davvero speciale, affetto dalla sindrome di Asperger, un personaggio che non vi lascerà indifferenti per la sua lucida e precisa “sincerità” di vedere la società.

Libera è la sorella maggiore di Durante, è impegnata con tutta se stessa, sia pure in veste di stagista, in una struttura d’accoglienza per migranti e ben presto si scoprirà innamorata di un ragazzo ivoriano e insieme iniziano una lunga trafila per ottenere l’asilo in Italia.

E gli amici di Durante?

Quelli li scoprirete leggendo..ciascun personaggio è capace di dare al lettore motivi di riflessione, sorrisi, rabbia, lacrime, ciò che apprezzerete è la loro parola d’ordine “non arrendersi mai”anche in una società che non sempre infonde fiducia.

Un messaggio positivo e che profuma di speranza, perché oggi la nostra società è così satura di brutte notizie, tragedie, crisi politica, disoccupazione e una pseudo compassione nei confronti dei migranti, che scappano dalla guerra con la speranza di una vita migliore. Preferisco non svelare troppi dettagli, lasciando a te lettore la curiosità di scoprire tutto il mondo che racchiude, che grida e che vuole un posto in Coràio.

Lo stile di Andrea Gasparini è ironico, diretto, uno sguardo caleidoscopico sulla società odierna, agrodolce, amara e a volte dolcissima.

Alla fine, a quel filo si aggrappano tutti, per non affogare nel mare della precarietà e disillusione, e quel filo si chiama coraggio, coraggio di rischiare, coraggio di osare, coraggio di andare avanti nonostante tutto.

Buona Lettura.

 

Ilaria Grossi per Les fleurs du mal blog letterario

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