La Quixote editore presenta “La palizzata” di Rosalind Abel. Da non perdere!

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TRAMA:
L’imprenditore Joel Rhodes, uomo sicuro di sé, vede nella piccola cittadina californiana di Lavender Shores solo un’opportunità di lavoro, nonché l’ultimo passo per raggiungere la posizione per cui ha faticato tutta la vita. Basterebbe soggiornare lì una sola notte per chiudere l’affare, e passare del tempo con uno degli uomini locali, per quanto bello sia, significa solo qualche ora di svago in più.
Andrew Kelly è più che felice della sua vita nella città natale, tanto che l’unica cosa che gli manca è una persona con cui condividere questa gioia. Andare a letto con un turista non doveva essere la risposta ai suoi desideri, ma una semplice distrazione. In fondo, potrà tornare a cercare l’uomo giusto per sé l’indomani.
Sia Andrew che Joel vedono le loro vite cambiare radicalmente, quando il piacere di poche ore arriva a durare un paio di giorni. Non che sia un grosso problema; dopotutto, non ci si può innamorare nel giro di così poco tempo. Non è così che funziona. Tuttavia, se i destini si incontrano, pochi giorni possono essere più che sufficienti per trovare l’anima gemella. Anche così, però, quando i segreti vengono a galla, il destino potrebbe spezzare ben più di due cuori soltanto.

L’autrice

Rosalind Abel è cresciuta prendendosi cura delle galline in compagnia del suo dolce e fedele Chow, Lord Elgin. Anche se il suo desiderio di scrivere romanzi è nato durante la sua adolescenza, non avrebbe mai immaginato che un giorno avrebbe pubblicato romanzi su tanti uomini splendidi. Ma si sa, ogni tanto la vita prende pieghe migliori del previsto.
Mentre scrive scene bollenti e aiuta i suoi uomini a trovare le loro anime gemelle, Rosalind si diletta a cucinare, collezionare giocattoli e fare gli scrapbook più belli del mondo (anche se non c’è alcuna prova di questo, lei ha intenzione di investirvi parecchio denaro).
Adora i romanzi MM e il potere che hanno di trascinare il lettore in mondi pieni di amore, calore e passione. Rosalind ama collezionare nuove idee per le sue storie e non smette mai di inventarne di nuove, quindi sentitevi liberi di esprimere con lei le vostre idee in ogni momento.

 

Dati libro 

TITOLO: La Palizzata 

TITOLO ORIGINALE: The Palisade
AUTRICE: Rosalind Abel
TRADUZIONE: V.B. Morgan
AMBIENTAZIONE: California
COVER ARTIST: Angsty G LLC
SERIE: Lavender Shores #1
GENERE: Contemporaneo
FORMATO: E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
PAGINE: 263
PREZZO: €4,10 (e-book) su Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, Store QE
DATA DI USCITA: 11 marzo 2019

 

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La Triskell editore presenta “punto di non ritorno” di N.R. Walker. Imperdibile!

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Sinossi:
Matthew Elliot è uno dei più brillanti detective di Los Angeles: forte, intelligente e segretamente gay. Quando si innamora del suo istruttore in palestra, non dovrà preoccuparsi che lo scoprano i suoi colleghi… ma che lo facciano i veri cattivi.

Matthew Elliot è uno dei migliori detective di LA. È stato etichettato come il golden boy dei Fab Four, una squadra di detective che ha messo fine a traffici di droga in tutta la città. È forte, intelligente ed è bravissimo nel suo lavoro.
Ma è anche un gay non dichiarato.

Quando incontra Kira Takeo Franco, il nuovo istruttore di boxe della palestra, Matthew non riesce a negare l’incredibile attrazione che prova per lui, che i suoi colleghi agenti conoscono come Frankie. Ma nel permettersi di innamorarsi di un uomo noto nella sua cerchia, Matthew rischia di rivelare l’omosessualità di entrambi.

Matt e Kira fanno di tutto per mantenere la loro relazione e la loro vita privata lontane da quella molto pubblica di Matt, per paura che possano essere dannose per le loro carriere.

Ma Matthew non dovrebbe preoccuparsi che gli altri agenti scoprano il suo più grande e oscuro segreto… ma che lo facciano i cattivi.

Dati libro 

Data di pubblicazione: 11 Marzo

Collana: Rainbow

Titolo: Punto di non ritorno
Titolo originale: Point of No Return
Serie: Turning Point #1
Autore: N.R. Walker
Traduttore: Grazia Di Salvo

Genere: Contemporaneo
Lunghezza: 204 pagine
ISBN ebook: 978-88-9312-491-1
Prezzo: € 4,99

“Il segreto del vicolo delle Belle” di Marika Campeti. A cura di Alessandra Micheli

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Quando ho iniziato a leggere il vicolo delle Belle, mi sono subito innamorata delle descrizioni.

E ho riconosciuto in esse la mia visita alla splendida città di Terracina, ricca di storia e di magia.

In quei luoghi incantati si sente davvero la mano soave del mito e delle leggende, le cui voci risuonano sia di fronte al meraviglioso tempio di Giove che in quelle distese azzurre, in cui è facile perdersi morire e rinascere.

Del resto non lo raccontava Baudelaire?

E tu sempre amerai uomo libero il mare

Ed è vero.

Chi è davvero libero, libero da se stesso e dalle catene dei proprio impulsi, della rabbia, dall’incapacità di farsi accettare, non può non amare il mare.

In fondo, è l’elemento acqueo che pervade davvero la nostra vita, quella reale, quella interiore, non quella che tanto ci piace oggi e che è tutta dedita all’apparenza.

La questione libertà ha sempre avuto per me una grande rilevanza essendo da sempre, dai 12 anni ( si sono precoce) oggetto di squisite riflessioni filosofiche: cosa significa essere liberi?

Fare tutto quello che i miei vizi mi chiedono?

Essere senza legami?

O semplicemente viaggiare sotto le stelle e con una chitarra raccontare l’emozioni della peregrinazione?

Non è un caso che i miei libri preferiti sono quelli hipster, che il mio vangelo è ancora Pic o sulla strada di Kerouac. Non è un caso il mio amore verso le canzoni country che sapevano di immensi spazi capaci di abbracciare il cielo e quelle distese interiori senza confini o orizzonti.

Poi con il tempo, la mia riflessione si è fatta politica.

Mi sono chiesta come mai l’uomo che dovrebbe amare quella sensazione di vagabondaggio, cosi mutuate dalle vere autentiche idee di Woodstock, fosse stato da sempre incatenato.

Ed in questo caso è nella storia la risposta.

Nei secoli donne, uomini bambini erano considerati meri oggetti di scambio.

E la cosa più drammatica era la coatta accettazione, quasi rassegnata a questo ruolo subordinato, inesistente, e sopratutto NON SCELTO.

E passi per i secoli bui, quelli ammantati da una finta religiosità, da una necessità di porre un freno e di trovare certezze in un mondo in costante cambiamento.

Diverso era il discorso quando si parlava del IX secolo.

Troppo colto, troppo scientifico per porre ancora ruolo cosi rigido a una parte della società.

E troppo profumato di evoluzione per considerare quella parte di società non degna di diritti, ma solo di strani doveri.

Alla soglia del nostro ventunesimo secolo ancora sento parlare di puttane, di femminicidio, di diritti negati, di compravendita del sesso.

E dove sta quindi il nostro progresso?

Il racconto del vicolo di Belle, non è solo quello della riappropriazione del passato per poter vivere e sbrogliare il presente.

Non è solo il racconto mirabile dell’accettazione e della rinascita di una donna che cerca costantemente una definizione che le appartenga e che non fosse elargita dalla società.

Non è solo il racconto scomodo di come l’amore non segua le nostre sciocche regole.

Ma pone due protagoniste vittime delle assurdità di una vera guerra, che sfociò solo in ultimo nel secondo conflitto mondiale.

La vera guerra era quella sociale, quella che cercava di svincolarsi da ataviche convinzioni che ponevano l’altra parte della luna, in condizioni di ignoranza e quindi di sudditanza.

Ragazze vittime delle atrocità di un padre senza coscienza, o vittime di una marito violento perché frustrato.

Vittime di una madre convinta che la sopravvivenza significhi la rottura di ogni remora etica.

E che però si lavava la coscienza andando in chiesa e pregando un dio che lacrimava davvero sangue, vedendo come la sua umanità si prostituiva e non faceva dell’ostacolo stimolo alla virtù.

E’ la banalità del male, perso in piccoli anfratti, in microscopici gesti, giustificati dalla frase e vabbè erano altri tempi, ci stava, era giusto.

Il nostro mondo è un eterna giustificazione continua e patetica.

La nostra società reitera, seppur in altre modalità più occulte, comportamenti che fanno della donna mero strumento.

Di marketing.

Di share.

Di like.

Corpo e mente sacrificati sull’altare del business.

Se prima era difficile per Rosa e Nina pensare a alternative, perché il mondo queste non le voleva, oggi noi donne bestemmiamo le memorie di queste donne reali, vissute in ogni epoca, magari nonne, o zie, o madri, sputando sulle possibilità che abbiamo.

Possiamo studiare, ereditare, farci il culo perché sia ammirata la persona e non una tetta o un culo rifatto.

Possiamo ribellarci fregandocene della morte sociale, perché è cosi vasto il mondo, cosi ricco da poter ricominciare ogni volta.

Eppure non lo facciamo.

Non vogliamo comprendere, superare i limiti a cui siamo abituati, troppo schiavi della nostra cultura, ma sempre capaci di giudicare l’altra.

E Marika ce lo dimostra con la storia di Hussed.

E’ facile condannare il mondo islamico, per le sue mancanze di rispetto. Facile dire io mi sono sottomessa per amore, quando è una vita che ci siamo sottomesse alla storia.

Siamo figlie e nipoti di donne che hanno vissuto le stesse cose, se non peggiori, in periodi neanche tanti cosi lontani.

E’ storia degli anni ottanta quella di Lara Cardella.

Quella bimba che non poteva indossare in pantaloni in una Sicilia cupa, a cui mancava davvero solo il burka.

Allora prima di giudicare, puntare il dito con la strafottenza dello straniero, impariamo a far pace con la nostra di storia.

Magari attraverso l’archetipo eterno di Nina e Rosa.

E magari da quelle macerie iniziare a conoscerci e creare una donna nuova, capace di capire e di piangere sulle ferite.

Perché solo le lacrime sanno curare e solo la vera femminilità sa perdonare, perdonarsi per ricominciare.

Ed è li il vero cambiamento.

Quando il cuore è stanco di soffrire e cerca quella libertà che ho sempre respirato io.

Un libro dai mille significati.

Io vi ho svelato quello che mi sta più a cuore, ma sono sicura che andando a passeggiare nel vicolo delle Belle, troverete anche voi la vostra unica personale essenza.

E magari allora, ricostruite e riappacificate con il nostro essere persone prima che donne, creeremo con il pensiero, un nuovo mondo.

Brava Marika