Le uscite Leggereditore di marzo: imperdibili!

 

La balia  Nova Lee Maier

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“In questo clautrofobico thriller, Nova Lee Maier dimostra la sua padronanza del genere conducendo in modo esperto la sua storia in un climax inaspettato e sconvolgente, senza rivelare più dello stretto necessario.”
Letterenfonds

“Un libro che si legge tutto d’un fiato, pieno di abilissimi colpi di scena.”
de Volkskrant

Fragilità, forza di volontà e sete di vendetta si fondono in un intenso romanzo psicologico ricco di tensione e colpi di scena.

La cospirazione dell’inquisitore Giulia Abbate

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“Tra passione e lussuria, tra intrighi e inganni, si snoda questa storia in cui nulla è come sembra.”
Passion for Books

“Una trama originale e ben strutturata, con piccoli e grandi colpi di scena che tengono il lettore in una continua e sottile tensione. Consigliato a chi ama i romanzi storici intrisi di suspense e passione.”
Il colore dei libri

 

Sullo sfondo di un medioevo burrascoso, una storia d’amore appassionante con due protagonisti indimenticabili.

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“Di Nessuno” di Simona Mangiapelo edito Alter Ego Edizioni. A cura di Ilaria Grossi

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Quanto si è disposti a sacrificare della propria vita…per la felicità?

Quanto costa indossare quella maschera per vivere emozioni ormai sopite nella routine quotidiana di una vita troppo tranquilla, un marito permissivo, due bambini, una suocera mai sopportata e una libreria che è la realizzazione di un amore da sempre dichiarato per i libri?

Ecco Elisa, moglie e mamma, cerca da mesi di recitare bene il suo ruolo, sin da piccola tanto desiderato, lei che è vissuta nella solitudine e nelle rigide regole di una casa famiglia. E ora che ha una casa e una bella famiglia, alterna la maschera di moglie e mamma a quella di amante.

E’ l’amante di Alessandro, un amore di gioventù, capace di farla sentire “viva”, di suscitare una passione forte, aggressiva a tratti, di trepide attese, di incontri brevi e intensi e capace di farle cadere ogni difesa, di regalarle ogni volta piccoli preziosi attimi di felicità.

Elisa che si guarda allo specchio e si scopre più bella che mai e con una luce negli occhi che riempie ogni vuoto emotivo e ogni senso di colpa.

Vivere in equilibrio su un filo, non è per sempre: c’è il forte rischio di cadere, le bugie sono il pane quotidiano delle sue giornate, si scontrano con una realtà “violenta”.

Alessandro non è la persona che credeva, avrebbe rinunciato davvero al suo matrimonio con Flavio per lui?

Si dice che la violenza produce violenza, spesso le anime inquiete e danneggiate da vuoti affettivi conoscono solo la violenza e non accettano i fallimenti. L’unica salvezza è fermarsi in tempo e gettare quella maschera non perfettamente cucita alla nostra anima, infinitamente complicata.

Lo stile di Simona Mangiapelo mi ha rapita letteralmente, la storia di Elisa, nasconde in sé una complessità emotiva, intensa che scava nel profondo, un viaggio emotivo nei ricordi, uno scontro con la realtà, l’incapacità spesso di lasciar andare via quello che ci fa realmente male e come essere attratti dal fuoco, consapevole che toccandolo ti brucerai e nonostante tutto preferisci leccarti la ferita.

Simona Mangiapelo ha la capacità di farti vivere in diretta ogni emozione, la sensazione di paura, il rimorso, le follie della protagonista e tu, lettore non puoi restare indifferente, anche e soprattutto per i temi toccati.

 

“Ma tu cosa vuoi?” “Quello che vogliono tutti. Un po’ di felicità. Quindi continuerai così fino a quando? Fino a quando mi va”

 

Buona Lettura.

 

Ilaria Grossi per Les Fleurs du mal blog letterario

 

“Fermo, che la scimmia spara” di David Cintolesi, Porto seguro editore. A cura di Vincenzo de Lillo

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David Cintolesi, secondo me è un folle.
Questo è meglio metterlo in chiaro subito.
Un pazzo che, come tutti quelli appartenenti a questa bistrattata categoria, ha il coraggio dalla sua.
Quello che ti fa fare, pensare o scrivere, nel suo caso, cose assurde, incredibili o che la maggior parte dei lettori non condivide o ama.
Violenza, sesso, consenziente e non, dolori, soprusi, droga, depravazione, malvivenza, tutto sapientemente mischiato senza dilungarsi troppo nelle descrizioni, ma raccontando con ironia storie e episodi curiosi o incredibili, in cui spesso il lieto fine non c’è.

Come succede nella vita reale, d’altronde.

La follia dei nostri giorni enfatizzata, portata all’eccesso, spinta oltre l’inverosimile, con sprazzi di macabro humour scritta con un ritmo frenetico e furioso, che non ti fa staccare gli occhi dalle pagine nemmeno per un attimo, lasciandoti in balìa delle parole che a volte ti colpiscono come macigni ed altre ti cullano dolcemente, in questa alternanza di emozioni che dura dall’inizio alla fine del libro.

E allora ecco due giovani donne disinibite ad una festa trasformatasi di colpo in un festival dell’horror, tra bullismo, violenza gratuita, cannibalismo, divagazioni politiche, sesso musica, droga e rock&roll.

Oppure la storia di Fabio, il racconto che più mi è piaciuto, che è un vero e proprio elogio alla sfiga.

Quella di un giovanissimo balbuziente e insicuro, schiavo dei suoi ormoni, come chiunque nell’età adolescenziale, che cerca in tutti i modi di riuscire a procurarsi la sua “prima volta”, con risultati esilaranti, imbarazzanti, tragici.

O, nel racconto che dà il titolo al libro: Fermo o la scimmia spara, in cui scopriamo di cosa può essere capace una moglie tradita.

Insomma un poutpourri di generi, che si susseguono per tutti i dieci racconti, scritto da un autore che io ho definito “folle”, ma solo per omaggiarlo di un termine che spesso è affibbiato a coloro i quali hanno il coraggio e la forza di guardare oltre.
Oltre il bon ton, oltre il giusto o sbagliato e oltre la decenza.

Affrontando temi delicati, non sempre ben visti, a volte addirittura scorretti politicamente.

Alla fine di ogni racconto non saprete se ridere o piangere, perché ognuna di queste reazioni, intese come opposte, vi sembrerà fuori luogo.

E questo, a mio avviso, è un gran successo.

Caro David, bravo.

Il tuo libro ironico, a tratti onirico e in ogni caso sui generis, per me ha i tratti della genialità.

Qualità che spesso troviamo nei folli.

Scusa se insisto.