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Bisogna sorprendere il lettore e spiazzarlo un po’! Tutto cambia, tutto si evolve in una società sempre più moderna e allora “perché non andare oltre agli schemi tradizionali della poesia?”

 

Con Ornella Spagnulo ho conosciuto una poesia alternativa, diversa, che esce dagli standard classici conferiti alla lirica. Il suo stile è forte e diretto, non risparmia termini duri e scava fino in fondo ai suoi pensieri. Il libro “ Come una tigre” si presenta in una versione che si avvicina alla prosa per rendere più scorrevole la lettura del testo.

Il tema principale è l’amore; un sentimento talmente forte che necessita di essere interpretato in tutte le sue svariate sfumature. Abbiamo l’amore che salva la vita, che prevale su tutto, che scuote ogni coscienza, che fa la vera rivoluzione, ma abbiamo anche l’amore che fa sprofondare, che confonde, che sottomette e diventa anche solitudine.

 

Una vita insieme solo discese tra i nostri segreti. Se tu venissi lascerei tutto sottomessa al tuo volere. Sarei disposta ad essere me e sacrificherei il resto del mondo. Sola perché tu sei rimasto con lei. Bugiardo Pinocchio”.

 

L’autrice sfiora contenuti importanti: la presenza di Dio e il messaggio lasciato agli uomini. Dio dice di moltiplicarsi, ma esistono varie interpretazioni su questo concetto.

 

Io come umana sono parecchio strana. Io mi sento un libro come posso moltiplicarmi? Allora moltiplico il mio amore per te!”

 

Come ho sottolineato all’inizio, questa raccolta di poesie è molto particolare; durante la lettura non rischieremo di abbracciare termini sofisticati e aggraziati che caratterizzano di solito la poetica, capiterà invece di rimanere colpiti da parole forti e incisive.

L’autrice descrive la donna forte come una tigre e nel contempo debole e insicura come una creatura troppo fragile.

 

Amore amore torna presto perché anche se faccio finta di niente divento pazza senza di te. Agli occhi miei ti vedo come un angelo che mi difende dagli altri. Tu uomo bello che lavori io che non faccio niente perché studio”.

 

Queste ultime parole sono quasi una provocazione; Ornella Spagnulo sembra marcare il concetto che ancora oggi noi donne non siamo considerate al pari degli uomini. Spunti di riflessione allora nascono spontanei leggendo vari passi del libro.

 

Ho tanta fame amore mio tanto so che vanno di moda le bambole ora che io sono troppo grassa”.

 

Anche questo concetto spalanca ampie considerazioni sul ruolo che la donna assume nella nostra società: bisogna abbattere i molteplici pregiudizi e le infinite barriere che ancora fanno da decoro in un contesto che appare da troppo tempo fuori luogo.

Nel corso della lettura si ha anche mondo di apprezzare e interagire con alcuni elementi naturali: il mare, il vento, le api, gli alluvioni e la terra. Elementi talvolta complici dello spirito umano, altre invece no.

 

Gli benderei gli occhi e lo assaporerei come fanno le api con il miele. Non mi piace il vento che mi esclude dal tuo abbraccio in vacanza. Tutto quello che volevo era il mare. Vorrei tornare a prima dell’alluvione che ha allagato il mio corpo e danneggiato il mio spirito”.

 

A prima lettura il libro rischia di non essere apprezzato del tutto dal lettore, ma rileggendo attentamente alcune pagine ci si rende conto della qualità di questo scritto e mi riferisco soprattutto ai versi dedicati alla violenza sulle donne. Anche questo un tema affrontato da Ornella Spagnulo.

 

Cito le sue parole: “ Gli uomini possono essere invasori te lo dice una madre che ha il cuore spezzato e il corpo violentato”. Il cuore lo terrò per me ti darò il corpo in cambio. Stai sempre attenta a non sorridere troppo. E’ questione di sopravvivenza. Parola di una donna che ha sentito male a partorire, non tanto per il dolore quanto per quello che nel parto c’era di lui”.

 

Concludo la mia recensione con questi versi:

 

Non guardare a chi sembra avere degli occhi belli, guarda chi sembra avere un cuore buono”. Mandiamo a fanculo la morte, il mare e tutte le miserie”.

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