“Sognando Bologna” di Riccardo Bassi, Gilgamesh edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Sognando Bologna- Riccardo Bassi.jpg

 

Il primo elemento che ha attirato la mia attenzione è stata una frase dell’introduzione del libro di Bassi, scritta da uno degli autori che ritengo mio maestro, ossia Luca Bonaffini.

Spero tutti conosciate la sua mirabile arte, essendo stato paroliere di musicisti del calibro di Pierangolo Bertoli

E il grande sommo ha scritto:

Anche quando scrivere non è un’urgenza, un bisogno fisico, può diventare una droga. Ebbene sì, “farsi di letteratura” dona un piacere immenso, estasiante, talmente forte da indurre lettori e scrivani a diventare un’unica entità, un Universo Cosmologico, nel quale le frasi vagano come satelliti intorno al Pianeta delle Parole. Bassi è un tossico. Un narrativo-dipendente che, da qualche

E  questo fa del nostro autore un vero “tossico” della parola, rendendolo capace di intrecciare racconti, trame personaggi e sogni.

In Sognando Bologna il tema principale non è quindi il fatto di per sé, non sono le miriadi di azioni più o meno lecite, gli sbalzi di orgoglio, gli afflati universali del mal d’amore a fare da sfondo, ma una città che è qualcosa di più di un agglomerato di case, vie e strade, è una vecchia signora che canta, mentre la vita scorrere, più o meno pacata, più o meno diritta.

Ed è la bella Bologna, con la sua maestà quasi velata a raccontarci la storia, la Bologna come l’ho vista io un giorno di marzo soffusa dall’aria di pioggia, quasi nascosta dalla nubi, ma fiera e vetusta.

È la Bologna della saggezza e degli emarginati in cerca di riscatto che racconta la vita di esseri che da banali divengono straordinari, capaci di grandi sacrifici, ma anche capaci di sbrogliare quelle matassa che alla signora elegante non piacciono. Bologna non è la città per brillare di luci della ribalta.

Non è il giusto sfondo per furti o ladrocini, non è il mondo chiuso che respinge l’altro e la novità.

È,  Bassi lo racconta, il cantastorie che attraversa gli archi e la narra, creandola giorno per giorno con la parola.

Dalla sua Milano nebbiosa e affumicata, dobbiamo immaginarci un Bassi giallista, diventato sposo e papà nel giro di pochi libri, che scrive questa storia a tratti commovente, ma spesso divertente, sognando le colline e le piazze della Grassa e Materna Bologna. E dopo qualche riga, eccoci lì, in Piazza Maggiore dove, tra i rumori di fondo e la multi-etnia dei nuovi residenti, pare di sentire ancora le voci di Dalla e di Carboni cantare insieme.

E Bologna appare e narra, la poesia quella che spesso durante la moderna scrittura si perde. E non posso restare inerme di fronte a quel cielo tinto di rosso, alle strade che sorridono mentre i personaggi si incontrano si inchinano e si scambiano. Mentre si tenta il furto del secolo, mentre il dovere lascia il posto all’amore, perchè credetemi, Bologna fa innamorare.

Non posso non sorridere vedendo il genio di Bassi percorrere la sua strada e portare con se un lettore attonito, che assiste stranito a quel ballo, a quella commedia dell’arte senza vinti né vincitori, perché la profondità non divide ma unisce, in un canto eterno di splendore.

Quando arrivai a Bologna capii che quello era il mio inizio. E che la signora mi avrebbe dato qualcosa per cui continuare a sognare, e sognando definendola di volta in volta, evitando che la città si rannicchiasse su se stessa, affranta. Perduta, quasi vinta dalle forse esterne che volevano dettare legge.

E in ogni azione noi troveremo sempre quegli spicchi di cielo e allora gli eventi appariranno meno importanti del fatto che:

Quella mattina di febbraio, nella gelida Bologna baciata dal sole

Alice prese la bici per andare in palestra per la consueta lezione di difesa personale

E l’importanza non sarà nella vita e nel movimento di Alice, o Kevin o la contessa, ma sarà che comunque, anche nelle notti senza speranza, quelle ferite, disperate perdute nelle proprie ossessioni Bologna è baciata dal sole.

Ed è in quell’immagine di impatto piena di luce, che noi troviamo la fiducia.

Ed è in quel sole che bacia e abbraccia la bella città, ogni nodo sarà sciolto.

Fino a che il sogno non diventerà visivo e corporeo:

Era una Bologna diversa, irreale, quasi paradisiaca. Le immagini scorrevano come in un videoclip, veloci e fantastiche, inquadrando di spalle Giulia mentre gli teneva la mano. E poi un primo piano su di lei, prima circondata dalle due torri, poi in Piazza Maggiore

E sulle note finali di questo canto d’amore, si sente una lontana roca voce che ci racconta, cosi come ha voluto fare Bassi il segreto del saper vivere:

Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è

Sulle panchine in Piazza Grande

Ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n’è

Dormo sull’erba e ho molti amici intorno a me

Gli innamorati in Piazza Grande

Dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no

A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io

A modo mio avrei bisogno di sognare anch’io

Una famiglia vera e propria non ce l’ho

E la mia casa è Piazza Grande

A chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho

Con me di donne generose non ce n’è

Rubo l’amore in Piazza Grande

E meno male che briganti come me qui non ce n’è

A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io

Avrei bisogno di pregare Dio

Ma la mia vita non la cambierò mai mai

A modo mio quel che sono l’ho voluto io

Lenzuola bianche per coprirci non ne ho

Sotto le stelle in Piazza Grande

E se la vita non ha sogni io li ho e te li do

E se non ci sarà più gente come me

Voglio morire in Piazza Grande

Tra i gatti che non han padrone come me attorno a me

Ti abbraccio Bologna e grazie a te Bassi per avermi fatto volare.

Vorrei che ogni autore come te ascoltasse quella candida voce che sola è la vera ispirazione, che è il solo vero padrone a cui tutti noi dovremmo rispondere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...