La Triskell editore presenta “American Queen” di Sierra Simone. Imperdibile!

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Trama:

Inizia con un bacio rubato sotto un cielo inglese, e finisce con una camminata lungo la navata. Inizia con il Presidente che manda il suo miglior amico per corteggiarmi in sua vece, e finisce con il mio cuore spaccato a metà. Inizia con segreti celati e desideri pericolosi… e finisce con noi tre uniti insieme da sentimenti di amore e odio più, pungenti del filo spinato.
Mi chiamo Greer Galloway e sono al servizio del Presidente degli Stati Uniti d’America.
Questa è la storia di una regina americana.

Dati libro

Data di pubblicazione: 6 Aprile

Collana: Romance

Titolo: American queen – Edizione italiana

Titolo originale: American queen

Serie: New Camelot Trilogy #1

Autore: Sierra Simone

Traduttore: Serena Tardioli

Genere: Contemporaneo, erotico

Lunghezza: 380 pagine

ISBN: 978-88-9312-499-7

Prezzo:  € 6,99

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Imperdibile libro per ogni lettore amante della bellezza “L’orologio della torre antica” di Alfredo Betocchi, il campano edizioni. Non lasciatevelo scappare!

 

Copertina Campano

 

Questo romanzo parla sì, di streghe e di magia nera, ma è scritto in uno stile differente, con un occhio alla Storia, quella autentica, e uno alla Fantasia.

La trama è costruita come una bambola matrioska, con tante storie incastrate le une alle altre ma sono tutte parte dello stesso filo conduttore. Lasciatevi condurre dai personaggi in questa bellissima trama fatta di innamorati, di crociati, di assedi, di crudeli feudatari, di streghe, di intrepide fanciulle inamorate e di tante altre sorprese.

Una storia d’amore, che si dipana attraverso i secoli, con un paradosso temporale che lascia stupiti, perché inaspettato.

Elodìa si invaghisce del nobile Enrico ma vede sfumare il suo amore a causa della partenza del giovane per le Crociate. Dopo tre anni, essa apprende che Lui è stato assassinato sulla strada del ritorno. Folle di dolore, fugge in montagna, dove incontra la maga Tara che la introdurrà alla stregoneria. Elodìa, strega malvagia e immortale, si vendicherà sugli assassini e su altri innamorati nei secoli futuri fino a che… la sua vendetta eterna non verrà spezzata in modo inaspettato.

Un romanzo tutto al femminile nel quale sono le donne che prendono in mano il loro destino, creando un grande Male per poi distruggerlo, facendo trionfare l’Amore.
Nessun eroe, nessun personaggio fuori dalle righe. Solo degli esseri umani che si muovono, vivono, amano (e qualcuno muore pure), sullo sfondo dei secoli tra i quali la storia rimbalza, un po’ adesso e un po’ allora lungo tutte le sue pagine che alla fine fanno passare qualche ora piacevole.

É il primo di una Trilogia che comprende “LA MAGA TARA” e “SELINA, l’ultima strega”. La Trilogia può essere acquistata direttamente dall’Autore contattandolo sul suo profilo Facebook o alla Pagina “Ramesse XI e Trilogia delle Streghe” o alla mail “abetocchi@yahoo.com”

 

 

“Le strade di papà” di Giuseppe Puonzo, Scatole parlanti editore. A cura di Alessandra Micheli

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Credo che l’avventura più difficile di un essere umano è di diventare padre.

O madre a seconda del genere.

Per carità qua bisogna stare attenti alle pari opportunità.

Credo che proteggere, custodire, e cercare di guidare qualcuno, con una sua anima e una sua personalità, sia complicato.

Emozionante.

Specie oggi che il mondo che offriamo ai nostri bimbi è quello che è. Distorto, pieno di problemi, di cesure, di buchi, quasi traballante e sull’orlo dell’abisso.

E forse solo energie diverse, giovani, pure possono raccontarcelo in modo diverso. E farlo esistere in un altra forma.

Ho visto negli occhi dei bambini, quella semplicità che non è quella da noi oggi venerata.

Noi oggi esaltiamo la semplicità paracula di chi non usa il suo senso critico.

L’elementarità di cui abbiamo bisogno è quella dei bimbi, logica, e priva di malizie e di tante aspettative.

Mi ha colpito molto il libro di Puonzo.

E credo di definirlo uno dei più belli.

Nella sua travolgente ironia è custodito un messaggio che tenterò di raccontarvi.

Ma mi scuso, stavolta anche questa vecchia acida signora si è emozionata.

Mi emoziona leggere le parole della piccola Benedetta che alla notizia ci trasferiamo, non ha posto grandi disagi.

A patto di portare con se papà mamma e la sua bambola preferita.

Una bimba che scimmiotta senza acredine la nostra stupidità e ci fa rendere conto di tanta inutilità nell’apparenza, nella voglia di emergere, di gridare più fotte.

Lieta e felice di quel piccolo guscio protetto.

Allegra perché impara ogni giorno qualcosa di nuovo.

E questo mondo da noi contestato, da noi denigrato lei lo affronta con un senso di meraviglia.

Ed è quella che lo rende diverso oggi ai miei occhi.

Un mondo da scoprire, un mondo da amare anche nella sua stupidità e imperfezione.

E Puonzo, grazie a quegli occhi che brillanti sono una vera e autentica finisce sul mondo, cresce.

E con lui cresce l’empatia che lo fa andare a portare il suo essere papà anche ad altri bimbi, ad altre realtà.

E ci insegna che l’amore quando è amore vero non è egoista.

L’amore si moltiplica, si diffonde come un contagio.

E non è solo per Benedetta la sua bimba, ma per tutti quelli che lo guardano con fiducia.

Cristina che gli regala i suoi più preziosi ricordi per ringraziarlo di un istante di magia, Betrand che gli insegna come il tempo non sia fondamentale, il tempo si dilata, e si accomoda al nostro pensiero

Voi avete bisogno di un orario preciso, perché controllate l’orologio e poi vi arrabbiate, se qualcuno arriva un po’ in ritardo. Noi no… noi aspettiamo». “Un po’ scomodo a volte”, pensai, “ma è bellissimo questo concetto di aspettare per non sai quanto tempo. Ti allena all’attesa, quella vera, te la fa desiderare e immaginare, e poi forse te la fa assaporare ancora meglio quando diventa realtà. L’attesa autentica è questa”.

Punzo impara così davvero l’amore, quello che scandisce tempo e battiti del cuore

Amare significa desiderare il meglio per l’altro, permettere all’altro di essere felice, anche quando le sue scelte, la sua strada saranno diverse da quelle che ci eravamo immaginati. Amare non è possedere, non è provare per nessuna ragione a rendere nostro ciò che non ci appartiene. Non è possesso, amare è libertà. Voglio bene a Benedetta, come si può voler bene solo a un figlio: lei mi completa, mi riempie, va a colmare dei vuoti che non sapevo nemmeno di avere. Apre mondi, dentro di me, quando parla o anche solamente mentre la guardo. Però non mi basta, non mi può bastare. La amo, di quell’amore viscerale e puro di cui nemmeno sai di essere capace fino a quando non lo vivi sulla tua pelle.

Ed è qua che il grande papà impara a crescere un altra anima, e le sue parole mi ricordano tutti i sacrifici del mio di papà che ancora oggi lo scopro a fissarmi con uno strano luccichio negli occhi, quando combatto le mie battaglie, quando non mi piego ai compromessi, quando ancora oggi a 43 anni, sono la solita assurda idealista

Desidero il suo bene, ma ancora di più voglio essere capace di darle gli strumenti essenziali per camminare, per correre, per stare in piedi, per aiutare gli altri a stare in piedi, per volersi bene. Libera. E poi farà la sua strada. E poi farà le sue scelte. E poi, un giorno, le chiederò cosa vuol dire voler bene e cosa significhi amare. E, se tutto ha funzionato, allora lo spiegherà lei a me, ancora meglio di come ho fatto io con lei.

Perché ogni figlio poi spiega a suo padre l’amore che gli è stato insegnato con l’amore sperimentato.

E cosi succederà per lui.

E cosi la catena di emozioni si arricchirà di un anello in più.

E cosi via, in un percorso infinito.

Ecco perché noi siamo responsabili di quegli anelli, perché sarà da noi, dal nostro rapporto con l’esterno e con la famiglia e sopratutto con l’interno di noi stessi a decidere che catena sarà.

Ecco le strade di papà portano a un mondo di luce.

Devono portare a un’idea diversa di umanità e si, a un’altra società.

Devono costruire un qualcosa che spicchi e superi l’orizzonte, qualcosa di cui essere fieri guardandoci indietro.

E non è solo un figlio.

Può essere uni dea, un valore, un sogno.

Noi dobbiamo costruire una torre che accarezzi e abbracci il cielo.

E lo possiamo fare guardando negli occhi un figlio, o partendo per incontrare terre lontane o dire no a una frase apparentemente banale che sa di razzismo

«Quindi, scusi, lei è uno di quelli che li difende?» chiede la signora. «In realtà, sono solo uno che non giudica e non condanna in base alla provenienza». «Ma quindi lei li difende?» insiste l’uomo. «A dire il vero, anche di più. Io li considero proprio un po’ dei fratelli, sa…».

Io non posso che tacere ora, di fronte alla bellezza di questo piccolo prezioso tesoro.

E vi invito a leggerlo e fare che scenda una lacrima sui fogli.

Tranquilli, non vi vedrà nessuno, ma servirà per dissetare il cuore.

La forza, la generosità e l’intelligenza le sottrassero alla morte, e riuscirono a salvare tutti gli altri animali che arrivarono dopo. Qualche volta, sono gli ultimi arrivati e i più piccoli che ci insegnano a dare un senso alla vita che viviamo. A riscoprire la meraviglia e lo stupore. A darci coraggio. A mantenerci vivi.

Un consiglio.

Quando leggerete le Strade di papà, perché so che lo leggerete,vi invito ad ascoltare la poesia di musica di Van Morrison These are the days.

E poi capirete perchè.