Dopo  il successo di “Acuba – Trappola da un altro mondo”, Enzo Casamento presenta un  thriller “Arte perversa”. Da non perdere!

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SINOSSI:

Andrew Hill, un sedicente guaritore, viene arrestato con l’accusa di  essere Satana, lo spietato serial killer che marchia a fuoco le sue  vittime con un cobra, il simbolo più sacro del Satanismo. Oltre ad ucciderle in maniera crudele, Satana “lavora” il corpo delle vittime per riprodurre quadri famosi.

Al processo Hill viene assolto. Gli omicidi riprendono.

Nonostante l’assoluzione, la task force che dà la caccia al killer è  convinta che anche i nuovi omicidi siano opera di Hill.

L’agente Anna Russo non è convinta della colpevolezza di Hill, per cui viene espulsa dalla squadra che si occupa del caso.

Quando il suo passato torna a minacciarla, si rende conto che Hill è l’unico che potrebbe aiutarla. Nonostante il pericolo, decide di incontrarlo da sola, senza alcuna protezione…

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“Il trionfo della stupidità” di Armand Farrachi, Fandango libri. A cura di Alessandra Micheli

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Ennesimo reality, ennesima festa della banalità.

Luci, e scintillii conquistano le persone, donando loro l’immediatezza di un mondo pret a poter, da consumarsi in un morso e dove riversare ogni illusione e ogni vagheggiamento.

E si fissano ipnotizzati immagini che scorrono e si tifa, si parla, si creano dibatti sui concorrenti, sulle frasi lanciate che hanno tanto il sapore del populismo, si venera e si esalta l’ignoranza mascherata da genuinità.

Ma del resto è il mondo di oggi quello che sfila in TV.

Non è altro che ciò che richiede il popolo divenuto popolino.

Vuole un modello da seguire che, però, non li metta troppo alla prova, che non li faccia pensare ma che aderisca allo slogan del momento, quello capace di urlare più forte.

Schieramenti per discutere, per litigare, perché il personaggio è divenuto di famiglia, perché l’idea preconfezionata, è tutto ciò che resta di un mondo che si sbriciola.

Ma a noi cosa importa?

Se la crisi economica invade le nostre tasche, se il mondo globalizzato che ha annullato le distanze ci rende più soli, se i valori non sono più cosi fondamentali ma sono come abiti intercambiabili, se lo stesso nostro ecosistema, oggi, si sfalda, se l’economia di cartello uccide i piccoli imprenditori.

Se il mondo è in mano ai ricchi e ai potenti, ancora più banali e più stupidi che mai.

Noi abbiamo i nostri adorati eroi di plastica, eroi spenti come siamo spenti noi che li facciamo esistere, credendoci e donando loro, come in uno strano olocausto finto salvifico, le nostre energie.

Liti ovunque.

Nei salotti della ex cultura, nei palazzi della politica, nei mass media che sono loro i primi dispensatori di socializzazione.

E che socializzazione doneremo, oggi ai giovani?

Che mondo gli lasciamo, che letteratura, che società che gestione del potere politico?

Gli lasciamo semplicemente e atrocemente un mondi di stupidi.

E la cosa più blasfema è che siamo i primi che legittimiamo tale sistema, i primi che ci credono e che lo elaborano con un pensiero addormentato giorno per giorno.

La bellezza perde di significato a favore della volgarità, dell’apparenza a ogni costo.

A favore della presenza scenica, delle frasi senza senso che ci piacciono tanto, ma sono prive di logica, di senso critico, di impatto ribelle.

Sono parole simili a litanie, con il solo obiettivo di annichilire ogni facoltà.

Il libro di Farrachi fa rabbrividire.

Racconta un mondo che è inesistente e che semplicemente è un ologramma ripetuto all’infinito, convincendoci che quella è la realtà.

Ma purtroppo oggi la distopia non è giustificabile con la fragilità umana.

Noi siamo consapevoli di essere stupidi.

Noi siamo consapevoli dell’inutilità di tante frasi, di tante immagini, di tanto rumore.

Lo sappiamo, ma ne abbiamo disperatamente bisogno con la scusa del “mi devo rilassare”.

Non posso pensare.

Devo combattere la monotonia, il dolore, la perdita.

E come farlo meglio se non atrofizzando ogni senso?

E non parlo solo di quello estetico.

Ma del gusto dei cibi, della critica, della ragion pura.

Atrofizzare ogni meccanismo di salvezza collegato con la ribellione.

Dice il soggetto denominato A,privo persino di nome, confuso con tanti, che quel libro è bello.

Io devo andargli dietro, perché solo unendomi al coro, io esisto.

Il politico fa una gaffe, e sento dire “e ma questo lo rende più simile a noi”. Benvenuti nella celebrazione dell’uomo qualunque, nessuno troppo buono, né troppo intelligente, ne troppo cattivo, ne troppo furbo.

Un mondo come direbbe Vecchioni, cosi cosi.

Un mondo che fa un passo avanti e uno indietro, un mondo di facciata che nasconde sotto il tappeto le proprie imperfezioni.

Non le affronta.

Se ne fa scudo.

E continua a urlare finché l’urlo diventa accettabile, quasi musica.

Addio rivoluzioni, addio pensiero, addio dolcezza della cultura, quella che ti spronava a migliorarti.

Oggi i Gavini Ledda di padre padrone non troverebbero più stimoli a superare i loro limiti .Non venererebbero un libro, ma sarebbero ospiti del salotto in del momento, convincendosi che la loro menomazione sia un valore.

Conta il cure, dicono, non la cultura e la libertà della mente.

A loro si direbbe viva la schiettezza, viva la spontaneità, viva la semplicità.

E li si rendono schiavi docili, burattini, zombie.

Zombie affamati vista la scarsità di cervelli…

Vi svelo un segreto: un modello di vita deve non essere come noi.

Noi dobbiamo ambire a sempre livelli di apprendimento superiore.

Dobbiamo crescere, evolverci.

Non restare fissi.

Non devo provare stima per uno come me o peggio di me, per chi è ignorante, poco acculturato, perché questo mi fa sentire bene e tranquillo.

L’altro deve essere specchio e pugno capace di dirmi: ehi cretino lo sai che ti comporti da pollo ma potresti essere aquila?

Basta con la trita solfa assurda del viva la spontaneità, conta il cuore.

No ragazzi miei.

Conta il cervello.

E conta chi non si accontenta e vuole arrivare in cima.

Di chi staziona nella comoda valle, io non devo assolutamente tenere conto.

Non è cosi che si impara.

Non è questo l’uomo.

L’uomo è fatto più su di angeli e coronato di stelle e gloria.

Non gli è stato mai detto sii vile, sii stupido, sii mediocre.

Ci sono uomini che hanno litigato con Dio per dare una possibilità agli altri di diventare davvero simili a l’essere superiore.

Abbiamo infranto tabù, infranto consuetudini.

Dov’è il vostro coraggio?

Chi vi ha detto prostrati?

Giacobbe con la divinità ci ha lottato una notte intera.

Eva ha detto si alla conoscenza e non si è accontentata.

Gesù non ha accettato i compromessi e nel tempio ha gettato in aria i banchi dei mercanti.

Ho letto questo testo in una notte.

E ho cercato, dio se ci ho provato, di trovare un modo per dissentire dalla sua visione che mi appariva cinica e crudele.

Non ci sono riuscita.

Non ho potuto che assistere allo spettacolo in silenzio.

Attonita

Disperata.

A volte arrabbiata proprio per quella difesa che non poteva esistere, non oggi, non quando siamo noi cosi spaventati da essere scesi a patti con l’uomo nero.

Oggi non vive più sotto il letto.

Non è più monito di perdizione, di distruzione.

Oggi urla in TV, dal palco, da Montecitorio, dalla Casa Bianca, all’Eliseo.

Oggi ogni decisione è presa con leggerezza, ogni difficile scelta di morte è paragonato a un mancato godurioso assaggio di torta la cioccolato.

Affermazioni inutili di chi detiene il nostro destino tra le mani.

E noi li a applaudire a difendere quella loro volontà di stringere a morte quei diritti, di farci un bel milk shake da porre nei migliori mac donald.

Oggi a Parigi non si ammira più San Sulpice, né l’arco di trionfo, la torre Eiffel. Non si sogna più sui misteri della via della rosa.

Ne si va a sentirsi quasi rapiti al Louvre.

Si va a Disneyland.

Montagne russe, caroselli e colori.

Sogni e illusioni e uomini che promettono pioggia.

Chi va in Egitto non cerca di svelare i segreti di Giza.

Non si immerge nell’oscura bellezza dell’Osireion.

Non cerca di emozionarsi davanti alla magnificenza di Karnak.

Va al mare a farsi i selfie dimostrando di essere cool.

Come posso dire a Farrachi che si sbaglia?

Come posso difendere quest’umanità istupidita e felice di esserlo?

Stavolta non ho parole di speranza.

Leggere questo saggio vi aprirà gli occhi.

Anzi li avete già aperti da tanto.

Ma le frustrazioni, le difficoltà oggi non sono opportunità per dire no.

Sono solo mezzi per annichilirsi ancora e ancora.

Perché non ci siamo mai amati, rei di un senso di colpa di adamitica memoria. Magari, invece, i prodi ce la faranno a aprire le porte di Barbablu.

Ecco facciamo capire a Farrachi che si sbaglia.

Che non siamo cosi stupidi.

Alziamo la tesata e iniziamo a essere fieri di essere solo uomini.