SIETE PRONTI A TORNARE A CASTELLACCIO? Finalmente in libreria LE COLPE DELLA NOTTE, il nuovo straordinario thriller di Antonio Lanzetta, autore che in questi anni si è fatto amare con i suoi romanzi IL BUIO DENTRO e I FIGLI DEL MALE arrivando anche a conquistare l’estero.

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TRAMA:

La sera in cui i suoi genitori sono morti, Cristian è uscito di casa sbattendo la porta, arrabbiato con il mondo. Non avrebbe mai immaginato cosa lo aspettava al suo ritorno: un lago di sangue sul pavimento della cucina e la pistola d’ordinanza stretta tra le dita di suo padre. Un omicidio suicidio, gli hanno detto. E poi lo hanno spedito al sud, a Castellaccio, nella casa famiglia di Flavio, che continua a salvare ragazzini dal buio in cui a volte vengono risucchiati. Davvero il padre di Cristian ha ucciso la madre e poi si è tolto la vita? Qualcosa di oscuro sembra nascondersi dietro quello che apparentemente è un inspiegabile delitto e Damiano, lo Sciacallo, inizia la sua indagine personale, trovandosi come sempre a scavare fino alle radici del male. Mentre prova a rimettere insieme i pezzi della sua vita, Cristian conoscerà il dolore, l’amicizia, la paura, e comprenderà che alcune ferite non si rimarginano mai. Come quelle di Girolamo, un maresciallo dei carabinieri in pensione, ossessionato dall’Uomo del Salice e dalla scomparsa di una bambina avvenuta negli anni ottanta. Il nuovo thriller mozzafiato dell’autore acclamato anche dal Sunday Times, come una delle rivelazioni degli ultimi anni a livello internazionale.

L’autore

ANTONIO LANZETTA: è uno scrittore salernitano che, dopo aver iniziato la sua carriera come autore di romanzi fantasy (sempre per La Corte Editore ha pubblicato Warrior e Revolution), vira verso il thriller con i romanzi Il Buio Dentro e I figli del male.Il Buio Dentro gli permette di valicare i confini nazionali venendo tradotto da Bragelonne, una delle più prestigiose case editrici d’oltralpe, in Francia, Canada e Belgio; lo stesso romanzo viene anche citato dal Sunday Times come uno dei cinque thriller non inglesi migliori del 2017. Lanzetta è anche opinionista di cronaca nera per Rai Uno.

FINO AL 30 APRILE, se acquistate Le colpe della notte in libreria o su qualsiasi store online, riceverete in regalo Cicatrici il racconto inedito di Antonio Lanzetta.

 

 

PARLANO GIÀ DI LE COLPE DELLA NOTTE 

 

Gazzetta di Salerno

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«I mostri sono reali e anche i fantasmi sono reali. Vivono dentro di noi e, a volte, vincono.» Cita l’amato King Lanzetta nelle “pause” che scandiscono queste 272 pagine mozzafiato, non per la scia di sangue che si riversa dalla pagina iniziale al vertiginoso finale, piuttosto per il clima da incubo che lo pervade e in cui precipita il lettore. Senza dargli scampo, facendolo specchaire con i propri demoni, proiettandolo nell’abisso della coscienza e nel mistero insondabile dl bene e del male, mettendo a fuoco le nostre paure, una su tutte l’ignoto. 

 

 

Thriller nord

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Un libro che non solo si caratterizza nell’essere un punto di non ritorno, uno spartiacque, nelle vicende dei protagonisti, ma si fa anello di congiunzione tra thriller e narrativa, dando corpo nelle pagine ad entrambe queste forme a pieno ed altissimo livello e affermando Lanzetta come uno dei più completi e talentuosi Autori, voce autonoma forte e chiara, del panorama letterario non solo italiano. Un romanzo che ha tutti i crismi per rendersi indimenticabile

 

 

Milano nera

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Le colpe della notte, il nuovo romanzo di Antonio Lanzetta è molto coinvolgente e reca in sé echi di King e di Carrisi, ma l’autore non è debitore a nessuno e sviluppa in modo originale una trama complessa e ricca di colpi di scena. La vicenda si svolge su una linea temporale orizzontale, ma i numerosi flash-back, cui l’autore ricorre, contribuiscono ad accrescere la tensione e la suspense.

 

 

Vi aspettiamo in tutta Italia per il #booktour di Antonio Lanzetta!

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Diego Galdino presenta il suo nuovo romanzo “Bosco Bianco”. Imperdibile!

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E’ uno degli autori italiani maggiormente pubblicati all’estero. I suoi romanzi sono diventati dei veri best sellers. Lui è Diego Galdino il famoso scrittore-barista romano che torna finalmente con una storia d’amore bellissima “Bosco Bianco”.

 

Questa la trama del romanzo:

Nel suo testamento, la signora Chiara Pizzi lascia in eredità Bosco Bianco, una bellissima e storica tenuta affacciata sulla costiera amalfitana, a suo nipote Samuele Milleri, figlio di sua sorella e alla signorina Maia Antonini, figlia della sua più cara amica d’infanzia. Si racconta che a Bosco Bianco sia nascosto il diario segreto del leggendario scrittore americano Albert Grant. Proprio per questo motivo Andrea Razzi, ricco uomo d’affari, con velleità politiche, vuole entrarne in possesso a qualsiasi posto, tanto da acquistare da Samuele Milleri la sua metà di Bosco Bianco appena ereditata, approfittando dei suoi gravi problemi finanziari, per poi obbligare Giorgio Betti, il suo migliore e fascinoso agente immobiliare, a fingersi il nipote della vecchia proprietaria per cercare di convincere Maia Antonini a vendergli la sua parte della tenuta, anche a costo di farla innamorare. Ma vivere a Bosco Bianco, seppur per pochissimo tempo, può ambiare il destino delle persone. Lo sapeva bene lo scrittore americano Albert Grant, che aveva fatto dell’amore la sua ragione di vita perché come era scritto alla fine del suo libro più famoso…“Per perdersi non serve un posto, basta una persona”

 

L’autore

Diego Galdino (classe 1971) vive a Roma e ogni mattina si alza mentre la città ancora dorme, per aprire il suo Bar dove tutti i giorni saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città.

Con Sperling&Kupfer ha pubblicato il suo romanzo d’esordio Il primo caffè del mattino (di cui sono stati venduti anche i diritti cinematografici) Mi arrivi come da un sogno, Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi, Ti vedo per la prima volta e L’ultimo caffè della sera. Autore di successo internazionale è tradotto nei paesi di lingua tedesca, in Polonia, Bulgaria, Serbia e nei paesi di lingua spagnola. Bosco Bianco è l’attesissimo romanzo che viene autopubblicato per una scelta di cuore. Un bellissimo atto d’amore e riconoscenza verso i tanti lettori che da sempre lo stimano.

Perché uno scrittore come Diego Galdino decide di autopubblicarsi ?

Nella scrittura, così come nella vita, si deve essere coraggiosi. Voglio essere una voce per i giovani talenti della scrittura, soprattutto per coloro che decidono di affidarsi al self publishing. Ricevere un NO non significa doversi fermare o abbattere. Ci sono infinite strade percorribili. Non bisogna mai permettere a nessuno di decidere per i nostri sogni, perché finché scrivi qualcuno ti potrà leggere, ma se smetti di scrivere è sicuro che non ti leggerà nessuno.

In quale momento della sua vita inizia a scrivere Bosco Bianco ?

Ho deciso di scrivere Bosco Bianco in un momento in cui avevo paura, dopo il divorzio, di perdere le mie figlie. Per raccontare un amore senza pregiudizi, senza stare lì a pensare se sia giusto o sbagliato amare, ma lasciandosi guidare solo dal proprio cuore.

“Tre Marie sotto la Croce” di Emilio Giuseppe Spedicato, WriteUp edizioni. A cura di Alessandra Micheli

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Mi sono sempre chiesta l’utilità di libri capaci di dire la loro, supportata sicuramente da dati e fonti, sulla strana storia di Gesù il Cristo.

E’ vero, per molti non è importante se sia esistito, se abbia davvero compiuto miracoli, se è davvero risorto.

Ma contano le sue parole, le parabole e le sue azioni strabilianti.

Il problema è che per, questa storia spesso si confonde e nasconde la vera portata rivoluzionaria di una fede e di un sentire religioso, che è davvero capace di cambiare il piano di interpretazione del mondo.

E quindi le coscienze.

Sono persuasa del fatto che non è la sua resurrezione e il perdono dei peccati, non è la vita eterna o la salvezza il messaggio davvero importante celato nei vangeli canonici e nei brani eretici.

Non è il suo lato magico che ha dato origine a una della più splendide teorie politiche di oggi, la teologia della liberazione.

Non è per il trasformare acque in vino, o distribuire pani e pesci che sono morti sacerdoti come Romero, e che molti altri lottano per l’autodeterminazione e la dignità dei popoli dell’America latina.

Non è per quella fantastica mitologia di morte e resurrezione che papa Francesco si batte oggi, con i suoi sermoni.

Abbiamo avuto già dei che seguivano i cicli della rinascita, che decedevano e come per incanto tornavano vivi e vegeti.

Non eravamo scarsi di divinità incarnate, di trinità o altri strabilianti fatti.

E’ che l’uomo, per poter tenere alta l’attenzione ha bisogno del sacro e del fantastico.

Ma cosi facendo, e lo dico da laica, si perde la portata ribelle di Gesù.

E poco importa se è esistito o no: la ribellione delle sue azioni esiste ed è scritta. Certamente ai vangeli, composti molto dopo la sua morte, sfuggivano tanti particolari.

Ed è per merito di studiosi come il mio adorato Spedicato (archeoastronomo di fama internazionale) di Esienmann e di David Donnini e Morton Smith se oggi io mi esalto di fronte ad alcuni passaggi che forse non sono spettacolari come quelli celebrati il venerdì santo, ma che uso per darmi la carica in tanti no che hanno costellato la mia strada. Pensiamo alla sua irruenza nel buttare all’aria l’economia del tempio. Alle sue parole che scioccarono sicuramente gli ebrei e i farisei

L’uomo è più importante del sabato

E noi, invece, quel sabato ancor’oggi lo veneriamo e lo poniamo sul sacro tavolo di celebrazione, uccidendo e distruggendo tutti coloro che decidono di contestarlo.

E pensiamo alla sua abitudine guerresca di accompagnarsi a gente poco raccomandabile. La Maddalena peccatrice, il lebbroso, la samaritana.

La sua volontà di farsi toccare anche dai gentili.

Gesù è questo, non il vittorioso dio sancito dai quadri.

Ed è questo che Spedicato ci restituisce.

Lui un uomo che forse, se ne fregava delle convenzioni, cosi sapiente da accogliere persino una sacerdotessa di un culto estraneo, ma vicino all’Egitto di cui, mi si perdoni se lo affermo, lui era il supremo custode. Nessuno meglio del Jhosua descritto da Spedicato, è servo e guardiano della Maat, dell’armonia cosmica.

Nessuno meglio di lui poteva essere unto, liberare e innovare.

Tutto senza rinnegare le sue radici ma agendo su di esse con amore e coraggio.

E perché no un minimo di follia.

E dall’analisi del grande studioso emerge un quadro diverso, più realistico dell’azione del vero cristianesimo.

Emerge una Maddalena davvero redente, cosi importante da essere lei la testimone della resurrezione.

E sapete come appare ai miei occhi quell’evento?

Quasi una ribellione allo status quo che lo aveva condannato a morte. Quella complicità tra potere e interessi economici, quella religiosità che per non perdere se stessa non lasciava spazio all’evoluzione.

Eppure, le religioni e qua entra l’arte dell’archeoastronomo, sono state frutto di catastrofi che hanno formato il nostro sistema solare cosi com’è oggi.

Laddove la collisione, la catastrofe non era altro che il mito incarnato: dio che plasmava il mondo, donando vita alla civiltà affinché compissero il loro dovere di spianare la strada alla perfezione.

Civiltà finite ma non del tutto, quando il loro ruolo era oramai compiuto. E hanno lasciato idee, filosofie, costruzioni a ricordarci chi siamo, da dove veniamo, e dove possiamo andare.

E spero non a quel paese…

L’intera storia cristica ha un valore che, quindi esula dalla superstizione. Esula dalla fede spesso cieca e insensata.

Esula dalle richieste e dai miracoli.

La fede cristica fa crescere l’uomo.

Lo sprona anche in modo duro a chiedersi ma io cosa diamine cerco?

E la figura che emerge è forte, folle, ma innovatrice.

E’ grandiosa e ribelle. E noi cavolo se abbiamo bisogno di dire qualche no oggi!

Chiunque crede davvero che Gesù sia importante, affronti la lettura di questo libro.

Si metta in gioco, metta in gioco le sue certezze.

Lotti con Dio come fece Giacobbe. E se davvero avete fede, questa non verrà sventrata dagli studi ma uscirà più forte di prima, più sicura ma anche più flessibile.

Perchè come Giobbe ci insegna, a Dio non interessano probi devoti convinti di se. A dio interessa che qulacuno gli urli in faccia perché, affinché ci possa rispondere con una lezione di storia naturale che vale più di mille miracoli, di mille resurrezioni.

Chi è costui che oscura il consiglio con parole insipienti?

Cingiti i fianchi come un prode,

io t’interrogherò e tu mi istruirai.

 Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra?

Dillo, se hai tanta intelligenza! 

Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai

o chi ha teso su di essa la misura? 

Dove sono fissate le sue basi

o chi ha posto la sua pietra angolare, 

mentre gioivano in coro le stelle del mattino

e plaudivano tutti i figli di Dio? 

Chi ha chiuso tra due porte il mare,

quando erompeva uscendo dal seno materno, 

quando lo circondavo di nubi per veste

e per fasce di caligine folta? 

Poi gli ho fissato un limite

e gli ho messo chiavistello e porte 

e ho detto: «Fin qui giungerai e non oltre

e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde». 

Da quando vivi, hai mai comandato al mattino

e assegnato il posto all’aurora, 

perché essa afferri i lembi della terra

e ne scuota i malvagi?…

Sai tu quando figliano le camozze

e assisti al parto delle cerve? 

Conti tu i mesi della loro gravidanza

e sai tu quando devono figliare? 

Si curvano e depongono i figli

metton fine alle loro doglie. 

Robusti sono i loro figli, crescono in campagna,

partono e non tornano più da esse. 

Chi lascia libero l’asino selvatico

e chi scioglie i legami dell’ònagro, 

al quale ho dato la steppa per casa

e per dimora la terra salmastra? 

E sapete perché?

Perché noi siamo frutto di una promessa lontana, di una divinità che ci ha dato la sua essenza, convinto che grazie all’uomo e alla sua meraviglia, alla capacità di scelta, al libero arbitrio alla sua voglia di conoscere fino a sfidare i tabù, poteva crescere anch’esso.

Ecco il vero autentico principio e messaggio dell’ordine di Melchideseq.

Per non concludere. Chi è Melchideseq.

Esiste un ordine, presente tra le pagine della storia biblica, che Spedicato non può non accennare.

E ora vi svelo anche quest’ultimo arcano.

Conoscete San Michele?

E’ uno degli angeli più venerati dalla pietas cattolica.

Tanto che interi santuari sono a lui dedicati, uno dei più importanti è sicuramente quello di Monte Sant’Angelo in Puglia.

Ebbene molti studiosi collegano il nome a uno strano enigmatico personaggio che appare nella bibbia: Melchideseq il re del mondo.

E ora andiamo ad analizzare questo personaggio.

Di origine Cananea esso si componeva di un duplice aspetto Metratron e Mikael il capo appunto delle milizie celesti.

Metatron non è altro che il termine con cui si indica il principio ordinatore del mondo, colui che racchiude i due poteri che compongono questa primigenia armonia: il potere regale ossia quello che regola i rapporti tra gli uomini e quello sacerdotale, che unisce noi all’universo. Perché i due poteri?

Perché la base di ogni scienza sacra, religiosa o sacerdotale è quello di compiere il miracolo supremo ossia portare l’ordine divino in terra.

Cosi in cielo

cosi in terra.

Sono questi due elementi che formano l’antica Maat egizia e che se uniti potevano originare non solo l’uomo perfetto, ma addirittura la società perfetta, quella in cui vigeva la volontà generale del buon compianto Rosseau

Il culto e l’ordine di Melki-Tsedeq caratterizza un culto antichissimo, legato a un dio molto differente da quello biblico presente in fenicia e nell’area suddetta da secoli e secoli. Ed è questo il culto accolto dal buon vecchio Abramo e giunto fino a noi, racchiuso dal suo guscio ortodosso.

Ogni adepto diventava, quindi sia Re di giustizia (Maat) sia re di pace (Salem). E per Renè Guenon, Salem non indica il come di una città ma di un regno misterioso che richiama l’Agharti rorigine e sede di ogni conoscenza.

Vi lascio con un altra curiosità: chiunque sia benedetto nel nome di Melkitsedeq, diviene persino superiore a ogni patriarca.

Forse la storia del Cristo e della sua unzione ha un sapore zuccherino ma anche amaro dell’eresia….

Perché se l’ordine è superiore alla forma ortodossa della religiosità ebraica, esso è superiore persino alla forma divina di Jahvè in quanto incarna lo spirito dell’Elyon…

E forse il dio biblico non è che una parte di un diamante molto più sfaccettato che contempla non un solo aspetto ma più aspetti, uno dei quali……più elevato dell’altro.

Troppa carne sul fuoco?

Meglio cosi.

Sono certa che il vostro pensiero già viaggia veloce e comprende quanto sia importante la ricerca storico culturale.

E quanto essa sia deliziosamente a rischio di eresia.