“Più forte di ogni addio” di Enrico Galiano, Garzanti editore. A cura di Ilaria Grossi.

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E’ la storia di Michele e Nina.

Una notte di febbraio, piena di sogni e progetti per Michele, spegne per sempre quella luce che avrebbe accompagnato un ragazzo di tredici anni nel percorso della sua vita. Michele e il suo dolore, un dolore con cui dovrà convivere.

Michele non potrà più vedere e dopo 5 anni, di cadute e ricadute, tra buio e silenzio, inizia a sentire e vedere il mondo che lo circonda in maniera differente, a “vedere” con gli occhi chiusi.

Nina, quasi diciottenne, si definisce una ragazza “orchidea”, capace di sentire tutto nel bene e nel male, di assorbire come spugna troppe emozioni, non solo le proprie anche quelle degli altri, di sentire troppo il dolore quando dovrebbe farsi scivolare un po’ tutto e rendere più leggera la sua vita e invece quei segni tatuati sulla pelle, sono lì a ricordare ogni giorno, un dolore, una perdita incancellabile, un errore, uno sbaglio che non si perdona.

Nina, con le sue mollette rosse scrive brevi messaggi a chi incontra con la speranza che quel messaggio sia un aiuto e una spinta a decidere, scegliere, perdonare e perdonarsi. “Perdonati” “Chiamala” “Meriti di meglio”.

Sul quel treno che ogni mattina, Michele raggiunge con tanto orgoglio, inconsapevole dell’ombra della mamma, su quel treno per la prima volta sente un profumo unico e inconfondibile, è Nina.

Solo 12 minuti assieme, tra silenzi e respiri.

Un amore nato proprio grazie ai quei 12 minuti sul treno, un amore che è già consapevole di dover superare barriere e limiti e l’ombra di un tragico incidente che sembra minacciare un momento di felicità improvvisa.

“Tutti che parlano di questa cosa, la felicità, e te la vendono come la cosa più bella del mondo. E hanno ragione, ma si dimenticano sempre di dirti l’unica cosa davvero importante della felicità. Quale? Che il giorno in cui scopri di essere felice è anche il giorno in cui scopri quando sei fragile”

Michele mi ha insegnato a “vedere” con gli occhi chiusi.

Nina ad essere una ragazza orchidea.

“Scusa” “Grazie” ”Coraggio”.

Quante volte avete chiesto sinceramente scusa?

Quante volte nell’arco della giornata pronunciate la parola “Grazie”?

E il coraggio?

Quanto coraggio accompagna le vostre scelte quotidiane?

Nel rischiare, nel mettersi in gioco, nell’ammettere di aver sbagliato e.. nell’amore. L’amore vuole coraggio ed è quello che Michele e Nina, mi hanno trasmesso, a modo loro, sbagliando a volte, ma ci vuole tanto coraggio anche quando si sbaglia e si cerca di chiedere scusa.

Mi fermo qui, non sono andata troppo oltre, sarai tu lettore a scoprire la storia di Michele e Nina.

Lo stile di Enrico Galiano è diretto, fluido, ti trasporta nella storia, più volte mi sono soffermata a rileggere le sue riflessioni attraverso le parole dei protagonisti, facendole un po’ anche mie e di questo ti ringrazio, spero di cuore che oltre la storia, il lettore saprà cogliere i “messaggi” un po’ come faceva Nina, con le sue mollette rosse.

“La verità è che le cose bisogna dirsele, non basta farle capire, quando provi qualcosa per qualcuno devi andare lì e dirglielo, con la voce, forte e chiaro, perché tu pensi ci sarà sempre tempo ma non è vero, arriva un momento in cui semplicemente non puoi più, è troppo tardi, e troppo tardi…Troppo tardi non è mai un bel posto dove stare” “

Ci facciamo fregare sempre dalle solite cose, dalle solite apparenze.

Crediamo di vedere quello che abbiamo davanti, ma in realtà vediamo solo quello che vogliamo vedere”.

Buona Lettura Ilaria Grossi per Les Fleurs du mal blog letterario

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