“Al dio che non conosco” Valeria Cassini, Mezzelane Editore. A cura di Vincenzo De Lillo

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Troppo crudo per essere un fantasy, troppo fantasy per essere solo un crudo racconto, troppo articolato e complesso per essere solo un romanzo introspettivo, ma scritto in modo così originale e coinvolgente da rapire occhi e anima, questo è il romanzo “Al Dio che non conosco” di Valeria Cassini.


La storia di un viaggio, quello che ti troverai a intraprendere insieme alla giovanissima protagonista 
Laura, per mondi paralleli, violenti e terribili, in una sorta di sogno in cui nulla è come sembra e in cui la ragazza dovrà scendere a compromessi con le sue paure, i suoi ricordi e sé stessa, soprattutto.


E tutto per riuscire a sopravvivere in questi nuovi luoghi in cui viene catapultata insieme alla sorellina e ad una donna di sua conoscenza, senza sapere il perché.


Un romanzo che riesce a commuovere, colpire e scandalizzare, affrontando argomenti duri e difficili da trattare come il sesso, la religione, l’omosessualità e la violenza, con quest’ultima regina delle pagine e ahinoi dei nostri giorni.

A bocca aperta, infatti, leggerai di assurde atrocità e terribili storie, più che comuni; con il fiato sospeso ti commuoverai per le sorti dei personaggi, che si ritroveranno nel corso delle pagine a mettere in discussione i propri dogmi e le loro stesse esistenze, e infine, con il cuore pesante e spasmodica attesa seguirai le pagine e la storia in cerca della verità che capirai solo alla fine di questo viaggio chiamato libro.

Ma in fondo cos’è un viaggio, se non un’esperienza, una scoperta, un’avventura o un sogno.

Ebbene, il libro di Valeria è tutto questo.

E va letto, vi assicuro.

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