Il blog presenta un libro edito Triskell edizioni “L’anima dai fili d’oro” di Manuela Chiarottino. Si tratta di un libro importantissimo che affronta il problema di sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser. Stavolta comprare il libro è aiutare una parte di mondo.

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II racconto che presentiamo oggi narra con estrema delicatezza la storia di una ragazzina che scopre di essere affetta dalla Sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser, sindrome che è stata inserita di recente nell’elenco delle malattie congenite rare e che affligge una piccola percentuale di donne di tutto il mondo ma che ha un impatto sicuramente drammatico sulle loro vite, soprattutto perché ci si accorge della sua presenza durante l’adolescenza, periodo già di per sé di difficile gestione.

Il racconto, che viene venduto a un prezzo simbolico di 0,99 centesimi, sarà disponibile su tutti gli store solo in formato digitale, e tutto il ricavato delle vendite verrà devoluto all’Associazione Nazionale Italiana Sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser che in questi anni ha fatto molto, sia in termini di sensibilizzazione sia in termini di impegno a 360 gradi nei confronti delle donne che ne soffrono, offrendo supporto e sottoponendo le criticità di questa sindrome agli organi dello Stato per un giusto riconoscimento.


Se volete saperne di più: 
http://www.animrkhs-onlus.org/

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Trama:
Anna Vive nella campagna salentina, circondata dagli ulivi e dall’aria frizzantina che risale dal mare. Una vita tranquilla, ma solo al di fuori, perché Anna si sente diversa, danneggiata, imprigionata da qualcosa che non comprende.
Solo dopo un lungo percorso scoprirà che la sua condizione la rende speciale.
La vita può segnarti con sofferenze, ferite, mancanze. Io a lungo mi sono sentita proprio come un vaso rotto, con un pezzo in meno, danneggiato. Ma poi qualcuno mi ha riparato con del filo d’oro.
«Prima non sapevo chi ero, ma dopo sì. Sono una ragazza roki. Sono speciale.»

 

Dati libro

Data di pubblicazione: 30 Aprile

COLLANA: RESERVE

Titolo: L’anima dai fili d’oro
Autore: Manuela Chiarottino
Genere: Contemporaneo
Lunghezza: 31 pagine
ISBN ebook: 978-88-9312-512-3

Prezzo: 0,99 €

 

 

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“Luoghi oscuri” di Linda Ladd, Triskell edizioni. A cura di Alessandra Micheli

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E’ molto difficile per me scrivere questa recensione.

E non perché non so cosa raccontarvi o per una mancanza nel libro, per una irrefrenabile voglia di criticarlo aspramente, ma perché la sua bellezza soffusa e sicuramente tenebrosa, è difficile da raccontare.

Come si può spiegare il tramonto?

Ogni parola è superflua.

O come si può abilmente descrivere lo spettacolo di una luna rossastra che emerge dalle nubi grigie?

Io purtroppo non ho il dono che ha Linda Ladd nel descrivere le sensazioni e le atmosfere, non ho la sua pregiata capacità artistica.

I suoi libri sono gracchianti richiami di upupa che stride nella notte più scura e solo chi come me, ha una parte di animo crepuscolare potrà comprenderne il fascino soffuso.

Altro dato.

Ho notato spesso come gli amanti del thriller cerchino l’emozione nei meandri delle loro certezze, ripiegando le loro scelte su case editrici blasonate, o su autori celebrati dai critici o semplicemente rassicuranti nella loro reputazione acclamata.

Da chi non saprei dirlo.

Ebbene la Triskell, mi sia concesso di affermarlo, ha sfornato finora capolavori (sono certa che lo diventeranno negli anni) a raffica, curandone la traduzione e esaltandone la cavernosa bellezza. Sicuramente alcuni di essi sembrano silenti, ma una volta sfogliate le pagine la loro voce tonante e quasi di oltretomba, arriva dritta alla nostra anima, la rapisce, la ingabbia.

Linda Ladd è una di queste demiurghe, capaci di scuotere la nostra assuefazione al crimine con l’arte della parola.

E credetemi non è un arte cosi scontata.

Per lei è un dono capace di sgorgare come una limpida, ma mica tanto, fonte e creare ruscelli rumorosi e gelidi.

E sono cosi i suoi libri, gelidi.

Ma in luoghi oscuri ella supera se stessa.

Già l’inizio risulta accattivante; un luogo apparentemente tranquillo, forse troppo, sonnacchioso e tenacemente deciso a non osservare l’orrore che si cela in angelici volti: è il classico ambiente in cui il male viene combattuto con il non so, non vedo e non sento.

Tranne pochi, sparuti coraggiosi egli è libero di prolificare indisturbato fino a raggiungere e a segnare la povera Claire Morgan.

Ma lasciatemi ora lodare e bearmi dell’abilità letteraria della favolosa Ladd:

La vernice bianca si stava scrostando dalle tavole che rivestivano l’esterno; sulla porta in legno qualcuno aveva inciso una grande croce e poi l’aveva dipinta di un colore rosso sangue. Una campana nera era appesa a un palo in mezzo al piazzale, e dalla logora panca in prima fila il piccolo orfano sbirciò oltre il portone aperto quando un uomo magro come uno spaventapasseri e vestito di scuro tirò con forza la lunga corda verso il basso. Il rintocco lento e regolare risuonò inquietante e funesto, facendolo rabbrividire.

Come non restare incantati dalle prime lente parole?

Esse penetrano lentamente nella carne, scavandosi un varco verso la mente e creando il giusto portale affinché la scena divenga corposa e reale.

Ma non è finita, seguitemi ancora in questo incubo dai toni poeticamente gotici:

Dopo circa dieci minuti su una scivolosa strada sterrata nel bel mezzo del nulla, vedemmo poco più avanti la nostra pattuglia marrone scuro, le luci che ancora lampeggiavano nell’oscurità. Conferivano alla neve un bizzarro effetto aureola, dorato e pulsante. E la neve stava iniziando ad attaccare, ricoprendo gli alberi e le strade.

Ed è la neve che congela questi attimi in una scenografia di malsana violenza come se il tempo fosse stesso, troppo sconvolto nell’osservare la depravazione dell’essere umano.

E l’orrore non si ferma ma, invece, come una nebbia mefitica, invade i luoghi apparentemente candidi e bonari in cui il dramma è iniziato e svolge le sue spire come un serpente risvegliato da chissà quale lungo sonno.

Il dato che stona non è soltanto negli efferati omicidi; è in qualcosa che è dentro ogni protagonista, e che trasborda al di fuori, invadendo e contagiando un inverno che sa di morte e di fetore:

C’è del marcio in lui, Bud. Riesco a sentirlo.»«Già, anch’io. Il tuo istinto sta urlando tanto quanto il mio?»

il marcio si avverte fin da subito e invade stuzzicando la narici della nostra virago detective:

Mi chiesi se anche i nostri sostituti sarebbero stati vittime della stessa energia negativa che impregnava quei corridoi sacri e colorati.

Felicità non era il termine giusto per descrivere l’aria che si respirava nell’accademia Cupola della Grotta per i Talentuosi. Mi chiesi quale fosse il tasso di suicidio tra i docenti e il personale.

E con queste poche, perfette parola Linda Ladd descrive perfettamente il male, un tentacolare e appiccicoso virus che si attacca agli abiti, che si nutre di un apparente serenità, di un tram tram quotidiano fatto di riti e gesti ossessivamente perfetti, come se fossero dei veri e propri scongiuri contro la sua invasività vischiosa.

Il male prospera laddove noi vogliamo che il nostro ordinato mondo sopravviva intatto e ordinato, e ogni elemento che mette a rischio questa compostezza viene relegato nel sottobosco, nelle regioni più infernali, tenuto a bada da quel volgere lo sguardo altrove, in modo ossessivo.

Ma il male ignorato si nutre di invisibilità fino a crescere, e crescere creando sempre più caos, sempre più delitti, fino a destabilizzare completamente quell’ordine tanto agognato.

Ligia all’etimologia che vorrebbe il thriller un romanzo capace di far rabbrividire, Linda Ladd ci porta nei suoi luoghi oscuri.

E attenzione, sono davvero bui e oserei dire, agghiaccianti.

Persino io avvezza a mannaie e altre piacevolezze, per giorni non sono risuscita a scrollarmi quella viscida sensazione strisciante.

Ma non vi svelerò la sua origine.

Nell’orrore dovete piombarci impreparati.

Ma vi consiglio di procurarvi del Raid.

“Sto bene qui” di Eugenio Marzotto, Kimerik editore. A cura di Raffaella Francesca Carretto

 

Una sola notte può cambiare la vita?

Fin dove si può arrivare, fino a cosa ci si può spingere per chiudere un cerchio, o cancellare tutto con un colpo di spugna?

Anche la follia di un gesto può scatenare eventi inaspettati, che stringono come un cappio al collo..

Soldi facili, decoro, successo, battute, accessi di rabbia, truffe e sconcezze, vizi e virtù in un contesto di provincia che ti accoglie e ti osteggia… e poi, il grande rumore della catastrofe

Sono tanti i personaggi in cerca di una rivincita, quelli le cui vite si intrecciano davanti al bancone di un bar…non ci sono più buoni o cattivi ma esseri umani in cerca di un riscatto, persone i cui affanni non sfociano in un’irrequietezza emotiva ma in una voglia di vincere l’abitudine, e cambiare l’ordine delle cose.

Vittime e carnefici allo stesso tempo, uomini e donne innocenti e colpevoli di aver reso le proprie esistenze piatte, mitigandole attraverso una quotidianità ai limiti dell’inerzia. Personaggi uniti da un unico evento inaspettato, un’unica azione, quella di un killer, il cui scopo in realtà è mutare una situazione, invertendo (come lui stesso racconta) l’inerzia delle cose.

Tutto va avanti per forza d’abitudine, o per mancanza di volontà nel cambiare l’andamento di ciò che ci è intorno…che gli è intorno.

è tutto un equilibrio instabile che si muove sul delicato filo di un’esistenza quasi al limite della follia..

e da questa follia, nasce l’idea di un intervento umano, di una forza, atta a mutare quello stato di inerzia…

E il bar è lo scenario prescelto, ma è anche uno dei protagonisti indiscussi, intorno alla cui realtà girano molteplici storie di vita … è il Calypso a divenire teatro e scena di una folle rivincita all’anonimato …e a trasformarsi in un’orribile scena del crimine

In questo libro si mischiano personaggi e storie, le periferie di quei mondi sommersi e veri, con persone vere che hanno tante storie da raccontare e da vivere, ma che purtroppo le vedono cancellate nel giro di attimi, in una notte.

Un noir ambientato in una provincia italiana e i cui personaggi e le ambientazioni sono così realistiche che non stupirebbe il lettore a rivederle nel suo quotidiano, nel suo mondo…
storie e persone…accomunati da un tragico evento…vite spezzate o disilluse, alla ricerca di un conforto o di un riscatto che per loro non arriverà più…cambiamenti …illusioni perdute …o forse mai avute.

Emozione?

Tanta.

Molto interesse e coinvolgimento durante la lettura per l’opportunità di vivere, attraverso la stessa, quella vita che forse non ti aspetti o comunque che non vedi, ma che si può toccare con mano nelle nostre periferie; un libro in cui le storie dei vari personaggi si intrecciano intorno al bancone del bar, il Calypso dove si incontrano e si incrociano le esistenze di persone all’apparenza comuni, persone che vivono i loro disincanti, un mondo dove si sopravvive e si cerca di usare ogni mezzo possibile per andare avanti, o farsi notare, emergere dall’anonimato e crescere in un ambiente ostile e al contempo accogliente, rappresentante di una contrapposizione delle esperienze di vita che si manifestano nella realtà di tutti i giorni.

E le notti del Calypso sono così; notti di incontri, di complotti, di oblio…notti che ti catturano e ti fagocitano; ma anche notti in cui cerchi qualcuno che possa curare le tue ferite, oppure notti in cui tutte le speranze e i sogni si materializzano, quasi a toccarli e renderli finalmente reali…

Sono uniche le emozioni che suscita la lettura del libro, come uniche sono le vite dei personaggi e le loro storie; eppure è come se le avessimo già vissute, forse anche solo per sentito dire, raccontate da una cronaca che quotidianamente ci rende coscienti della vita delle nostre periferie.

Sto bene qui ci mette al centro delle storie di vita, storie di periferia che l’autore descrive con dovizie di particolari, e lo fa strutturando i personaggi e caratterizzandoli in modo preciso, definendone manie, vizi, virtù, paure, ossessioni…e rendendo tangibili le peculiarità di ciascun attore… dando anche forza alla scena della stessa vita di periferia, mostrandola in tutta la sua trasformazione, anche quella più profonda

Quel regno composto da un quadrilatero di palazzi costruiti cinquant’anni prima era abitato da sempre da foresti [..] Cinquant’anni dopo altri uomini arrivavano sempre dal Sud, quello ancora più giù, e in quel paese, in quelle vie, tra le luminarie di Natale avevano solo l’obiettivo di sopravvivere a ogni costo e con ogni mezzo

È un racconto fatto di storie, tante storie che si intrecciano tra loro e che hanno come punto focale, un bancone di un bar…il Calypso… un panorama e una scena perfetti per descrivere questo viaggio che ci racconta questa periferia cittadina, a volte ferita, a volte aggressiva; un viaggio che scorre dentro, e in cui la ricerca dei vari personaggi di occasioni di rivincita è reale e tangibile, come se la toccassimo noi stessi attraverso i pensieri e le osservazioni dei diversi personaggi che cercano di sfuggire dalle sconfitte, o di mettere un punto di chiusura alle loro vite anonime…e invece poi si ritroveranno trascinati via dalla follia omicida di un killer, che attraverso la sua sconsideratezza finirà per portare via con sé, spazzando e cancellando in un insano gesto le esistenze di altri esseri umani come lui…e lo farà quasi senza considerazione, guardando alle vittime come a danni collaterali … per la follia di un gesto atto a invertire l’inerzia delle cose.

In questa storia c’è Antonio, il vigile del fuoco e maestro di latinoamericano, e il primo ad arrivare al Calypso. La sua vita cambierà con la presa di coscienza che avrebbe potuto esserci anche lui insieme agli altri corpi dilaniati…

Ogni notte mi staccavo dal letto per trovare la via del sonno, le notti erano diventate uguali da parecchi mesi. alle 3:00 di mattina si consumava un rito perpetuo, ostile come una ferrata senza appigli. [..] mi stendevo sul tappeto cercando il sonno tra i miei incubi ad occhi aperti Sperando che la notte mi portasse via in qualunque luogo dove poter trovare pace, lontano dal mio esilio.

Ogni giorno lo stesso ritmo delle cose, come un metronomo le mie mattine segnavano il risveglio reso efficace solo dalla scia di caffè capace di stordirmi e farmi tornare nella terra, vincendo fino alla notte successiva i fantasmi di una strage che avevo vissuto senza essermi trovato in mezzo.

Ma ci sono anche Rossana, la barista figlia dei proprietari del bar, una principessa che sogna di diventare attrice, e suo fratello. Ma anche i loro genitori, gli stessi Pedro e Giulia, che hanno costruito assieme una famiglia e che stringono in mano l’effimera certezza di un cambiamento.

Pedro, il padre di Rossana con un passato da trafficante; un passato che non lo abbandona e che torna prepotentemente a chiedere il conto proprio in una notte in cui, forse, le congiunture astrali hanno deciso che qualcosa doveva accadere…qualcosa di spettacolare, che avrebbe cambiato le vite di tutti loro, nel bene o nel male.

Oppure Felice Capuano, che organizza un casting nel bar, un regista pugliese che cerca la sua rivincita, e magari la notorietà, e lo fa in questa periferia attraverso la ricerca della protagonista per il suo film, che lui vuole girare in quella realtà di periferia del Nord, un film di speranze e realtà, che parla di amore e di giovani.

Oppure Rashid, piccolo spacciatore che cerca di barcamenarsi nella vita e nell’illegalità per racimolare soldi e cambiare “piazza”, ma che si trova ad assistere all’evento…

Ma abbiamo a che fare con molti altri personaggi, non solo comparse, e tra questi anche l’attore principale, colui che sovvertirà gli eventi, dando “sensazionalità” a una esistenza ignava. Quindi ci sono anche Jenny, e il Ragioniere e Denny Fanello, e tanti altri ancora…tutti personaggi e protagonisti che nel libro hanno un loro modus, un loro perché, di condurre la loro esistenza in una periferia difficile e al contempo madre ostile e accogliente.

Ma il Calypso non è solo un bar o la location per un evento…Il Calypso nasconde tante realtà, le più disparate, accompagnate a segreti, e non solo quelli dell’animo… Dietro al Calypso si nascondono traffici, malavita e molto altro ancora…

In questo libro, durante l’intera lettura, ciò che colpisce di più è il ritmo della scrittura,con un tempo che non si spegne nel suo incedere cadenzato e che si sussegue quasi senza mostrare momenti di stallo, ma mostra che la vitalità della periferia ha un ritmo incalzante per ciascuno dei personaggi, eppure sembra tutto così normale; forse è proprio questo che mi ha colpito di più, la sensazione di normalità, come se tutto ciò che si legge è una cosa comune, esiste …eppure se la si analizzasse, si potrebbe constatare che stride con gli eccessi raccontati, e che nel complesso appaiono normali, vengono esposti quasi come fossero la normalità.

Ma… cosa predomina nel libro? …ciascuno di noi può percepire un senso differente, dopo la lettura, eppure un filo comune credo si possa trovare, ovvero l’assenza di un vero perché a un evento così terribile, quasi a non riuscire a darne spiegazione, il perché di quella condanna così terribile. Persone che, innocenti o meno, diventano vittime sacrificali di una vendetta.

E ogni personaggio un po’ si mette a nudo, mostrando un volto che ha volontariamente celato, oppure si è visto costretto a farlo dalle circostanze. Le mille sfaccettature dell’animo umano, parti di sé che non si conoscevano: coraggio, amore, volontà, sacrificio, spirito di adattamento, inganno, gelosia, tradimento.

Tante storie che si intrecceranno

Tante le apparenze …persino le coincidenze

Un piano assurdo per liberarsi l’animo da fantasmi, per un riscatto, per una rivincita, una vendetta…o solo per emergere dalla solitudine, dal essere ignorati uscire da un anonimato che ci si è creati nel tempo .

Ma è anche angoscia, per delle vite spezzate, per un trauma che non va via e ti trascina in un limbo di emozioni che si perdono nell’oblio…

un libro carico di emotività, diverso; è facile immedesimarsi nella storia e vivere le esperienze di questi personaggi, così coinvolti nella trama…di fatto l’autore ci tiene sospesi e attenti attraverso la scrittura, che dà voce ai personaggi, raccontandone il vissuto in questa esperienza… l’autore descrive le vite di tanti uomini e donne in un excursus temporale che definisce come si sviluppa la storia precedentemente alla strage e nel post strage…e come i personaggi sopravvissuti, nei tempi successivi cerchino un senso e un perché all’evento che gli ha cambiato la vita.

L’autore ci parla di loro, ma al contempo sono anche loro a mostrare squarci della loro vita e della loro quotidianità, con dialoghi diretti che rendono forte e vivo l’interesse alla lettura

Non ci sono forse colpi di scena eclatanti, perché tutto viene dipanato dallo stesso autore con grande minuziosità e seguendo un filo logico nella struttura che quasi, oserei dire, la storia si racconta da sé..però è una lettura che non stanca, e mantiene vivo l’interesse…

è un mix che ho trovato coinvolgente perché ha dato forma a una vivace, se pur forte, rappresentazione di questo squarcio nelle vite dei personaggi del libro.

Catapultato in un turbinio di eventi, l’autore attraverso i personaggi riesce a mostrare di più della semplice storia, fa emergere temi come l’anonimato sociale, l’emarginazione, le difficoltà dei tanti …tutti temi che saltano all’occhio del lettore e vengono trattati con discrezione dall’autore stesso.

Le descrizioni di questo noir, come già detto, sono minuziose, sia a livello “scenografico” che emozionale

Un romanzo che penetra in profondità, nella mente e va a scavare alla ricerca delle motivazioni più profonde e, all’apparenza, irrazionali, che si celano dietro atti estremi come quello su cui si fonda la storia.

è un libro che forse non mi ha dato i brividi che può dare un film in cui le scene sono d’impatto nella loro crudezza, ma mi ha resa partecipe dell’ansia e dell’emotività dei protagonisti.

Sto bene qui” cattura, perché apre uno sguardo alla vita nelle periferie di provincia e al degrado che ormai emerge in alcune di queste … dando anche forma a quel senso di vuoto che le caratterizza ma al contempo alle energie dei luoghi e delle persone.

A chi sarà incuriosito e lo sceglierà, buona lettura!