Maggio e il Salone Internazionale del Libro sono alle porte. La DZedizioni è in fermento e si appresta a lanciare le sue novità! Scopriamole insieme:

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Daniela Ruggero: Mia

Sinossi:

L’amore che unisce Mia e Dave è intenso quanto la loro giovane età. Nonostante lui debba partire per frequentare la London School of Economics, decidono di proseguire la loro relazione a dispetto della distanza che li separerà. Josh è il cugino di Dave, dopo aver conseguito la laurea si trasferisce in Italia per mantenere fede alla promessa fatta alla madre sul letto di morte. Le loro vite si intrecceranno in modo inaspettato. Mia assaporerà il gusto amaro delle lacrime, del tradimento e del rimorso. Imparerà a sue spese quanto possa essere profondo l’abisso del dolore e come rinascere e cambiare pelle sia l’unica via per onorare la vita.

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Miriam Palombi: Le Ossa dei Morti.

Sinossi:

La Casa Nera è un’oscura presenza arroccata sulle pendici del Lago Rivonero. Come un enorme magnete, nel tempo ha attirato nefandezze di ogni genere. Eirik Damiani, vittima da bambino di un drammatico incidente, non vi ha più messo piede; ora la scomparsa dello zio Jacopo lo costringe a varcare di nuovo la soglia della Casa Nera. Ben presto il giovane scoprirà che gli incubi che lo tormentano sono reali e hanno radici antiche. Nel silenzio delle stanze vuote si muovono creature spaventose, eco di un tragico passato. Cosa si nasconde veramente tra quelle mura? Cosa sono i simboli celati sotto l’intonaco polveroso? Eirik potrà solo tentare di reagire a quell’orrore con un’unica consapevolezza: il Male esiste davvero.

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Melissa Pratelli: Non Lasciarmi Andare

Sinossi:

Sono passati due mesi da quando Aidan se n’è andato e guardare avanti non è mai sembrato così difficile. Eppure, Lia ce la sta mettendo tutta per rimettere insieme i pezzi, grazie anche all’aiuto di Connor, un ragazzo dolce e premuroso che ha un debole per lei ormai da tempo.

Lasciare alle spalle i propri sentimenti, però, non è semplice, soprattutto quando è proprio il fratello di Aidan il nuovo coinquilino di Ceci e Lia. 

Aidan ha chiuso definitivamente con la sua vecchia vita. La sua quotidianità, ora, è fatta solo di responsabilità. La decisione che ha dovuto prendere mesi prima continua a pesare sul suo cuore a pezzi e ciò che prova per Lia non sembra affievolirsi, anzi, è più forte che mai. Ma quale alternativa aveva se non quella di sparire dalla sua vita? Tuttavia, le sue sicurezze cominciano a vacillare nel momento in cui lui e Amelia si trovano di nuovo l’uno di fronte all’altra. 

Anche se le nostre scelte sembrano quelle giuste, a volte non si può smettere di amare.

A volte, semplicemente, non ci si si può lasciar andare.

 

“La vita e il suo valore” blog tour di Enrico Galiano scritta dalla bravissima Elisabetta Pergola che ci onora della sua presenza sul nostro blog

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La vita e il suo valore.

L’ultimo romanzo di Enrico Galiano ci mette davanti le variegate difficoltà che un essere umano può affrontare nella propria vita. Alcune peggiori di altre, apparentemente insuperabili, che pesano come un macigno, ma accomunate tutte dalla stessa cosa: sono quelle che più di tutte ci fanno apprezzare il valore della vita.

Il primo che viene in mente, anche solo leggendo la trama del libro, è sicuramente il Big Bang di Michele. Cos’è un Big Bang secondo Michele? Si tratta di qualcosa, un evento, causato da un fattore esterno, che ha cambiato completamente il corso della vita di una persona, sconvolgendola completamente.

Alcuni non apprezzano il valore della vita finché non si trovano davanti ad uno di questi eventi, altri invece imparano solo una nuova prospettiva di vedere la vita. Ed è qua che, personalmente, ho scorto una contrapposizione tra Michele e Nina.

Michele, come vi accennavo, ha avuto il suo Big Bang a 13 anni, quando un terribile incidente ha spezzato i suoi sogni di adolescente, privandolo della vista. Sicuramente, dopo il trauma iniziale, Michele ha iniziato a vedere la vita diversamente. Da quello che ci racconta, essere non vedente è sicuramente difficile e complicato, gli ostacoli sono tanti, sia materiali che emotivi, ma, se si cerca di vedere il lato positivo, che è quello che fa Michele, che affronta la vita con il sorriso, porta anche a diventare più sensibili, ad imparare ad apprezzare di più gli odori, le voci delle persone, a guardare dentro gli altri. E sicuramente fa sì che si consideri la vita da una prospettiva differente: per quanto non veda, per quanto debba fare il doppio delle fatiche, Michele apprezza la vita. Lui è vivo, e probabilmente sente il valore della vita molto più di altri che, svogliatamente, trascorrono le loro giornate una dietro l’altra secondo uno schema costante, abitudinario, che non fa mai apprezzare loro l’importanza di essere vivi, di esserci, qui ed ora.

L’altra protagonista del romanzo, Nina, ha invece un rapporto sicuramente più complicato con la vita. Anche lei ha avuto un Big Bang, anzi due. Il primo, di cui vi posso parlare perché è riportato nella trama, è la morte del padre. Sicuramente un evento del genere, oltre ad un fortissimo dolore che non si può descrivere, porta a riflettere sul senso della vita: quando una persona cara se ne va, specialmente se è il centro del tuo mondo come il padre era per Nina, ci si trova a riflettere su quanto, talvolta, la vita possa essere ingiusta. Ci si chiede perché il destino è stato tanto crudele da portare via una persona buona, con tanti anni ancora davanti a sé e con tante cose da vivere, assaporare, e insegnare alla sua unica figlia. Il Big Bang di Nina è il momento in cui lei si perde: in cui non dà valore alla vita, in cui cerca di buttarsi via in tutti i modi, in cui, fondamentalmente, smarrisce la strada.

E poi ci sarà un secondo Big Bang, di cui non posso parlare perché vi rovinerei il gusto della lettura, che avrà l’effetto contrario: quello di far apprezzare a Nina la bellezza delle piccole cose, che le farà finalmente capire il suo posto nel mondo.

Ed è anche il momento in cui i due personaggi, per uno strano piano del destino, si incontrano e scoprono un sentimento che spesso dà ancora più valore alla vita. Perché, come insegna Enrico Galiano, apprezzare la vita da soli è bella, ma se trovi la persona giusta può essere un viaggio straordinario.

Il tema del diverso modo di affrontare la vita dalle persone è trattato da Galiano attraverso l’analisi del posto che si sceglie sul treno.

Un passo che mi è piaciuto particolarmente e che voglio condividere con voi:

Secondo me le persone non si siedono a caso sul treno. C’è chi cerca di sedersi sempre verso la destinazione e chi verso il punto di partenza. Chi guarda scorrere il paesaggio in avanti, chi indietro. Il primo è qualcuno che vuole andare dritto verso la sua meta, qualcuno che ha grandi sogni e progetti, qualcuno che non ha un passato in mezzo ai piedi che ancora lo trattiene, qualcuno che ha fretta di crescere e diventare grande; il secondo è qualcuno che ha qualcosa, là dietro, che ancora non si è messo a posto, qualcuno che vuole sempre capire tutto per bene e non si lascia mai scivolare addosso le cose, qualcuno che ha ricordi disseminati dietro di sé con qui ama crogiolarsi e tenersi compagnia. Vabbè, poi c’è chi si siede da una parte o dall’altra perché non c’è posto, o perché così non gli viene mal di treno, ma questo è un altro paio di maniche. Lei, questo era quello che mi sembrava di sentire, era qualcuno che là, in quel passato, aveva qualcosa di brutto, qualcosa che non ne voleva sapere di diventare passato e che si ostinava a rimanere presente.

Ingrid Bergaman’s Holidays di Danilo Marigo edito Augh Edizioni. A cura di Ilaria Grossi

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Avevo finalmente modo di misurare la mia effettiva voglia rimettermi in gioco, dimostrare ancora una volta quanto valessi come giornalista sportivo. Ero curioso di sapere dove mi avrebbe condotto quella strada…”

1958.

Alf Ericsson, giornalista sportivo, complice alcool e una vita sregolata, scrive da tempo solo per la cronaca del giornale.

Il nuovo incarico sarà quello di intervistare la famosa attrice Ingrid Bergaman, in vacanza a Fjallbacka, un piccolo villaggio di pescatori, dove l’attrice amava soggiornare quando visitava la Svezia.

Alf, lascia così Stoccolma per intraprendere un viaggio non solo di lavoro, perché l’intervista ad Ingrid Bergaman, pur riscuotendo successo al giornale, sarà un trampolino di lancio per la sua vita e quella di un famoso ex giocatore Ragnar Jakobsson, il quale denunciato per violenza che poi si rivelerà un evento non fondato, ha visto in poco tempo crollare il suo mondo e la sua carriera e così si era nascosto in quella piccola cittadina con il solo nome Jacob. Fjallbacka, è il luogo in cui Alf incontrerà Elin, è il luogo in cui aprirà un vaso di pandora, scoprendo pian piano dolori, tradimenti, sogni infranti, speranze sopite e scoprendo un altro Alf. Un Alf, assolutamente non fiero del sua vita precendente, la storia con Anna fatta di tradimenti e bugie, il non voler ritornare più a Stoccolma, la voglia di riscattare Jakobsson e la sua carriera, con la consapevolezza che intraprendere una nuova strada richiede coraggio e rischio.

“Uomini in sospeso, il cui filo prima o poi si tende e che devono abilmente evitare che si strappi. Uomini che cadono da un cornicione, uomini che perdono l’amore di una vita, uomini che fuggono, ora soltanto un angelo, se non è troppo triste, può riannodarlo quel filo”

Come è nel mio stile, mi fermo qui perché non amo cadere in spoiler, quindi lascio a te lettore la curiosità di scoprire la storia di Alf, una storia che racchiude più storie tutte da scoprire e capaci alla fine di sciogliere quel nodo iniziale e “ricominciare”.

L’incontro con Ingrid Bergaman molto interessante, ci proietta nel mondo del jet set di quegli anni, cinematografico e un pò folle nel suo contesto e la parentesi calcistica, non deluderà gli appassionati di calcio..

Lo stile di Danilo Marigo, diretto e scorrevole, racconta gli eventi con vena quasi giornalistica, non dimenticando di curare dettagli e descrizioni paesaggistiche e le immagini all’interno del libro, sono di grande aiuto per poter entrare ancora di più nelle pieghe del libro.

Buona Lettura.

Ilaria Grossi per Fleurs du mal Blog letterario