Review Party: “Ogni tuo passo” di Alice Feeney, Editrice Nord. A cura di Francesca Giovannetti

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Il marito di Aimee Sinclair, Ben, sparisce nel nulla dopo aver prosciugato il loro conto in banca. Aimee ne è quasi sollevata, nonostante il furto subito, perché Ben è un uomo violento. Ma tutto inizia a complicarsi quando la polizia le rivela di avere un video dove si vede che lei stessa ha prelevato il denaro. Da bambina le è stata diagnosticata una amnesia selettiva a causa di un grosso trauma, ma in realtà Aimee ricorda tutto ciò che ha vissuto nell’infanzia. E adesso? Perché non rammenta di aver fatto ciò che vede nella registrazione? Tra incubi del passato e fantasmi del presente, una corsa contro se stessi e il mondo intero che cerca di incastrarla.

Angosciante, incalzante, inquietante.

Un thriller psicologico magistralmente costruito, tra passato e presente, in un incastro perfetto.

Una protagonista con più ombre che luci, che ha subito nell’infanzia un trauma atroce.

La ricerca dell’identità è la chiave di tutto il romanzo.

Un continuo perdersi e ritrovarsi, un attaccamento alla radice mentre si esplora il mondo.

Chi siamo, chi sembriamo; sostanza e apparenza; verità e mistificazione.

Un crescendo di dolore e presa di coscienza mentre la protagonista si cala in ciò che era, nel suo evolversi, nel suo essere attuale.

Poca luce, molto buio.

Su tutto la consapevolezza, atroce e imperfetta, di se stessi.

Una trama costruita alla perfezione, mattone su mattone, con flashback cadenzati che dipanano la matassa dell’intreccio.

E il lettore rimane lì, avido di sapere.

I contorni ben delineati dei personaggi si battono convulsamente contro l’intreccio che cattura e rimane sospeso, per giungere con maestrìa a un finale inatteso.

Un romanzo con uno stile fluido e scorrevole, con un ritmo costante e con personaggi ben costruiti.

L’autrice ci conduce negli abissi di incubi e lucide follie umane, con mano sicura e poco rassicurante.

Ogni tuo passo.

Sembra di udirlo scandito, questo titolo, ogni-tuo-passo : qualcuno ti vede, ti osserva, ti manipola.

Come trovare una via d’uscita?

E soprattutto: c’è il desiderio di una via di uscita?

Ciò che appare non è ciò che siamo, ma forse, potrebbe essere la migliore carta per vivere o sopravvivere. E il titolo originale è l’affermazione che più incute terrore a Aimee “I know who you are” – So chi sei .

Un sollievo?

Una maledizione?

Questo romanzo vi rimarrà scolpito nella memoria, con un profondo senso di inquietudine che vi sfiorerà ogni volta che vi poserete sopra gli occhi: So chi sei.

E noi…sappiamo chi sono le persone che ci circondano?

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