La Quixote editore presenta “Tra i ghiacci dell’Alaska” di Sarah Bernardiello. Un libro da leggere tutto d’un fiato!

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Trama:
I lupi stanno morendo, e con essi anche altri predatori, nelle terre innevate e gelate del Denali National Park, in Alaska, per un motivo del tutto oscuro.
Quando Ike Gerrard si trova davanti il veterinario inviato a indagare su quanto sta accadendo, di certo non sospetta che quell’incontro potrebbe dare una scossa notevole alla sua vita. Tutto ciò che vede è un giovane uomo dai tratti orientali, bellissimo e insofferente al freddo. Ma lui è un uomo tutto d’un pezzo, all’apparenza. Non può mostrare l’attrazione che sente per quel ragazzino infagottato in abiti pesanti.
Elijah Ross odia il freddo, lo odia con tutta l’anima, ma il lavoro è lavoro e quando il dovere chiama… L’ultima cosa che si aspetta è che ad attenderlo all’aeroporto si presenti l’uomo dei suoi sogni: alto, brizzolato, più vecchio di lui, Ike Gerrard rappresenta tutto ciò che lui cerca in un uomo.
Peccato che il ranger sia etero, vedovo e irraggiungibile.
Tuttavia, Eli si ritrova in mezzo al nulla e ai ghiacci per scoprire il perché di quelle morti innaturali. Non avrebbe il tempo per pensare ad altro. Ma, quando meno te lo aspetti, il destino ci mette lo zampino…
Il veterinario si imbatterà in un mistero ben più grande, e nella sensazione che l’Alaska non è fredda come pensava, quando c’è un cuore caldo a circondarlo.

 

L’autrice
Sono nata in Svizzera nel 1971, e vivo in Veneto, nel Basso Polesine e nel Delta del Po, a una decina di chilometri dal mare. Laureata in Infermieristica, lavoro nel reparto di Oncoematologia dell’Ospedale di Rovigo. Membro di EWWA, European Writing Women Association, dal 2015. Ho iniziato a scrivere un sacco di tempo fa, all’inizio delle fanfiction, quando nemmeno sapevo cosa fossero, poi ho lasciato fare all’immaginazione. Ho smesso con l’università e poi il lavoro, ma ho ripreso a pieno ritmo nel 2012. Da allora, ho all’attivo diverse pubblicazioni, sia Self che con CE. I miei studenti hanno preso atto della cosa e, oltre a imparare a essere infermieri, leggono le mie storie. Passo dal fantasy al contemporaneo, dall’M/M all’F/M, ma quello che mi preme è poter donare una bella storia, dove i sentimenti e l’amore, quello vero, possano essere i veri protagonisti.

 

Dati libro 

TITOLO: Tra i ghiacci dell’Alaska
AUTRICE: Sarah Bernardinello
AMBIENTAZIONE: Alaska
COVER ARTIST: Rocchia Design
SERIE: Stand Alone
GENERE: Contemporaneo
FORMATO: E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
PAGINE: 297
PREZZO: €4,10 (e-book) su Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, Store QE
DATA DI USCITA: 15 aprile 2019

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Le leggende napoletane nel libro a fumetti della Phoenix Publishing. Presentazione del volume alla libreria Raffaello il 21 maggio 2019 alle ore 18. Con gli autori dialogherà l’artista illustratore e docente alla scuola italiana di Comix, Paco Desiato

cover Leggende napoletane

 

 

Leggende napoletane (pagg 46 – euro 6,00), scritto da Emanuele Pellecchia e Francesco Saverio Tisi, con le illustrazioni di Gianluca Testaverde, ha come protagonista la Napoli ammantata di mistero. Sono tante, sparse nei secoli, le leggende che affollano le sue strade, i vicoli, i palazzi e i sotterranei, e che accompagnano i cittadini come ombre silenziose. In questa prima raccolta si incontrano gli appassionati e maledetti amanti Stefano Mariconda e Catarinella Frezza, dal cui amore, breve e osteggiato, ha tratto origine la storia del “Munaciello”; poi, all’interno dei Girolamini, si viene a conoscenza del novizio Carlo Maria Vulcano, perseguitato dal diavolo; infine, con un salto nei pressi di Capodichino, s’incrocia una dolce ragazza con un segreto inquietante.

La Phoenix Publishing, sita a via Morghen a Napoli, è diretta da Emanuele Pellecchia. Gli altri membri sono Gianluca Testaverde, editor e illustratore; Luna Cecilia Kwok, vice editor, grafica e art director; Francesco Saverio Tisi, sceneggiatore.

Il processo di scrittura, per me, è stato lungo e articolato”, precisa Tisi. “Essendo la mia una formazione prevalentemente teatrale, ho dovuto innanzitutto imparare a governare i metodi di scrittura dapprima cinematografica e in seguito fumettistica. Inoltre, era fondamentale che i testi risultassero fedeli alle storie originali, ma fruibili a tutte le fasce di pubblico”.

Il mio tratto è decisamente realistico e dettagliato”, aggiunge Testaverde, “e pretendo molto da me stesso in termini di qualità, anche se il tempo a volte non lo consente (ma ci provo lo stesso). Di conseguenza, ho cercato di riprodurre in maniera fedele tutte le strade di Napoli, affinché fossero riconoscibili dal lettore, così da farlo sentire ancora più immerso nella lettura e coinvolgerlo maggiormente.

Ma come è nato questo volume? Lo si legge nella misteriosa prefazione al testo, firmata Anonimo napoletano: “Per comprendere le peculiarità alla base del progetto, bisogna fare un salto indietro nel tempo, a quel giorno freddo e piovoso di metà novembre 2016 in cui Emanuele Pellecchia telefonò a Francesco Saverio Tisi. All’epoca il progetto era fatto di pochi appunti scritti a penna su un taccuino. Mentre Emanuele descriveva la sua idea con passione, Francesco sentiva un brivido percorrergli la schiena. A partire dal giorno dopo, i due appassionati autori passarono pomeriggi a scrivere, pensare, ideare, e in poco tempo buttarono giù l’ossatura di una web serie, da sviluppare in cinque o sei episodi, ciascuno imperniato su una leggenda specifica. La prima sceneggiatura fu basata sulla storia tragica e arcana del Munaciello di cui esistono, tra l’altro, svariate versioni. Dopo qualche mese impiegato tra riprese dei primi episodi e revisioni di sceneggiatura, il progetto fu convertito in un cortometraggio comprendente due leggende principali e vari elementi di altre storie, con inserti in motion comics ideati e realizzati da Gianluca Testaverde, amico di vecchia data di Emanuele. Il contributo, fondamentale, del talento di Gianluca, fece maturare gradualmente la determinazione di ampliare il concept di “Leggende Napoletane”, introducendo l’idea di un albo a fumetti”.

La Phoenix Publishing ˗ racconta Pellecchia ˗ nasce dalla volontà di realizzare sogni anche su carta, infatti, è una costola della Phoenix Production Srls., già azienda di produzione e noleggio video”.

Leggende Napoletane risulta più di un fumetto, è un viaggio, una guida verso un mondo di misteri, di storie tramandate di generazione in generazione. Uno sguardo innovativo nei confronti di una tradizione che sopravvive nei secoli e per questo da non perdere di vista.

La Phoenix si propone di mantenere un’identità dal sapore originale, cinematografico e, spesso, anche controcorrente ˗ continua il direttore ˗. Il suo tratto distintivo è sicuramente quello di riuscire ad unire diversi tipi di espressione artistica, dalla narrativa alla saggistica passando per il fumetto fino al cinema”.

Qualche piccola anticipazione su progetti futuri?

Ne abbiamo in serbo molti, e non distoglieremo l’attenzione da opere ricche di storia e di mistero, sia in campo editoriale che cinematografico”.

http://www.phoenixproduzioni.com/publishing

info.phoenixfp@gmail.com

 

“Il paese delle pazze risate” di Jonathan Carroll, La Corte editore. A cura di Alessandra Micheli

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Con un gesto trasformo la nuda realtà, poche stelle di carta

il tuo cielo ecco qua! Ed inventa te stesso la musica mia…

E dimentichi il mondo con la sua follia!

Tutto quello che c’è fuori rimane dov’è,

tu sorridi, tu piangi, tu canti con me…

Forse torni bambino e una lacrima va

sopra a questo costume che a pelle mi sta!

Dietro questa maschera c’è un uomo e tu lo sai!

Con le gioie, le amarezze ed i problemi suoi…

E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via…

Mentre leggevo assorta, rapita come una bimba, il libro di Carroll, risuonava nella mia testa questa canzone di Renato Zero, La favola mia.

E’ una di quelle fiabe che mi hanno emozionato da bambina, poi da adolescente e infine da adulta, quando ho bisogno che i sogni, che il mio essere menestrello di illusioni, non si spenga mai.

Io ho bisogno che quella parte di me, quel paese incantato brilli e diventi reale, perché se smetto di credere e di raccontarmelo ogni giorno, smetto io di esistere e smettono di esistere i personaggi che oggi siedono accanto a me, mentre vi narro il libro.

Ecco, un autore dovrebbe intrecciare arazzi bellissimi.

Quelli che ti distraggono dai commenti di esperti critici e ti seducono, rapendo le tue emozioni e dando vita alle scene.

Poco importa il tipo di lana impiegata nell’arazzo, se si è usata una certa tecnica.

Importa entrare di soppiatto nella scena immortalata, un po’ come fece Mary Poppins con i disegni del buon vecchio Bert.

Ed ecco perché spesso le mie recensioni non collimano con le vostre argute critiche, con le brillanti analisi colte, che riescono a sviscerarne la trama e il contesto narrativo, evidenziandone i punti di forza e quelli su cui impiantare un buon editing con tanto di world building, show dont’ tell e perfetta gestione dell’infodump.

Per me il libro diviene il quadro in cui balzare, per poter vivere un’avventura, una tragedia, un comico disguido.

Mi serve per ballare e per “rubare” un po’ di poesia e portarla con me in questo nefasto, rigido mondo reale che tanto mi sta stretto.

Per questo il paese delle pazze risate mi ha rapito.

Ero li con i protagonisti, con l’inquietante Anna portatrice di un sogno quasi diabolico, o Thomas con quella sua incapacità congenita di vivere….

Thomas è un insegnante.

Non uno qualunque, ma una persona che ha bisogno di sognare per vivere. Non soltanto di soldi, fama successo, ma di immaginazione.

Il suo lavoro con i libri, raccontando le grandi opere, ne è la dimostrazione. Ogni volta che insegna, Thomas, si veste di sogni, dai più brillanti ai più cupi e cerca un po’ di oblio, dalla sua facciata cosi ingombrante, cosi poco vera, adombrata da un grande peso, quello di un padre che, al contrario suo, viveva di scenografiche performance.

Ma lui è totalmente alieno a una vita fatta di lustrini e di immagini.

Lui al contrario, trasformava la nuda realtà con i sogni.

Stelle di carta che divenivano semplicemente vie.

E raccontavano storie.

Come ogni idealista, come ogni folle, Thomas ha il suo libro/porta.

Ossia uno di quelli che fungono da chiave per un regno magico, tutto personale.

Un regno fatto su misura per te, nel quale piombare e dal quale esserne rigenerato.

Un po’ il paese delle meraviglie personale.

E questo Carrol, si lega indissolubilmente al mio Carrol…. l’uomo a cui, tutt’oggi devo la mia compostezza.

Perché so che di sera, lontano da occhi discreti precipiterò in un modo di non sense e di bizzarrie.

E tornerò sempre uguale ma con facce sempre diverse, perché se uno viaggia nei sogni, i personaggi di carta divengono reali.

Ti appartengono, prendono a prestito il tuo corpo.

E allora quando cammini magari ti viene un sorriso che assomiglia al gatto del Cheshire.

O quando prendi un tè, borbotti sottovoce buon non compleanno.

O sei un po’ Regina rossa quando ti arrabbi.

Io a Thomas lo comprendo appieno.

Capisco la sia volontà di andare alla ricerca del suo autore non preferito, attenzione, ma salvifico

E sapete perché?

Perché diviene il porto sicuro da cui tornare, quando la maschera di ogni giorno viene posata. Scriverei anche io una biografia del mio amato se Carrol, perché magari scrivendone il mio Carrol tornerebbe vivo.

Ma adesso ho un altro Carrol da amare, con quell’amore sviscerale che solo noi sognatori possiamo provare.

Perché quando Thomas va in cerca del paese che tanto ha amato da bambino, sa che troverà un tesoro inestimabile: i personaggi, quelli che il resto del mondo, le persone normali, definiscono solo carta.

E invece sono reali.

Vivi.

Il bravo autore non descrive soltanto.

Da vita.

Crea come un demiurgo fantasie di carne.

Chi come me ama davvero un libro sa che può incontrare Dorian Grey dentro un bar.

Sa che nelle difficoltà David Copperfield gli starà accanto.

Che Edmond Dantes lo accompagnerà nelle sue azioni di rivalsa.

Sa che il mondo letterario, è vivo, perché l’autore/mago gli ha dato vita.

Se nessuno di voi vede davvero il Cappellaio, o Krang l’aquilone, o una regina dell’olio, beh forse non ha mai letto davvero.

Chi durante la lettura non sentirà un pizzico d’invidia per la meravigliosa opportunità di Thomas, beh non ha mai davvero amato un libro, una storia, un incanto.

E nonostante la favola divenga, strada facendo, oscura, cupa e forse inquietante, alla fine il sogno resta ad aleggiare su di te.

In fondo, ogni favola è al tempo stesso luce e tenebra.

E’ al tempo stesso minaccia e incanto.

Le favole vere minacciano e consolano.

Ma ti rapiscono un pezzetto di anima, cosi tanto che senza quel tuo paese magico ti senti vuoti e sperduto.

E’ uno dei motivi per cui tengo il libro di Alice sotto il cuscino.

Come una preziosa reliquia.

Oggi avrò un altro Carroll da venerare con ogni corda del mio essere, un altro libro sotto il cuscino.

Un altro modo per tornare bambina e lasciare che una lacrima cada dal mio volto, in terra.

E spero che da quella gocce di sale, fuoruscirà un cane apparentemente sciocco,pacato, come Petals e Nails, cosi comici e innocenti.

Ma io so cosa cela la loro vera natura e lo saprete voi, che vi siederete davanti a un fuoco, alla finestra, in una notte radiosa o cupa di pioggia e inizierete a lasciare che la carta vi racconti una storia, mentre le ombre getteranno il loro incanto di protezione, agli occhi indegni dei realisti…

Il paese delle pazze risate ti entra dentro, si fa strada piano piano, parola dopo parola.

E mette le sue radici.

Ed è una sensazione impagabile.

Una sensazione che fa tremare il cuore.

Cosi tanto che, anche passeggiando per una Roma affranta, sporca, muta, mi sembrerà di scorgere tra i vicoli oramai decadenti, una strada lastricata di luce, laddove occhieggia un paese irraggiungibile ma cosi vicino al tempo stesso.

E chissà che un giorno anche io posso sostare, almeno una manciata di secondi a Galen, in Missouri.

Il paese delle pazze risate, in cui i mondi si confondono e si abbracciano.