“A carne(male) ogni delitto vale”. Autori Vari, Nero Press edizioni. A cura di Natascia Lucchetti

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Rimaniamo sempre in tema horror.

Be’, ormai quando vedete il mio nome su una recensione penso ve lo aspettiate. Alessandra è stata davvero un angelo a concedermi tutti questi bei libri da recensire. Non finirò mai di ringraziarla. Mi ha detto che Nero Press non delude mai e sì, ha ragione in pieno.

Quando ho visto il nome di questa raccolta di racconti e ho letto la sinossi ero certa che avrei gradito e anche tanto la lettura.

Il tema principale che percorre tutti i racconti è la maschera e l’assassino.

C’è una prefazione molto interessante all’inizio del libro che approfondisce questo tema sia in letteratura che nel cinema.

È fatta molto bene e razionalizza l’evoluzione e l’utilizzo di questo elemento narrativo in modo completo.

Non entrerò in merito di ogni racconto, perché tutti si basano sulla suspence e rivelare anche solo un dettaglio di troppo rovinerebbe l’esperienza, però posso riportarvi i temi che vengono trattati.

Terrorismo, follia, vendetta, onore o solo la tentazione di scoprire qualcosa di nuovo portano i protagonisti a compiere assassinii, nascosti dalla maschera. Sembra che l’oggetto sia in grado di fare dell’uomo un altro essere, di renderlo più forte, più temibile, proprio perché nasconde la sua identità da fallibile umano. Difatti il confine tra umano e bestia, tra umano e dio, tra umano e maschera si assottiglia fino a sparire in tutti i racconti.

E quando sparisce?

Quando la lama cala sulla vittima.

È proprio la morte a unire essere umano e travestimento, cancellando il primo. Ed ecco che in quel momento l’assassino è un Dio malvagio, un demonio, un cacciatore di mostri, un grande guerriero che segue gli ordini del destino o anche una semplice maschera che approfitta della confusione.

Ma non ci sono soltanto carnefici mascherati in questa vicenda; la maschera viene indossata anche dai capri espiatori il cui assassinio viene nascosto dalla folla vociante e in festa durante il Carnevale, perché come dice il titolo della raccolta, tutti i racconti sono ambientati quel giorno.

È interessante anche scoprire le origini e gli usi di ogni ambientazione, perché sono anche loro i protagonisti delle storie a cui fanno da sfondo. Le leggende cupe sugli spiriti maligni che vengono scacciati dalle maschere positive, oppure l’artificiosità del finto Carnevale di Venezia, l’ingenuità di chi partecipa a una festa variopinta senza aspettarsi la fine che arriva portata da un finto guerriero, i carri allegorici sono in certi punti ancora più forti dell’introspezione del protagonista.

Il Carnevale è il vero protagonista della raccolta.

Una festa di liberazione, evasione, ribellione che spesso si rivela una copertura degli intenti più bassi dell’uomo. È la maschera dell’umanità che finisce per rivelare la sua vera natura.

Dietro uno schermo che impedisce agli altri di riconoscerci, siamo capaci di fare qualsiasi cosa con naturalezza, anche di liberare il più violento degli istinti.

Gli appassionati di horror non possono lasciarsi sfuggire questa raccolta. È cruda, feroce e vivida.

Le storie sono tutte molto diverse e danno la possibilità di vedere l’effetto della maschera sull’uomo, sull’assassino, da ogni punto di vista.

Vi consiglio di prenderlo anche per lo stile impeccabile degli autori, perfettamente adatto al genere, mai esagerato o banale.

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