Il nostro amico Gatto. A cura di Alfredo Betocchi

 

Gattino 1

Chi, come me, ha un gatto che gironzola per casa, orgoglioso, egoista e sprezzante, sa che ogni giorno deve conquistarsi la sua fiducia e il suo amore.

I gatti sono diventati animali da compagnia molto tardi nella storia moderna, solo all’inizio del XIX secolo, con la moda dei gatti da esposizione, prevalse nelle famiglie l’abitudine di ospitare uno o due gatti in casa, ma il rapporto uomo/gatto è molto più antico, risale nientemeno che a 9000 anni fa.

Non è un segreto che l’unico animale addomesticato con certezza dagli Egizi sia proprio il gatto, discendente da una sottospecie felina di origine libica. La sua presenza è attestata sin dal Neolitico, ma solo nel Nuovo Regno (1550 a.C.) è possibile parlare di gatti domestici.

La diffusione del gatto è dovuta alla spietata caccia che dava ai roditori che minacciavano di distruggere i depositi di granaglie utili al sostentamento della popolazione. A qiesto scopo veniva adorata Bastet, la Dea raffigurata con le sembianze di gatto o come una donna dalla testa di felino.

A partire dal Nuovo Regno l’animale fu associato alla Dea Tefnet dalla quale prese il titolo di “Occhio di Ra”, personificando il calore vivificante del Sole.

Nel 57 a.C. Diodoro Siculo, famoso storico greco, riferisce di una legge faraonica che recitava così: “Chiunque ammazzi un gatto viene condannato alla pena capitale, a prescindere dall’intenzionalità del suo crimine”.

I gatti occupavano, nell’antico Egitto una posizione analoga a quella della vacca sacra nell’Induismo.

Esistono innumerevoli varianti di questi felini ma tutte le razze domestiche presentano minime differenze nell’aspetto e hanno più o meno la medesima taglia.

Un Gatto è un gatto e lo si riconosce subito, qualsiasi sia il suo colore o la lunghezza del suo pelo. Ci sono gatti più tozzi e più longilinei, con orecchie a punta o arrotondate, col pelo corto o lungo, ma esso rimane inequivocabilmente Lui, il padrone incontrastato delle nostre case.

I gatti, specialmente i cuccioli, suscitano una tenerezza spontanea in coloro che li guardano, con le loro moine e le loro buffe posizioni.

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I felini devono, in tutte le età, esprimere la loro capacità di cacciare. Nei cuccioli questa capacità si esprime nel gioco, inseguendo una pallina o un altro oggetto ludico, quelli più adulti, se vivono in appartamento, devono poter praticare almeno una volta al giorno quest’attività. Bisogna quindi farlo giocare con ciondoli o topini di stoffa.

Il gatto è sempre stato considerato un animale misterioso per il suo carattere indipendente e solitario. Con i suoi occhi lucenti e il passo felpato, è sempre stato considerato fonte di stupore e turbamento, di venerazione e di superstizione.

Sono capricciosi, affettuosi, circospetti, socievoli e scontrosi, feroci o arrendevoli e distaccati, orgogliosi e giocherelloni, sospettosi e teneri, insomma sono tutto e il contrario di tutto e questo contradditorio comportamento ha suscitato nell’uomo i sentimenti più contrastanti: dall’adorazione all’odio profondo.

Nel Medioevo sono state scritte cupe pagine sanguinarie di persecuzioni, specialmente contro i felini dal pelo nero. I gatti neri erano considerati animali magici e personificazione del Diavolo soprattutto nell’Europa centrale.

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Dove la superstizione portava alla famigerata caccia alle streghe, i poveri felini furono accumunati nella credenza che assieme a quelle donne praticassero riti demoniaci e procurassero alla popolazioni infinite sofferenze. Nella fantasia popolare, i gatti e le streghe potevano tramutarsi l’uno nell’altra ed entrambi servire Satana. Le streghe, però, non si limitavano a tramutarsi in gatti ma pare che si servissero di loro per raggiungere i luoghi del Sabba, le Messe Nere.

Nei villaggi tedeschi e generalmente del centro Europa, furono sterminati milioni di povere bestiole innocenti, come anche migliaia di povere donne, colpevoli solo di praticare arti d’erboristeria e sciamanesimo.

Le chiavi di identificazione del gatto sono quattro:

  1. Lunghezza del pelo.

  2. Forma del muso.

  3. Lunghezza della coda.

  4. Origine e provenienza della razza.

Sarebbe qui troppo lungo elencare tutti i tipi di razze feline, per semplificare, si può affermare che la Grande Famiglia del Gatto ha avuto origine nei tre continenti che circondano il mare Mediterraneo. Il gruppo “Silvestris” è europeo, il gruppo “Lybica” dall’Africa e quello “Ornata” dall’Asia.

I gatti domestici, se reinseriti in natura, rinselvatichiscono. In America ci sono ben 40 milioni di gatti domestici tornati selvatici contro 75 milioni di gatti ancora domestici. I gatti non soffrono per questi passaggi da domestico a selvatico e viceversa, perché la loro natura indipendente impedisce di sottomettersi completamente all’uomo, come fanno invece i cani che hanno un carattere gregario.

Infine due parole sull’interessantissimo linguaggio dei nostri “a-mici”.

Il gatto “parla” a noi con il comportamento e i miagolii.

Due sono i bisogni primari del nostro amico: soddisfare il bisogno di nutrirsi e il desiderio di affetto.

Quando il gatto ha fame vi girerà intorno, guardandovi fisso poi monterà con le sue zampe sulle vostre scarpe e, se voi ancora insensibili non gli date retta, chinerà e struscerà il muso sulle vostre gambe. Infine, se vede che siete ancora sordi alle sue moine, miagolerà e, in ultima istanza, aggredirà i vostri polpacci con un bel morso!

Diverso è il suo comportamento se vuole le “coccole”. Emetterà piccoli miagolii e si dirigerà verso il più vicino tappeto di casa, sdraiandovisi e allungando il collo. Voi comincerete a carezzargli dolcemente la schiena con movimenti lenti, mai bruschi. Il gatto alzerà, a un certo punto, la testa per dirvi che gradisce molto i grattini dietro le orecchie e soprattutto sulle sue guance. Queste carezze lo fanno andare in estasi e così emetterà dei versi chiamate “Fusa”, manifestando una emozione intensa. Questo fatto, solitamente, gratifica anche il padrone che vede confermato così l’amore del suo gatto per lui.

Il massimo atteggiamento di fiducia del gatto verso il padrone è mostrargli la pancia, che è la parte più vulnerabile di sé. Nessun animale ama mostrare la pancia, quindi questo gesto indica proprio una sconfinata fiducia verso il suo padrone.

Quando il gatto si sarà stancato delle carezze, vi mollerà un bel morso, non troppo forte e riprenderà la sua aria altera e distaccata che lo distingue dal cane, sempre remissivo e disponibile per il suo padrone.

I felini sono pure animali freddolosi e non è raro che si accoccolino sul vostro letto nelle sere d’inverno cercando riposo e caldo.

Due parole anche sull’enigmatica “Erba Gatta”. I gatti sono animali carnivori e il loro intestino non è adatto a digerire i vegetali. Unica eccezione questa pianta aromatica della famiglia della menta che ha un irresistibile attrazione sui felini. Basta la visione di questa piantina per fare impazzire dal desiderio il vostro micio. Si butterà a capofitto su di essa, mordendone le foglie e inghiottendole come se fossero un dolce al cioccolato.

Il mistero dell’Erba Gatta è una molecola simile all’LSD. Fortunatamente questa pianta non ha nessun effetto nefasto sulla salute del gatto ma non è, tuttavia, l’unica a far andare fuori di testa il nostro micio.

E’ il caso dell’ulivo, del papiro, della mimosa, del kiwi e dell’asparago.

Attenzione però, non date mai al vostro micio del cioccolato, è puro veleno per il suo organismo!

Adesso, se vi è venuta voglia di farvi accompagnare nella vostra vita da uno di questi meravigliosi, amorosi, orgogliosi e sprezzanti animali, dovete solo recarvi presso una sede dell’Associazione Nazionale della Protezione Animali e adottarne uno abbandonato.

Vi consolerà nei momenti tristi e vi divertirà con le sue moine e gli atteggiamenti comici e burleschi.

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