Oggi il blog è lieto di presentare il libro di Niccolò Orlandini “Gold love death”, Porto Seguro edizioni.

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SINOSSI

Personaggi:

Mr.Bennet:Governatore

Mr.Seymour Mason:Sindaco

Bill McMannan “Volpe di Ferro”:Sceriffo

Wilson Slifer:Prete S.Giacomo Minore

Nora Tuckett:Segretaria Governatore

Alchimista:Criminale, ex-membro dei Cacciatori d’Ambra

Kane:Capo Cacciatori d’Ambra(deceduto)

Saladino:Capo Oscurados

Senor Haslam:Trafficante

Cap 1:Piombo

-Inizio in medias res, scontro a fuoco.

-Morte del precedente sceriffo in uno scontro a fuoco con loschi individui, interviene criminale mascherato chiamato “Alchimista”.

-Mr Bennet ed il sindaco discutono per il successore dello sceriffo. Mason propone Edgar Davies, ma il governatore non si lascia convincere e sceglie Bill McMannan.

-Mr Bennet a colloquio con Bill McMannan, sostituto dello sceriffo.

-Funerali precedente sceriffo, tutti i personaggi principali presenti.(Anche solo accennati)

-Fine funerale, Don Slifer parla con Nora.

Cap 2:Ferro

-Notte dopo seguente:Slifer va a letto con Nora(si fa intendere che la loro sia una relazione abituale).

-Dialogo tra Senor Haslam e Alchimista, accordi vari. Haslam conosce la sua vera identità. Preoccupazione di Haslam per l’arrivo degli Oscurados, terribili mercenari. Sono i responsabili della morte del precedente sceriffo.

-Mattino seguente:L’Alchimista ed il suo compagno “il Muto” assaltano una diligenza, ma in realtà era un trappola di McMannan ed i suoi uomini.

Intervengono anche gli oscurados,guidati da Saladino, che prendono possesso dell’oro.

-Nel frattempo attentato verso il governatore ed il sindaco, i quali sopravvivono.

-Governatore fa richiesta di provvigione dell’esercito.

Cap 3:Stagno

-Viene presentato Saladino, capo degli Oscurados, i mercenari più forti e numerosi dell’Ovest.

-Scene di vita cittadina.

-Incontro tra Slifer e McMannan, storia cattura di Kane, capo del gruppo di criminale in cui vi era anche l’Alchimista.

-Alchimista, Haslam ed un criminale locale chiamato Gordon decidono di allearsi per sopraffare gli Oscurados.

-Notte:Nora e Slifer parlano della situazione in cui versa Gold Hill. Si scopre che Slifer è Alchimista.

Cap 4:Rame

-Scontro tra Oscurados e Alleanza criminali. Oscurados ottengono vittoria schiacciante, muore il Muto.

-Giorni successivi, scene di vita quotidiana.

-Slifer va in paese per contattare i Cacciatori d’ambra rimasti tramite lettere. Incontro con Mason.

-Arriva la provvigione dell’esercito. McMannan furioso a colloquio con Mr Bennet per mancanza di fiducia.

-Nuovo dialogo tra Slifer e McMannan sulla giustizia. McMannan va a trovare Slifer in chiesa e scopre dell’assenza di Moreau.

-Durante incontro segreto con banchieri e uomini loschi,con cui Haslam e Slifer tengono affari illegali(rivendita oro e armi), la provvigione militare fa irruzione nella struttura.

Arresta/uccide tutti.

Sopravvivono solo Haslam e Slifer, il quale poi uccide Haslam stesso, una volta scoperto che

Haslam aveva stretto un accordo col Generale Montgomery. FLASHBACK Cacciatori d’ambra.

Cap 5:Mercurio

-Sindaco a colloquio con McMannan, Mason rivela a McMannan che Slifer è Alchimista.

-Arrivano i Cacciatori D’Ambra.

-Intenso dialogo tra Don Slifer ed il fratello Felix. Il reverendo accenna al suo amore per Margot Lacrouix.

Cap 6:Argento

-Oscurados cerca di trafugare dell’oro fuori confine, scontro con i Cacciatori d’ambra, che vincono.

Pare che Mr Bennet e Saladino fossero d’accordo per spartirsi l’immenso bottino. Inganno scoperto da Nora.

-Mr.Bennet viene ucciso da Edgar Davies.

-Tornati alla Chiesa, si spartiscono il bottino. Intervengono gli uomini dello sceriffo che uccidono/arrestano tutti. Slifer, ferito, fugge.

-Viene trovato quasi esanime da Nora, la quale in lacrime gli spiega che lo ha tradito alleandosi con il sindaco Mason il quale ha le prove che lei era un membro dei Cacciatori d’Ambra. Mason è anche in combutta con Saladino e c’è dietro lui a tutti gli intrighi. Gli aveva mentito, Mr. Bennet in realtà era estraneo alla vicenda.

Slifer muore tra le braccia della ragazza.

Cap 7:Oro

-All’interno della chiesa però McMannan trova il testamento di Slifer. FLASHBACK WILSON SLIFER(in cui si spiega la sua relazione con Margot).

-Funerale di Wilson Slifer, McMannan ed i suoi uomini non hanno rivelato la vera identità del prete lasciando intatto il mito del buon prete misericordioso. Mason nuovo governatore, McMannan acclamato come un eroe.

– Colloquio tra Nora, Saladino e Mason. Nora uccide Edgar Davies/Saladino, permettendo a Mason di completare il suo disegno.

-Mattino seguente, Mason a colloquio con McMannan, il quale aveva avvertito lo sceriffo dello scontro tra Oscurados e Cacciatori d’ambra,

McMannan, capito che c’è qualcosa sotto, chiede cosa ci sia sotto.

Spiegazione piano Mason. Attraverso un accurato e complesso disegno è riuscito ad avere il controllo di ogni fonte di ricchezza e potere della zona.

Mason corrompe McMannan, il quale per non perdere la fama che aveva conquistato si sottomette al governatore.

Lo sceriffo parte verso Parigi per esprimere l’ultimo desiderio di Slifer. Far avere a Margot un quadro ed una lettera.

-Notte:Panoramica personaggi principali. Nora a letto con Mason.

 

L’AUTORE

 Nicolò Orlandini, nasce a Lucca il 30 Aprile del 1996. E’ di Montecatini Terme(Pistoia), città dove è cresciuto. Frequenta la facoltà di Economia e Turismo di Firenze. E’ un lettore molto selettivo, il suo libro preferito è “La caduta”, di Albert Camus.

Sin dai 12-13 anni ha cercato una valvola di sfogo per la sua immaginazione, trovandola nella scrittura di canzoni. Questo suo bisogno di manifestare in qualche modo ciò che ha da dire è cresciuto di pari passo con l’età, portandolo l’anno scorso ad iniziare Gold Love Death.

In questo libro ha messo tutto se stesso, è il cupo riassunto di come vede l’amore, la vita e la società.

Ciò che ha rappresentato in Gold Love Death è ciò che vede, ciò che prova, contestualizzato in un ambiente western.

La scelta di quest’ambiente è stata dovuta al fatto che i film western non gli sono mai piaciuti e quindi non avendo “interesse nel copiarli” ha provato a scrivere qualcosa di originale.

Infatti Gold Love Death pensa possa essere considerato più un thriller che un western. Ha cercato il più possibile di scrivere senza filtri, dando molta attenzione ai dettagli, sia nella forma, sia nella trama.

E’ sono fiero dell’intreccio che ho costruito, e spera che venga apprezzato, quello è il suo principale obiettivo. Scrivere qualcosa che intrattenga.

 

“La misura imperfetta del tempo” di Monica Coppola, edito Las Vegas Edizioni. A cura di Ilaria Grossi

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Torino è la cornice di una storia tutta al femminile.

Tre donne. Zita, Lara e Mia, rispettivamente nonna, figlia e nipote.

Ciascuna con il proprio caratterino, ciascuna con la propria storia, ciascuna con un pezzetto di dolore, come un pezzo di stoffa cucito sul cuore, ciascuna con le proprie paranoie e fisse, ciascuna con i sensi di colpa, ciascuna con segreti mai confessati.

Se è vero che “tutto invecchia, tranne la verità”, dopo la morte di nonno Tore, le tre donne si ritroveranno a rimettere pian piano ciascuna il proprio tassello mancante del puzzle che è la vita.

Zita troverà la forza di andare avanti grazie a Santo, il suo “tramonto d’estate”.

Lara, sempre alla ricerca di una perfezione che la soffoca e altro non è che un modo per colmare vuoti e parole non dette.

Mia, piccola e fragile, attenta forse troppo a non toccare cose che potrebbe nuocere alla sua salute, in realtà si sente sempre fuori luogo in mezzo agli altri e sempre sotto esame nei pochi incontri con la mamma “ perfetta”.

Con uno stile fresco e ironico, una scrittura capace di snellire il peso di situazioni dolorose, l’alternarsi del punto di vista di Zita, Lara e Mia, hanno reso la lettura piacevole e coinvolgente.

Tre mondi al femminile, si sono ritrovati a dover fare i conti con il tempo che scorre inesorabile, i ricordi e la verità… Ciascuna con il proprio percorso personale, si sbaglia, si cade, si odia la vita.

Ci si rialza, si perdona e si ama ancora e ancora.

Al salone del libro di Torino, il mio incontro con l’autrice Monica Coppola allo stand Las Vegas Edizioni. “La misura imperfetta del tempo” è il titolo del libro che ha unito tre amiche blogger.

Un libro che ha scelto me appena ho letto la quarta di copertina:

“Le cose belle te le devi prendere quando arrivano e devi imparare a lasciarle andare quando se ne vanno”

Buona Lettura.

Ilaria Grossi per Les Fleurs du mal blog letterario

Per il Blog tour “Scarlet” di Chiara Casalini, il nostro blog presenta “La morte e la stregoneria in Scarlet”.

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Morte, oscura signora, rappresentata spesso con una falce in mano, cosi terrificante eppure cosi affascinante tanto da aver ispirato canzoni e mirabili opere di letteratura.

Chi non conosce la sobria poeticità dei Sepolcri?

Con quegli stridii di un upupa che piangeva i giorni ormai trascorsi e lasciati diventare cenere, come le membra umane che li hanno vissuti.

 All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne

confortate di pianto è forse il sonno

della morte men duro? Ove piú il Sole

per me alla terra non fecondi questa

bella d’erbe famiglia e d’animali,

e quando vaghe di lusinghe innanzi

a me non danzeran l’ore future,

né da te, dolce amico, udrò piú il verso

e la mesta armonia che lo governa,

né piú nel cor mi parlerà lo spirito

delle vergini Muse e dell’amore,

unico spirto a mia vita raminga,

qual fia ristoro a’ dí perduti un sasso

che distingua le mie dalle infinite

ossa che in terra e in mar semina morte?

Vero è ben,Pindemonte! Anche la Speme,

ultima Dea, fugge i sepolcri: e involve

tutte cose l’obblío nella sua notte

Lo splendore delle immagini evocate da Foscolo non ha eguali.

Si avverte il dolore per un esistenza giunta davanti alla grande porta, ignara dei misteri contenuti in quella oscura soglia, coperta da un lieve, sottile velo, dove sussurri invitano a danzare un eterno ballo circolare.

E degli arcani dei sepolcri ci illumina il grande Edgar Allan poe:

Sol si trovera’ il tuo spirito tra oscuri pensieri di lapidi
e con nessun della folla che scruti l’intima tua ora segreta.

Sii silente in tal eremo

che non è abbandono – poichè

gli spirti dei morti che ebber

vita innanzi, ancor son

morte attorno e a lor voler ombra sopra a te porranno – sii fermo.

La notte, pur chiara, esibirà il suo cipiglio.

Non faranno le stelle più veglia

dall’alto dei tron della Volta

con luce di speme dagli uomin sì accolta.

I lor globi purpurei, privi di raggi,

a te, consunto, saranno miraggi

di febbre e di fuoco

che eterni arderan sul tuo loco.

I pensier tuoi non proibiranno,
né le vision mai svaniranno;
staran sul tuo spirto, ferme,
eterne, come rugiada sull’erba.

Fermo è il respiro e la brezza divina,
e la nebbia sulla collina.
In ombra, in ombra, intatta in suo regno
è un simbol, un segno.
Sugli alber sospesa, sì mera:
mister dei misteri!

E ancora nella meravigliosa il Verme Conquistatore

Ma, guardate!

attraverso la calca dei mimi una forma strisciante s’avanza,
una cosa rossa di sangue,

che viene torcendosi dalla parte solitaria della scena!

Essa si torce!

Essa si torce!

Con angosce mortali e mimi diventano il suo pasto;

e i serafini singhiozzano vedendo i denti del verme

masticare grumi di sangue umano.

Tutte le luci si spengono: tutte, tutte!

E sopra ogni forma rabbrividente il sipario, vasto drappo mortuario,

discende con la violenza d’una tempesta;

e gli angeli, tutti pallidi e smorti,

levandosi e svelandosi, affermano

che questo spettacolo è una tragedia che si chiama « L’uomo »

in cui il vincitore è il « Verme Conquistatore »

Dove celebra l’insensatezza della meraviglia umana che, oltrepassata la soglia si china e rende vincente un minuscolo essere che si innalza come vero trionfatore della lunga favola chiamata vita.

Ma la morte si tinge anche di bellezza resa eterna, resa immortale da una mano che da artigli si trasforma in carezza:

Dorme la bella Dama. Oh sia il tuo sonno ,

così com’è ostinato, altrettanto profondo !

Il cielo l’abbia in sua sacra custodia !

Questa stanza mutata in una più santa,

questo letto in uno più mesto,

io prego ch’ella qui giaccia per sempre,

serrati per sempre i begli occhi,

mentre bianchi fantasmi le passano daccanto !

Dorme, l’amor mio. Oh, quel sonno

pertinace sia altrettanto profondo !

Le siano lievi i vermi d’intorno!

Lontano, nell’antica oscura selva,

per lei si dischiuda qualche alta volta,

un nobile sepolcro, che abbia spesso dispiegato

i suoi neri, alati e fluttuanti cortinaggi,

quasi in trionfo, sugli stemmati drappi,

nei funebri riti resi al suo alto lignaggio :

un solitario, remoto sepolcro,

alla cui porta ella un tempo, fanciulla,

scagliava i suoi ciottol per gioco,

dalla cui porta mai più un’eco farà risuonare,

con un brivido pensando – figlia del peccato ! –

che fossero i morti a gemere la dentro

Ed è l’amore che della morte si fa beffa e che vince quei gelidi sospiri:

Ma il nostro amore era molto, molto più saldo

dell’amore dei più vecchi di noi

(e di molti di noi assai più saggi):

né gli angeli, in cielo, lassù,

né i demoni, là sotto, in fondo al mare

mai potranno separare la mia anima

dall’anima di Annabel Lee.

Mai, infatti, la luna risplende ch’io non sogni

la bella Annabel Lee:

né mai sorgono le stelle ch’io non veda

splendere gli occhi della bella Annabel Lee,

e così, per tutta la notte, giaccio a fianco

del mio amore: il mio amore, la mia vita,

la mia sposa, nella sua tomba, là vicino al mare,

nel suo sepolcro, sulla sponda del mare.

Perché vi direte voi, inizio questo breve articolo su Scarlet rimembrandovi le suggestioni di poesie gotiche, e sopratutto apparentemente aliene dal contesto prettamente rosa del libro in questione?

Perché all’occhio dell’esperto che son qua chiamata indebitamente a interpretare, la Casalini ha semplicemente descritto anni di poetica relativa alla morte con il simbolo migliore, che racchiude sepolcri e illusioni poeiane, grazie al tema del vampiro.

Mirabilmente espresse, e vi invito a godervi la loro incantevole meraviglia nei racconti come Ligeia, Berenice e Morella.

Ma attenzione.

La morte che del vampiro è la regina, qua non assume la connotazione horror/splatter di molti meravigliosi ma a volte insensati testi.

Il richiamo è alle suggestioni del romanticismo e sopratutto del gotico.

Non a caso il dark accostato al termine romance, è il sintomo che ci si imbatte in un tema eterno, ricco di atmosfere seducenti ma al tempo stesso disperate.

La morte in Scarlett è una signora crudele ma al tempo stesso dispensatrice di benedizioni.

La morte al contempo risveglia l’essere vivente dormiente, affatto riconoscente dei doni che la carne calda pulsante di umanità gli concede.

In Scarlet c’è una prima fase di totale e quasi inutile ribellione alla vita.

Il rifiuto alle regole, il sentirsi bloccata in una società che non la rappresenta.

Questo perché il marchio di una diversa interpretazione del mondo (ci arriveremo tra poco) le adombra gli occhi “sociali”, quelli che la collettività accetta come unici referenti e unici depositari dei valori condivisi.

Ma questi valori cozzano con una natura composita che rende l’uomo si propenso per instaurare rapporti stabili improntati spesso su un’apparenza di normalità ordinata. Ma è altresì vero che dietro il tendere incessante a un certo grado di ordine, esiste la selvaggia spinta al caos che rigenera.

Ecco che allora l’essere sociale diventa dormiente onde acquietare le due diverse anime che lo compongono: la conservazione dello status quo e la spinta alla conoscenza e quindi al cambiamento.

Ed ecco che entra in gioco la stregoneria.

Considerata per troppo tempo un’aberrazione religiosa, essa è ed è stata per secoli, una forma di liberazione emotiva e psichica tendente a combattere, appunto, l’uomo dormiente.

Per togliere, quindi il velo di illusione (che in fondo non è altro che il sistema di convezioni sociali, di valori fondanti e sostenenti la stabilità e il modello di collettività scelto) è necessario un forte trauma, qualcosa che sciocchi in modo cosi profondo da far balzare la psiche, l’apprendimento e l’anima del prescelto o del neofita, in un altro stadio di percezione del reale.

E quale miglior mezzo di crescita se non la morte?

La morte in questo testo non è soltanto fisica.

E’ la morte del vecchio modello, del vecchio approccio al mondo e appunto alla costrizione di una realtà diversa basata meno sulle convezioni e più sull’istinto.

Non a caso il vampiro, il non morto, si nutre di sangue.

Secondo ogni tradizione, scevra da sensazionalismi religiosi, il sangue non è altro che il simbolo di diverse energie interiori; cibarsi di quelle significa privilegiare la parte animalesca del se.

Pericoloso certo, ma liberatorio per chi dei limiti ne ha fatto ragion di vita.

Scarlet però è diversa dagli altri “umani”.

Approcciandosi a una sorta di terapia dell’anima com’è la stregoneria, usata in questo testo ed è la novità meravigliosa, non come una pratica contadina di riparazione dei torti subiti o come mezzo per soddisfare un bisogno, ma come un preciso percorso spirituale capace di creare una nuova identità e al tempo stesso una personalità diversa.

Un po’ come il percorso gnostico che rende gli ilici, ossia gli ossessionati dalla materia, pneumatici o psichici, ossia devoti al lato spirituale dell’esistenza.

Ecco che il vampiro, colui che sfugge il limite considerato solo come catena, rischia di divenire il simbolo delle passioni e della trasgressione sfrenata, tradendo un po’ quell’istintualità che è in realtà, la volontà di tornare all’origine, quando ci si sentiva tutt’uno con il cosmo e con la terra.

Scarlet, invece, acquista tramite il sacrifico della materia, uno status completamente diverso, dalla nigredo dell’abbrutimento umano passa all’albedo della rinascita, conservando il meglio di entrambe le nature.

Ecco che la morte, nell’ottica delle discipline esoteriche abbraccia tutti i concetti espressi, prima di Chiara, dai due maestri della poesia Foscolo e Edgar.

Uno cosciente della caducità della vita e l’altro consapevole dei misteri incredibili dell’ombra, che trasforma gli esseri scialbi, privi di consistenza come l’umano errante, in esseri semi-divini, capaci di penetrare l’oscurità, esserne rigenerati e far parte del mondo numinoso.

L’estremo sacrifico della Dea Scarlet diviene cosi mezzo con cui anche gli altri possono trovare la salvezza, coscienti che la morte e i suo demoni orrorifici, non sono altro che gli ultimi guardiani della soglia.

Quelli che sognano ad occhi aperti sono a conoscenza di molte cose che sfuggono a chi sogna addormentato.” 

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  A cura di Alessandra Micheli.