Poteva mancare in quest’estate torrida la freschezza di Aura Conte? Ovviamente no! Per un estate davvero indimenticabile ecco a voi “confetti in passerella”. L’amore non va mai in vacanza!

Confetti in passerella - Aura Conte.jpg

 

Confetti in passerella” è il secondo romanzo breve della serie “Confetti”, una raccolta di commedie romantiche e leggere sulle sorelle Reid.
Quattro sorelle, quattro personalità e modi differenti di amare.

 


Trama:

Alyson Reid non è mai stata spigliata in vita sua.
A differenza dalle sue chiassose sorelle, ha sempre preferito rimanere in disparte tra tulle, stoffe e merletti. L’unica cosa che la fa stare bene è lavorare all’interno dello showroom per matrimoni gestito dalla sua famiglia: “Confetti”. Dove riesce a esprimere se stessa attraverso la creatività e di rado, è costretta a mettere da parte la sua timidezza.
Per il suo ventiseiesimo compleanno, sua sorella Katie le regala un’esperienza indimenticabile. Un biglietto per assistere a una sfilata a New York, dove saranno presenti i suoi stilisti preferiti.
Sorpresa dal regalo, Alyson accetta di partire con la sorella minore ma il destino l’aspetta dietro l’angolo…

Warren Hills è uno degli stilisti più conosciuti al mondo, i suoi vestiti da sposa sono richiestissimi… tuttavia, ha un problema. Da circa un anno fa fatica a realizzare degli abiti decenti. Ha perso l’ispirazione e sembra non essere in grado di trovarla da nessuna parte.
Dopo un pessimo fiasco alla sua ultima sfilata, s’imbatte in una timida ragazza che lo fissa in silenzio.
In un attimo, la immagina vestita con uno splendido abito da sposa.
Tuttavia, il loro incontro è breve, poiché lei fugge via da lui, scomparendo nel nulla. 
Senza indugio, Warren capisce subito che deve ritrovarla.
Ha finalmente incontrato una musa e non ha intenzione di farsela scappare!

Warren avrà di nuovo successo oppure Alyson lo sorprenderà, dimostrandosi una musa anticonvenzionale?
Lei sogna l’abito bianco ma è timidissima.
Lui è uno stilista che ha perso l’ispirazione.
Riuscirà una sfilata di moda a cambiare le loro vite?

 

Dati libro 

Genere: Romance, Humor, Chick lit.
Romanzo breve. Autoconclusivo. 
Disponibile su Amazon/Kindle Unlimited: https://www.amazon.it/dp/B07SJPG3T3/
 Prezzo: 0,99 cents

I libri della serie:
1) Confetti a colazione (Vera Reid)
2) Confetti in passerella (Alyson Reid)
3) Prossima uscita: Carol Reid.

Biografia autrice:
Aura Conte è nata a Messina nel 1983 ed è laureata presso la facoltà di Scienze della Formazione. Scrive libri multi-genere sia in italiano che in inglese, spaziando dai romanzi storici a quelli fantasy. 
Non è sposata, non ha figli ma è dipendente da internet, social media e letture in lingua originale. Ha pubblicato il suo primo libro nel 2009 (“Purpureo Re-Birth”) e nel 2017, ha pubblicato in seconda edizione un suo romanzo storico “La sposa del capitano” con Libro/mania (progetto editoriale di De Agostini e Newton Compton).
Oltre ai libri si dedica anche al design attraverso il progetto grafico: “WildQ”.

Sito ufficiale: auraconte.com
Twitter: twitter.com/auraconte
Facebook: facebook.com/auraconte
Instagram: instagram.com/auraconte
Bibliografia completa: auraconte.com/bookshelf

– I suoi romanzi sono disponibili su:
Amazon: amzn.to/2PJIfXP
Kobo: goo.gl/Eu9xjd
Google Play: /goo.gl/jgehgf
iTunes: goo.gl/65guLM

“Cecco. Riflessioni di un cinquant’enne” di Cristiano Chesi. A cura di Irene Ceneri

 

Eppure la farfalla nonostante viva pochissimo, si gode magnificamente il tempo a sua disposizione.”

CECCO è un libro che affronta con ironia ed al contempo acutezza difficoltà, realtà, vite e pensieri di un uomo che raggiunge i 50 anni.

Non è un libro pensante, o forse sarebbe meglio dire che nasconde la sua profondità tra le mille sfaccettature delle risate che ti strappa. CECCO siamo tutti noi. CECCO non è uno solo ma una categoria. Lancia interessanti spunti per iniziare a pensare davvero a chi siamo, ed a come dover affrontare una vita che sembra arrivare inesorabile al capolinea.

[…] accetta la sua vita così com’è, lei che ha avuto in dono meno tempo della tartaruga, ma nonostante questo le si posa sul guscio”

 
Adoro lo stile con il quale tutto il libro è scritto.

Sembra davvero partorito tutto dalla propria mente pensante.

Non leggevo… era come se il mio cervello mi parlasse seguendo ragionamenti incredibili.

mi sento come un fachiro che non vede l’ora di rialzarsi dal letto di chiodi dove vuol far credere al mondo di stare comodo”

Mi vengono in mente quelle lunghe chiacchierate fatte al telefono con un amico.

CECCO lo sento realmente familiare.

Vive quotidianità che fanno parte di tutti noi.

Un racconto fresco.

Innovativo.

Un romanzo che non vuole essere fine a se stesso ma che al contrario pianta in chi lo legge un germoglio da difendere.

Un cameo di introspezione.

Un groviglio esilarante di pensieri.

Questo libro ti porta alla voglia irrefrenabile di poter parlare con il protagonista per scambiare opinioni sulle varie tematiche importantissime che tocca.

Social, maschere, gioventù, paura di invecchiare, matrimonio… parlare per poi avvicinarsi a lui e con un buffetto sulla spalla dirgli: non preoccuparti, è tutto più semplice di quello che credi.

Consiglio questo libro a chi sente di dover affrontare milioni di pensieri, a chi vuole confrontarsi con se stesso e con gli altri.

Lo consiglio ai giovani, affinché capiscano il mondo dei cinquantenni ed ai cinquantenni per far sì che capiscano che i loro pensieri e le loro preoccupazioni non sono così strani.

Anzi, sono forse parte di un naturale percorso chiamato VITA.

Mi complimento con C. Chesi che conosco da tempo come cabarettista, ma che scopro oggi come autore.

 

 

“Notturno” di Pietro Rotelli, Lettere Animate editore. A cura di Alessandra Micheli

Notturno- Pietro Rotelli.jpg

 

 

Sono sempre più convinta che i libri possiedano una loro tonante voce.

E spesso è nel silenzio della notte, un quegli attimi in cui il mondo si acquieta dentro di noi, che possiamo udirla.

O in quei rari istanti di calma interiore, in quel delizioso meriggio dorato, con la sensazione che, nonostante la banalità del mondo, qualcosa di meraviglioso può sempre accade.

Anche a noi, stesi su comodi divani, intenti a vagare in un oblio sonnacchioso.

Anche a chi non considera la vita nulla di straordinario ma una costate e ripetuta e scontata sequela di eventi.

Mi sveglio, lavoro, mi lamento (del caldo del governo, del calcio della TV) mangio, esco e mi anniento di movida e poi torno.

Dormo, consapevole seppur lievemente annoiato, che domani tutto proseguirà come sempre.

Non saremo eroi, né personaggi degni di rispetto o gloria, ma solo un altro formicolante essere umano, cosi piccolo, troppo piccolo per questo mondo cosi immenso da rendere anch’esso minuscolo nella nostra immaginazione.

E cosi questa terra, solo un pallido puntino in un universo che cresce nasce, muore per trasformasi, diviene il nostro unico punto di riferimento.

Addio emozioni, addio magia, addio atti di coraggio.

Il vero coraggio è alzarsi la mattina e continuare a tenere gli occhi serrati e le orecchie tappate per continuare a credere che non esista altra alternativa a un modo ripetuto in un loop infinito.

E’ cosi il protagonista del libro.

All’inizio del testo si avverte un senso di claustrofobia angosciante.

Un personaggio evanescente un po’ patetico, tanto che leggerne un po’ ci fa male, poiché rappresenta ognuno di noi.

Ma alla fine proprio in una notte silenziosa, come tante, con la porta chiusa dietro i nostri fallimenti e le nostre abitudini, accade la meraviglia. Quell’attimo magico che Cohelo descriveva con entusiasmo.

Quel momento in cui la nostra triste maschera si dissolve cadendo pezzo per pezzo e ritroviamo il nostro vero volto e la strada da seguire.

Perché abbiamo perso ragione.

E sentimento da solo è incompleto.

E ragione perdendosi, viene inghiottita dalla tenebra, quella che desidera che ogni cosa dello status qua resti immobile, perché il cambiamento va moderato.

Va tenuto sotto stretto controllo, perché perdere le proprie certezze significa abbracciare il caos.

E questo caos spaventa perché ignoto.

Allora chiunque desideri una rivoluzione, dare il movimento a una vita monotona, perché anche al di qua alla fine rischia di fossilizzarsi come il nostro mondo, e quindi va fermato.

E chiunque vuole che ragione e sentimento divengano una cosa sola e non solo due entità amiche (amici si, complici pure, ma poi ognuno a casa sua) va semplicemente annientato.

Perché tutti ci nascondiamo dietro la scusa “non è che non voglio cambiare, ma va fatto piano piano”.

E invece il cambiamento è un fulmine che squarcia la notte.

E’ un tuono improvviso che fa sobbalzare.

E’ il dolore di muscoli sforzati fino all’inverosimile per salire su un albero…ma che vista si gode da lassù!

Dove nulla più ci appare ne banale né scontato.

Il cambiamento è la lacrima dietro la meraviglia, l’abisso che nasconde il paradiso.

E’ veloce eppure duraturo.

E così, Il nostro uomo qualunque, si trasforma in un ardito cavaliere. Buffo e a volte assurdo.

Assieme a amici che sono più assurdi di lui in avventure dalla carica comica notevole….si ride in questo libro.

Si ride per il linguaggio sfrontato e per le avventure surreali, che tanto bene e lo ripeto sempre, fanno bene al cuore.

Eppure… la ricerca di Ragione e quel seguire la sua scia di sogno, perché ragione di sogni se ne intende, è un po’ la metafora del nostro mondo perduto.

Dove il sentimento e l’emozione sono totalmente staccati dall’intelletto.

E senza quel unione si compiono cose assurde.

Sentimento se prevale senza la mano forte di ragione, diviene una forza istintuale senza remore, capace di lasciarsi distrarre da quegli impulsi che esaudiscono i desideri.

Tutti i desideri.

Anche quelli oscuri.

Ma d’altra parte se avessimo solo voglia di seguire ragione non potremmo vedere la scia che lascia.

Non avremmo le chiavi per entrare in quel mondo pazzesco, in cui le regole sono sovvertite, in cui vita e morte lottano ma non per sopraffarsi ma per trasformare la materia ogni volta.

E dal loro scontro che la roccia diviene materia per la creazione.

Diviene terra da tenere stretta nelle mani.

E cosi i protagonisti di questa storia, raffinata e straordinaria, divengono i protagonisti di una commedia dell’arte che ha come unico vero protagonista: l’uomo.

E’ un uomo o meglio un ragazzo a scendere nel mondo al di qua, quello dietro il velo, quello separato dal mondo concreto, ma quello che rappresenta, in fondo, la parte più vera di noi.

Non solo prodigi e leggerezza, non solo non sense e assurdità, ma la scia che solo la polvere di stelle lascia dietro di se, affinché noi poveri mortali possiamo trovare il cammino che ci rende….creature a metà, tra la magia, l’incanto e la materia.

Da leggere tutto di un fiato, sorridere e sognare.

Sognate sempre, siete liberi di ridere all’improvviso perché un ragnometto vi parla (a volte è un po’ fastidioso) perché una semplice lumaca non sia altro che un esserino impossibile che però, ha occhi adatti per illuminare la strada e proteggervi da Tenebra.