“Cecco. Riflessioni di un cinquant’enne” di Cristiano Chesi. A cura di Irene Ceneri

 

Eppure la farfalla nonostante viva pochissimo, si gode magnificamente il tempo a sua disposizione.”

CECCO è un libro che affronta con ironia ed al contempo acutezza difficoltà, realtà, vite e pensieri di un uomo che raggiunge i 50 anni.

Non è un libro pensante, o forse sarebbe meglio dire che nasconde la sua profondità tra le mille sfaccettature delle risate che ti strappa. CECCO siamo tutti noi. CECCO non è uno solo ma una categoria. Lancia interessanti spunti per iniziare a pensare davvero a chi siamo, ed a come dover affrontare una vita che sembra arrivare inesorabile al capolinea.

[…] accetta la sua vita così com’è, lei che ha avuto in dono meno tempo della tartaruga, ma nonostante questo le si posa sul guscio”

 
Adoro lo stile con il quale tutto il libro è scritto.

Sembra davvero partorito tutto dalla propria mente pensante.

Non leggevo… era come se il mio cervello mi parlasse seguendo ragionamenti incredibili.

mi sento come un fachiro che non vede l’ora di rialzarsi dal letto di chiodi dove vuol far credere al mondo di stare comodo”

Mi vengono in mente quelle lunghe chiacchierate fatte al telefono con un amico.

CECCO lo sento realmente familiare.

Vive quotidianità che fanno parte di tutti noi.

Un racconto fresco.

Innovativo.

Un romanzo che non vuole essere fine a se stesso ma che al contrario pianta in chi lo legge un germoglio da difendere.

Un cameo di introspezione.

Un groviglio esilarante di pensieri.

Questo libro ti porta alla voglia irrefrenabile di poter parlare con il protagonista per scambiare opinioni sulle varie tematiche importantissime che tocca.

Social, maschere, gioventù, paura di invecchiare, matrimonio… parlare per poi avvicinarsi a lui e con un buffetto sulla spalla dirgli: non preoccuparti, è tutto più semplice di quello che credi.

Consiglio questo libro a chi sente di dover affrontare milioni di pensieri, a chi vuole confrontarsi con se stesso e con gli altri.

Lo consiglio ai giovani, affinché capiscano il mondo dei cinquantenni ed ai cinquantenni per far sì che capiscano che i loro pensieri e le loro preoccupazioni non sono così strani.

Anzi, sono forse parte di un naturale percorso chiamato VITA.

Mi complimento con C. Chesi che conosco da tempo come cabarettista, ma che scopro oggi come autore.

 

 

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