“Cambio di rotta” di Angelo Garaffa e Monica Crivelli, La Strada per Babilonia. A cura di Alessandra Micheli

9788894822229

 

I bambini, i ragazzi sono la luce del mondo, non smettono mai di stupirmi e io non smetterò mai di credere in loro, di ammirarli e amarli

Monica Crivelli

Ho riflettuto molto su questa frase e sull’intero libro Cambio di Rotta.

E ho pensato molto a come raccontarvelo nel modo migliore.

Perché come sempre saranno loro, i ragazzi, i bambini a insegnarci la vita.

Noi cosi convinti di essere arrivati alla soglia della saggezza, perché pieni di responsabilità, di impegni e di un lavoro serio.

Noi che abbiamo messo da parte la fantasia e la capacità di stupirci.

E siamo ancora certi che è questa la strada migliore per crescere.

Per governare il mondo che un dio idealista ci ha donato, con la capacità di nominare e quindi far esistere tutto ciò che desideravamo.

Peccato che l’unico nostro desiderio sia dominare e sottomettere.

E abbiamo consegnato un mondo rovinato, un mondo in cui conta la voce più alta ai giovani e li educhiamo a imitarci, a divenire come noi, stronzi senza cuore.

Ne immaginazione.

Ma loro resistono.

Hanno i sogni e li stringono forte, si difendono dalla nostra aggressività, dalle nostre fandonie.

Dalle bugie e dalla nostra voglia di emergere, che nasconde una profonda tristezza, quella di chi l’istante magico lo ha del tutto perduto. Gli abbiamo consegnato un mondo distorto, storpiato, massacrato, deluso e incattivito.

Ma non smettono di coltivare quella purezza che diventa scudo contro la nostra idiozia.

Lo canta Vecchioni in Comici spaventati guerrieri e ce lo racconta nella bellissima prefazione, Monica Crivelli.

Parole che fanno venire i brividi, che strappano una lacrima e un sorriso, perché per me eterna fanciulla, è una speranza credere che i giovani non molleranno mai e continueranno a resistere sulle trincee dei loro valori. Ecco che per me, Cambio di Rotta, non è solo il primo libro di un futuro, grande talento.

E’ una lezione di vita, quella capace di non farmi perdere la strada che ho scelto, tra rabbia e stelle, accompagnata dalle loro limpide voci.

Non ci credete?

Eccone un esempio.

..avevo appreso quanto dietro i cambiamenti e alle situazioni che non vorremmo mai affrontare si nasconda qualcosa che ancora non sappiamo essere speciale per noi.

Dietro una semplice storia avvincente e piena di colpi di scena, si delinea un messaggio importante, appreso con facilità dall’autore ma ancora ostico per noi adulti.

Cambiare rotta non ci piace.

Uscire dalla comfort zone non è di nostro gradimento.

Angoscia nostalgia e terrore non fanno altro che ancorarci al consueto e all’abitudine.

Facendo si che i doni di un universo benevolo elargiti in continuo, capaci di donare alle nostre comode vie scossoni, smettano di essere accettati e compresi da questo stupido umano.

E sapete perché?

Perché noi tendiamo a dormire.

Come quando siamo in macchina e chiudiamo gli occhi mentre magari stiamo viaggiando attraverso boschi, scogliere e mari.

Dormiamo e magari sogniamo quello che desidera il nostro ego. Successo, lavoro, l’amore che dobbiamo meritare.

E ci perdiamo il volo di un gabbiano, una rosa che sboccia, il vento fresco che smuove gli alberi.

Senza la curiosità, la voglia di emozionarci e stupirci, il viaggio verso una meta qualsiasi è solo un eterno sonno.

Un lungo agghiacciante lento oblio.

Siamo prigionieri di una realtà illusoria che non ha il sapore meraviglioso né l’odore afrodisiaco della nostra dimensione.

E Garaffa lo sa.

Che dietro anche al cambiamento avvertito come sacrificio, esiste un motivo ancora più ampio, più grande della nostra piccola infima percezione umana.

Magari troviamo nuovi amici laddove non speravamo, troviamo nuovi stimoli nuove radici e una forza quella selvaggia del lupo che non ha paura del bosco di notte.

Cambio di rotta è tutto quello che serve per vivere davvero.

Basta spostare il focus dello sguardo per trovare tesori immensi.

Trovare significati sconosciuti e elettrizzanti.

E allora l’ego, la società e le sue delizie svaniscono e restiamo forse meno personaggi e più persone.

E ritrovare quelle emozioni che sembravano banali perché odiate dalle luci della ribalta, come l’amicizia.

Eh si troviamo scontato il proverbio chi trova un amico trova un tesoro. Ma se è cosi banale, cosi ovvio, perché non lo applichiamo nella vita di ogni giorno?

Perché la frase

la vera amicizia non muore mai

non diviene reale nelle nostre vite?

Perché a insegnarcela deve essere un ragazzo, quando noi siamo tronfi e sicuri che siamo noi a reggere le sorti dell’affranto universo?

Bei reggenti, se non diventiamo esempi e facciamo di quelle frasi “scontate” una realtà corporea.

Perché per noi amicizia non ha questo valore:

L’amicizia spesso si sceglie anche a costo di non arrivare primi per fermarsi ad aiutare o per arrivare ultimi assieme

Vedete per caso persone matura avere il coraggio di buttare il successo all’aria e mettere la cooperazione al primo posto?

Perdonatemi.

Io sono tre anni che vivo di letteratura e finora solo una ragazzo, un piccolo grande uomo ha messo questo valore della collaborazione senza finalità cosciente, al primo posto.

E quindi scusatemi se vi dico queste crude parole: davanti alla saggezza di un ragazzo di 13 anni, io mi inchino e gli dico grazie e delle vostre colte parole, della vostra maturità ci faccio un bel falò.

Preferisco di gran lunga la fantasia visionaria di Angelo

 

 

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