Il blog è lieto e orgoglioso di presentarvi la nuova collana distopica della Pubme Nhope. Non perdetevi i loro titoli!

 

Moloch. Il nuovo Culto di Giovanni Bonelli

 

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Sinossi:

Cosa faresti se all’improvviso ti rendessi conto del fatto che il mondo che ti circonda non è come sembra? E se il sol fatto di leggere un libro diventasse un reato? La vita di Luca è scandita da regole ben precise che devono far si che il suo Moloch personale non diventi mai di colore scuro.

Ma cos’è il Moloch? L’idolo che tutti temono e rispettano è veramente degno di ciò?

In un crescendo di eventi che faranno vacillare la “fede” di Luca, Giovanni Bonelli ci porta a porci delle domande ed a farci riflettere su quanto le apparenze, possano ingannare! Moloch – Il nuovo culto apre una trilogia di racconti distopici che porteranno il lettore a ragionare sul mondo che ci circonda dove lo straniero può essere un amico ed un alleato prezioso e dove è bene non fidarsi delle apparenze.

 

L’Autore

Giovanni Bonelli, nato a Lucca il 31 Agosto 1976, laureato in giurisprudenza presso l’Università di Pisa, di professione impiegato, è appassionato di filosofia e letteratura. Scrive con serio impegno quotidiano ormai da dieci anni e legge costantemente sia autori cassici che contemporanei. Tra i primi vede i propri punti di riferimento in Louis-Ferdinand Céline e Jean Paul Sartre, fra i secondi in Michel Houellebecq e Chuck Palahniuk. Nel febbraio dei 2016 ha pubblicato il romanzo di fantascienza “Una ragionevole asimmetria” con Eden Editori (no eap).

 

 

Dati libro 

Titolo: Moloch – Il nuovo culto

Autore: Giovanni Bonelli

Genere: Distopico

Data pubblicazione: 16 Maggio 2019

Editore: Nhope – Pub me

Formato: Ebook € 1,99 Link acquisto Ebook

 

 

 

 

L’incubo di Borel di Raul Londra

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Sinossi:

 L’incubo di Borel è un romanzo inedito di genere distopico, scritto da Raul Londra, fin dalle prime pagine Raul ci porta in Australia che è divenuto una prigione di contenimento a seguito dell’epidemia di un virus letale che ha dimezzato la popolazione. Qui conosciamo i quattro protagonisti Deliah, John, Richard e Tilda, tutte pedine in ruoli diversi sulla stessa scacchiera, tutti pronti a tutto pur di sopravvivere e di scappare, ma realmente da quale prigione?L’isola o se stessi? Cosa si è disposti a fare in nome del proprio ego? Siamo sicuri che il futuro raccontato con sapienza, realismo e crudeltà attraverso i protagonisti, sia davvero cosi distante da noi? In un crescendo di colpi di scena dove la vittima potrebbe divenire carnefice e dove ogni scelta cambierà inevitabilmente il corso degli eventi quattro vite si intrecceranno loro malgrado e la loro sorte sarà quella dell’intero pianeta.

Tu da che parte stai?

 

L’Autore:

Raul Londra è nato a Giussano nel 1990. Medico Chirurgo dal 2017. Con la casa editrice Il Ciliegio Edizioni ha pubblicato le due antologie, Memorabilia – Storie di un mondo invisibile (2012) e Vindica te tibi – Quattro storie di vendetta (2014) e il romanzo noir Lupus et agnus (2013). Con l’editore Delos Digital, ha pubblicato un romanzo sentimentale-psicologico ambientato in Giappone, La bambola di pezza (2018). Ha ottenuto riconoscimenti per diversi racconti, in particolare Nostos facente parte dell’antologia Il magazzino dei mondi 3 (2016), a cura di Delos Books, Coloured Inferno 4° in classifica nella raccolta di racconti Esecranda 2017 (2017), Braccia di fuoco inserito con menzione speciale
nell’antologia L’orrore di Lovecraft (2017) e Supernova, 4° classificato alla 50esima edizione del NeroPremio (2012). Nel frattempo, dopo la stesura di un primo romanzo ancora inedito, sta lavorando al secondo volume di una trilogia di genere techno-thriller e ad altri racconti. L’incubo di Borel edito da Nhope è il suo primo romanzo distopico.

 

 

Dati libro 

Titolo: L’incubo di Borel

Autore: Raul Londra

Genere: Distopico

Editore: Nhope – Pubme

Data pubblicazione: 20/05/2019

Formato: Ebook € 2,49, Cartaceo € 12

Pagine 260

Link di acquisto Amazon

 

 

 

 

L’incubo di Borel waiting for di Raul Londra

 

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L’incubo di Borel – waiting for ci introduce al romanzo inedito di Raul Londra, L’incubo di Borel. In quest’anteprima conosciamo Deliah Barret, uno dei quattro protagonisti principali del romanzo. Deliah come John, Tilda e Richard si trova prigioniera in Australia, divenuta ormai un isola prigione. Deliah è disposta a tutto pur di fuggire dalla prigione, persino a tenere nascosto il suo terribile segreto anche a chi tenta di aiutarla. In un crescendo di colpi di scena e scelte necessarie alla sopravvivenza, vi chiederete quanto sia davvero lontano L’incubo di Borel dal nostro presente.

 

 

Dati libro

Titolo: L’incubo di Borel – waiting for

Autore: Raul Londra

Genere: Distopico

Editore: Nhope – Pubme

Data pubblicazione: 10/05/2019

Formato: Ebook gratis Pagine

 

“Il brivido di un bacio” di Bernardi Sandro. A cura di Raffaella Francesca Carretto

Quando ho avuto quest’opera a portata di mano, sotto gli occhi, il mio cuore non era pronto ad accoglierlo e a percepirne forse l’essenza più intima; forse il momento e le emozioni mi hanno resa diffidente, soprattutto dopo aver iniziato la lettura, che mi ha dato la possibilità di immergermi in una storia che, ammetto, non è stata di facile approccio.

Quando si parla di amori è sempre tutto molto delicato e complesso, soprattutto se ciò che si legge è un vero e proprio diario di vita e di emozioni, raccontate senza filtri e senza remore.

Ma a volte le emozioni così come vengono descritte e raccontate sono poco assimilabili, se non le contestualizziamo.

Dal mio punto di vista, c’è stato un forte sforzo da parte dell’autore nel raccontarsi, nel mettere a nudo tutti i suoi sentimenti, le paure, le sfide, che lo hanno intensamente provato e condotto in un vortice di eventi che lo hanno trasformato.

Certo dalla lettura si evidenzia una marcata necessità di sfogo, forse anche teso a far comprendere al lettore i motivi che stanno alla base di molti atteggiamenti, ma è anche voce di un bisogno, quello di affettività, forte e forse non maturo a mio parere… ma chi di noi è maturo quando si tratta di cuore e degli affetti più cari?

Dell’amore soprattutto.

Ecco, quel sentimento che destabilizza e accoglie… quelle emozioni travolgenti che ci fanno chiudere in un mondo tutto nostro…quel coinvolgimento che a un certo punto ci spiazza…e che ci distrugge nel momento in cui finisce, e non ne capiamo il motivo… tutto questo poi ci conduce a cadere sempre più in un vortice di scelte che non sono sempre quelle giuste…e si scende sempre più giù, in basso, in fondo, sino a sfiorare l’autodistruzione…

Quanti ci hanno dato consigli di vita, non richiesti ma accettati, anche se non di buon grado, eppure si continua a fare di testa propria..perseverando in scelte che al momento sembrano quelle più giuste, e invece ci conducono a scivolare nel baratro…mentre poi sarebbe bastato solo la possibilità di chiudere una storia, dicendoselo col cuore in mano, spiegandosi…ammettendo ciascuno i propri errori, e rendendo costruttivo quello che in realtà, nell’attimo in cui si attua, altro non è che un momento di disperazione…

“Uno dei momenti più felici della vita è quando trovi il coraggio di lasciare andare ciò che non puoi cambiare” (cit. Web)

Ma come accettare che ciò che ti ha reso felice, ti sta distruggendo e quindi la cosa migliore potrebbe essere solo andare avanti, allontanandosi da ciò che in realtà ti sta annientando.

E se fossimo noi stessi a distruggerci, perché non ammettiamo che ciò che ci lega a un’altra persona è qualcosa che non ha a che fare col vero amore?

Quante volte abbiamo creduto in un amore così forte che tutto il resto non esisteva, e poi ci siamo ritrovati in un incubo, quando la persona amata ci ha chiuso la porta in faccia, con cattiveria…lasciandoci interdetti, senza comprenderne il motivo…

E in tutto questo, noi cosa abbiamo fatto?

Ciascuno di noi è capace di vivere la propria vita ed affrontarne tutte le situazioni in modo differente. Se poi nel contempo si verificano più situazioni “tossiche” allora il nostro cervello elabora delle soluzioni che purtroppo non sono sempre le migliori.

E le soluzioni alla sua sofferenza, il nostro tormentato protagonista le trova certo, ma le attua seguendo l’istinto, che lo spinge anche a comportamenti poco ortodossi, ma che per lui in quel momento sono i più giusti.

Il protagonista, Bernardo è un ragazzo come tanti altri. Un giovane che si vede strappare la spensieratezza della sua giovane età da una malattia infima, che sconvolge i suoi equilibri, e anche e soprattutto a causa della delusione d’amore che subisce dalla sua amata Gabriella, la sua prima fidanzatina, quella che gli ha rubato il cuore e l’anima, e poi lo ha gettato alle ortiche. E anche l’amore tradito contestualmente alla malattia, lo conduce ad attuare un atteggiamento spregiudicato e sfrontato, anche nei confronti della vita stessa. Nella lettura è tutto un gioco di scelte, sbagliate o meno non è mio diritto dirlo perché il testo è un vero e proprio racconto di vita personale che l’autore, lo stesso protagonista, ci racconta; è tutto un moto continuo e vorticoso di presentare le peripezie di una vita che non è semplice, ma che lo stesso Bernardo rende ostile e di difficile approccio.

La scrittura è a tratti aggressiva e a tratti ridondante con i forti accenni a un amore deluso e disilluso, in cui si respira lo strazio di un abbandono che può deviare la percezione al vittimismo. Eppure non tutto è così.

Bernardo, continua a vivere nelle sue convinzioni, nonostante la delusione amorosa, e per certi versi va avanti; Bernardo conosce altre donne, con cui instaura rapporti anche più forti di una semplice relazione sessuale tesa a un mero appagamento del proprio io. Le donne con cui si approccia, non sono un mezzo per sollazzarsi e via, almeno non lo sono quelle che gli si avvicinano veramente e iniziano a conoscerlo. Ma lui ha ancora in testa la sofferenza per quel suo amore acerbo, che lo ha “distrutto” nell’animo. E purtroppo la vendetta o comunque le ripicche verso il genere femminile, non si fanno attendere. Un po’ tutto il racconto è permeato di piccoli eventi che conducono a vedere il protagonista anche come un ribelle vendicativo ed egocentrico.

Eppure la maschera cade, quando lo si legge con più attenzione, nei momenti di abbandono al sentimento, che purtroppo viene spesso disilluso per questo giovane uomo, che cerca di vedere e vede il bello nella persona che ama, ma forse non è ricambiato a dovere, o comunque l’amore che lui prova è più forte di quello che riceve; Bernardo infatti cerca di scendere spesso a compromessi, per amore della donna che ama, perché lui ama tanto e si dona anche nella rinuncia. Bernardo rispetta i tempi di cerca di essere coraggioso anche nell’amore, e cerca di esser forte per due.

La delusione è purtroppo alle porte, anche con Rosa.

Ma lui non perde la speranza, e cerca ancora quelle emozioni che si respirano nell’amore, e quel brivido che solo un bacio può suscitare, se è con la persona che ti tocca l’anima.

Ma l’amore non deve essere dare senza ricevere. e se ci si rende conto che tutto è a senso unico, non ci si deve annientare.

Il nostro protagonista vive questa autodistruzione, e la vive in una forma subdola e tremenda come è il vortice dell’anoressia. Seguendo il libro infatti la parte più forte è proprio quella che conduce Bernardo in una giostra di abbandono, e la peggior conseguenza è il perdere se stessi cadendo nelle trame di un malessere che non si riconosce subito, e solo chi ci è passato sa percepire.

Bisogna amare se stessi a prescindere, e non cercare di conquistare l’amore di altri, che sia un genitore, un amore o un’amicizia…l’importante è volersi bene, perché l’amore che cerchiamo, in ogni forma, arriverà.

Non dobbiamo cercare quel brivido a ogni costo, quello che un bacio ci provoca e che per noi diviene respiro e dipendenza e necessità

“tutto è temporaneo. emozioni, pensieri, situazioni.” (cit. Web)

Sono le voci dei vari personaggi a fare da cornice a questa storia, alle vicende della vita di Bernardo, che possono essere le vicende di ciascuno di noi, sicuramente non in tutte le forme che lui cita, di fatto non siamo tutti uguali, ma sfido chiunque a non aver sofferto per amore, un amore troppo acerbo, un amore malato, un amore fatto di ripicche e che vive di inganni. Eppure Bernardo ha saputo trovare una strada che lo ha condotto a riprendere la sua vita, e con questo libro ci invita a chiedere aiuto quando si fa fatica ad andare avanti dopo una storia che ci ha lasciato dentro qualcosa in sospeso; ché non è sbagliato chiedere aiuto, quando se ne ha bisogno, perché riuscire ad accettare un fallimento e sapere che da soli non si riesce ad uscirne fuori è già un inizio per lasciarsi tutto alle spalle e guardare avanti.

Nel finale converge tutta la forza del racconto, a comprendere che dopo il peggio, che purtroppo noi stessi ci infliggiamo e a cui seguono le conseguenze di tutte le scelte fatte, si può emergere dal tunnel senza ritorno in cui ci si è volutamente immessi. La vita non regala nulla, ma è sempre meglio viverla col sorriso, affrontando ogni situazione che ci pone innanzi, ma con scelte che non sono tese all’autodistruzione.

Mi piace la frase che esprime la visione dell’autore:

“Se hai la fortuna di conservare le cicatrici dell’inferno sul tuo corpo e nella tua anima, nessun incendio potrà mai ferirti, quindi sorridi!!!”

All’autore va il plauso di aver strutturato il suo romanzo in modo da comprendere cosa porta a compiere talune scelte, di aver dato voce alle sue esperienze rendendole fruibili ai lettori che potranno trarre insegnamento, quello di non aver paura di chiedere aiuto e di non vergognarsi di averne bisogno.

A chi sarà incuriosito e lo sceglierà, buona lettura!

“L’equazione aliena” di Alessandro Dolce, La Strada di Babilonia. A cura di Alessandra Micheli

 

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Non cerco di immaginare un Dio;

mi basta guardare con stupore e

ammirazione la struttura del mondo,

per quanto essa si lascia cogliere

dai nostri sensi inadeguati.

Albert Einstein

E’ molto difficile parlavi del libro equazione aliena.

E questo perché è spettacolare.

Un libro di quelli che vanno “divorati” in un attimo, in un boccone per chi come me è affamato di scienza e di azione.

Per voi altri palati fini da gourmet, consiglio una lettura lenta, assaporando ogni pagina e godendovi un istante magico in quest’estate afosa, in cui solo un buon libro potrà donarvi un vento fresco capace di stuzzicare e titillare i vostri addormentati sensi.

Del resto l’estate è il periodo del mistero, nonostante quel sole che con i suoi raggi tenta di stanare ogni ombra.

Ma quella luminosità non può nascondere il lato tenebroso della vita, che si rianima ogni notte, con quella luna cosi luminosa complice del mistero che scorrazza felice.

Per tutti coloro che credono nel potere esoterico dell’inverno, ricordo che è nelle notti di mezza estate che il magico e il numinoso si affacciano cantando inni alla natura che si rivela in tutto il suo splendore.

Il mondo dell’arcano si fa cosi vivo e reale, nonostante la sua peculiare ombrosità, si affaccia in quegli odori caratteristici delle vacanze, nel rumore del mare che sembra un canto di sirena, nel frusciare degli alberi dei boschi che raccontano le voci allegre dei popoli magici e invisibili ai più.

Per questo, equazione aliena appartiene non solo alla scienza ma anche a quel mondo dell’impossibile che tanto amo, quel sovrannaturale che lungi dal frenare il mio ardore verso la scienza l’abbraccia divenendo unica, immensa, stupefacente teoria.

Per troppo tempo la dicotomia tra pleroma e creatura, tra soprannaturale e meccanico ha funestato le scoperte di ogni tempo.

Ha diviso i sapienti, i saggi e messo in trincea i due opposti sostenitori del sistema vita.

Da una parte lo scienziato che rifiutava in toto, ogni velleità mistica, tutto incentrato su una spiegazione totalmente razionale della realtà, Dall’altra parte i reietti coloro che nella fede, nell’incanto meraviglioso del mito o dei libri sacri trovavano le annose risposte al quesito dei quesiti :perché l’uomo?

Entrambi feroci combattenti, entrambi rei di aver lacerato, spezzettato e quasi distrutto tutta l’omogeneità antica dell’interconnessione del reale. Un reale che per secoli era considerato al pari di un mosaico incredibile dove ogni pezzo, ogni tassello era precisamente posizionato in un omaggio costante all’energia cosmica chiamata dio.

Togliere Dio dalla scienza non fu un atto ribelle, pari a quello di Lucifero, Eva o Prometeo.

Fu solo un atto folle e scellerato teso a reiterare le conclusioni machiavelliane del fine giustifica i mezzi, de-responsabilizzando la scienza e rendendola il nuovo totalitarismo.

Ogni scienziato che credeva nella forza del numero diventò cosi personale arconte capace di gestire e imprigionare ogni piccolo tassello di verità.

Lo scienziato non poteva assolutamente aver nulla da spartire con il mistico, figuriamoci con la Bibbia.

Questa dicotomia ha però, mostrato la sua insensatezza.

I numeri di dio e gli studi batesoniani e persino gli sforzi di Einstein hanno riportato dio nelle equazioni.

E da questo tentativo davvero ribelle e rivoluzionario che parte il libro, invadendo anche il campo di chi, privato della divinità, ha tentato di ritrovare un sostegno in una galassia lontana, in fratelli diversi eppure superiori a lui: gli alieni.

La paura di essere soli in questo fantastico universo interconnesso e perfettamente strutturato e non secondo la teoria del caso, ma secondo un preciso intelligente piano, è diventata cosi claustrofobica da dover essere sopperita dalla new religion dell’ufologia.

Non possiamo concepire che una macchina perfetta, capace di unire coscienza e struttura fisica sia nato da una semplice favola causale.

Non è possibile concepire l’uomo stesso e il suo progresso solo frutto di tentativi ed errori.

E cosi la scintilla divina antica, la polvere di stelle diviene esperimento genetico di evolute forme di vita.

Eppure, sia negli scritti sacri che nelle mie amate filosofie mistiche esiste tutto quello che possiamo desiderare: una forma di energia che si nutre dell’amore e che per amore, compassione e desiderio di crescita ci ha posto come perla della sua creazione:

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è l’uomo perché te ne ricordi

e il figlio dell’uomo perché te ne curi?

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,

di gloria e di onore lo hai coronato

E’ questa la creatura che il libro, con ritmo incalzante e una buona dose di umorismo racconta.

Uno scienziato che non si accontenta più della divisione nette e tenta, come fece Gregory Bateson al suo tempo, capace di creare una teoria che concepiva Dio non come ostacolo ma come elemento fondamentale della vita.

A tal punto non posso non citare le considerazioni di di John D. Barrow (scoperte a cui erano già pervenuti gli gnostici e dai pitagorici per cui il numero era Dio) che si è focalizzato sul significato che, per l’universo, assumono le costanti di natura. Se solo uno degli elementi che caratterizzano tali costanti, fosse leggermente variata essa comporterebbe e implicherebbe numerosi stravolgimenti, dalle strutture nucleari alle scale cosmologiche, tali che la vita NON SAREBBE PIU’ POSSIBILE.

Queste considerazioni ( consiglio la lettura del suo strabiliante saggio) non possono non avere ripercussioni sulle considerazioni morali, etiche e persino antropologiche, rendendo quegli scritti considerati frutto di illazioni fantastiche, in realtà veri manuali scientifici altamente simbolici.

Anche una parte della nostra bibbia contiene una favolosa lezione di storia naturale che è semplicemente un’arcana espressione della teoria del tutto, laddove sofferenza, morte, vita e rinascita trovano il loro giusto posto:

Sai tu quando figliano le camozze

e assisti al parto delle cerve? 

Conti tu i mesi della loro gravidanza

e sai tu quando devono figliare?….

Chi lascia libero l’asino selvatico

e chi scioglie i legami dell’ònagro, 

 al quale ho dato la steppa per casa

e per dimora la terra salmastra?….

Conterai su di lui, che torni

e raduni la tua messe sulla tua aia?

Puoi tu dare la forza al cavallo

e vestire di fremiti il suo collo? 

Lo fai tu sbuffare come un fumaiolo?….

Forse per il tuo senno si alza in volo lo sparviero

e spiega le ali verso il sud?

O al tuo comando l’aquila s’innalza

e pone il suo nido sulle alture?

( Libro di Giobbe)

Una meravigliosa lezione di storia Naturale, come direbbe Bateson.

Ecco che Alessandro Dolce continua la strada tracciata dal grande filosofo e biologo raccontando in un thriller intelligente e accattivante lo sforzo e la capacità di tanti valenti scienziati di far ritornare dio sul suo trono.

Era dio che si mostrava attraverso lo studio degli astri, attraverso equazioni e numeri aurei, attraverso lo stupore costante di Pitagora, attraverso il pi greco e le storia mitologiche che non erano altro che perfetti manuali della precessione delle stelle (cosi come scoprirono i grandi Dechand e De Santillana nel loro mulino di Amleto)

Ed è proprio questo impossibile che diviene reale a darci quel senso di incanto, quella curiosità rispettosa per indagare i misteri del cosmo e trovare un dio benevolo che ci sorride.

Scienza e religione non sono assolutamente nemici.

Sono le stesse parti di un diamante che noi stessi abbiamo deciso di non vedere.

L’uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire.
Albert Einstein