“Il brivido di un bacio” di Bernardi Sandro. A cura di Raffaella Francesca Carretto

Quando ho avuto quest’opera a portata di mano, sotto gli occhi, il mio cuore non era pronto ad accoglierlo e a percepirne forse l’essenza più intima; forse il momento e le emozioni mi hanno resa diffidente, soprattutto dopo aver iniziato la lettura, che mi ha dato la possibilità di immergermi in una storia che, ammetto, non è stata di facile approccio.

Quando si parla di amori è sempre tutto molto delicato e complesso, soprattutto se ciò che si legge è un vero e proprio diario di vita e di emozioni, raccontate senza filtri e senza remore.

Ma a volte le emozioni così come vengono descritte e raccontate sono poco assimilabili, se non le contestualizziamo.

Dal mio punto di vista, c’è stato un forte sforzo da parte dell’autore nel raccontarsi, nel mettere a nudo tutti i suoi sentimenti, le paure, le sfide, che lo hanno intensamente provato e condotto in un vortice di eventi che lo hanno trasformato.

Certo dalla lettura si evidenzia una marcata necessità di sfogo, forse anche teso a far comprendere al lettore i motivi che stanno alla base di molti atteggiamenti, ma è anche voce di un bisogno, quello di affettività, forte e forse non maturo a mio parere… ma chi di noi è maturo quando si tratta di cuore e degli affetti più cari?

Dell’amore soprattutto.

Ecco, quel sentimento che destabilizza e accoglie… quelle emozioni travolgenti che ci fanno chiudere in un mondo tutto nostro…quel coinvolgimento che a un certo punto ci spiazza…e che ci distrugge nel momento in cui finisce, e non ne capiamo il motivo… tutto questo poi ci conduce a cadere sempre più in un vortice di scelte che non sono sempre quelle giuste…e si scende sempre più giù, in basso, in fondo, sino a sfiorare l’autodistruzione…

Quanti ci hanno dato consigli di vita, non richiesti ma accettati, anche se non di buon grado, eppure si continua a fare di testa propria..perseverando in scelte che al momento sembrano quelle più giuste, e invece ci conducono a scivolare nel baratro…mentre poi sarebbe bastato solo la possibilità di chiudere una storia, dicendoselo col cuore in mano, spiegandosi…ammettendo ciascuno i propri errori, e rendendo costruttivo quello che in realtà, nell’attimo in cui si attua, altro non è che un momento di disperazione…

“Uno dei momenti più felici della vita è quando trovi il coraggio di lasciare andare ciò che non puoi cambiare” (cit. Web)

Ma come accettare che ciò che ti ha reso felice, ti sta distruggendo e quindi la cosa migliore potrebbe essere solo andare avanti, allontanandosi da ciò che in realtà ti sta annientando.

E se fossimo noi stessi a distruggerci, perché non ammettiamo che ciò che ci lega a un’altra persona è qualcosa che non ha a che fare col vero amore?

Quante volte abbiamo creduto in un amore così forte che tutto il resto non esisteva, e poi ci siamo ritrovati in un incubo, quando la persona amata ci ha chiuso la porta in faccia, con cattiveria…lasciandoci interdetti, senza comprenderne il motivo…

E in tutto questo, noi cosa abbiamo fatto?

Ciascuno di noi è capace di vivere la propria vita ed affrontarne tutte le situazioni in modo differente. Se poi nel contempo si verificano più situazioni “tossiche” allora il nostro cervello elabora delle soluzioni che purtroppo non sono sempre le migliori.

E le soluzioni alla sua sofferenza, il nostro tormentato protagonista le trova certo, ma le attua seguendo l’istinto, che lo spinge anche a comportamenti poco ortodossi, ma che per lui in quel momento sono i più giusti.

Il protagonista, Bernardo è un ragazzo come tanti altri. Un giovane che si vede strappare la spensieratezza della sua giovane età da una malattia infima, che sconvolge i suoi equilibri, e anche e soprattutto a causa della delusione d’amore che subisce dalla sua amata Gabriella, la sua prima fidanzatina, quella che gli ha rubato il cuore e l’anima, e poi lo ha gettato alle ortiche. E anche l’amore tradito contestualmente alla malattia, lo conduce ad attuare un atteggiamento spregiudicato e sfrontato, anche nei confronti della vita stessa. Nella lettura è tutto un gioco di scelte, sbagliate o meno non è mio diritto dirlo perché il testo è un vero e proprio racconto di vita personale che l’autore, lo stesso protagonista, ci racconta; è tutto un moto continuo e vorticoso di presentare le peripezie di una vita che non è semplice, ma che lo stesso Bernardo rende ostile e di difficile approccio.

La scrittura è a tratti aggressiva e a tratti ridondante con i forti accenni a un amore deluso e disilluso, in cui si respira lo strazio di un abbandono che può deviare la percezione al vittimismo. Eppure non tutto è così.

Bernardo, continua a vivere nelle sue convinzioni, nonostante la delusione amorosa, e per certi versi va avanti; Bernardo conosce altre donne, con cui instaura rapporti anche più forti di una semplice relazione sessuale tesa a un mero appagamento del proprio io. Le donne con cui si approccia, non sono un mezzo per sollazzarsi e via, almeno non lo sono quelle che gli si avvicinano veramente e iniziano a conoscerlo. Ma lui ha ancora in testa la sofferenza per quel suo amore acerbo, che lo ha “distrutto” nell’animo. E purtroppo la vendetta o comunque le ripicche verso il genere femminile, non si fanno attendere. Un po’ tutto il racconto è permeato di piccoli eventi che conducono a vedere il protagonista anche come un ribelle vendicativo ed egocentrico.

Eppure la maschera cade, quando lo si legge con più attenzione, nei momenti di abbandono al sentimento, che purtroppo viene spesso disilluso per questo giovane uomo, che cerca di vedere e vede il bello nella persona che ama, ma forse non è ricambiato a dovere, o comunque l’amore che lui prova è più forte di quello che riceve; Bernardo infatti cerca di scendere spesso a compromessi, per amore della donna che ama, perché lui ama tanto e si dona anche nella rinuncia. Bernardo rispetta i tempi di cerca di essere coraggioso anche nell’amore, e cerca di esser forte per due.

La delusione è purtroppo alle porte, anche con Rosa.

Ma lui non perde la speranza, e cerca ancora quelle emozioni che si respirano nell’amore, e quel brivido che solo un bacio può suscitare, se è con la persona che ti tocca l’anima.

Ma l’amore non deve essere dare senza ricevere. e se ci si rende conto che tutto è a senso unico, non ci si deve annientare.

Il nostro protagonista vive questa autodistruzione, e la vive in una forma subdola e tremenda come è il vortice dell’anoressia. Seguendo il libro infatti la parte più forte è proprio quella che conduce Bernardo in una giostra di abbandono, e la peggior conseguenza è il perdere se stessi cadendo nelle trame di un malessere che non si riconosce subito, e solo chi ci è passato sa percepire.

Bisogna amare se stessi a prescindere, e non cercare di conquistare l’amore di altri, che sia un genitore, un amore o un’amicizia…l’importante è volersi bene, perché l’amore che cerchiamo, in ogni forma, arriverà.

Non dobbiamo cercare quel brivido a ogni costo, quello che un bacio ci provoca e che per noi diviene respiro e dipendenza e necessità

“tutto è temporaneo. emozioni, pensieri, situazioni.” (cit. Web)

Sono le voci dei vari personaggi a fare da cornice a questa storia, alle vicende della vita di Bernardo, che possono essere le vicende di ciascuno di noi, sicuramente non in tutte le forme che lui cita, di fatto non siamo tutti uguali, ma sfido chiunque a non aver sofferto per amore, un amore troppo acerbo, un amore malato, un amore fatto di ripicche e che vive di inganni. Eppure Bernardo ha saputo trovare una strada che lo ha condotto a riprendere la sua vita, e con questo libro ci invita a chiedere aiuto quando si fa fatica ad andare avanti dopo una storia che ci ha lasciato dentro qualcosa in sospeso; ché non è sbagliato chiedere aiuto, quando se ne ha bisogno, perché riuscire ad accettare un fallimento e sapere che da soli non si riesce ad uscirne fuori è già un inizio per lasciarsi tutto alle spalle e guardare avanti.

Nel finale converge tutta la forza del racconto, a comprendere che dopo il peggio, che purtroppo noi stessi ci infliggiamo e a cui seguono le conseguenze di tutte le scelte fatte, si può emergere dal tunnel senza ritorno in cui ci si è volutamente immessi. La vita non regala nulla, ma è sempre meglio viverla col sorriso, affrontando ogni situazione che ci pone innanzi, ma con scelte che non sono tese all’autodistruzione.

Mi piace la frase che esprime la visione dell’autore:

“Se hai la fortuna di conservare le cicatrici dell’inferno sul tuo corpo e nella tua anima, nessun incendio potrà mai ferirti, quindi sorridi!!!”

All’autore va il plauso di aver strutturato il suo romanzo in modo da comprendere cosa porta a compiere talune scelte, di aver dato voce alle sue esperienze rendendole fruibili ai lettori che potranno trarre insegnamento, quello di non aver paura di chiedere aiuto e di non vergognarsi di averne bisogno.

A chi sarà incuriosito e lo sceglierà, buona lettura!

Annunci

Un pensiero su ““Il brivido di un bacio” di Bernardi Sandro. A cura di Raffaella Francesca Carretto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...