“La natura dello scorpione” di Gianluca Rampini, Scatole parlanti editore. A cura di Natascia Lucchetti

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Immaginate di trovarvi nelle valli da sogno delle Dolomiti.

La neve alta, le giornate brevi e fredde.

Tutto sembra silenzioso e tranquillo.

Poche persone.

Poco movimento.

Non potreste mai sospettare che le vostre vite tranquille scorrono parallele a quello di un assassino efferato e delle sue vittime, ammazzate con violenza inaudita.

Ma c’è un legame tra quelle persone, qualcosa che non traspare subito da vite come tante.

Il collegamento giace nel passato, lontano dall’Italia.

È successo loro qualcosa in un Paese dell’Africa, durante una delle guerre civili che hanno sconvolto il continente.

L’indagine dall’ispettore Gava, un uomo distaccato e obiettivo, tagliato per quel mestiere, mette a posto tutti i tasselli del mosaico per arrivare a una soluzione che non vi aspettereste mai.

Non ho intenzione di svelare altro sulla trama, ma andrò ad approfondire tutti gli altri aspetti.

Partiamo con i personaggi. C’è una buonissima introspezione spalmata sui vari capitoli della narrazione. Sono flash che approfondiscono di tanto in tanto i singoli aspetti della personalità di protagonisti e comprimari senza mai appesantire.

Il ritmo è infatti molto veloce. La descrizione delle scene è efficace e asciutta, senza orpelli o edulcoranti. L’autore non si dilunga mai su dettagli superflui e va dritto al punto, portandoci senza pietà nella scena del crimine, o davanti a un omicidio che si compie mentre stiamo guardando.

Grazie all’alternanza dei punti di vista, abbiamo la possibilità di conoscere la furia omicida, l’adrenalina che scorre nelle vene dell’assassino assieme alla rabbia, alla disperazione o al desiderio di ammazzare senza alcuna giustificazione.

Sentiamo anche la paura, il senso di oppressione e l’impotenza delle vittime, quando la morte di avvicina promettendo atroci sofferenze.

Anche l’ambientazione, il gelo, la neve, il suono attutito dalla fredda coltre, contribuisce a rafforzare i toni cupi di questa storia.

Ho adorato questo libro, tanto che quando sono arrivata alla fine ho sentito il bisogno di saperne ancora di più.

Gava è un personaggio interessantissimo e mi sarebbe piaciuto qualche approfondimento su di lui e il legame profondo con la vicenda sanguinosa e centrale del romanzo.

Consiglio la lettura di questo libro a tutti gli amanti del genere giallo e thriller.

I colpi di scena e la completezza della trama che si dipana pian piano a ogni pagina.

Veloce, efficace, crudo, assorbe completamente l’attenzione del lettore e lo accompagna al fianco di Gava in un viaggio cupo, fatto di sospetti e colpi di scena messi al posto giusto.

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