Finalmente traduzione integrale di “Bewitching”, precedentemente pubblicato da Mondadori in forma sensibilmente ridotta con il titolo “Joy la strega”. Se avete amato Joy e Alec,  adorerete la traduzione integrale del testo originale e la apprezzerete a maggior ragione se vi fosse sfuggita la precedente edizione. “Una ragazza incantevole” di Jill Bernett a cura di una favolosa Isabella Nanni, Babeclub editore. Da non perdere!

 

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Addolcì lo sguardo e la fissò in volto, osservandole a lungo la bocca, in silenzio. Le massaggiò le braccia e poi con un dito le inclinò il mento e la guardò dritto negli occhi.

Sposatemi.”

Joy lo fissò per un minuto eterno, incapace di pensare, incapace di muoversi o parlare. Si disse che stava dando i numeri. Non poteva aver detto una cosa del genere.

Sposatemi,” disse di nuovo il duca.

Oh …” Si mise una mano sulla bocca e fece un passo indietro. Lo aveva detto. Lo aveva detto davvero.

Era morta ed era andata nel paradiso delle streghe.

Con poco più del suo pollice e indice, le tirò il mento in avanti e la baciò ancora e ancora e ancora, sempre molto gentilmente. “Sposami,” le sussurrò contro la bocca. “Sposami.”

Non posso.” Ma la sua bocca traditrice cercò quella del duca.

Certo che puoi. Sei maggiorenne.” Le passò di nuovo le labbra sulle sue, sfiorandole appena la bocca.

No, voglio dire che posso, ma non posso.”

Le erano appena uscite le parole di bocca quando la baciò, a lungo e profondamente, una carezza umida e languida che le fece scordare come si faceva a pensare. Le avvicinò le labbra all’orecchio.

Sarai una duchessa.”

No…”

La zittì con un altro bacio, tirandola tutta contro di sé. Poi la bocca del duca lasciò la sua…

Non posso.”

e si spostò al suo orecchio. “Sposami, Joyous MacQuarrie.”

Ummmmmm.”

Le sfiorò l’orecchio con la lingua facendola rabbrividire.

Non vi conosco.” Voleva guardarlo in viso e cercò di tirarsi indietro.

Cominciò a baciarle il collo. “Col matrimonio risolveremo questo dettaglio. Fidati di me.”

Ma l’amore?”

Si fermò vicino alla sua spalla. “Sei innamorata di qualcuno?”

No.”

Allora non c’è niente che possa fermarci.”

Ma ci siamo appena incontrati, e solo per caso.”

Si fanno in continuazione matrimoni combinati tra persone che non si sono mai incontrate.”

Ma voi siete il Duca di Belmore.”

Lo so,” le sussurrò all’orecchio ormai umido. “E tu sei scozzese.”

Ma… ma…”

Non ti piacerebbe essere una duchessa?” La sua voce profonda era così dolce, così tranquilla.

Joy era ormai persa nei sogni evocati dalle sue parole.

La mia duchessa.”

Lei non disse una parola. Le labbra del duca la coprivano di baci leggeri come farfalle.

Mmh?” La bocca del duca le sfiorò la tempia. “Non ti piacerebbe?”

Non ne sono sicura… Be’, voglio dire, sì… cioè, no.”

Sei senza argomenti.” La baciò ancora.

Joy sospirò.

Sposami, Scozzesina.”

Sono una strega.”

La maggior parte delle donne lo diventa prima o poi.”

No. Voi non capite. Io sono una vera strega.”

E io posso essere un vero bastardo. Ci abitueremo l’uno all’altra. Non m’interessa cosa pensi di essere. Voglio che tu mi sposi.”

Non possiamo sposarci.”

Sì che possiamo. Adesso. Oggi.”

Adesso?”

Sì, adesso.”

Le venne da ridere. “Non ci si può sposare come se nulla fosse.”

Sono il duca di Belmore. Farò tutto ciò che voglio,” disse con tale convinzione che Joy ne rimase sbalordita. La guardò, con il volto rilassato e occhi imperscrutabili. “Nessuno metterà in discussione il matrimonio, perché io sono il Duca di Belmore.”

Non poteva dargli torto. Un duca faceva come voleva.

Vivrai a Belmore Park.” Le accarezzò la mascella con i pollici.

Ma…”

Avrai tutto ciò che vuoi.”

Ma…”

Ti piacerebbe, vero?”

Be’, sì, ma va tutto troppo in fretta.”

Col dito le percorse dolcemente la linea della mascella. Le posò le labbra sulle sue e sussurrò, “Sposami, Scozzesina.”

Le si chiusero gli occhi. Avrebbe fatto quasi qualsiasi cosa per sentirlo chiamarla di nuovo in quel modo. La baciò di nuovo. Dopo alcuni momenti lunghi e teneri, si ritrasse. “Come ho detto, sei senza argomenti.”

 

Tramaù

Inghilterra, 1813. Che cosa può mai fare un duca quando la promessa sposa che aveva accuratamente selezionato lo abbandona piuttosto che sposarsi senza amore? Per salvare il suo orgoglio non gli rimane che sposare la prima donna che gli cade tra le braccia.

Joyous Fiona MacQuarrie ha stregato il Duca di Belmore appena è apparsa dal nulla e lo ha steso… letteralmente. Quando l’orgoglio di Alec lo porta a sposarla, la giovane sconvolge la vita di questo serissimo e altezzoso duca inglese. Joy è una strega scozzese che non sempre riesce a controllare i suoi poteri magici. Ben presto la vita di Alec piomba nello scompiglio. Questa bellissima ragazza incanta chiunque gli stia intorno, accende la sua passione quando la bacia, ma rischia di causare uno scandalo mai visto con i suoi poteri magici.  Stregati dalla passione, questi due cuori solitari sono i classici opposti che si attraggono in una storia irresistibilmente divertente e tenera.

 

Biografia autore

Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.

 

Dati libro

Titolo: Una ragazza incantevole (titolo originale: Bewitching)

Autore: Jill Barnett
Traduttore: Isabella Nanni

Editore: Babelcube

Genere: Romance regency

Prezzo ebook: € 4,63, al momento in offerta al -30% su Amazon

Prezzo cartaceo: non è al momento prevista l’edizione cartacea

Data pubblicazione: luglio 2019

Serie: Magia Regency

 

 

 

 

 

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“Leonardo e la morte della Gioconda” di G.P. Rossi, Diarkos edizioni. A cura di Alessandra Micheli

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Innamorarsi del thriller storico è facilissimo.

Basta una grande curiosità per il passato, un’amore immenso per gli enigmi e i misteri e la volontà di provare a svelarli solo grazie alla propria logica.

Ecco perché è un genere che spadroneggia.

La differenza con i suoi fratelli moderni, sta nell’uso esclusivo della mente, dell’intuito e della capacità razionale di legare a se piccoli indizi e trovare il dato stonato, quello che da una sorta di ombrosa oscurità al quadro perfetto, apparentemente stabile che fa da sfondo o da paravento ai misteri.

In assenza delle tecniche moderne, l’investigatore medievale o ottocentesco deve contare solo sul proprio indubbio genio.

Nel caso del libro di GP Rossi lo svelamento dell’intrigo è facile, visto che a impegnarsi nell’arduo compito è il genio per eccellenza, il maestro di ogni tempo, colui che unisce il passato e il presente annullandone le distanze: lui il mitico Leonardo Da Vinci.

Tanto si è scritto del grande Leonardo.

Non negherò di aver letto tutto d’un fiato questa sua avventura guidata dall’immenso amore e dalla grande stima per un uomo che è e resta il mio mentore.

Una mente in grado di vedere attraverso le stringhe della dimensione spazio temporale, capace quindi di compiere autentici viaggi nel tempo e anticipare non soltanto le scoperte dei tempi ma persino la mentalità.

La tecnologia non ha mai conosciuto freni.

Volenti o nolenti siamo pieni di oggetti che contrastano con le nostre limitate vedute scientifiche. Basti pensare ai reperti archeologici chiamati outparts, ossia fuori dal tempo.

Il genio umano è conosciuto e capace di voli pindarici anche se il nostro assurdo senso di superiorità ci costringe ad considerare i nostri antenati dei simpatici primitivi senza capacità.

Noi siamo i grandi e loro sono guardati con compassionevole benevolenza.

In realtà, la visione storico scientifica etnocentrica ha subito un grosso danno da quando è rivelato che, l’America, non è stata una scoperta ma una ri-scoperta, che il ferro era conosciuto anche dagli egizi e che gli stessi operavano in modo perfetto e pregevole (non esistevano casi di malasanità nell’antico regno ) in campo neurologico.

Quello che rende i tempi divisi in progresso e arretratezza non è, dunque, la capacità di creare e inventare strumenti capaci di alleggerire il lavoro umano o divenire momenti di estremo vanto, di stuzzicare quindi la nostra egoica vanità.

Ma è il pensiero che decide e fa decidere se una civiltà, se un epoca è civile o no.

L’epoca vittoriana lo dimostra: si possono avere scienziati all’avanguardia ma credere ancora in idee antiquate e perniciose.

Si può creare il sogno dell’uomo di volare, ma al tempo stesso essere convinti che gli uomini sono divisi in inferiori e dominanti.

Leonardo era oltre i tempi proprio per la sua capacità di avere un mente flessibile e moderna, nelle idee ragazzi miei, non nell’azione meccanica. Ci stupisce qua il suo pensiero, non tanto le sue creazioni.

Il libro diviene elettrizzante per le sue idee avanzate sulla stregheria, non tanto per la creazione di perfetti modelli meccanici.

In questo testo, (lo ammetto mi ha appassionato terribilmente, tanto che lo custodisco come una sacra reliquia) le vicende del mio mito si intrecciano con quelle di banale quanto orribile quotidianità: ossa il cambio di un potere che non avviene mai dal basso, ossia per violazione del patto costitutivo dello stato, ma per beceri sotterfugi che hanno sempre il sapore della cospirazione, della violenza è del fine giustifica i mezzi (quanti danni hai provocato mio buon Machiavelli!).

Sullo sfondo di una Milano che è sull’orlo del cambiamento di padrone e con una Francia che fungerà da rifugio per il nostro grande uomo, si dipana e si svela non solo l’orrore degli intrighi di corte, ma anche il mistero del suo quadro più amato e più studiato: la Gioconda.

Il suo sguardo quasi evanescente, capace di deriderti per la sua capacità di lungimiranza, osserva da sempre il turista inquieto.

Che sa che dietro la perfezione stilistica si cela un segreto. Forse la stessa concezione religiosa e ontologica del sommo.

E il libro, divenendo non più tomo di evasione ma documento storico ci propone la sua visione, la sua spiegazione, non meno affascinante anzi a parer mio più convincente di quelle esoteriche o complottiste.

Un libro che si legge tutto di un fiato, che è difficile lascia andare, ma che non si può leggere e rileggere come se una strega avesse lanciato il suo incanto maliardo sulle parole scritte.

In tal caso, siamo tutte fanciulle che, una volta indossato scarpette rosse non possiamo smettere di ballare.

Solo che al contrario della tetra fiaba, qua troviamo solo la bellezza dell’arte a tenerci avvinti al magico potere del verbo.

Un libro che non deve assolutamente mancare nelle vostre biblioteche, se davvero vi definite lettori avidi e innamorati della sublime arte della scrittura.