La Triskell editore presenta “Incanto” di Johanna Chambers. Imperdibile!

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Trama:
Due anni sono trascorsi da quando David Lauriston ha visto per l’ultima volta il nobile e cinico Murdo Balfour. L’occasione di un nuovo incontro giunge con la visita di re Giorgio IV nella capitale scozzese, per celebrare la quale Murdo viene inviato dal padre in rappresentanza dell’aristocratica famiglia.

In passato, la separazione tra i due uomini era stata amara e, da parte di Murdo, rancorosa. Il tempo sembra tuttavia aver ammorbidito il risentimento del gentiluomo, al punto da fargli chiedere a David di godersi la rispettiva compagnia durante il suo soggiorno.

Nonostante le iniziali riserve, quest’ultimo non riesce a fare finta di niente e in breve si trova alla porta, e tra le braccia, del precedente amante.

Ma altri personaggi del suo passato convergono in città e, mentre la pompa magna della visita reale si dispiega intorno a loro, David è trascinato in una catena di eventi che minacciano di distruggere ogni cosa: dalla sua carriera, alla sua serenità, al fragile legame che, nonostante tutto, sta nascendo tra lui e Murdo.

 

Dati libro 

Data di pubblicazione: 17 Agosto

Collana: Rainbow

Titolo: Incanto
Titolo originale: Beguiled
Serie: Enlightenment #2

Autrice: Joanna Chambers
Traduttrice: Claudia Milani

Genere: Storico
Lunghezza: 213 pagine
ISBN ebook: 978-88-9312-561-1
Prezzo: € 4,99


“Dalla Terra di Nessuno” di Rafael Guerrero, traduzione di Corrado Pastore. A cura di Francesca Giovannetti

 

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I romanzi di Rafael Guerrero si distinguono subito : il protagonista e l’autore sono la stessa persona. E al lettore viene spontaneo chiedersi se in quel preciso momento sta conoscendo una persona o un personaggio.

La risposta potrebbe essere: entrambi.

Dopo “ Muoio e torno” , primo romanzo della serie, torna il detective Guerrero, in splendida forma, intelligente, esperto, abile.

Dalla Sicilia alla Siria, passando per Roma e Madrid, le rocambolesche avventure del detective privato spagnolo non lasciano tregua.

L’imprevisto, l’inganno, il crimine, sono sempre dietro l’angolo, a volte il protagonista ne è consapevole, altre sono come docce fredde su pelle a quaranta gradi.

Da indagini sulla fedeltà coniugale all’intrigo internazionale il passo è lungo ma Guerrero lo rende breve, rapido e credibile.

Lo scenario siriano è devastante.

Le descrizioni crude e d’effetto. Il dio denaro comanda su tutto e tutti, inganni e manovre subdole portano infatti questo come unico denominatore.

La caratterizzazione dei personaggi è notevole.

In pochi tratti appaiono davanti agli occhi e sembra quasi di poter alzare lo sguardo e vederli.

Ognuno ha il suo tratto distintivo, poche battute bastano per individuare il soggetto di un dialogo.

Il detective Guerrero è un “cacciatore” di professione ma nello scenario contorto e malato del medio oriente il ruoli non sono mai ben definiti e il rischio di divenire preda è alto.

Profondo e allo stesso tempo scanzonato e ironico, lo scenario che si apre rivela una realtà bruciante come sabbia negli occhi. Siamo tutti burattini coi fili tirati dai potenti. Una lezione amara.

Il protagonista ingaggia una lotta con se stesso, continuamente.

Ama il suo stile di vita ma si trova inconsapevolmente a desiderare anche altro e trova una soluzione efficace per sopire il contrasto: stendere una pesante coperta di cemento impastata con il cinismo.

Funziona, sopravvive, passa oltre.

Un romanzo per chi vuole andare un passo oltre.

Consigliato.

Se vi siete persi il primo volume, scopritelo qui, con noi.

https://lesfleursdumal2016.wordpress.com/2018/05/23/muoio-e-torno-di-rafael-guerrero-babelcube-editore-a-cura-di-francesca-giovannetti/

 

“Gli occhi invisibili del destino” di Silvia Casini, Golem edizioni. A cura di Alessandra Micheli

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Silvia Casini, finalmente mi rende felice (sono sicura che lo hai scritto per me) e mi regale un thriller.

Non uno qualunque, ma uno che contiene un pizzico, anzi una generosa dose di buon esoterismo. E ciò che si cela sotto l’apparente superficie, ciò che è nascosto, stuzzica la mia innata curiosità.

Potrei, dunque parlarvi di quel tocco di magia, potrei raccontarvi dell’amore che redime dal male e allontana le tentazioni terrene. Potrei parlare per ore e ore, per la vostra felicità, del tema cardine del testo ossia la purezza come scudo contro le illusioni del potere.

Ma a colpirmi, in modo profondo, lasciando una cicatrice luminosa è l’ambientazione scelta da Silvia, ossia la mia amata e denigrata Roma.

Roma, la città misterica per eccellenza, regno di alchimisti e di maghi, di arcani segreti e di strani sussurri.

Voi conoscete la mia città solo per la cronaca, quella meno nobile che rende la vetusta città solo un spazio che fa germogliare gossip. Eppure…ricca di storia, di orgoglio quello dell’impero romano che non abbassa la testa di fronte a nessuno, ricca di misteri, con i suoi mitrei, le sue divinità e quel suo strano culto dello stato, come se la Sovranità fosse una divinità da incensare e da coccolare, non solo un mero strumento di sottomissione.

Roma con la sua res pubblica, con i suoi eroi e le sue miserie, ma sempre fiera.

Roma vecchia signora, con i suoi strani culti, con quella statua parlante di Pasquino sempre pronta a denunciare le malefatte dello stato.

Roma dei papi, anche quelli massoni, quelli che non si accontentavano delle versioni ufficiali della dottrina e immaginavano arcane conoscenze in mano di oscure cavità della terra.

Roma etrusca, Roma dell’alchimia.

Roma con la sua porta magica del Marchese di Palombara, posta nell’affollata piazza Vittorio e troppo spesso ignorata dai turisti ma che, per tutti coloro che credono nell’esistenza di un piano dimensionale meno ordinario, rappresenta una via di scampo dalla banalità.

Dalla “monnezza” dai raggiri dei potenti.

E in mezzo all’adrenalina, al terrore, alle seduzioni magiche e demoniache, Silvia rende omaggio alla nostra perduta città, citando storie, racconti e leggende.

Gli occhi invisibili del destino, sono dunque di più di un thriller, della scoperta dell’arcano.

E’ restituire alla nostra Italia una città magica, quella del biondo Tevere, quella delle superstizioni (sapete perché ogni balcone di trastevere ospitava almeno una pianta di Rughetta?

O di ruta?

Perché tali piante allontanavano il male, e il malocchio).

Restituisce a questo mondo pieno di veri orrori, pieno di decadenza, un mondo che rende le nostre città solo enormi discariche quella magia necessaria per poter vivere.

Come si vive senza arcano?

Come si sopporta il lungo trascorrere di ore assolata ma senza significato?

La protagonista perde i ricordi.

Non possono non pensare al un simbolo preciso e pertinente alla situazione romana.

Anche Roma, al pari di Eilis, ha dimenticato.

Frammenti e flash di istanti, di pezzi di vissuto.

Frammenti di una narrazione che ha reso Roma la signora elegante che conosciamo.

Pezzi di storia che si intersecano con altri vissuti, che rimandano a altri misteri come se la città tutti li contenesse e tutti li ospitasse.

Abbiamo scordato la nostra magnificenza, di quell’essere definito umano come un dono.

Di quell’essere fatto più grande di stelle e angeli che ha impresso la sua impronta sui secoli.

Abbiamo scordato cos’era Roma.

La vediamo oggi, e la critichiamo come se fosse la fogna rigurgitante solo disgusto. Al pari di Eilis non possiamo vedere, perché non abbiamo occhi screziati di mille sfumature.

Al pari di Eilis, lei Roma la guardiana della macina del tempo siamo attanagliati, minacciati da rozzi demoni, meno eleganti del patto del Faust, vestiti in giacca e cravatta, eleganti e composti nei loro scranni da cui decidono il colore da dare alla nostra bella città.

«Roma è piena di misteri e durante il corso di storia, scoprirete che come altre città europee, nasconde dei veri e propri segreti alla luce del giorno. Non sapete di essere dèi? Meditate sulle mie parole, lo afferma anche la Bibbia, nei Salmi 82,6: voi siete dèi. È uno dei pilastri degli antichi misteri. Come sopra, così sotto… l’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio. Il messaggio della natura divina dell’uomo, del suo potenziale nascosto è un tema molto ricorrente nei testi antichi

Ecco che Roma deve tornare e torna nel testo di Silvia, il baluardo dell’eterno sogno di immortalità dell’uomo.

E possiamo scoprirlo solo trovando la vera vista, quella che dietro il velo, quello che è usato per impedire alla massa di profanare i misteri, riesce a sgorgare la meraviglia:

Esistono luoghi di sconfinata bellezza. Esistono terre assolate e intrise di colori. Esistono vallate innevate e distese di gelo. Esistono vie afose e paesaggi lunari: terre aride rivestite da licheni e muschi che lottano per sopravvivere. Esistono strade, dove il freddo è monarca e signore di lande desolate. Esistono città piene di fantasmi e spiriti irrequieti. Esiste la luce che non muore mai e vince il pendolo costante della livida notte. Esistono bivi e sentieri da intraprendere, ma ricordatevi: la mente è il posto più pericoloso dove è possibile perdersi. Non permettete a nessuno di dominare la vostra mente, altrimenti il mondo si assottiglierà, si frantumerà e la follia dilagherà. È garantito: il pigro cielo blu cobalto si tingerà inesorabilmente di nero e diverrete solo corpo tra i corpi. Ciò che ci rende veramente unici è l’anima e i nostri occhi. Per vederla ci vuole coraggio. Per leggere e ascoltare questa storia ci vuole coraggio

Silvia ha dato alla luce un testo poetico, di una vena soffoca che i ingigantisce ogni aspetto di Roma, la fotografa e fotografa le esistenze che in essa si muovono, le speranze, i sogni e persino l’orrore.

Perché è dietro quella capacità di affrontarlo il male che si cela la vera salvezza.

E sapete il nome della redenzione quale è’?

Amore.

Che sia per un uomo, un animale, uno sporto o per una città che piange disperata la sua libertà perduta.

Roma bella, Roma mia,

te se vonno portà via

er Colosseo co’ Sampietro,

già lo stanno a contrattà

Qui se vonno venne tutto

cielo sole e st’aria fresca

Abbiate il coraggio di scovare la bellezza anche sotto il fango.