La Dri editore presenta il nuovo libro di una meravigliosa Pitti Duchamp “Stupefacente banalità”. Imperdibile!

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«Vuole essere trattata come una donna o come un cliente?»

«Come cliente, ci mancherebbe!» rispose Mimì senza guardarlo negli occhi.

«Peccato, mi sarebbe piaciuto di più che avesse scelto la prima opzione.»

 

 

Sinossi

Lui è il manager di punta di un’azienda produttrice di macchinari agricoli, malato di lavoro. Lei una ex modella con figlio problematico a carico, che tenta di riciclarsi nel mondo dell’agricoltura senza la minima preparazione. Lui fa della calma e del sangue freddo le sue migliori virtù, lei dell’ansia il suo peggior difetto. Tra ricordi dolorosi che affiorano inesorabili dal passato, crisi post adolescenziali di un figlio cresciuto senza padre e problemi economici di ogni sorta, una storia solo apparentemente banale si fa strada tra le piante di ulivo della nostra splendida toscana, diventando piano piano … stupefacente!

La nostra brava Pitti, dopo l’incredibile successo del suo regency Frittelle al Miele e altre dolcezze, accetta la sfida che le abbiamo proposto e ci regala questo magnifico romance contemporaneo, che siamo sicuri vi rapirà fin dalle prime battute. Grazie!

 

SCHEDA PRODOTTO

Titolo: “Stupefacente Banalità”

Autore: Pitti Duchamp

Editore: Dri Editore

Genere: Contemporaneo

Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 14.99

Lancio: ufficiale 26 agosto (preorder 23 a sconto)

La Triskell editore presenta “Intrigo a Darkstone” di Serena Lilyen. Imperdibile!

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Trama:

Inghilterra, Anno del Signore 1052. Kelan di Darkstone ha ormai deciso di prendere i voti e lasciarsi alle spalle la sua vita laica. Almeno finché non giunge un messaggero che lo informa della morte del padre e della scomparsa del fratello. Kelan è perciò costretto ad abbandonare il monastero per fare ritorno a Darkstone, dove è cresciuto e da dove è fuggito.
Kelan, tuttavia, non ha alcuna intenzione di diventare duca, per cui si getta nella disperata ricerca del fratello, che crede ancora vivo. Nonostante la madre lo spinga a prendersi le sue responsabilità, sposarsi e generare un erede – per evitare che il feudo cada nelle mani della velenosa moglie incinta di Finn, Kelan non intende arrendersi.
Ad aiutarlo c’è Ryan Campbell, giovane figlio dello stalliere Sam, che era come un padre per Kelan. Ryan non vede di buon occhio Kelan e tutti i nobili come lui, ma, dopo la morte sospetta del padre, accetta di indagare assieme a Kelan per scoprire cosa sta succedendo all’interno delle mura del castello.
Tra intrighi, spie e tradimenti, i due indagheranno per scoprire la verità ed evitare che altre vite vengano spezzate. Non possono fidarsi di nessuno, se non di loro stessi, e questo li porterà più vicini di quanto avrebbero mai pensato. La passione tra di loro divampa, ma Kelan non vuole mancare di rispetto al suo vecchio amico Sam, nonostante l’attrazione per Ryan sia ogni giorno più forte.
Riusciranno i due a scoprire il mistero che si cela dietro la scomparsa di Finn, prima che sia troppo tardi?

 

 

Dati libro 

Data di pubblicazione: 14 Agosto

Collana: Rainbow

Titolo: Intrighi a Darkstone
Autrice: Serena Lilyen

Genere: Giallo storico
Lunghezza: 320 pagine
Isbn ebook: 978-88-9312-560-4

Prezzo: € 5,99 

Review party “Il pianoforte” di Chris Cander, Nord editore. A cura di Alessandra Micheli

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Ho pensato alla colonna sonora di questo libro.

Mi capita spesso di scrivere accompagnata dalle note, come se esse fossero le voci adatte a render conto delle mille sfumature dei libri che leggo.

Sono quelle voce che narrano della sua essenza, un’essenza che sfugge alla mente consapevole e si avvicina al sogno.

E nel sogno io posso viaggiare con i personaggi, ascoltando i loro cuori battere e ripetere come una melodia perduta, la storia dentro la storia, quella che sfugge dalla trama e dalle tecniche letterarie.

Il pianoforte è cosi; un libro con più significati, cosi come ricca e complessa è l’anima umana.

E allora quale miglior canzone per queste mie misere parole di Vivo per lei di Andrea Boccelli?

Apparentemente, al pari del libro è una canzone d’amore, trita e ritrita, il canto di fedeltà dell’innamorato alla sua musa, colei o colui che lo aiuta l’autore a riempire pagine e pagine di inchiostro.

Vivo per lei, come se la stessa esistenza fosse legata a un sottile filo rosso tenuto da mano a tratti crudele a tratti adorabile.

E’ cosi l’amore, abisso e paradiso, incanto e disperazione, salite e ripide discese.

L’amore che non da vie d’uscita se non nel totale godimento dei sensi e al raggiungimento dell’estasi dell’amato.

Ma un sentimento cosi immenso cosi eccelso, non può restare per tanto tempo avvinto al materiale, a un uomo che seppur coronato di stelle e gloria è cosi miserabilmente fallace e fragile.

Basta un nulla, un sogno che non si avvera, una speranza distrutta, un incendio del cuore perché lui tradisca se stesso e l’altro.

Allora si capisce come la vera natura della canzone è soltanto riferibile a qualcosa di eterno qualcosa che, attraverso il pianoforte, allontana da noi la stessa morte.

Allora capisco come il vero senso del libro è la musica.

Una musica che fa vibrare i cuori più di quanto possa fare il nostro misero amore umano.

Un dolore quando si perde una passione, come se fosse la passione il colore e noi soltanto i pennelli con cui esso dipinge le nostre vite.

Senza colore tutto è grigio e banale, tutto si perde in un suono di urla, bombe e orrori.

E’ la musica che qua mantiene i ricordi vivi e le speranze, che tesse legami e di loro si beffa.

E’ la musica a raccontarci le storie, anche tragiche di chi è disposto a lasciare tutto, persino il paese natio per trovare soddisfacimento a strane ambizioni.

La musica perduta, la musica al servizio del potere, la musica tradita, la musica rimasta sognata e quella dell’estremo addio.

Suonata da un pianoforte come eco lontano della vera anima dell’altro, nutrita di sogni e illusioni, nutrita di passione e meraviglia.

Sarà il pianoforte a narrarci la storia di Clara e Katya di Grisa e di Bruce. Sarà il pianoforte con la sua strana presenza assenza a raccontarci i viaggi delle anime dibattutesi tra speranza e orrore, tra perdita e dolore, tra rinunce e conquiste.

Sarà il pianoforte il protagonista del senso dell’abbandono, del ghiaccio di chi si sente oramai straniero nel mondo, alieno agli uomini.

Sarà il pianoforte a raccontarci del crollo del sogno comunista, Addio bandiera rossa, divenuto solo null’altro che patetico teatrino della commedia dell’arte.

Sarà lui a raccontarci slanci e distruzione, quando le aspettative non riescono a crescere e farsi spuntare le ali.

E sarà ancora un volta il pianoforte non solo a scrivere l’inizio ma sopratutto a dover scegliere il finale, affinché come in un rito catartico, tutti possano liberarsi del dolore e della colpa.

Un libro intenso, commovente, un libro venato di una passione immensa, come solo l’arte sa regalarci.