E’ arrivato un vento fresco, frizzante a stuzzicare i nostri sensi e con i lfresco arriva lei, la meravigliosa Aura Conte che ci regala un nuovo libro “Deeper. Un sentimento più forte della paura”. Da non perdere!

 

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DEEPER: passione, tempesta, segreti e amore si mescolano tra di loro, cambiando i destini di due anime opposte in una travolgente e calda alba di fine estate.

 

TRAMA:

I sogni di Lauren si sono infranti in un giorno di primavera quando, dopo aver studiato duramente per tutto il liceo, si è vista negare una borsa di studio e un futuro migliore. Rimasta a vivere nel sud della Georgia, decide quindi di accumulare qualche soldo nella speranza di iscriversi all’università pubblica appena possibile.

L’offerta di lavoro della famiglia Wilkemann arriva per caso e Lauren sceglie di accettarla… ignara che questo gesto cambierà radicalmente la sua vita.

Una esistenza ormai vuota, insoddisfacente e incerta che la porta spesso a temere per il suo futuro.

Caleb Wilkemann è rinomato per il suo carattere testardo e determinato. Laureato con il massimo dei voti, è un giovane professionista di Atlanta che passa la sua vita tra feste e distrazioni, senza limiti.

Farebbe di tutto pur di non affrontare le conseguenze del peggiore errore che abbia mai commesso. Qualcosa che lo tormenta a ogni battito del suo cuore.

Per tale ragione, non gli importa di trattare male le persone o calpestare i loro sentimenti, perché in fondo nessuno si è mai interessato ai suoi.

In una calda alba di fine estate, quando il futuro di entrambi sembra essere già scritto, i destini di Lauren e Caleb si scontrano come due brezze d’oceano in grado di generare un uragano.

I loro cuori saranno tuttavia messi a dura prova, poiché l’oceano stesso è sempre in tumulto e colmo di segreti…

 

Dati libro

TITOLO: DEEPER – Un sentimento più profondo della paura

AUTORE: Aura Conte

GENERE: Romantic Suspense/Romanzi Rosa

PREZZO: € 0.99 / Amazon Kindle Unlimited

LINK: https://www.amazon.it/DEEPER-sentimento-profondo-della-paura-ebook/dp/B07X7RW7JW/

 

Biografia autrice:
Aura Conte è nata a Messina nel 1983 ed è laureata presso la facoltà di Scienze della Formazione. Scrive libri multi-genere sia in italiano che in inglese, spaziando dai romanzi storici a quelli fantasy.
Non è sposata, non ha figli ma è dipendente da internet, social media e letture in lingua originale. Ha pubblicato il suo primo libro nel 2009 (“Purpureo Re-Birth”) e nel 2017, ha pubblicato in seconda edizione un suo romanzo storico “La sposa del capitano” con Libro/mania (progetto editoriale di De Agostini e Newton Compton).

Sito ufficiale: auraconte.com
Twitter: 
twitter.com/auraconte
Facebook: 
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Instagram: 
instagram.com/auraconte

– I suoi romanzi sono disponibili su:
Amazon: amzn.to/2PJIfXP
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iTunes: 
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“Complessità. Un introduzione semplice” di Ignazio Licata, Di Renzo Editore. A cura di Alessandra Micheli

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Ho pensato molto a come impostare questa recensione.

Perché so, visto che è stato oggetto dei miei studi, come il discorso sulla complessità e sulla modalità con cui indagarla, è ostico e coinvolge un sacco di discipline affascinanti ma particolari come la cibernetica, cosi com’era stata esposta alla meravigliose Macy Conference, laddove il mio mito, Gregory Bateson, pote finalmente dire la sua sulla cesura assurda tra mente e natura, mettendo in discussione quella settorialità delle discipline a cui siamo abituati da troppo tempo e che a livello ontologico stanno dando i loro frutti.

E non sono certo frutti polposi e gustosi, anzi.

Oserei dire che essi, in un primo momento apparivano come invitanti e che piano piano hanno iniziato, ovviamente a marcire.

Ma sono altresì consapevole che io, innamorata persa dell’ecologia della mente e di una interdisciplinarità in grado di osservare e studiare molteplici (non tutte, sarebbe impossibile) sfaccettature di quello che noi chiamiamo reale, sedotta dalla fervida mente di Bateson e dai suoi metaloghi in grado di unire, in un tutt’uno omogeneo e strabiliante scienza, biologia, psicologia, matematica e fisica quantistica, sono assolutamente di parte.

Se per me il discorso sulla complessità è nettamente logico e necessario per il nuovo millennio, per molti invece, rappresenta ancora un percorso tutto in salita.

Come comprendere quanto l’epistemologia sia collegata con faccende come marketing, economia e persino guerra?

Come unire lo studio antropologico alla comunicazione e persino alle operazioni di pace?

Solo chi è stato risucchiato dalle Macy Conference forse è capace di vederne il filo logico.

Di capire quanto l’approccio diverso, l’angolazione variegata da cui studiare i fenomeni e non considerarli componenti a se stanti di quel famoso e bistrattato tutto ( io lo chiamerei vita) è l’unico mezzo per agire e modificare gli assunti aberranti del nostro sociale.

E cosi possiamo comprendere come, il concetto dualista abbia ripercussioni sulla storia e sui sistemi economici, persino sulla medicina e su ogni accadimento umano.

Perchè è l’epistemologia la pietra d’angolo su cui impiantare il tempio della conoscenza.

Non ci credete?

L’epistemologia è letteralmente:

Lo studio critico della natura e dei limiti della conoscenza scientifica, con particolare riferimento alle strutture logiche e alla metodologia delle scienze; negli ultimi decenni, per influsso del corrispondente termine inglese, il vocabolo viene sempre più usato per designare la teoria generale della conoscenza, quindi, gnoseologia.

In pratica è l’osservazione innanzitutto di come vediamo il mondo, il reale, di cosa consideriamo vero o falso, dei nostri metodi di classificazione, persino dei significati semantici che diamo a parole come ordine e disordine, che daranno origine, udite udite, alla formazione di società e della polis con tutti i dettagli conseguenti.

E’ come strutturiamo il pensiero polis o società che poi parlerà di noi, dei nostri rapporti con la natura, con la conoscenza, con il progresso e con la gestione delle risorse (economia).

Qua l’è la malattia dell’approccio scientifico alla complessità?

Licata in questo libro esplora i confini ristretti della scienza, superandoli per unirne il concetto base con altri settori che per troppo tempo sono rimasti quasi isolati, come se tutto lo scibile umano non sia altro che una gerarchia costante, una sorta di classificazione di modelli pret a porter, utili da tirar fuori quando si affronta settorialmente l’argomento scelto.

E cosi il modello fisico è della fisica.

Quello sociologico della società, lo psicologico dell’uomo e l’esoterismo una disciplina fatta solo per attrarre gli sciocchi.

Senonché un certo Vilfredo Pareto è riuscito a restituire a ciò che è nascosto ( i residui logici di ogni azione) il posto che gli spetta.

E’ il non detto, lo scarto, persino il rumore che indica la linea di confine, la zone di mezzo in cui il vero scienziato oggi si deve interessare.

E’ come lo studio del DNA.

Abbiamo oramai compreso come il livello utile alla conoscenza non è accumulato solo nei geni, nella formazione delle catene degli amminoacidi, ma in quello che si chiama DNA di scarto.

Studiare solo una parte, lasciando di fuori le altre, quelle relegate in altri settori è il danno di oggi.

E lo dimostrano i testi di entrata a medicina e le relative polemiche. Sapete la storia no?

Provetti studenti si sono riversati alla sapienza per realizzare, forse un sogno: divenire medici.

Per prima cosa, la lacuna in questo desiderio è formalizzato dalla motivazione fondante ( il residuo logico appunto) che spinge a questa scelta.

Perché medicina?

Cosa può dare a te uomo la medicina?

Un lavoro sicuro?

Una nicchia in cui immettersi per far parte di una casta?

Il secondo dramma è stato nella considerazione di questa scienza totalmente slegata dal contesto mondo e riferita più che altro al solo organismo su cui intervenire in caso di patologia.

Peccato che l’organismo suddetto si muova e agisce in un determinato ambiente ( società) con un determinato ecosistema ( ecologia) portante determinati valori ( antropologia) con delle particolari attitudini mentali ( psicologia) con una particolare funzione sociale (politica) e con un sistema ordinato o disordinato di gestione e realizzazione di bisogni e risorse ( economia).

E non solo.

L’organismo suddetto (uomo) risponde a determinate leggi che spaziano dalla biologia alla fisica.

Quindi per poter essere medico forse, seguendo questo ragionamento, serve sia la curiosità atta a indagare sulla cultura generale, sulla fisica, sulla chimica e su l’analisi critica dei modelli che per anni ci hanno proposto come validi.

Uno scienziato solo settoriale è come uno affetto da Acromatopsia convinto che il solo bianco, nero e grigio siano i colori con cui l’ecosistema dipinge il mondo.

Se non si rende conto della patologia che porta con se, ogni suo studio sarà parziale, incompleto e falsato.

E in questo caso il riduzionismo, ossia quella volontà di affermare che, rispetto a qualsiasi scienza, gli enti, le metodologie o i concetti di tale scienza debbano essere ridotti al minimo sufficiente a spiegare i fatti della teoria in questione. Ed è questa forma mentis che diviene il muro contro cui si scontra chi, con una visione geniale e particolareggiata, considera necessario…non scambiare la mappa per il territorio.

La settorialità o il riduzionismo servono agli scienziati per muoversi agevolmente nel favoloso mondo della complessità, prendendo un fenomeno e cercando in esso correlazioni e legami.

Il passo successivo, però è che da quelle osservazioni, da qui modelli DEVONO scaturire altre riflessioni che necessiteranno di altri modelli. La scienza è un percorso, non un semplice asserzione e classificazione di dati, fatto di domande e risposte.

E altre domande e altre risposte.

Anche perché il riduzionismo, che diviene rasoio di Occam ( secondo cui non bisogna aumentare senza necessità le entità coinvolte nella spiegazione di un fenomeno) rischia di favorire quella che Gregory Bateson chiamava finalità cosciente.

E per spiegarla usò la meravigliosa poesia del vecchio marinaio. La conoscete no?

Questo marinaio nella sua arrogante visione etnocentrica, compie un misfatto ai danni dell’ecosistema, simboleggiato dall’uccisione di un Albatros.

E come ripara al torto subito?

Cerca in ogni modo di espirare coscientemente la sua colpa cercando di vedere il mondo per quell’immenso organismo composito che in realtà è. Ma nulla, L’albatros gli pende al collo come una condanna.

Cerca, cerca senza stancarsi mai di porre rimedio, ma non ci riesce.

E cosi un giorno, sconfitto e rassegnato, smette di lottare contro il destino.

Ad un tratto vede enormi serpenti marini agitarsi nel mare, lasciando dietro di se scintillanti scie di luce.

Mentre PRIMA una simile visione non lo avrebbe per nulla affascinato perché troppo preso dalle sue finalità, ora, nel momento in cui non sente più nulla se non le sensazioni corporee, è affascinato da tali creature dai giochi di luci e dal senso di immensità, tanto da esclamare:

O felici creature viventi!

Nessuna lingua può esprimere la loro bellezza:

e una sorgente d’amore scaturì dal mio cuore,

e istintivamente li benedissi.

Certo il mio buon Santo ebbe allora pietà di me,

e io inconsciamente li benedissi.»

Cosa significa?

Che nel momento in cui si smetti di pensare all’utilità immediata di ogni azione ( finalità cosciente) ma si agisce spinti dalla curiosità e da quel senso umano di varcare l’ignoto e lasciarsi avvolgere dalla meraviglia, il cuore si riempie di un senso di appartenenza stimolando la mente e il cervello a vedere i vari livelli del mondo.

Non più in funzione di, ma semplicemente perché la natura umana è fatta anche della volontà della scoperta.

E cosi che l’albatros di stacca dal collo del marinaio e lui viene redento.

Questa, secondo Bateson è la migliore metafora della necessità della scienza ad aprirsi alla complessità e rifuggire al pericolo di confondere la mappa con il territorio.

Più un sistema diventa complesso, meno è prevedibile. Plurali sono le sue manifestazioni come le possibilità di osservarlo, i modelli per descriverlo e le strategie per gestirlo. Infine, non esiste più una legge, e neppure una probabilità definita, bensì la scommessa di Bruno de Finetti (altra figura che attraversa queste pagine e che è adesso al centro di un nuovo lavoro sull’incertezza e di un progetto teatrale). La complessità, come scrive il mio amico Ermanno Bencivenga, riguarda le scelte e i dizionari che costruiamo per descrivere qualcosa.

Per me leggere Licata è stato come trovare un amico che non vedo da tempo.

Per voi, forse, è l’unica speranza di togliervi dal collo il feticcio inanimato dell’albatros.

NOTE 

Macy Conference

Nel 1946 a New York, sponsor la Macy Foundation, con la presidenza di Warren McCulloch, iniziò una serie di dieci conferenze che vengono ricordate appunto come le “Macy conferences“.

Ad esse hanno partecipato, tra gli altri, Gregory Bateson, Margaret Mead, Norbert Wiener, Jonh von Neuman, Heinz von Foerster.

Formidabile fu la prima che si sviluppo con il seguente programma:

La prolusione fu di von Neuman che descrisse i computer digitali

(che non erano ancora stati realizzati).

Seguì un intervento di Wiener che presentò il concetto di feed-back fondando così ufficialmente la cibernetica.

Conclusero Bateson e Mead che auspicarono un dialogo tra la nuova scienza cibernetica e le scienze sociali.

Le Macy Conferences furono un evento di sintesi e di futuro.

Cibernetica

Il termine cibernetica, indica un vasto programma di ricerca interdisciplinare, rivolto allo studio matematico unitario degli organismi viventi e, più in generale, di sistemi, sia naturali che artificiali. La cibernetica nacque durante gli anni della seconda guerra mondiale, su impulso di un gruppo di ricercatori, tra i quali ebbe una parte predominante il matematico statunitense Norbert Wiener.

Questi, provenienti da diverse formazioni, erano uniti dall’interesse allo studio della vita e delle sue principali manifestazioni tramite gli strumenti concettuali sviluppati dalle nuove tecnologie dell’autoregolazione, della comunicazione e del calcolo automatico. Nel 1947 Wiener pubblicò un libro che ottenne grande successo, nel quale definiva l’ambito di interesse e gli obiettivi della nuova disciplina, inaugurando anche l’uso del nuovo termine.