Intervista all’autore Rafael Guerrero. A cura di Francesca Giovannetti

70659853_10217619428748944_6732373116359540736_nRafael Guerrero è uno dei casi in cui autore e protagonista del romanzo coincidono. Siamo abituati a leggere biografie e storie vere, ma quando si tratta di investigazioni e thriller, la sovrapposizione è più rara. Chi meglio di un detective privato può raccontare la storia con verosimiglianza? Direi nessuno.

I manuali raramente sostituiscono in pieno l’esperienza diretta. Per questo avere l’occasione di parlare con il detective Guerrero non può essere persa: investigatore, criminologo ed  esponente di spicco del romanzo noir. Quindi iniziamo questa intervista con una semplice premessa: un sincero grazie all’ autore per la disponibilità che ci ha concesso.

 

Quando ha scelto di diventare un investigatore privato? Cosa l’ha spinta ad affermarsi in questa professione?

A 20 anni mi sono iscritto al corso di investigatore privato all’ Università. Il corso, qui in Spagna, ha una durata di tre anni, dunque a 23 anni ho ottenuto l’abilitazione e sono diventato ufficialmente un detective abilitato alla professione. Può darsi che sia stato influenzato dai film o dai romanzi polizieschi ma, per me, essere detective è uno stile di vita.

Nel corso della sua carriera avrà affrontato molti casi con importanti implicazioni emotive. Ha mai pensato “Ok, questa è l’ultima volta”?

Come in tutte le fasi della vita, ci sono momenti felici e altri più difficili. Durante i primi anni avevo per la maggior parte incarichi da parte di privati e molti erano i casi legati all’ infedeltà coniugale. Altre richieste invece si muovevano intorno alla sfera lavorativa, come doppi lavori che sfociavano in concorrenza sleale o finti permessi di malattia per coprire un secondo impiego. Devo dire che non c’è stato un caso che mi ha colpito particolarmente: quando lavori sulla strada, ti aspetti sempre il peggio e sai che devi conviverci.         

Ricordo però un caso, senza scendere nei dettagli: un caso di adulterio in cui uno dei coniugi aveva intenzione di  mettere fine alla vita dell’altro con la complicità dell’amante. Quest’ultimo, vedendo la piega che stavano prendendo gli eventi, prima di mettere fine alla relazione decise di assumerci per scoprire le intenzioni di questa persona e dichiarare la sua estraneità ai fatti. Siamo riusciti a scoprire il piano e ad avvisare la polizia. Risolvere un caso ti dà la forza di andare avanti, anche se pensavi che sarebbe stato l’ultimo.

70297393_10217619387707918_5868656812336611328_nCome è arrivata la decisione di diventare autore?

Il punto di svolta sono state le notti in bianco. Avevo tempo a disposizione e ho iniziato a riflettere su chi ero diventato e cosa avevo imparato indagando sugli altri e per conto di altri. Così, davanti a un monitor e una tastiera, ho accettato la sfida: essere un detective sia nella realtà che nella finzione letteraria o, per meglio dire, in una sorta di terra di mezzo fra realtà e finzione in cui io ero diventato,per testardaggine o per l’arroganza del principiante, l’autore, il personaggio e il modello di ispirazione. Dalla terra di nessuno- Ultimatum per il Detective Guerrero, è nato così.

Quale autore ha avuto più influenza su di lei dal punto di vista stilistico?

Manuel Vázquez Montalbán mi ha influenzato non tanto dal punto di vista stilistico ma per la caratterizzazione del suo personaggio, il grande Pepe Carvalho, il detective che prova pena per chi non sa mangiare bene. Un detective che compra i vestiti a poco prezzo ma che non bada a spese se si tratta di un buon pasto, soprattutto se preparato dal suo assistente e cuoco Biscuter.

Quanto è stato difficile mettere se stesso su carta?

Mi è costato diversi sconvolgimenti emotivi; descriversi e raccontarsi non è mai facile perché riflettersi in certi specchi non è sempre lusinghiero. Ho rischiato più volte di sprofondare nelle sabbie mobili della storia che stavo raccontando.

Com’è la vera vita di un detective privato?

Ho voluto raccontare come vive e come lavora un vero detective, quali sono le sue motivazioni e quali le sue paure, le storie d’amore, i successi e gli insuccessi senza utilizzare effetti speciali da film, artifici letterari o temi e stereotipi triti e ritriti, evitando la pomposità di un affascinante agente segreto al servizio di Sua Maestà o lo squallore di un investigatore alcolizzato che campa trafficando con segreti rubati nei bassifondi di Madrid o Barcellona. Perché questa non è assolutamente la nostra “normale e noiosa” routine, o forse sì…

Qual è cosa più importante che le ha insegnato questo lavoro?

La prima cosa che si impara mentre si sta rannicchiati sul sedile di un’auto o dietro l’obiettivo di una macchina fotografica è che il male e la menzogna si annidano in ogni luogo e che possono nascondersi nei panni di chiunque… ricchi o poveri, saggi o stolti e ovviamente, anche in noi.

70441664_10217619389667967_3501203360550223872_nQualche considerazione sul suo ultimo libro pubblicato in Italia?

Scrivere Dalla terra di nessuno. Ultimatum per il Detective Guerrero per me è diventata una missione, una delle tante, che ho affrontato con le stesse armi che sfodero quando lavoro: la pazienza e il buon senso. O per meglio dire “aspettare, aspettare, aspettare” fino a quando non si trova la forma narrativa più fedele e onesta possibile per rappresentare quanto è successo.

In questo modo sono riuscito a trasferire la mia esperienza sulle pagine di  Dalla terra di nessuno-Ultimatum per il Detective Guerrero e per me è stato più un esercizio di introspezione che di esibizionismo, anche se immagino che l’uno non possa esistere senza l’altro. È un po’ come l’amore, immagino…

Può darci un’anticipazione sui suoi futuri progetti letterari?

Prima di iniziare la stesura vera e propria di un libro ho bisogno di una fase di preparazione, che può necessitare anche di sei mesi di tempo. Ho appena terminato questa parte del processo e sto mettendo insieme i pezzi del mio quinto romanzo.

Ma non smetto mai di scrivere: nel corso dell’anno scrivo recensioni dei romanzi che ho trovato interessanti e le pubblico in blog specializzati; inoltre scrivo racconti per antologie di genere noir e poliziesco.

 

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Intervista a cura di Corrado Pastore e Francesca Giovannetti.

Revisione a cura di F. U.

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