Segnalazione: “Sogno, dunque rischio” di Massimo Tammaro, Historica Editore.

5Titolo: “Sogno, dunque rischio”

Autore: Massimo Tammaro

pp. 180 – € 14,00

Nella vita la variabile del rischio è insopprimibile, è un fattore di incertezza che si frappone al raggiungimento dei nostri obbiettivi. Questo vale nel lavoro, qualunque cosa si faccia: il manager, l’imprenditore, il professionista, il commerciante, il lavoratore dipendente. Ma a maggior ragione per la vita privata: le nostre scelte personali, l’educazione dei figli, la pienezza della nostra esperienza. Massimo Tammaro ci propone una visione spiazzante del rischio come opportunità. Pilota militare, Comandante delle Frecce Tricolori, Executive Consultant prima del Team Principal di Formula 1 poi del Direttore HR, ha creato la funzione di Enterprise Risk Management ed è diventato il Corporate Risk Manager di Ferrari. Oggi è imprenditore e collezionista d’arte. Sempre con la stessa visione: desiderare ardentemente, lavorando duro con metodo e razionalità. Umiltà, rispetto, spirito di sacrificio, dedizione, senso del dovere e lealtà hanno indirizzato l’ago della bussola di un percorso esistenziale in divenire e naturalmente predisposto all’accettazione con entusiasmo di sfide nuove e difficili.

 

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Recensione. “Come la montagna di Maometto” di Bianca Baratto, La Strada per Babilonia editore. A cura di Alessandra Micheli

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C’è una cosa che i nostri vecchi hanno sempre evitato o dimenticato di dirci “La vita non va mai nella direzione che noi abbiamo scelto, al contrario decide come vuole. Indipendentemente da ciò che crediamo sia meglio per noi, è la vita stessa che sa ciò che è meglio per noi e ciò che non lo è, cosi prenderà le direzioni più inaspettate e ci spingerà verso scelte mai immaginate prima”

Mai frase fu più azzeccata per raccontare la mia vita. E quindi, la mia recensione sarà un viaggio onirico tra due realtà quella della carta e la mia, quel percorso che ha creato la Alessandra che oggi scrive.

Ma non sarà quella strana creatura blogger a parlarvi del libro, stavolta.

Sarà la persona, quella che come ognuno di voi ha cercato un senso nel so vivere, un senso al dolore e una meta su cui puntare occhi troppo fragili per poter contemplare l’orizzonte.

L’unica cosa che si stagliava alta e fiera contro il cielo era la montagna, simbolo di ogni sogno, di ogni realizzazione terrena e spirituale.

Dall’altro avresti visto la realtà in una diversa ottica e forse, dico forse, il cuore non avrebbe sanguinato più piangente sui cocci sparsi lungo il percorso.

E al pari dei protagonisti mi sono accanita a cercare di raggiungerla quella vetta.

A tutti i costi, in ogni modo.

Facendomi male, sanguinando nelle ginocchia e non capendo perché era sempre cosi lontana.

Perché di lacrime mischiate a fango.

Sconfitte, solitudine e tanti, troppi sbagli.

E mi accanivo a voler scavalcare la vetta, a prendere i peggiori sentieri in discesa.

Poi il miracolo.

La vetta cosi lontana vista da me come un miraggio, nel momento in cui mi sono seduta rassegnata è venuta a me.

Eh si miei cari.

Quando vi affannate a cercare la spiegazione essa si nasconde. Nel posto meno raggiungibile .

Al centro di noi stessi.

E solo nel silenzio di un attimo di pure quiete la potete avvertire con quella voce soave e sussurrata.

La farfalla che inseguite come novelli Vispa Teresa, si poserà su voi nel meriggio dorato, intenti a osservare sognanti le nuvole e le loro forme.

Quando meno ve lo aspettate, attraverso la bruma e le fronde dei cespugli, ci sarà un sentiero baciato da sole, laddove pietre candide canteranno con voi accompagnando i vostri piedi lungo il sentiero che non aver visto.

Perché affannati ossessionati a cercare la vetta.

E in quel percorso che troverete magari uno specchio d’acqua limpido in cui vedervi, per la prima volta davvero.

Giace soffuse di rossore, occhi brillanti e sorriso estasiato.

Di chi la montagna non dovrà mai raggiungerla ma semplicemente accettare che è lei a vivere dentro l’anima.

Lasciate che la vita vi plasmi, senza timore o terrori.

Lasciate che l’incredibile anche dal fango, dalla brutalità, dall’orrore nasca. E vi cambi per sempre.

Leggetelo questo libro e fatelo vostro, cosi come io l’ho fatto imo, lasciando che le vite dei protagonisti si intrecciassero con la mia creando un meraviglioso arazzo.

Nuove uscite targate Biblion edizioni! da non perdere assolutamente!

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Marco Cuzzi Andrea Vento . La versione di Michael Un “amerikano” alla scoperta dell’Italia Intervista a Michael Ledeen

Provate a digitare il nome “Michael Ledeen” su un qualsiasi motore di ricerca. Ne uscirà di tutto. Nel bene e nel male, il più delle volte nel male. Ma chi è questo Ledeen? Michael è uno degli intellettuali d’Oltreoceano che conosce meglio il nostro Paese. In quanto ebreo ha cercato di comprendere le origini della Shoah e di ogni altra discriminazione antisemita e, mosso da questa esigenza, ha ricostruito e reinterpretato gli anni del fascismo; come analista presso la Casa Bianca, il Dipartimento di Stato e il Dipartimento della Difesa si è rivelato non solo testimone ma protagonista di alcuni degli appuntamenti più difficili della storia d’Italia: l’ultima fase degli anni di piombo, l’attentato a Giovanni Paolo II, la vicenda di Sigonella, Mani Pulite. Le sue risposte ci svelano così pezzi di storia: in certi casi Ledeen ci spalanca gli scrigni, in altri ce li socchiude permettendoci solo di intuire qualche verità, e in altri ancora ce li chiude liquidando le domande con sagaci banalità ed evoluti luoghi comuni. Questa è la versione di Michael, con tutti i suoi pregi e i suoi limiti.

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Marco Cuzzi è Professore associato di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano. Novecentista, le sue ricerche si concentrano principalmente sulla diffusione del fascismo e del neofascismo nel mondo, sui Balcani nel XX secolo, sulla storia dell’Italia repubblicana e sulla storia della Massoneria. Andrea Vento, giornalista e imprenditore, si è occupato in più di venti anni di relazioni internazionali, cooperazione allo sviluppo, promozione culturale, temi strategici e sicurezza internazionale. È il vincitore del Premio Acqui Storia 2011 con In silenzio gioite e soffrite. Storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra Fredda (Milano, 2011).

 

Dati libro 

ISBN 978-88-3383-020-9

206 pag.

€ 20,00

Settembre 2019

Chaos kai Kosmo

 

Elena O. Kabo L’alimentazione dell’operaio russo prima e dopo la guerra A cura di Maria Grazia Meriggi

La ricerca, pubblicata nel 1926, della ex militante menscevica Elena O. Kabo, impegnata dopo l’Ottobre nelle istituzioni di statistica del lavoro del nuovo Stato sovietico, riguarda la condizione operaia rilevata attraverso i bilanci familiari dagli anni che precedono la guerra mondiale a quelli immediatamente successivi alla guerra civile in Russia. Al suo rilevante interesse storico si aggiunge il valore pionieristico per gli studi di statistica sociale e di sociologia del lavoro, interrotti in URSS per via del clima politico affermatosi a partire dagli anni ’30 del secolo scorso e solo parzialmente ripresi negli anni ’60. Il testo di Kabo è preceduto da un saggio di Maria Grazia Meriggi, Riformatori e scienziati sociali studiano i bilanci operai. Una lunga storia, che fornisce un quadro degli strumenti che il mondo del lavoro si è dato per conoscere la propria realtà, e mostra la continuità dell’opera di Kabo rispetto a una grande tradizione europea di ricerche sulla questione sociale. Chiude il volume una nota biografica sull’autrice.

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Elena Osipovna Gubergric (1888-1968), che assunse il cognome del marito e compagno di vita Rafail Michajlovič Kabo, aderì fin da giovane all’ala menscevica della socialdemocrazia e nel 1912 condivise con il compagno il confino nella provincia di Archangel’sk. Attiva a Mosca nel corso della guerra nel clima di mobilitazione sociale che precedette e preparò il ’17, scoprì e si appassionò alla statistica sociale. Dopo il 1917 entrò a far parte come “specialista” dell’Ufficio centrale di statistica del lavoro del Consiglio centrale panrusso dei sindacati, nel cui ambito nacque la ricerca qui presentata. Subì in seguito una progressiva emarginazione, fino a una parziale riscoperta negli anni ’60, poco prima della morte.

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L’autore 
Maria Grazia Meriggi, già professoressa di Storia contemporanea presso l’Università di Bergamo, fa parte del direttivo della SISLav (Società Italiana di Storia del Lavoro), che ha contribuito a fondare, e collabora con istituti di ricerca in Italia e in Francia. È storica dei movimenti sociali e delle culture politiche dei mondi del lavoro del XIX e XX secolo in Europa, temi sui quali ha pubblicato numerose ricerche.

 

Dati libro 

ISBN 978-88-33830-25-4

€ 20 –

Pagine 198

Prima edizione settembre 2019