Esce domani il romanzo “Zwillinge Simbiosi-Complici” di Elle Razzamaglia. Da non perdere!

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“Fermati, immediatamente!”
Mi blocco, ma non mi giro e continuo a dargli le spalle, respirando nervosamente. Quando si para davanti a me, lo guardo storto e aspetto.
Sembro un toro che sta prendendo la rincorsa, per poi abbattersi, con impavido vigore e ardita foga, sul suo bersaglio: il temerario torero.
“Mi piace questa parte del tuo carattere, ma devi imparare che la vendetta è un piatto che richiede pazienza e tempo. Non bisogna mai agire, senza riflettere e devi fare tua, la nozione che la calma apparente del tuo avversario, è notevolmente destabilizzante, per chi ha la coscienza sporca e sa che, prima o poi, verrà irrimediabilmente attaccato. Sto preparando il conto, che sarà molto salato e loro lo sanno! Ma non immaginano né quando li colpirò né come e si stanno spremendo le meningi, facendo illazioni e congetture sulle mie possibili rappresaglie. Il sospetto è un sentimento che si insinua lentamente, però, una volta che si attanaglia nella tua mente, non ti lascia più scampo. Hanno la consapevolezza che devono restare uniti per potermi fronteggiare, ma non si fidano l’uno dell’altra e stanno incominciando a sentir franare la terra sotto i loro piedi. Devi fidarti di me e lasciarmi agire come più ritengo opportuno.”
“Sono molto felice di averti dalla mia parte e mi auguro che la tua posizione non cambi mai,” mormoro orgogliosa e intimidita dalla sua fredda e calcolata determinazione.
Accenna un sorriso, mi accarezza e replica:
“Genesia, tu sei il mio tallone di Achille, in tutti i sensi e, purtroppo, loro ne sono ben consci. Ma non hanno ancora idea di quanto tu sia importante per me e non devi farglielo capire.”

 

Sinossi:

Tre sorelle:Stefania, la superba, capricciosa e vuota, che è sempre stata la cocca di mamma e alla quale non è mai stato negato nulla. La fortuna continua a essere dalla sua parte, persino quando incontra e sposa Giacomo, un uomo con una posizione invidiabile e che la ama perdutamente.Ilenia, l’acquiescente, dolce e rassegnata, che riesce a vedere del buono in chiunque e che è abituata ad accontentarsi, senza chiedere mai nulla. Con lei la vita non è stata magnanima e infatti Maurizio, subito dopo il matrimonio, incomincia a tradirla.Genesia, la caparbia, che si ritrova a dover badare alle sorelle, essendo la più grande, per la morte improvvisa dei loro genitori e che si ritrova sola, non appena le sue sorelle, una dopo l’altra, si trasferiscono in Germania. È l’unica a non aver trovato l’amore o forse, più semplicemente, non lo ha mai cercato.Almeno fino al giorno in cui, costretta a raggiungere le sorelle, non incontra gli ‘Zwillinge’ Fischer.Flavio e Fulvio sono due gocce d’acqua all’apparenza, ma l’uno l’opposto dell’altro nella sostanza. Stabilire sin da subito un rapporto significativo tra fratelli, è un compito che spetta fondamentalmente ai genitori. Sono loro che ne evidenziano le differenze, le competitività o le gelosie. Il legame che unisce due gemelli, nasce dal vincolo speciale che li lega e hanno una forte complicità, che li unisce. Ma, generalmente, hanno caratteri, temperamenti e personalità del tutto diversi. Si spalleggiano molto, si dividono i compiti, ma se quello con il carattere più debole vuole qualcosa, è sicuramente l’altro che lo chiede. Riescono a mantenere un certo equilibrio però, soltanto finché non vengono divisi o uno dei due non rivolge le sue attenzioni a qualcun altro.Flavio e Fulvio sono praticamente identici fisicamente, ma chi ha il carattere dominante? Può l’amore sconvolgere la stabilità di tre sorelle o di due gemelli?Ma chi è realmente innamorato di Genesia, il cortese Flavio o il presuntuoso Fulvio?Genesia conosce davvero la persona di cui si è invaghita?Disprezzare una persona è facile. Cercare di comprenderla, è più difficile…

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Nero Press a Stranimondi. Il 12 e 13 ottobre 2019, dalle 10 alle 20, Nero Press Edizioni sarà a Milano per Stranimondi!

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Alle 18 di sabato 12, appuntamento da non perdere.
BLACK WINDOW: UN MODELLO DI SELEZIONE EDITORIALE.
Durante l’evento saranno annunciati i testi selezionati nell’ultima 
Black Window e sarà presentato in anteprima nazionale, il romanzo ALI DI CHINA – Inferno a Milano, di Andrea Varano, selezionato nell’edizione precedente. Oltre all’autore, saranno presenti Daniele PicciutiAlberto Cattaneo e Simona Focetola della Nero Press.

Stranimondi è il festival del libro fantastico di Milano, con esposizione mercato di libri, prestigiosi ospiti italiani e internazionali, dibattiti infervorati, presentazioni di libri affascinanti. Se anche tu ti senti un po’ strano – o ti piacciono i libri strani – non puoi mancare.
Stranimondi non è l’ennesima convention, né l’ennesima fiera del fantastico. È una nuova occasione d’incontro tra lettori, autori ed editori. Due giorni per incontrare autori e editori, vedere, ascoltare, discutere di libri (strani) e letteratura.
STRANIMONDI, STRANI LIBRI, STRANI INCONTRI, due giorni STRANI a 
Milano il 12 e 13 ottobre 2019.

Da quest’anno l’entrata in fiera è unica: esposizione, presentazioni librarie, programma di conferenze e incontri con gli ospiti al costo di 10€ (giornaliero).
L’entrata è gratuita per i ragazzi di età fino a 16 anni.

Casa Dei Giochi
Via Sant’Uguzzone 8
20126 Milano

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https://stranimondi.it/
http://neropress.it/

ALI DI CHINA – Inferno a Milano, di Andrea Varano: al via la prevendita!

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Io sono il Male. No, non davvero. È tutt’al più una grossolana approssimazione. Ma la vostra vita dura appena un istante, troppo poco per ascoltare una risposta esauriente. Quindi, per iniziare, accontentatevi di questa mia confessione. Io sono il Male.

 

Siamo finalmente giunti al momento della prima uscita di un romanzo selezionato tramite la Black Window, la nostra nuova finestra di valutazione manoscritti.

Si tratta di ALI DI CHINA – Inferno a Milanoromanzo thriller/horror di Andrea Varano. Di seguito la trama:

Due enormi ali nere si spiegano sulla città di Milano, sovrastandola e opprimendola in una coltre oscura di violenza. Una forza misteriosa e primordiale invoca una punizione per gli uomini e la loro ottusa civiltà che si nutre di luoghi comuni e apparenza. Il protagonista, suo malgrado, si ritrova a essere il tramite di tanto odio. Lo sente scorrere in sé con audacia e brutalità, ogni volta che l’Altro – così chiama la “cosa feroce” che lo possiede – ha da soddisfare la sua sete di vendetta. E, ogni volta che si risveglia, qualcuno muore.
L’uomo non è il solo a voler venire a capo dell’orrore che lo tormenta. La Polizia è già alla ricerca dell’efferato assassino che i giornali hanno soprannominato Ali di China. E pure la Chiesa – nella persona di un nuovo e troppo zelante Arcivescovo – preme perché questo “disagio” venga risolto con urgenza, prima che possa interferire con le imminenti celebrazioni pasquali.
Ma chi – o cosa – è Ali di China?
Un angelo? Un dio? Un demone? O, semplicemente, la creatura di una mente instabile?
Il protagonista farà di tutto per scoprire l’arcano mistero e per liberarsene, soprattutto dopo aver compreso che la forza oscura sta mettendo a rischio anche la vita della sua amatissima compagna.

L’autore

Appassionato di informatica, politica e letteratura fantastica, Andrea Varano lavora come big data architect, qualunque cosa ciò significhi. Scrive narrativa di genere perché ha qualcosa da dire, ma vuole dirlo in modo divertente e intrigante. Ascolta heavy metal ma suona una chitarra acustica, ha la patente ma non un’auto e non si sente in vacanza senza una macchina fotografica a tracolla. Il suo copilota è un gatto di nome Spino. È stato finalista al premio Odissea con il romanzo Il gioco dei Dumpire, pubblicato da Delos Digital. Il suo sito è http://andreavarano.it

Il romanzo è disponibile in prevendita a 10 Euro senza spese di spedizione, fino al 15 ottobre, pagando con carta o paypal. 

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Recensione “Papa Gambalunga” di Jean Webster, Caravaggio Editore. A cura di Alessandra Micheli

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Papà Gambalunga è uno dei libri che ho amato di più.

Accanto a Alice e una ragazza fuori moda, stuzzicava la mia fertile fantasia di bambina. Ognuno dei miei preferiti aveva un qualcosa che li accomunava: mi parlava di un mondo in cui le regole classiche erano sovvertire.

Alice si riferiva a quelle della logica. Una ragazza fuori moda ai dettami della femminilità.

Papà Gambalunga, definiva in maniera rivoluzionaria per l’epoca le priorità giuste per una signorina.

Non so voi, magari io sono più anziana, ma quando ero ragazzina io, nonostante fossi nata sul finire degli anni settanta, c’era ancora una certa rigidità delle convenzioni sociali.

Nulla di eclatante certo, non paragonabili alle regole degli anni passati, ma più sottili, più insinuanti e pertanto più pericolose, perché appunto nascoste.

Una ragazza doveva dividersi in libera e brava.

In studiosa o ribelle.

Doveva seguire certi canoni per non finire nell’orrida categoria delle facili. E non significava solo farsi corteggiare da tanti ragazzi, ma anche vestire in un certo modo, parlare in una certa maniera e avere aspirazioni precise. Le brave ragazze non avevano grilli per la testa. Non si truccavano, non lanciavano sguardi languidi ai ragazzi, studiavano e erano ligie al dovere.

Le cattive ragazze erano invece belle, sempre perfette nel loro seguire la moda (una moda aberrante se vogliamo dirla tutta) e leader del piccolo gruppo che a scuola si formava.

Ecco che iniziava la prima distinzione tra “Nerd” e “popolari”. Io vivevo queste regola con estrema sofferenza.

Alimentata da letture classiche e spesso non valutate nella loro potenza distruttiva della convenzioni, desideravo solo essere libera di ascoltare il mio cuore, che mi portava a essere sempre nel mezzo, magari truccata, alla moda, mai eccessiva nei modi, ma con sotto il braccio il mio buon Balzac, con tanti sogni di gloria nella testa. Ero proiettata verso un futuro luminoso di successi scolastici, ma la tempo stesso capace di vivere immersa nelle immagini vivide che mi procuravano i libri.

Quel mio stare a metà tra il sogno e la realtà non mi faceva sentire affatto lacerata, ma a mio agio.

Solo diversa, profondamente diversa dal resto delle mie compagne.

Alla necessaria adesione a leggi non scritte della comitiva che prevedevano assurdità come discussioni preconfezionate, visione convulse di determinati programmi, io spaziavo, inserendo di volta in volta tutto ciò che il mio cervello mi suggeriva.

Capite che chi come me è cresciuta con Alice e la sua insofferenza verso un certo tipo di approccio mentale, con la dolce Polly ( una ragazza fuori moda) con quella sua costante voglia di essere più reale, più fresca e meno leziosa, con la volontà di vivere non di agi e di lavoro, o con la Judy che amava il college e lo stimolo intellettuale ai piaceri mondani, non potevo che essere diversa da tutti. Orgogliosamente diversa. Ecco Papà Gambalunga rinasce splendido e potente grazie alla Caravaggio Editore che lo rinnova e lo restituisce ai noi ragazza e a voi giovani.

E la sua magia è completamente, favolosamente intatta. Judy rappresenta un po’ tutte le emarginate, lei orfana, con una vita già prestabilita senza stimoli intellettivi e con l’unico sogno di sopravvivere.

Però, a differenza di tante eroine orfane lo stesso, prive di possibilità lei non sogna di sposare un benefattore per fare il balzo sociale che tutte sognavamo. Lei è attratta dalla conoscenza, dalla fantasia, e dotata di uno spiccato senso di critico e una capacità di osservazione che la rende diversa dalle altre ragazze.

E’ per questo che qualcuno accorgendo di lei la fa…studiare.

Capite?

Studiare non inserirsi in società.

Judy va al college ed è felice, soddisfatta, completamente realizzata nello studio e nell’arte della scrittura.

Tutto il diario trasuda di felicità minimamente intaccata dagli sbalzi umorali tipici della giovinezza.

Ed è qua la differenza sostanziale con tanti libri.

Qua si inneggia una donna che studia, che vuole conoscere, che vuole magari ottenere grazie alle sue capacità mentali e non fisiche, un livello di vita migliore. Ma non migliore perché proiettata verso il necessario matrimonio, mantenimento o denaro, migliore perché capace di sviluppare il pensiero e sarà il pensiero a farla crescere, maturare e ottenere indipendenza.

Judy rifiuta ogni privilegio. Rifiuta a un certo punto anche i soldi del benefattore, vivendo dei suoi soli talenti grazie a una borsa di studio.

Judy sceglie, pensa ragione con la propria testa.

Per l’epoca fu un libro sconvolgente e scandaloso. Non un’eroina che sognava il matrimonio e i fasti del debutto in società.

Anzi.

L’incontro con il mondo altro, quello ricco e glorioso la lascia indifferente se non amareggiata. Leggete:

Ho trascorso degli interessanti – e illuminanti – momenti, ma sono felice di non appartenere a una tale famiglia! Preferisco davvero avere l’Istituto John Grier come base della mia formazione. Al di là dei lati negativi della mia educazione, almeno non c’era finzione a riguardo. Ora so cosa intendono le persone quando dicono che sono soffocate dalle Cose. L’atmosfera materiale di quella casa era opprimente; non ho potuto prendere un respiro profondo finché non mi sono trovata sul treno espresso per il ritorno. Tutta la mobilia era intagliata e tappezzata e magnifica; le persone che ho incontrato erano vestite benissimo e parlavano a bassa voce ed erano di buona famiglia, ma la verità è, Papà, che non ho mai sentito una conversazione seria dal momento in cui siamo arrivate finché non siamo andate via. Non penso che una sola idea sia mai entrata dalla porta principale. La signora Pendleton non pensa a nulla se non ai gioielli e ai sarti e agli impegni mondani…Ho visto moltissimi teatri e hotel e case bellissime. La mia mente è un miscuglio confuso di onice e foglie d’oro e pavimentazioni a mosaico e palme. Sono ancora abbastanza senza fiato ma sono felice di ritornare al college e ai miei libri… credo di essere davvero una studentessa; quest’atmosfera di calma accademica la trovo maggiormente stimolante di New York. Il college è un tipo di vita davvero appagante; i libri e lo studio e le abituali lezioni ti mantengono viva mentalmente, e poi quando la tua mente si stanca, hai la palestra e l’atletica all’aperto, e sempre moltissime amiche simpatiche che pensano all’incirca le stesse cose di te. Trascorriamo un’intera serata a far nulla se non a parlare… parlare… parlare… e andiamo a dormire davvero con un senso di sollievo, come se avessimo sistemato per sempre alcuni problemi importanti del mondo.

Oggi avete a disposizione tanti pseudo modelli. Tutti vi parlano di un mondo brillantinato, effervescente dotato delle luci stroboscopiche del palco e delle telecamere.

Osservate con invidia influencer di ogni tipo dalla moda al trucco, tutte in passerella perfette e dedite all’apparenza. Nessuno vi parla dell’importanza dello studio tutti mi fregano con la frase basta il cuore.

Invece Judy vi aprirà un altro mondo, laddove il cuore si abbraccia con la cultura, perché sarà proprio essa a svegliarlo e stimolarlo. Sarà la sete di conoscenza a formare il vostro cuore e a determinare l’approccio con la vita. Sarà la cultura a farvi rendere conto di quanto in questi anni la donna ha raggiunto, traguardi a cui noi non prestiamo attenzione e che, anzi ci appaiono noioso e banali.

Tempo fa non era possibile per la donna studiare.

Aveva una vita grigia e incanalata in rigidi dettami.

Un tempo non potevamo votare, vestirci come volevamo e intrattenere rapporti con l’altro sesso senza essere lapidate o isolate dalla comunità perbene.

Non potevamo ereditare.

Ecco che Judy divenga, da oggi, la vostra amica come lo è stata per me e vi trasmetta lo stesso entusiasmo la stessa forza che ha trasmesso a me.

Perché non è il cuore a dovervi guidare.

E’ la mente, la testa e l’intelletto.

Quello che oggi è assopito e ipnotizzato dalle menzogne di questa società perduta.

 

Segnalazione: “La Giada di Chang’an” di Chiara Saccuta e “L’amore al tempo della musica” di Giulia Esse, editi “Io me lo leggo!”

1“L’amore al tempo della musica”  di Giulia Esse

pag  299  cartaceo 16,50 euro

ebook 2,99 euro

La musica, per Anna, era ovunque: camminava sotto le scarpe consumate, sulle assi malridotte del pavimento, fra le pareti sottili della mansarda, insieme al passaggio frenetico delle carrozze fuori dalla finestra. Non era fatta solo di strumenti, spartiti e cori. Le note vorticavano confuse nella testa in un continuo di alti e di bassi, di toni e di semitoni. Erano lì, scorrevano sotto la pelle, ma non poteva suonarle. Non poteva sedersi davanti a un fortepiano e muovere le dita sulla tastiera; non poteva impugnare un archetto e pizzicare le corde di un violino.

Venezia 1797.

Napoleone Bonaparte è ormai alle porte della Serenissima: dopo tanti colpi e sventure, presto la Repubblica cadrà. Insieme all’orgoglio della città deve piegarsi anche quello di Anna, giovane sposa costretta dai debiti del marito a trasferirsi nella casa dello zio di lui, Fosco Alvise Candiani, il più acclamato compositore di Venezia. Abbandonata in una casa ostile, strappata ai suoi affetti e a tutto ciò che conosceva, Anna si aggrappa all’unica cosa che le resta: il suo sogno di diventare violinista. Per farlo, è pronta ad assumere l’identità del marito, di cui nessuno ha più visto il volto fin da quando era ragazzo. Nei panni di un uomo, Anna trova la libertà che ha sempre bramato, ma rischia di perdere se stessa. E gli occhi severi di Fosco, l’uomo che sembra la sua perfetta antitesi, sono pronti a ricordarglielo in ogni momento. Echi di concerti, clangore di spade e pettegolezzi sussurrati corrono tra le rughe e le calli, ma tra i mille specchi di Venezia si cela la domanda più importante di tutte: è più giusto vivere secondo coscienza, o secondo reputazione?

 

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2La Giada di Chang’an” di Chiara Saccuta 

pag 306 cartaceo 16,50 

ebook 2,99 

La festa delle lanterne stava giungendo al suo termine, ma Daiyu avrebbe voluto fermare il tempo per potersi godere ancora un po’ quella libertà illecita che era riuscita a trascinarla lontano dalla casa di suo padre, e aveva condotto i suoi piedi al giardino delle Nubi Brumose.
Quando la ragazza aveva varcato la soglia di quel luogo, una calma celeste le si era adagiata sulle spalle e l’aveva sospinta tra le colline verdeggianti e gli specchi d’acqua limpidi, popolati da uccelli canterini e carpe dorate. Quegli esseri, parevano brillare più dell’eterna Chang’an.
La capitale dell’impero, quella notte, si era tinta delle sfumature del fuoco. A Daiyu sarebbe bastato sollevare lo sguardo per osservare le mille lanterne che si andavano disperdendo nel cielo oscuro, simboli di gioia per gli altri e di tristezza per lei.

Nella fiorente Cina della dinastia Tang, durante la festa delle lanterne, due giovani lasciano che i loro destini si intreccino in maniera indissolubile.
Lui è un principe in ostaggio, lei la figlia di un ricco uomo della capitale. Il loro futuro è già stato scritto, ciononostante combattono per cambiarlo.
All’interno del palazzo, invece, una principessa altezzosa, alla ricerca di una libertà fuggevole, si aggrappa alla mano del suo nemico, ignara dei pericoli che le porterà quella vicinanza. Tra palazzi e deserti, una giada nera brilla anche alla luce del sole, come a voler far da guida ai cuori più distanti.