Nuove uscite targate Ianieri editore, da non perdere!

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Sinossi

Ispirato al celebre Girotondo di Arthur Schnitzler, che l’autrice riprende con una certa elasticità, Cuori a spigoli di Cinzia Bomoll è un romanzo singolare costruito come fosse un mosaico: sedici episodi collegati tra loro, in cui la voce narrante si rivolge in seconda persona a ciascun personaggio. Nel micromondo creato dalla Bomoll tutto sembra essere mosso dalla passione e dal desiderio. Storie di amore e di sesso, raccontate sempre attraverso uno sguardo trasversale e sopra le righe. Fra i personaggi che si incrociano come in un gioco a incastri incontriamo un feticista dei piedi – che fa per l’appunto il podologo e convive con una donna i cui piedi sono invece stati amputati –, due quindicenni “pro-Ana” (fanatiche sostenitrici dell’anoressia come scelta di vita), un buzzurro che tradisce abitualmente la fidanzata, un medico legale, un antennista, un’attrice… Cinzia Bomoll si muove tra cinismo e sentimentalismo, tra i toni della commedia nera e del racconto intimista, con uno stile dai tratti spesso truci. Disegna personaggi ben congegnati, che si muovono in maniera imprevedibile e hanno tutti in comune un senso di solitudine che li rende sofferenti. Cuori a spigoli è un romanzo vivace dalle varie chiavi di lettura, da cui emerge forte quel senso di irrequietezza e incomunicabilità legato alla nostra società, una narrazione coinvolgente in cui l’amore scorre lungo ogni pagina fino al sorprendente e inaspettato colpo di scena finale.

L’autrice
Autrice Cinzia Bomoll è scrittrice e regista. Dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequenta un corso di sceneggiatura della RAI, uno di scrittura creativa della Scuola Holden di Torino e la scuola di fiction Mediaset. Nel 1998 pubblica il suo primo racconto, Figa sfiga senza fuga (in Ho qualcosa da dirvi, Einaudi Stile Libero). Dal 1997 dirige vari cortometraggi e un documentario, Il Diamante Scheggiato, per arrivare nel 2006 al suo primo lungometraggio, Il segreto di Rahil. Lavora anche per la televisione, in RAI, Mediaset e La7, e come aiuto regista per il dvd dello spettacolo musicale Notre-Dame de Paris. Nel 2008 esce il suo primo romanzo, Lei che nelle foto non sorrideva (Fazi Editore). Nel 2010 gira il suo secondo lungometraggio, Balla con noi, un musical prodotto da RAI Cinema. Sempre per Fazi Editore, nel 2011 pubblica il romanzo Sessantanove, ambientato nella Torino dell’Autunno caldo.

 

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Sinossi

Quello che resta narra la storia di una scrittrice che convive da sempre con una gelosia irrisolta nei confronti della sorella Sara. Una linea sottile di invidie e silenzi le separa all’interno di un affetto più imposto che sincero. Una profonda novità nella vita di Sara obbligherà Irene a interrogarsi sulla propria identità, a riflettere sulla propria vita matrimoniale e a porsi le grandi domande esistenziali, fino a capire che «era tutto così falso». Tra tradimenti e non detti Irene riuscirà a scoprire gli inganni di una famiglia tranquilla, infelice, ma perfetta. Con penna precisa e delicata Emanuela Amici affronta uno dei sentimenti più reconditi e frequenti che lacera l’animo femminile, e non solo.

L’autrice
Emanuela Amici vive a Roma, dove insegna Italiano nella scuola media. Dopo essersi laureata in Lettere Moderne, con indirizzo in Storia dell’Arte, ha collaborato con l’Enciclopedia Treccani, con la rivista Arte e Critica, e ha lavorato presso la galleria d’arte contemporanea La Nuvola di via Margutta a Roma. Ha pubblicato inoltre Dislessia e didattica (Armando Editore, 2018), un manuale ispirato all’approccio multisensoriale Orton-Gillingham.

 

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«Da noi si dice che il melograno è una pianta che porta fortuna, simboleggia ricchezza e prosperità. Ne ho visti molti anche sull’isola. Anche voi dite così?» «Se bastassero i melograni saremmo un popolo molto fortunato, da queste parti ce ne sono in abbondanza lungo tutta la costa e sulle isole. Ma non saranno sufficienti a salvarci, quando sarà il momento».

 

Sinossi

Un’isola della Dalmazia nel 1991, nei giorni che precedono lo scoppio della guerra nei Balcani. Una donna che trasforma il tempo della vacanza in un viaggio dentro la propria vita. Un uomo che deve scegliere da che parte stare e quale senso dare alla propria esistenza. Non ci salveranno i melograni racconta del momento in cui per la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale in Europa si sono affermati i nazionalismi; di come una guerra fratricida abbia sconvolto le geografie e le anime, e delle ragioni di chi allora ha scelto di non arrendersi.

L’autrice
Maristella Lippolis ha esordito nella narrativa pubblicando racconti sulla rivista «Tuttestorie», diretta da Maria Rosa Cutrufelli. Vincitrice del Pre mio Piero Chiara 1999 con la raccolta La storia di un’altra, in seguito ha pubblicato i romanzi Adele né bella né brutta (Edizioni Piemme, 2008), finalista al Premio Stresa 2008, Una furtiva lacrima (Edizioni Piemme, 2013) e Raccontami tu (L’iguana editrice, 2017). Collabora con la rivista «Leggendaria», il «LetterateMagazine», il Magfest.

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Spesso le donne sono considerate capaci di scrivere solo narrativa di genere. Ma una coraggiosa casa editrice ci dimostra che, dentro ognuna di noi, un certo lato oscuro esiste. E va raccontato. Edizioni le Assassine, ci propone un’ampia scelta di donne capaci di farci rabbrividire. Titoli da non perdere!

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Sinossi

“Una detective story esemplare…un buon esercizio mentale per il lettore che ha appena ricevuto una cartella dal Fisco. Davvero un buon libro” London Mercury Charmian Karslake, famosa e bella attrice americana, viene trovata morta il giorno dopo un ballo organizzato da Sir Arthur Penn-Moreton e dalla moglie Lady Viva nell’aristocratica dimora di campagna di Hepton Abbey. Charmian è stata uccisa nella sua stanza, chiusa dall’interno, con la propria pistola e l’unico oggetto mancante è uno zaffiro prezioso da cui non si separa mai, ma che per la sua storia sembra solo portare sfortuna. Può dunque essere il furto del gioiello il movente dell’omicidio oppure c’è dell’altro? Per risolvere il caso viene chiesto l’intervento dell’ispettore Stoddart di Scotland Yard, che ben presto scoprirà come molti abitanti e ospiti della casa abbiano dei segreti da nascondere, e come anche il passato di Charmian sia avvolto dal mistero, tanto da suscitare il sospetto che Hepton non fosse per lei un luogo sconosciuto. Le indagini si estendono così agli abitanti del villaggio, ma poi vengono temporaneamente indirizzate altrove, quando la moglie di uno dei sospettati viene brutalmente assalita, rischiando di morire. Un enigma della stanza chiusa, così caro al giallo classico con una descrizione della vita della upper class e della gente comune di una tipica contea inglese.

 

L’autrice

Annie Haynes nasce nel 1865 nel Leicestershire, nel 1923 inizia la sua carriera di scrittrice e dimostra subito un forte interesse per le storie gialle e la psicologia criminale: “capace di fare miglia in bicicletta per andare a vedere di persona la scena di un omicidio”. In un articolo dell’autorevole The Illustrated London News è nominata tra le scrittrici di detective fiction più capaci dell’epoca insieme a Isabel Ostrander, Carolyn Wells e naturalmente Agatha Christie, tutte a contendere l’alloro al creatore di Sherlock Holmes per spirito e ingegnosità.

Dati libro 

Vintage

Chi ha ucciso Charmian Karlslake?

Prezzo 13 euro
ISBN 978-88-94979-10-7
Prima edizione 1929.

 

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Sinossi

In questo giallo, che risale ormai a oltre cent’anni fa, Damon Gaunt è un detective cieco chiamato a indagare sulla morte di un ricco uomo d’affari, molto in vista nella società newyorkese che conta. La famiglia del morto si rivolge a lui, infallibile nonostante sia cieco fin dalla nascita, perché non ha fiducia nella polizia e teme che un’indagine tirata troppo per le lunghe possa infangare il buon nome della famiglia. Il romanzo è costellato di aringhe rosse, un espediente usato nei gialli per depistare il lettore nella ricerca del colpevole. Inizialmente si pensa infatti che il delitto sia dovuto a un furto, ma Gaunt smonterà l’ipotesi, scoprendo che l’omicida va cercato proprio all’interno della famiglia del morto. Centrale in tutta la vicenda è la cecità del detective, che nel risolvere il caso è in grado di utilizzare tutti gli altri sensi, oltre alla sua perspicacia fuori dal comune.

L’autrice

Isabel Ostrander fu una scrittrice americana di gialli molto prolifica, ne scrisse più di trenta, usando come nom de plume non solo il proprio, ma diversi pseudonimi maschili come Robert Orr Chipperfield, David Fox e Douglas Grant. Negli anni Venti era un’autrice molto conosciuta; Agatha Christie si ispirò a due suoi detective per creare i personaggi di Tommy e Tuppence in Partner in crime. Purtroppo morì nel 1924 a soli 41 anni, finendo tra quelle autrici cadute nell’oblio; resta comunque tra i primi scrittori a proporre nelle sue storie la figura del detective cieco. Non pochi film del cinema muto hanno attinto dai suoi romanzi.

Dati libro 

Collana: Vintage

All’una e trenta Un caso per il detective cieco di Isabel Ostrander

Edizioni Le Assassine

Euro 13

ISBN 9788894979114

 

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Sinossi

A Casablanca, città in cui si mescolano valori moderni e tradizionali, un serial killer firma i suoi delitti con citazioni del Corano, convinto di essere il designato da Dio per epurare la città dai suoi miscredenti. L’uomo, originario del profondo Sud del Marocco, è sicuro infatti di detenere tutta la verità ed è divorato da un odio profondo per coloro che per il loro comportamento considera empi: li scruta di continuo dalla sua sedia di custode di un condominio, trasformata in un punto di osservazione e di controllo del quartiere di lusso dove lavora. L’inchiesta sull’insospettabile serial killer è condotta da un commissario un po’ depresso, che ama bere: questi, durante le indagini, conosce Rita, una giornalista curiosa ed emancipata che vive sospesa fra due culture, quella occidentale e quella musulmana. L’anonimo pluriomicida continuerà le sue gesta? E Rita non sarà forse un obiettivo ideale per il solitario psicopatico?

 

L’autrice

Bahaa Trabelsi, giornalista, scrittrice e anche sceneggiatrice, ha vinto con La sedia del custode il premio letterario Sofitel 2017. Presidente della giuria che ha assegnato il premio era Tahar Ben Jelloun. L’autrice è stata insignita in passato di altri riconoscimenti per le sue opere e lo scorso anno, in occasione della Festa internazionale della donna, il suo ritratto ha fatto parte dei 100 ritratti di donne che contribuiscono

 

Dati libro

Collana Oltreconfine

La sedia del custode di Bahaa Trabelsi

Edizioni le Assassine

Euro 14

ISBN 9788894979084

 

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Sinossi

Nancy Dampier, una giovane ragazza inglese, arriva a Parigi dopo aver trascorso tre settimane di luna di miele con John, un pittore inglese naturalizzato francese. La coppia ha deciso di restare qualche giorno all’hotel Saint Ange, ma sfortunatamente è l’anno dell’Esposizione universale e gli albergatori non sono riusciti ad avvisare i due giovani che l’albergo è al completo, così marito e moglie sono costretti a dormire in camere separate per una notte. Il mattino dopo per Nancy inizia l’incubo. I Proprietari dell’albergo la trattano in modo sgarbato, e quando chiede spiegazioni riceve una sconvolgente notizia: la sera prima lei è arrivata da sola e non c’era nessuno ad accompagnarla!Da qui parte l’affannosa ricerca del marito, che però resta senza risultati. I giorni diventano così settimane e mesi, le congetture sulla scomparsa dell’uomo crescono… Che cos’è veramente successo?

L’autrice

Marie Belloc Lowndes, autrice tra l’altro di The lodger (L’inquilino), più di un milione di copie vendute, ha ispirato con le trame dei suoi romanzi diversi film, tra cui il primo film muto di Hitchcock.

Dati libro 

Vintage: Luna di miele da incubo

Pag. 204

Prezzo 12 euro

ISBN 978-88-94979-00-8

 

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Sinossi

La signorina Trumbull, una newyorkese di mezza età dai modi impeccabili e dall’eloquio facile, decide di lasciare la sua comoda dimora per andare a trovare in campagna Charlotte, una vecchia compagna di scuola, al cui invito non può più sottrarsi, anche se la giudica troppo cupa e triste per i suoi gusti. Fortunatamente la presenza di Phyllis, una giovane cugina di Charlotte, e quella di Leo, figlio di Frederick Ullathorne, noto artista del vetro, sembrano rendere piacevole il soggiorno della donna. Tuttavia la situazione precipita quando nel laboratorio dove si producono le vetrate artistiche vengono ritrovati nel forno dei resti che sembrano appartenere a un essere umano. Ben presto si arriva alla conclusione che questi siano di Frederick Ullathorne, uomo dal pessimo carattere, dispotico con i dipendenti e con il suo stesso figlio. Per questo motivo molti potrebbero essere i responsabili dell’omicidio; quando però i sospetti si addensano su Leo, la signorina Trumbull, che ha un debole per le indagini, decide di mettersi a investigare per proprio conto ed effettivamente riesce a “vedere ciò che altri non hanno visto”. Così facendo finisce però per mettere a repentaglio anche la propria vita.

L’autrice

Margaret Armstrong (1867-1944) fu una donna dai molti talenti: per gran parte della sua vita fu un’illustratrice molto apprezzata di copertine in stile Art Nouveau. Si dedicò alla scrittura piuttosto tardi, realizzando tre romanzi gialli che trovarono un’eco molto positiva nella critica; tra i suoi lettori ebbe anche Agatha Christie. Haycraft la considerò una delle migliori scrittrici tra quelle che ricorsero alla tecnica dell’HIBK (Had I But Know ovvero se lo avessi saputo), di cui Mary Robert Rinehat fu l’iniziatrice. 

Dati libro

Collana: Vintage

Il mistero della vetreria di Margaret Armstrong

Edizioni le Assassine

Euro 14

ISBN 9788894979152

 

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Sinossi

In piena notte una donna se ne sta tutta sola davanti al Pantheon e stringe tra le braccia una borsa. La donna è Anna-Marie Caravelle. Quando, ventiquattro anni prima, Monique Bonneuil decide di tenere in gran segreto con sé quella piccola dall’enorme voglia color vinaccia sul viso, non immagina di certo il mostro che avrebbe ospitato sotto il suo tetto e che lei stessa contribuisce a creare, segregandola per anni nel piccolo appartamento. La ragazza, spinta dai suoi demoni e perseguitata dal suo passato, comincerà a uccidere “dapprima poco e poi sempre di più”, un modo per regolare i conti con la vita che fin dall’utero materno non le ha mai sorriso. Questa è dunque la storia di Anna-Marie Caravelle. Ma che ci fa ora inginocchiata in piena notte nel centro di Parigi? E che cosa contiene quella borsa misteriosa che sembra custodire come un tesoro?

 

L’autrice

Solène Bakowski ha inizialmente autopubblicato La borsa su Amazon e nel giro di pochi mesi ha incontrato il favore di oltre 15.000 lettori, vincendo nel 2015 il premio della giuria di Amazon. Ora il libro è pubblicato in Francia da Bragelonne (Milady). Sul sito di http://www.edizionileassassine.it sono riportati commenti e recensioni molto positive sul romanzo.

Dati libro

Oltreconfine:

La borsa

Pag. 220

Prezzo 13 euro

ISBN 978-88-94-97-9-01-5

 

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Sinossi

Madeleine Van Norman è una giovane e bella ereditiera, molto corteggiata, che sta per sposare Schuyler Carleton, un uomo riservato e introverso di cui è molto innamorata. Alla vigilia delle nozze Madeleine viene trovata morta nella sua lussuosa villa nel New Jersey. Accanto al corpo, nella biblioteca della casa, apparentemente a prova d’intrusioni dall’esterno, c’è un foglio in cui la donna annuncia il proprio suicidio. Ma sarà stato veramente un suicidio? In realtà molti presenti nella casa hanno un motivo valido per volere la morte della donna. Le indagini condotte da due detective dilettanti e da funzionari poco capaci girano a vuoto fino all’arrivo di Felming Stone, detective privato brillante e sagace, che in due giorni saprà risolvere il caso.

L’autrice

Nata nel 1862 a Rahway nel New Jersey e morta nel 1942 a New York, Carolyn Wells è stata una scrittrice molto prolifica: ha scritto più di 170 libri. Con Il tagliacarte veneziano (titolo originale The Clue), è stata inserita nell’Haycraft Queen Cornerstone List, l’elenco dei romanzi crime e mystery più autorevole per i collezionisti e gli appassionati del genere. La lista fu infatti compilata da Howard Haycraft e aggiornata da Ellery Queen: http://www.classiccrimefiction.com/haycraftqueen.htm. Carolyn Wells è considerata un’antesignana degli autori della Golden Age, tra cui primeggiano naturalmente Agatha Christie e Dorothy Sayers.

Dati libro

Il tagliacarte veneziano

di Carolyn Wells

Collana: Vintage

Euro 12

ISBN 9788894979053

 

“L’uomo di carta” di Sharon Bolton, Newton e Compton editore. A cura di Alessandra Micheli

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Sarà l’età o il particolare momento che sto vivendo, ma il libro di Sharon Bolton mi ha colpito fino in fondo all’anima.

Non è solo un thriller, non c’è solo quel senso di claustrofobia o di orrore davanti alla scelleratezza umana.

C’è molto di più.

Esiste un je t’accuse profondo e pertinente a questi strani tempi che stiamo vivendo.

Tempi in cui tutto è alla portata di tutti, le distanze si annullano, le capacità umane danno il meglio di se instaurando, per ironia della sorte, una specie di dittatura tecnocratica.

E a farne le spese sono i rapporti umani, la comunicazione fatta di gesti e di mimica facciale, sostituiti oramai dalle macchine e dai social.

Le tradizioni ci appaiono obsolete, ingombranti in questo nuovo millennio di sfide superate e di nuove da guardare con arroganza.

La superstizione è relegata nell’angolo oscuro di una mente che ha scelto di credere nella meccanica e mai più alle suggestioni dei sentimenti.

Perfetto direte voi.

Peccato che per quanto ci sforziamo restiamo umani, totalmente umani, in balia degli stessi demoni che oggi rinneghiamo.

E cosi la conoscenza diviene pugno o coltello per incidere sulla carne della nostra socialità e iniziare a servirsene per scopi non proprio luminosi.

L’uomo di carta racconta di questa costante perdita di noi stessi, palesandoci come, oggi alla soglia del terzo millennio, siamo ancora attaccati a stereotipi e tradizioni.

Solo che le capovolgiamo.

Ecco che la strega torna in una forma diversa.

Non più colei che manteneva intatte le speranze di un popolo annichilito dal potere, di chi fungeva da collante per tenere unita una solidarietà contadina lacerata dalle nuove realtà sociali delle città.

Oggi la strega è colei che si oppone alla massa, si oppone al diventare omologata e accettare in modo pedissequo, le leggi oramai legittimate e conclamate dall’alto.

L’uomo di carta è la storia di un mondo che perde se stesso, ma anche la storia di un potere femminile braccato dalla volontà di dominazione rappresentata appunto da chi, alla tradizione, preferisce la finalità cosciente.

In questa storia di colpe e di redenzioni è palese come oggi tutto sia sacrificato al dio business, al dio affare, al dio denaro.

Persino le antiche tradizioni.

Ecco l’urlo di ribellione di quelle donne rese dissidenti perché incapaci di abbassare la testa e di farsi cancellare dalla realtà:

È da tempo ormai che abbiamo smesso di fidarci degli uomini interessati alla stregoneria. Gli uomini vogliono entrare nella nostra congrega per imparare le nostre arti e poi usarle per fini sbagliati».

E questa l’Amara realtà.

Ci chiamano streghe perché non riusciamo e non vogliamo riuscirci a entrare nei loro sordidi giochi di potere.

Ci chiamano streghe e ci bruciano perché tentiamo di rendere reali i nostri sogni, di un mondo dominato dalla cooperazione e mai dalla sopraffazione.

Chi chiamano streghe perché amiamo il contatto con l’essenza di ogni cosa, fuggendo inorridite la costante apparenza.

Che è e resta prigione dei sensi e delle volontà.

Ci chiamano streghe quando non accettiamo di interpretare il ruolo che loro hanno scelto per noi, persino il modello di abito da indossare, il saluto con cui entrare in società, il trucco e la camminata, sempre sui tacchi in punta di piedi per non disturbare.

Ci chiamano streghe perché abbiamo cosi tanto amore per il nostro corpo da impedirci di mostrarlo ai lupi affamati.

Ci chiamano streghe perché immaginiamo vite diverse, immaginiamo e con questo potere plasmiamo realtà.

Ci vogliono al rogo perché rappresentiamo l’alternativa a una vita monotona e standardizzata.

Ci chiamano streghe perché proteggiamo, impastiamo con lacrime e sangue il nostro domani.

Perché il dolore lo abbracciamo e con esso danziamo un ballo tondo, un ballo persino con la morte che davanti a noi si inchina con riverita ammirazione.

Ci chiamano streghe perché sappiamo vedere oltre il velo, sollevarlo con rispetto e rimetterlo a posto, vincendo la tentazione di usarlo per i nostri fini.

Ci vogliono bruciare perché urliamo la nostra indignazione, perché cantiamo a squarciagola, perché siamo scollacciate e a volte irriverenti. Perché l’autorità per noi non è un qualcosa calato dall’alto ma donato dal popolo.

Ma mentre noi bruciamo sui roghi di anni di prigionia, noi restiamo donne.

Voi uomini di carta, cosi fragili che la pioggia vi distrugge.

E mentre scivolate via in rigagnoli di limpido liquido disceso dal cielo, noi veniamo ri-battezzate e ne usciamo diverse.

Credo che le donne battezzate in questo lago cambino»,

La donna che nuota nelle acque torbide degli eventi, non affoga.

Ne emerge diversa.

Non abbiate mai paura del flusso anche selvaggio, devastante della vita. Voi siete parte di quel flusso.

Voi siete l’oggi e il domani.

Voi rappresentate la terra e il cielo.

Non abbiate mai paura di chi vi teme.

L’uomo di carta:

è la storia delle donne e delle streghe. Dei bambini che amiamo e dobbiamo proteggere. E degli uomini che ci temono.