“The first boy” di Cristiano Pedrini. A cura di Raffaella Francesca Carretto

 

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“Sono i piccoli dettagli che sono di vitale importanza. Le piccole cose fanno accadere grandi cose. (John Wooden)”

…e sono i dettagli, non solo quelli della narrazione, non solo quelli di un’immagine, ma soprattutto quei dettagli che danno corpo a una storia, a dar vita a sensazioni e toccare l’animo e la fantasia di un lettore. Ecco, è questo forse il segreto nella lettura dei romanzi di Cristiano Pedrini.

Ho già avuto modo di leggere di questo autore, e ogni volta resto affascinata dalla qualità del suddetto. Cristiano Pedrini ci sorprende con una narrazione scorrevole ma molto particolareggiata, ricca di immagini e dettagli, e che ci fa quasi toccare con mano gli scenari da lui descritti.

La narrazione è elegante, mai volgare né banale, forse a volte un po’ eccessiva nelle descrizioni, quasi edulcorate oserei dire; ma anche in questo caso si toccano problematiche sociali, la questione dei senzatetto ad esempio, che fa da iniziale congiunzione tra i protagonisti. La storia nasce anche da qui, da uno scambio di idee e da alcuni suggerimenti… Ma non starò qui a imbeccare frasi dal libro per convincere il lettore, perché starà a lui dare un consenso all’autore. Da parte mia ho riscoperto un Pedrini molto attento ai particolari, molto dotato e con una grande attenzione al sociale e ai sentimenti, ma in questo caso ha anche messo in evidenza, grazie a questa sua nuova storia, il forte contrasto, o comunque ha evidenziato, le rigide contraddizioni dell’ambiente della politica americana, che si muove tra finto puritanesimo e malcelato falso perbenismo.

The First Boy è un romanzo di narrativa contemporanea che fa dei sentimenti la sua bandiera, anche se è molto forte il senso del dovere che si percepisce attraverso le fila della storia che si sviluppa in modo forse un po’ lento inizialmente, ma che successivamente riesce a dar percezione di quanto forte e importante sia la nascita di un sentimento, anche per chi non può permettersi di mostrarlo.

Christopher e Lawrence si avvicinano e si riconoscono, e sfidano l’ambiente che li circonda. Ed entrambi vengono travolti da questo sentimento, che forse rischia di schiacciarli, eppure l’accettazione e la forza nel lottare, nel credere in ciò che li accomuna e che li rende unici, se pur con fatica, e nonostante le prevaricazioni e le vessazioni, consentono loro di essere travolti da queste emozioni.

Non è semplice creare una storia in cui gli ostacoli sono dietro l’angolo, ma le avversità e gli intralci sono il pepe di un racconto, e anche in questo caso Pedrini ha saputo plasmare una storia che arriva al lettore e lo stupisce, catturandone l’attenzione sino alla fine.

Il legame tra i due protagonisti si percepisce sin da subito, e forse questo porta a creare un clima pesante, forse troppo per il giovane stagista che oppresso dalle illazioni e dai mormorii di corridoio, a un certo punto sparisce, dopo aver rassegnato le dimissioni. Lawrence però non riesce a rinunciare a questo sentimento e alla necessità di aver vicino il giovane Christopher, e quindi lo fa rientrare alla Casa Bianca come suo segretario personale, prima…e poi come suo amante…perché è l’amore che lo guida, perché ha bisogno di capire i suoi sentimenti.

I due uomini iniziano quindi a viversi, tra vita pubblica e privata, nonostante gli ostacoli e le continue maldicenze anche tra i membri dello staff presidenziale. Non è facile, certo, ma è la spontaneità del sentimento, la purezza di questo amore ad arricchire la storia.

Anche i personaggi secondari sono figure dal carattere contrastante, ambigui quasi, soprattutto perché sembrano muoversi col vento, come una banderuola.


Questo libro è stato una piacevole lettura che mi ha trasportata in un contesto di certo non comune, e che è stato caratterizzato da una ricerca particolareggiata sia per ciò che concerne l’ambientazione sia per le citazioni che possiamo ritrovare in tutta la narrazione. Da questo si percepisce la ricerca dell’autore per rendere il suo romanzo ancor più caratteristico e di qualità. L’eleganza e la delicatezza dell’autore sono note, la narrazione è scorrevole e pulita, scevra da volgarità e fortemente romantica, ma non ci si aspetta diversamente, soprattutto se si è già letto altro di questo autore, che non scende in dettagli espliciti ma conduce il lettore in un crescendo di sentimenti delicati, mostrando il lato romantico dell’amore.

Mi è molto piaciuto come l’autore ha condotto i protagonisti verso la consapevolezza del loro sentimento, senza rinnegare ciò che si prova. Non bisogna fermarsi alle apparenze, ma spronarsi ad andare oltre sfidando preconcetti e paure, evidenziando in maniera intensa e forte i sentimenti e le emozioni nei rapporti, è questo che ci condurrà alla vittoria, abbattendo gli ostacoli.

Anche in questo libro l’autore mette in bella mostra i sentimenti dei suoi protagonisti, che affiancati da figure minori, ma pur sempre importanti e fondamentali per comprendere le dinamiche della storia e gli stessi attori principali, ci pone di fronte alla situazione della messa in gioco delle emozioni.

Emozioni che potranno accompagnare il lettore in questo viaggio

E’ un romanzo che ritengo adatto ad ogni lettore e che quindi consiglio.

A chi vorrà dedicarvisi, una buona lettura.