“Assedio” Daniela Barisono e Alex Montagono, Io me lo leggo editore. A cura di Alessandra Micheli

1897. Londra è sotto assedio.
E non, come si potrebbe pensare, per via del ceto basso che si è stufato di arricchire il ceto medio.
Stavolta, il virus è più terrificante, più pericoloso: zombie che mettono a rischio il simbolo del vittoriano: la torre di Londra.
Ecco come potrebbe essere descritto perfettamente il testo Assedio.
Che già nel suo titolo racchiude la suggestione chiave e vincente dell’oscura fantasia di Barisono e Montagono: assedio.
Conoscete, spero, l’etimologia del termine vero?
Se cosi non fosse ve la svelo io.
L’assedio è un evento straordinario, una tattica di emergenza che si esplica nell’accerchiamento e il conseguente isolamento di un bersaglio preciso.
Il significato è di rottura violenta, che ha la funzione di aprire un varco nelle file serrate degli assediati.
Ecco perché nella parola avvertiamo un senso di soffocamento pesante, poiché in essa è contenuta la sensazione, anzi l’obiettivo di impedire l’uscita di tutti coloro che si trovano nel perimetro messo sotto tiro.
Ecco che, quindi l’assedio è un provvedimento eccezionale che si mette in atto in circostanze precise: una guerra, la necessità di veder confermato un cretto diritto, una voglia di modifica sostanziale dello status quo.
I protagonisti del testo, quindi, nostre vecchie conoscenze si trovano catapultati in una realtà diversa: non più i fasti e le miserie di una società lacerata dalle sue contraddizioni interne, ma al tempo stesso capace di non lasciare che esse la rosicchino.
Qua, le autorità civili sono sospese, sono totalmente ignorate, perché ironia della sorte, quelle stesse componenti virali del disfacimento, che nascono in senso a ogni società cosiddetta evoluta, si sono totalmente liberate prendendo il sopravvento.
Londra vittoriana appare cosi svelata alla luce impietosa della parola scritta: una società morente che blocca l’evoluzione restando ancorata ai propri privilegi.
Pur coccolando la tecnologia e la scienza, essa mette un freno all’evoluzione che, la conoscenza scientifica porta con se, inevitabile conseguenza del progresso: il cambiamento radicale di ogni assunto culturale che da legittimità e senso all’autorità costituita.
Londra vittoriana ama esse il baluardo delle nuove tecniche. Lo dimostra la precisa costruzione del Tower Bridge, eccellente opera di ingegneria meccanica.
Ama i suoi cervelli, come Babbage.
Fa proprie le meravigliose invenzioni di Tesla.
Ma solo in apparenza per celebrare la sua grandezza.
Si ricopre di ciminiere, di industrie, ma solo perché portino oro e successo nelle loro casse.
Ma, le conseguenze di tanto interesse per il lato tecnologico comporterebbero anche un’evoluzione delle fonti dell’autorità.
Il progresso scientifico non può non accompagnarsi a quello sociale.
Non può esimersi dalla critica sociale, dalla volontà di fare il passo estremo: ossia cambiare totalmente la tradizione a favore della crescita. E non solo economica.
Perché uno stato che finge di cambiare per far si che nulla cambi, è uno stato che porta in se i germogli della sua disfatta.
La crescita scientifica si accompagna e deve accompagnarsi a una morale, etica e mentale.
Vantarsi di una grandezza ma senza viverla davvero, limitandola per timore che essa distrugga i privilegi, significa fingere che il flusso della vita scorra con però dighe imponenti a fermare il suo scorrere.
Ecco che le scelte dell’Inghilterra le si ritorcono contro.
Lo racconta splendidamente Kipling, Dickens e tutti i grandi autori.
E lo racconta, altresì perfettamente il testo assedio.
Le contraddizioni, ossia i morti viventi che il finto progresso industriale porta con se, iniziano a vivere di vita propria fino a rosicchiare, “divorare” ogni elemento del vecchio sistema.
Un divorare inconsulto rabbioso e sicuramente fuori dal controllo del potere centrale.
La regalità vittoriana, infatti, pensò erroneamente di usare la povertà, la rabbia degli operai, il loro malessere per accrescere il proprio prestigio. Finendo annichilita e sommersa da una furia che si rivela assolutamente ricontrollabile.
E’ storia di ieri, e storia di oggi.
Ancora il potere da fuoco alle polveri non rendendosi conto che, la deflagrazione arriverà a distruggere i suoi centri nevralgici.
Cosicché il virus considerato al servizio dei privilegi non sarà altro che una nuova, atroce apocalisse.
E non è un caso che, i protagonisti di questo libro, sono i simboli di ciò che più puro conserva il vittoriano: il cervello, la mente, la testa e la creatività.
La logica che non sarà mai e poi mai al servizio del potere.
Cosa accadrà, beh resta a voi scoprirlo.
Io vi consiglio di gustarvi assedio, con un occhio furtivo alla vostra porta.
Se avvertite dei colpi immediati, forti e rumorosi…beh vi consiglio di scappare.
Sicuramente non sarà un rappresentante della folletto.

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