” I cancelli di Thule” di Massimiliano Cerruti, Araba Fenice editore. A cura di Chiara Iucci Linaioli

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Anno 2058, Isola di Mull (Scozia). Kyle e Tamariel, protagonisti del volume precedente, ritornano in questo nuovo capitolo con la dannazione eterna che pesa sulle loro spalle. Dopo il fallimento della missione assegnatagli dal Divino, infatti, hanno contravvenuto alle regole del “bene”, diventando loro stessi dei demoni. Non completamente nel caso di Kyle, essendo già un demone per metà. Come cambierà la loro vita insieme e il rapporto fra loro due in seguito a eventi simili? Si può amare un angelo caduto anche se si è di buon cuore? Che cosa si è disposti a fare in nome di questo amore? E’ davvero possibile usare il male per sconfiggerne uno peggiore? Tale è l’obiettivo dei due eroi in questo drammatico frangente, ora che vagano nell’oscurità: dovranno saggiare le potenzialità del male fino a toccarne il fondo, e quindi scoprire che c’è un fondo ancora più profondo…”

***

Secondo appuntamento per Kyle e Tamariel, già protagonisti di un prequel. L’azione inizia in media res per questo lungo racconto di genere. La narrazione è in terza persona, narratore onnisciente, e segue l’epilogo della storia d’amore fra un ragazzo e una angelo dannato, divenuto demone.

Lo stile è molto familiare per chi legge manga o comics in generale. Le dinamiche nei rapporti fra personaggi sono tipici degli shonen: lui, ragazzo normale, lei bellissima, con superpoteri, perennemente in bilico fra la sfrontataggine di una ballerina di cabaret e la ritrosia di una fanciulla. Di fatto, veste (anzi, sveste) spesso gli abiti per mostrarsi nella sua naturale interezza.

I dialoghi sono abbastanza ruvidi, quasi volgari quando riferiti a situazioni inerenti al sesso.

La trama è pura azione. Le descrizioni sono scarne, escluso quelle degli abiti indossati dalla musa demoniaca Tamariel. Spesso si ha la sensazione che certe sequenze narrative vengano liquidate con poche parole solo per poterne spendere maggiori sul modo in cui lei si rapporta a lui, tentandone la libidine.

Kyle, che alterna amore eterno a ritrosia verso questo essere sovrannaturale che ha scelto la dannazione per stare con lui, sembra essere una vittima della situazione (diventa automaticamente un demone per il solo fatto di averla), ma in realtà è il carnefice: a causa sua, un angelo è caduto, dannandosi, e nel momento in cui la dannazione diventa completa, lui la rifiuta.

C’è il lieto fine, ma tutto a discapito di un’altra angelica esistenza.

Un rapporto amoroso, dunque, fatto per stereotipi. Non c’è approfondimento psicologico. La relazione fra i due è meccanica di causa-effetto.

La fantasia dell’autore è notevole, spazia da miti nostrani a tradizioni pagane, creando un mix moderno. Tuttavia, molto è lasciato all’immaginazione del lettore, per comprendere appieno i fatti, che sono rocamboleschi e in rapidissima successione. I disegni allegati aiutano a chiarire le scene più veloci con istantanee funzionali, ma di fondo sembra che ci sia una sorta di urgenza da parte dell’autore ad arrivare alla fine, a concludere.

Avendo potuto leggere soltanto la seconda parte dell’avventura, chi scrive in questa sede non possiede i mezzi per dare un giudizio completo sull’opera, per cui l’autore ha indubbiamente lavorato con passione e continuità.

Di certo, vista la prolificità di Cerruti (illustratore, sceneggiatore, scrittore, appassionato di pittura), possiamo aspettarci molte sorprese, e – chissà – magari anche un’edizione completa della storia che unifichi le due parti.

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