La rubrica Viaggio attraverso la storia presenta ” Il re è un ladro!” a cura di Alfredo Betocchi

 

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Molti, ma molti secoli fa, in quella terra che oggi è conosciuta come Vietnam sorse un potente regno, chiamato Champa, abitato da gente detta Moi, proveniente dall’Indonesia. Dal 196 d.C., anno della sua fondazione, il regno prosperò e divenne molto potente.

Tra il X ed il XIV secolo, popolazioni di etnia cinese scesero dal nord e lentamente occuparono il territorio costiero di Champa. Tra il 1700 ed il 1800 il regno crollò e la popolazione si ritirò sugli altipiani interni del Vietnam. I francesi, che occuperanno tutta l’Indocina alla fine del XIX secolo, dettero loro il nome di “Montagnard” (montanari). Così sono conosciuti ancora oggi.

Data la loro ostilità perenne verso i vietnamiti, essi divennero fedeli alleati della Francia prima, durante l’occupazione coloniale, e degli americani poi, durante la lunga guerra degli anni ’60-’70, combattendo contro i vietcong. Ancora oggi sono perseguitati dall’attuale regime di Hanoi; come non citare la battaglia civile di Emma Bonino nel Palazzo di Vetro all’ONU, in difesa di questa minoranza?

Ricordate il pazzo avventuriero che volle farsi re dell’Araucania in Sud America? (Chi proprio non ce l’ha presente, può leggerlo su questo blog alla data 5.6.2019.)

Per la felicità dei miei dieci lettori, ho trovato una storia analoga, ma ambientata in pieno Vietnam, terra di giungle e di feroci popoli guerrieri. Anche questa intrigante storia inizia nell’800, che pare essere il secolo delle grandi individualità eroiche (un nome su tutti: Giuseppe Garibaldi!).

Per prima cosa bisognerà munirsi di un grande atlante per trovare il piccolo villaggio di Sedang. A dire il vero questo gruppo di capanne non è segnato neppure sul Grande Atlante del Touring Club che, aperto, è largo quanto una scrivania.

Sorvolando con un buon elicottero la zona aspra e montagnosa di Kontum, non lontano da dove si congiungono le tre frontiere del Vietnam, del Laos e della Cambogia, guardando attentamente fra il fogliame, si possono notare delle baracche abitate da indigeni. Atterrate, scendete dall’elicottero, salutate educatamente, inchinandovi (molto!), e sorridete, sorridete sempre … è meglio! Forse, metteranno via il machete!

Nel 1842 nasce a Tolone Charles – Marie David, detto “de Mayréna”. A diciott’anni venne arruolato e spedito in Indocina da Napoleone III che, maniaco di grandezza, voleva un vasto Impero Coloniale come l’Inghilterra. Dopo il servizio militare, che allora durava svariati anni, si accasò e prese dimora in Vietnam. Charles-Marie era un tipo intraprendente – ma non era nobile e ricco come quell’altro re del sud America, anch’egli francese – così dopo aver intrapreso diverse attività per sbarcare il lunario, ebbe la cattiva idea di mettersi a baloccare con la finanza.

Naturalmente combinò tali e tanti pasticci che un brutto giorno dovette lasciare la moglie, il figlio e il suo lavoro in banca per fuggire lontano, ricercato per frode.

Scappò a Giava in Indonesia, allora colonia olandese, ma anche lì si fece riconoscere come un confusionario arruffone per aver truffato una famiglia.

Denunciato, fu espulso dalle autorità e rispedito a Parigi. Dato che la carriera di finanziere era stata stroncata dagli ingrati clienti, il nostro vulcanico Charles-Marie provò, più modestamente, quella di … conquistatore!

Con i soldi truffaldini arruolò dei veri e propri tagliagole, portandoli alla conquista del territorio di Acheh, a nord di Sumatra (dove pochi anni fa si abbattè un devastante Tsunami). Ovviamente la spedizione fu un fallimento per l’opposizione degli olandesi e della popolazione stessa, che non aveva nessuna intenzione di farsi comandare dai francesi. Charles-Maria riparò così a Saigon (oggi Ho Chi Min) in Vietnam e, per consolarsi, nel 1886, andò nell’interno per visitare i villaggi dell’altipiano. Che avrà avuto in mente?

La popolazione Moi che abitava sui monti era a tutti gli effetti, indipendente.

Charles-Marie propose allora al Governatore francese di finanziargli una spedizione per sottomettere i Montagnard. L’ambizioso Governatore accettò. Il 21 aprile 1888 Charles-Marie con un amico, un interprete, un cuoco, quattro cinesi e 80 portatori, partì trionfalmente verso l’interno. In testa al corteo, un servitore portava una larga bandiera azzurra con tre margherite poste in diagonale, presentato come suo stendardo personale. Al Governatore doveva pur venire qualche dubbio sulla lealtà di un siffatto “galantuomo”, o no?

Dopo aver visitato varie missioni cattoliche in altrettanti villaggi per assicurarsi la fedeltà dei missionari che avevano una grande influenza sulla popolazione, in maggio avviò la spedizione verso Sedang. Giunto colà, si fece subito incoronare “Agnà”, ossia Re e Maestro, col nome di “Marie Primo”. Due giorni dopo, scrisse una Costituzione e adottò una bandiera “nazionale” azzurra con una grande croce bianca e una piccola stella rossa al suo centro. 1

Regno di Sedang.png

Coniò pure un motto per il suo Stato: “Mai cedere, aiutare sempre!”.

Nominò la sua “capitale” Maria Peleì 2, istituì dogane, un servizio postale e persino un ordine cavalleresco.

Un suo amico tornò al capoluogo del Governatore annunciando la “lieta novella”.

Poco tempo dopo, Marie Primo si fece prestare da un sarto cinese del denaro, ottenendo inoltre che questi cucisse mille uniformi per il suo esercito … poi, lasciando tutti di stucco, fuggì a Hong Kong con il tesoro reale e cercò di rivendere, senza successo, il suo “Regno” agli inglesi.

In Indocina, intanto, i missionari furono accusati dalle autorità francesi di separatismo e il Governatore perse il posto. Il nuovo Governatore si recò a Sedang e ripristinò la pax francese, confiscò la bandiera e, fortunatamente, si limitò a rampognare aspramente gli indigeni. Il Regno si sciolse come neve al sole.

Ah …solo il povero sarto cinese rimase gabbato.

Charles-Marie tornò in Europa ed essendo un uomo dalle mille risorse, convinse un magnate belga, tale Somzie, a finanziargli la riconquista del Regno perduto. Le autorità francesi, però, non dormivano e gli rifiutarono il passaporto.

Il nostro intrepido eroe partì lo stesso, di nascosto, e raggiunse Port Said, in Egitto.

Nel 1889 dopo lo sbarco, la storia prese ancora una volta una piega inaspettata: Charles-Marie si convertì all’Islam e raggiunse Singapore dove si risposò con una giovane malese. Neanche un anno dopo, lasciò la moglie e raggiunse l’isola sconosciuta di Pulau Tioman (C’è! Vedere sull’Atlante!).

Nessuno seppe mai cosa andò a cercare in quella isoletta di fronte alla Malesia.

Nel settembre del 1890 fu ritrovato assassinato in circostanze misteriose.

Il Re è morto, viva il Re!

Più di cento anni dopo, nel 1995, fu ricreato su Internet una Micronazione detta “Regno di Sedang”. L’autore, di Montreal in Canada, stampò francobolli e vendette titoli nobiliari (ai gonzi), nel perfetto stile da truffatore di sua Maestà Marie Primo.

Note

1 Il vessillo azzurro con croce bianca era l’antico vessillo monarchico della Francia. Anche oggi il Quebec ha la stessa bandiera con quattro gigli bianchi agli angoli.

2 Chi sa il francese, mi dia il significato di Peleì. Non ho trovato nessuna traduzione. E’ forse un cognome?

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