“Templari e Rosacroce. L’ordine di Oriente” di Domizio Cipriani, Bastogi libri. A cura di Alessandra Micheli

Templari e rosacroce, l'ordine - domizio cirpiani.png

 

Per molti ricercatori esiste un solo dio: quello del fatto accertato.

Quindi nessuno spazio per teorie eccessivamente ardite, o addirittura eretiche che viaggiano sui binari del dato non dimostrabile.

Ogni teoria deve essere granitica ed è il dato che si deve adattare a essa e non il contrario.

Questo rende il panorama della saggistica quasi una ripetizione pedissequo di idee acclamate come autorevoli e quindi di autori assolutamente accettati dai paradigmi scientifici.

Capite bene che ,a volte, questa ottusità priva di innovazioni.

E siccome la saggistica di occupa di fatti umani, di faccende che scaturiscono dalla nostra visone delle cose, ogni tanto un autore più innovativo e persino folle serve.

Perché i folli come Sitchin, come Gardner non fanno altro che individuare un dato essenziale che ogni scienza deve render caro: il residuo logico. Tante storie e persino tante filosofie nascondo una parte esoterica.

Nel senso di nascosta e nel senso di generata dalla parte oscura di noi stessi, laddove si annidano impulsi, emozioni, bisogni e persino archetipi. E’ ovvio che persino la storia essendo comunque derivata dalla nostra percezione ha una parte svolta e una parte segreta, no per nulla il nostro Balzac ne era convinto:

Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad “usum delphini”, e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.

E forse la seconda storia è quella che ci insegna di più sui meccanismi strani e straordinari del suo protagonista principale: l’uomo strano essere fatto di mente, intelletto istinto e emozione.

E cosi ogni ricercatore dovrebbe tendere alla comprensione dei dati meno evidenti, anche quelli non supportati da dati storici per comprendere dietro il mito le ragioni che ci spingono a sognare, sperare ma anche a manipolare.

Ed è in quel dato occulto che la vera storia si svela e che possiamo iniziare a comprendere il vero cammino dell’uomo.

Gli appassionati di storia sono spesso snob.

Troppo incentrato sul fatto documentato, tanto da scordare che ogni cosa descritta è frutto di una percezione influenzata non solo dal carattere ma dia miti che fondano lo stesso.

A tal proposito mi permetto di ricordare una frase estrapolata dalla mia tesi di laurea:

I miti, le filosofie, le costruzioni sociali in cui la nostra vita è immersa, acquistano credibilità via via che diventano parte di noi. Bateson ci ricorda che è verso questi miti, verso queste attribuzioni di significato, che siamo responsabili poiché questi forgiano il nostro futuro. Tutti noi, in particolare filosofi ed educatori, sono responsabili verso le risposte che essi danno all’enigma della sfinge

Per essere responsabili, dunque di questi miti bisogna conoscerli.

E per conoscerli anche uscire dalla comoda zona di comfort e avvicinarsi a un terreno impervio strano e inquietante laddove persino gli angeli esitano: il campo della stravaganza.

Ecco perché non è interessante comprendere la vera genesi storica dei templari quando studiare tutte le suggestioni che la loro segretezza ha scaturito.

E’ da quella visione ammantata persino su superstizione che il vero ricercatore può comprendere non solo il passato ma anche il presente.

E persino l’essere umano chiamato uomo.

Templari, massoni, persino i rosacroce, hanno in loro, nella loro essenza le basi della storia religiosa umana.

La certezza della scoperta di arcani manufatti è la certezza che l’essere umano tende non solo alle faccende macchiavelliane del potere ma tende a incontrarsi.

E dominare il numinoso.

Un mondo sovrannaturale nato in seno alla propria anima e partecipe di cicli naturali ma al tempio stesso straordinari, cosi come straordinaria è la mente.

La stessa alchimia il processo che per eccellenza.

Fa parte di ogni teoria magico esoterica, non è altro che il racconto del percorso dell’anima, della coscienza e persino delle idee.

E se consideriamo il mondo, come lo considerava Gregory Bateson ossia prodotto dell’attività neuronale, non possiamo assolutamente esimerci dall’indagare anche i libri più controversi e schifati dalla noiosa élite intellettuale.

Perché dobbiamo credere od è intrigante credere alla realtà di manufatti magico (tipo l’arca o il graal o la realtà della sindone).

Perché ci affascina l’idea d una creazione aliena dell’uomo?

Cosa c’è di cosi strabiliante per noi nei misteri del DNA tanto che esso è considerato la base della sacralità del cristo, cosi come spiegato da Gardner?

Perché il Graal e la sua leggenda oggi continua a stuzzicare il nostro interesse?

Dalla storia concreta e acclamata come realtà stiamo evitando l’altra faccia della lunga l’illogicità, lo straordinario e l’eresia.

Eppure è in quelle zone d’ombra che ci cela la vera e totale comprensione del mistero umano: essere dedito alla carnalità con quella strana sete d’infinito.

Credo che il testo di Cipriani debba essere analizzato in questo senso. Lasciate da parte la razionalità e immergetevi in un mito, in una zona pericolosa forse, ma ricca di nozioni indispensabili per la nostra rinascita non solo come soggetti attivi di un mondo divenuto nuovamente poco intellegibile, ma anche come esseri strani, capitati per qualche bizzarro scherzo del destino in un mondo che splende ma che ci ricorda quasi con dolore nostalgico qualcosa di ancora più immenso e grande, chissà un paradiso perduto o una dimensione dell’io dimenticata.

Che cos’è l’uomo che Tu te ne curi? Perché l’hai fatto un po’ inferiore agli angeli e l’hai coronato di onore e di gloria..”

Salmo 8 v.v4-8

 

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