“Delirium tremens” di Luigi Elia, Cavinato Editore. A cura di Francesca Giovannetti

dwelirium tremens

 

Allucinazioni e  psicosi:  delirio tremante

Ultima fatica del progetto “Giallo Sporco”.

Questa opera non lineare ha una sua deriva, comprensibile a chi va oltre il testo. Questo è necessario fare, come l’autore stesso ci invita, nelle sue aperture in prima persona, dalle pagine del diario di uno sconosciuto vagabondo.

Sebbene il delirio tremante possa essere riconosciuto in quello di un personaggio che lotta contro i demoni della dipendenza dall’alcol, in realtà il titolo si riferisce al delirio dell’intera umanità.

L’autore ce la presenta senza filtri, con poche e scarne descrizioni fisiche dei personaggi, tratteggiate con singole pennellate.

Elementi minimi, ridotti all’essenziale.

Ogni figura richiama un umano sentimento: ambizione, sconfitta, vergogna, riscatto, brutalità.

Poche luci, tanti ombre.

I temi trattati sono tanti, forse troppi, ma trovano la giustificazione della loro presenza nel voler rappresentare un quadro caotico, moralmente abbietto, il vortice oscuro della peggiore specie. Sete di denaro, noncuranza del valore della vita umana, il gioco di potere del forte al danno del debole.

C’è una via d’uscita?

Dovete scoprirlo leggendo, guardando dentro ogni personaggio e poi dentro voi stessi, facendovi le domande giuste.

Un giallo che ruota più sui personaggi che sull’indagine. Sui punti di vista, sulle emozioni e sulle reazioni. Il mondo va come noi permettiamo che vada. Ciò che è giusto può trionfare se noi lo permettiamo.

A quali patti siamo disposti a scendere?

Un’opera che lascia un senso profondo di inquietudine.

Un libro da comprendere con lentezza.

Dimenticate i commissari duri e puri o gli idealisti dannati, dimenticate ogni stereotipo del genere giallo.

Ci vuole abilità nel raccontare l’umanità attraverso una trama poliziesca, che sembra quasi l’espediente per un invito alla riflessione.

Questo non significa che vengano a mancare gli elementi base del genere: il lettore avrà una vittima, un investigatore privato, un poliziotto, un magistrato, avrà una trama di indagine, scoprirà la rete dietro al delitto, ma se si fermerà solo a questo, perderà il senso delle parole.

E poi c’è la protagonista indiscussa: Roma. Città bella e dannata, raccontata con cruda spietatezza. Roma è la cornice nella quale l’umanità viene dipinta. L’essenza di questa umanità è nel nostro potenziale.

Un giallo, sì, o meglio un giallo sporco. Da leggere componendo un mosaico della trama e di noi stessi, al medesimo tempo. E non è detto che il risultato sia quello che ci aspettiamo.

Un libro da leggere con occhi diversi, andando oltre.

Ne se siete capaci?

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