“Beta” di Fabio Montagnaro, Eretica editore. A cura di Alessandra Micheli

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Ho sempre pensato che è il vero senso della vita è nel cambiamento. Del resto senza modifiche nulla può crearsi, nulla si trasforma e quindi nulla si muove.

E senza movimento abbiamo la stasi che è come immaginare di tenere tra le mani un’idea perfetta, troppo per metterla in pratica.

E cosi la si tiene al sicuro e la si ammira nella sua ideale perfezione. Perché sicuramente le azioni saranno imperfette, sicuro non renderanno omaggio alla meraviglia dell’ideale, sicuro non saranno in grado di esaufire ogni nostra velleità artistica.

E cosi è il nostro cammino umano. Cosi meraviglioso, cosi sicuro e cosi intoccabile da essere messo al riparo da tante troppe correnti che rischiano di far ondeggiare la perfezione fino a farle incontrare l’abisso. Eppure è li che inizia la vera magia.

Quando scendiamo dai nostri comodi divani e iniziamo a sperimentare le ombre, iniziamo a indagare cosa ci cela nel buio.

Non è dal fango che nascono i fiori?

E cosi i diamanti perfetti e irraggiungibili alla vita non piacciono per nulla. Essa ha in serbo per noi avventure inimmaginabili, spesso oltre ogni nostra aspettativa. Ma serve il momento catartico, serve una svolta dirompente altrimenti nessuno di noi volontariamente scenderebbe nel fango.

Non credo che nessuno di voi sceglierebbe il freddo dell’ignoro quando ha la possibilità di godere del tepore della routine.

E cosi per Benedetta.

Di nome e di fatto, piena di doni e di affetto, di amici e di sogni, con un occhio puntato verso il futuro.

Ma che futuro può nascere senza scossoni?

Cosa possiamo imparare dalla perfezione di gesti ripetuti all’infinito?

Quale apprendimento è possibile senza rischio?

E cosi in un tranquillo pomeriggio di settembre, una divinità capricciosa e benevola le fa un vero dono: la Possibilità di oltrepassare i confini che dividono veglia e sogno.

Una tragedia per chi assiste impotente.

Un opportunità per una ragazza dalla sensibilità spiccata, con la mente piena di domande e di perché. E cosi in un momento orribile, un istante cosi ignoto da far paura, una tremenda paura, Benedetta viaggia. Attraverso le epoche, attraverso i confini che segnano la storia dalla realtà, attraverso persino i sentimenti dei protagonisti. Seduta in quel limbo sicuro e pieno di novità lei assiste a questo meraviglioso film come uno spettatore esterno.

E cosi ogni accadimento dal più semplice al più orribile sfilano davanti a lei che privilegiata può vederne le connessioni, i legami, i prima e dopo persino quello che all’occhio cosciente sfugge: il senso ultimo di ogni vissuto, di ogni azione persino malvagia.

Assassini, scoperte geografiche, la creazione di miti e semplici faccende quotidiane di ogni giorno,eseguite da sconosciuti.

Li in quell’angolo Benedetta sa.

Capisce come ogni spezzone di film segue una trama scritta da uno sceneggiatore forse folle ma geniale.

Capisce che nulla è lasciato al caso, che in ogni attimo persino brutale esiste un insegnamento che agli occhi consci, sfugge.

Benedetta comprende il mistero della vita, le le coincidenze che non sono mai coincidenze ma piccoli tasselli di un mosaico globale che ha una bellezza abbagliante, troppo forse per noi miseri esseri mani.

Benedetta dunque diventa qualcosa di più?

Forse.

Forse è capace di erigersi a custode del mondo, pallida imitazione di una creazione ancora più perfetta, quella che alzato il velo dell’inconsapevolezza ci appare in tutto il suo ammaliante fulgore. E dall’alto di una porzione di cielo, troppo lontana per la mente comune osserva il futuro, quello che potrebbe essere e quello che sarà se i sogni riusciranno a essere stretti nella mano, fari nella notte per illuminare angoli bui dell’errore.

E allora ogni momento anche tragico doloroso avrà il suo posto nella nostra coscienza gradino verso cui spalancare la porta sul nostro domani

Sono qui seduta sull’orlo
di un mondo ch’è stato
con così tanto futuro
guardando il passato

Ricordi come frammenti
di una vita che è sfumata
nella luce di un nuovo giorno
ora mi sono svegliata

Fiorella Mannoia

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