“Natale Rosso Sangue” Autori vari, Edizioni Cento autori. A cura di Alessandra Micheli

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Calore umano e dolcezza nelle strade.

Ma senza che essa intacchi il gelo dei volti.

Natale non è solo neve e tintinnio di campanelli.

E’ anche il momento in cui la solitudine si fa sentire più forte.

Come un grido stridente che squarcia il silenzio di una notte.

Una notte che deve richiamare alla mente il calore del focolare.

Almeno secondo la nostra assurda tradizione.

Ma sapete cosa penso davvero?

Che in quel freddo strano, con le luci che irrompono e cercano di illuminare ogni anfratto buio a far da padrone è semplicemente il meno nobile dei sentimenti: la rabbia.

La vendetta, il senso di colpa, la nostalgia e la perdita.

Proprio perché qualcosa deve nascere bisogna far spazio al cuore.

E per farlo bisogna portare alla luce anche quel fondo nero pulsante, che si agita senza stancarsi mai.

E sta acquattato con i suoi tentacoli in un luogo inaccessibile, chiuso a chiava, lontano dalla veglia.

E cosi in una notte magica, lo spirito di natale può assumere il ghigno arrabbiato di uno strano barbuto essere.

Il re agrifoglio che sta per cederei l passo al re nuovo, quello che deve rinascere dalla macerie.

E forse è allora in quella notte celebrata dai migliori autori, che i fantasmi escono dalle tombe e iniziano a bussare ai nostri cuori rivendicando torti subiti, tentando di riportare a galla la verità, anche nel momento in cui essa rischi di diventare una lama tagliente e feroce.

Ecco perché credo che natale rosso sangue sia il libro per aiutarci lungo il nostro cammino.

E sia un testo adatto anche a questa notte troppo nascosta nella sua vera identità da una caramelloso e zuccheroso velo. Tutto per annullare ai nostri occhi la libertà della verità. Quella che in questa storie si dipana con tutta la sua efferata crudezza e si rivela a noi con quel suo lascito di dolore, con le sue urla da banshee con la sua ribella voglia di annichilire quell’immobilità della consuetudine.

E cosi abbiamo la gelosia e la follia aprire la strana segreta degli impulsi più feroci, che si nascondono dietro a sorrisi lieti e brindisi allegri.

Esiste il mostro che strappa la vita alle sue vittime per impedire che il male venga osservato e quindi fermato e che si scontra con la giustizia che come nemesi viene per fissarlo in volto e rivelarne i lineamenti. Abbiamo la vendetta che punisce la superficialità, rea di infangare con la sua lordura la meraviglia dell’amore.

Abbiamo l’orrore del fallimenti che trasforma l’uomo in vigliacco, colui che straccia ogni sentimento buono perché incapace di risalire dal baratro e accettare la mano che l’amore stesso gli porge.

Un viaggio oscuro verso l’antro più desolato dell’abisso dell’animo unano, li a scovare le ombre a ascoltarle a farsi ferire dalla loro violenza. Fino a che la nostra corazza di indifferenza non viene totalmente distrutta.

Fino a che da quelle ferite la maschera che troppo spesso indossiamo, cade rivolendo il nostro vero volto, quell’essenza che seppur imperfetta fa di noi semplicemente uomini.

E cosi in mezzo alla barbarie esiste una lacrima, un racconto una dolcezza improvvisa quasi a ricordarci che ogni allucinato viaggio, in fondo, non è vero la perdizione ma verso la redenzione.

Finché tolta e abbandonata in un angolo la nostra maschera possiamo offrirci cosi nudi e cosi fragili alla vera luce di questa notte magica. Quella che rivela i volti e non li nasconde sotto un ipocrita oh oh ho. E’ solo cadendo che si possono alzare gli occhi e vedere le stelle. E’ solo perdendo, quando la vita è al capolinea che si può sognare di raggiungere il cielo.

Magari è solo la giustizia ristabilita:

la giustizia talvolta riesce a ricomporre le fratture emozionali e sentimentali che l’iniquità ha prodotto.

O magari è la compassione che in questa notte rinasce nei cuori induriti da tanto, troppo dolore imparando:

Che il valore di una creatura può essere nullo agli occhi del mondo, pur tuttavia ci potrebbe essere qualcuno per il quale essa vale più di qualsiasi altra cosa.

Allora il natale rosso sangue, sangue del cuore che finalmente di risveglia dal torpore, avrà davvero un senso.

Un libro in cui i talenti incantati degli autori non dipingono solo un affresco armonico, ma che infondono nelle loro parole, il dono migliore che un autore può fare a noi assurdi, semplici lettori: loro stessi.

Buon natale di sangue a tutti voi.

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