“La litania delle madri” di Michele Branchi, Golem edizioni. A cura di Francesca Giovannetti

La litania delle madri

 

Tra passato e presente, tra reale e surreale, l’autore ci racconta una storia di famiglia inquietante e drammatica. Silvia Noli, dopo un incidente, trova se stessa nel corpo della madre e vive gli anni del dopo guerra.

Scioccata e incredula abbatte il muro di menzogne dietro al quale è cresciuta. Una volta che si sarà riappropriata del suo corpo dovrà affrontare, finalmente, la verità; a fianco di una madre anch’essa ostaggio, per troppo tempo, di ciò che non poteva essere detto.

Il ricordo e la memoria possono essere costruiti e dispensati in maniera fallace, mistificando la vera natura degli uomini e delle donne. L’inganno potrebbe durare per sempre o crollare improvvisamente.

L’incidente e il coma della protagonista le fanno compiere un viaggio nel tempo calata nel corpo della madre.

Un originale mezzo creativo dell’autore che coinvolge ancora di più il lettore.

Si unisce ciò che è separato, un sé incontra un altro da sé, miscelandosi in un “unico” che si dibatte, incredulo ma avido di sapere.

Questa impossibilità di scissione fra madre e figlia guida nei meandri di una realtà sconosciuta e impossibile da immaginare.

E da qui la protagonista inizia il viaggio per districare una serie di delitti che mai sono venuti alla luce.

Accettando completamente il ruolo di artefice e vittima, unite nel coma, distinte nella realtà, inscindibili ormai nello spirito. Una ricerca spasmodica che parte del surreale per svelare il vero.

Una prosa ricca e articolata, da leggere con attenzione per carpire ogni sfumatura degli stati d’animo dei personaggi.

Una cruda visione sulla figura della donna: madre, peccatrice, strega. L’universo femminile al centro del libro con Lei, la Madre di tutte le Madri. Sembra sacrilego, come accostamento, ma ogni cosa trova il suo posto nella narrazione.

La figura materna, Alma Mater, nutrice.

Di cosa?

Possiamo chiederci.

E forse la risposta potrebbe non piacerci.

Ecco allora la litania delle Madri, le invocazioni alla Vergine, snocciolate, a volte, quasi meccanicamente dai fedeli.

Ma sono tutto, nascondono, e nello stesso tempo, svelano tutto.

Chiamano la Madre e tutte le madri terrene, inglobandone l’essenza.

…Sedes sapiéntiae,
…Rosa mýstica
…Stella matutína, 

…Salus infirmórum,
…Refúgium peccatórum,
…Consolátrix afflictórum, 

…Regina familiae,
…Regína pacis, 

L’autore affronta una incredibile sfida nel calarsi nei panni di una donna e la vince superbamente.

E i delitti che vengono alla luce e che la protagonista insegue si trasformano in una “parte” della narrazione.

Il viaggio, quello vero, difficile, angosciante e doloroso, è quello dentro di noi, alla scoperta di legami e di verità da accettare.

Un’opera che capovolge la direzione tradizionale.

Per una volta, il libro legge noi.

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