Review party “Legate per sempre” Monique Vane & Claire Hart. A cura di Alessandra Micheli

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Certi amori non finiscono

fanno dei giri immensi e poi ritornano

Antonello Venditti

Vi garantisco che non sono solo gli amori fanno giri immensi, ma anche ogni accadimento della nostra vita, seppur tortuoso o difficile, alla fine torna all’origine e sbroglia i nodi.

Perché noi e l’altro, necessariamente protagonisti di questo strano viaggio chiamato vita, siamo uniti da fili invisibili ma potenti, forti e spesso colorati. E nonostante la caparbietà di non volerli vedere, essi esistono e legano destini che alla fine si trovano ad abbracciarsi nonostante le scelte assurde, scellerate e a volte impulsive che la nostra anima compie.

E cosi legate per sempre, apparentemente considerabile come un piacevole e godibile romanzo rosa, young adult, si interseca con le mille sfumature della narrativa di formazione.

Perché, nonostante l’amore ritrovato,m nonostante il lieto fine, il vero unico protagonista non è l’incontro fatale ma la crescita e la liberazione da paure, ossessioni e limiti.

Limiti causati come sempre capita, da un passato ingombrante, da un peso nel cuore che lo rende refrattario al sentimento e a quel tocco di follia che rende ogni esistenza degna di essere vissuta.

I temi che le due amabili autrici raccontano non sono per nulla facili: parlano di abbandono, di delusioni, di responsabilità mancate e di responsabilità da cogliere, a volte impreparate di fronte alla loro profonda vastità.

Ed è per questo che le due protagoniste, chi in un modo chi nell’altro divengono come la fiaba di Frozen, rinchiuse nel loro castello di ghiaccio, impermeabili al sole che tenta e tenta in ogni modo, di scioglierla e di far brillare i loro occhi.

La stessa descrizione fisica di Safi e Zoe si concentra sulla loro stanchezza, una letargia causata dall’incapacità di vivere appieno la loro esistenza e di dare spazio al volo libero e creativo dalla loro ricca anima.

Le macerie dei rimpianti, dei ricordi, dell’enormità degli impegni presi le schiacciano. Safi che tenta di essere disperatamente all’altezza di una situazione forse più grande di lei, Zoe con la volontà di uscire da un oscurità con il cipiglio caparbio della valchiria, dimostrando al mondo che lei può auto risarcirsi delle mancanze che, un destino beffardo le ha elargito.

Ma entrambe oramai prive di sogni, di voli pindarici, di speranze e di amore. Amore per quella loro anima si ferita e graffiata, ma ancora capace di lasciarsi sedurre dal sole fulgente di un abbraccio.

Ed è questo che accade non solo grazie al loro incontro, ma anche sopratutto perché il loro ritrovarsi sarà la resa dei conti finali proprio con quel passato che tanto le ha devastate.

Sarà un tornare di nuovo all’inizio di tutto, con la possibilità di scelte diverse improntate non tanto sull’irresponsabilità quanto sull’amore.

Lasciati amare è la frase che più di ogni altra racchiude il senso del testo.

Lasciate che la vostra anima, mente e cuore vi ami, perché possiate poi proiettarvi verso l’esterno.

Lasciatevi appartenere a qualcosa non necessariamente qualcuno.

Lasciate che il lato fantasioso quello che può sbocciare solo con il vero amore, per voi stesse in primis e poi per l’altro, vi guidi alla risoluzione degli enigmi e alla riparazione dei torti.

Con lo svelamento delle motivazioni nascoste dietro ogni gesto, anche il più incomprensibile o atroce, che vi rende cosi fragili e cosi sole.

Ogni cosa che la vita vi offre è solo per insegnarvi semplicemente a essere, essere tutto ciò che volete, donne, amanti, sognatrici, sorelle, madri o vincenti.

E vi auguro che qualcuno o anche solo la vostra ferita anima sussurrarvi un giorno:

Dovresti farti amare» dice solo queste tre parole.

Un libro intenso che sono certa spezzerà ogni lastra di ghiaccio che occulta ogni cuore ferito.

Ogni sogno spezzato.

Ogni speranza abbandonata.

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